Le 30 storie essenziali di Zagor (parte 1)

Guida per neofiti e senza spoiler alle 30 storie essenziali del personaggio.

Premessa: le regole del gioco

Questi articoli sono stati ispirati da una sfida nata all’interno della mailing list di uBC.
L’idea era aiutare un profano di Zagor a farsi rapidamente una cultura in materia, la più possibile variegata e completa, leggendo non tanto i riassunti riportati nel sito ufficiale, saggi di esperti o forum di appassionati, ma quelle che rappresentano il nucleo di qualsiasi testata a fumetti: le storie. Per la precisione, un numero contenuto di storie da recuperare per una serie con centinaia di avventure pubblicate in oltre mezzo secolo (quindi piuttosto “inavvicinabile” per un neofita curioso di provarla), magari con la complicità di un amico o un parente che possiede la collezione completa.
Ne ho individuate trenta, a loro volta suddivise in gruppi che consentiranno, a seconda del tempo a disposizione, di stabilire un numero di episodi che si è disposti a leggere. Al crescere di questo numero, si potrà approfondire la conoscenza della serie per come è stata in primo luogo definita dal suo creatore, Guido Nolitta, e in seguito sviluppata dai principali scrittori che ne hanno raccolto l’eredità. Per la precisione, per questi articoli ho individuato 13 storie di Nolitta (di cui 1 scritta insieme a Decio Canzio) e 17 firmate da altri sei autori: in ordine di prima apparizione sulla serie regolare, Tiziano Sclavi (1), Marcello Toninelli (2), Ade Capone (1), Moreno Burattini (6), Mauro Boselli (6) e Jacopo Rauch (1).
La selezione ha inevitabilmente comportato sacrifici, anche eccellenti e sofferti, di racconti nel cuore di ogni zagoriano perché ho cercato di evitare ridondanze nel tipo di episodio scelto e perché talvolta è stato necessario cogliere, con la scelta di una storia, “più piccioni con una fava”. È quindi il caso di sgomberare subito il campo da eventuali “polemiche” tra appassionati 😉 : le storie individuate non vanno considerate come le trenta migliori di Zagor in assoluto (anche se naturalmente vi ritroverete molte pietre miliari), ma come quelle che vi permetteranno di ottenere un’efficace conoscenza dei temi della serie, dei grandi avversari, degli amici e dei principali cicli avventurosi di 55 anni di avventure… in trenta episodi al massimo.
Dato che questi articoli sono rivolti ai neofiti della serie che spero di avvicinare alla lettura di questo longevo protagonista del fumetto italiano, nella descrizione delle storie resterò generico, evitando gli spoiler che rovinerebbero alcuni colpi di scena (ma non considererò come spoiler quello che si può facilmente intuire dalle copertine dei numeri citati).
Ultima precisazione: la numerazione degli albi della serie regolare non è quella che troverete sulla costa dei volumi (riferiti alla collana Zenith), bensì quella effettiva di Zagor (che si ottiene sottraendo il numero 51 alla collana Zenith). Se vi sembra una cosa alquanto curiosa e complicata, prendete per buona questa informazione senza farvi ulteriori domande, e consolatevi pensando che la numerazione “parallela” degli albi è una piccola “piaga” con cui gli zagoriani fanno i conti da decenni. 😉
E ora, nell’augurarvi buona lettura, vi lascio con una domanda.
Quante storie di Zagor vorreste leggere?

“Ne voglio leggere una”

Solo una?
Se chiedeste ad una platea di zagoriani di indicare la loro storia preferita in assoluto, sono pronto a scommettere che vi sentireste rispondere sempre gli stessi quattro o cinque titoli. Ai quali in questi articoli non sfuggirò neppure io. Ma come sceglierne uno solo?
Dovete capire, infatti, che non è semplice individuare il racconto più rappresentativo di una serie come Zagor, che è genericamente ambientata tra il 1820 e il 1840 (sebbene con numerose libertà storiche) in un luogo immaginario, la foresta di Darkwood, nel nord est degli Stati Uniti. Qui il nostro è conosciuto come lo “Spirito con la Scure”, indossa una variopinta casacca con un’aquila stilizzata sul petto, ha un grido di battaglia che gela il sangue nelle vene dei malvagi e si batte per preservare la pace e la giustizia tra i bianchi e i pellerossa, dai quali è considerato l’inviato di Manito. Il contesto è quello western, ma la serie è in realtà un contenitore di tutti i generi avventurosi, spaziando con estrema disinvoltura dal fantastico all’horror, dal giallo al fantascientifico, fino al fantasy. Non mancano poi i siparietti umoristici, grazie all’eterno compagno di avventura, Cico, grande pasticcione, e a tanti altri comprimari buffi ed eccentrici. E spesso Zagor e Cico sono in viaggio fuori dai confini di Darkwood, perché per aiutare un amico o per placare la propria sete di giustizia Zagor non conosce giurisdizione.
Questo gioco richiede tuttavia di dotarsi di un metodo. E se volete leggere una sola storia di Zagor, non posso che consigliarvene una in cui lo Spirito con la Scure fa lo “Spirito con la Scure”, perseguendo la missione a cui ha scelto di dedicare la sua vita a Darkwood, il suo “regno”.

Questa storia non può che essere “La marcia della disperazione” (n.112-116, di Nolitta e Ferri, 1974-1975). Che, incidentalmente, è anche la mia storia preferita in assoluto 😉 . Un racconto di stampo realistico dalla portata epica, non a caso il primo ad essere arrivato in libreria con il marchio della Bonelli da quando la casa editrice cura direttamente le proprie uscite in quel canale di distribuzione. Vi ritroverete i raduni dei capi tribù, gli spettacolari ingressi in scena di Zagor e tutto il suo prestigio tra i pellerossa e i militari. Scoprirete l’arroganza dei bianchi e la loro noncuranza per lo stile di vita dei pellerossa, un formidabile e orgoglioso avversario come il capo della tribù dei Kiowa, Winter Snake, e un vasto campionario di virtù, meschinità ed eroismo, con momenti anche molto toccanti. Vedrete l’essenza di Zagor nel suo indignarsi, infuriarsi e nell’assumersi sino in fondo, con spirito di sacrificio, il compito che ha scelto per favorire la pace e la salvezza dei più deboli. In questa storia Zagor vive inoltre la sua prima storia d’amore, un fattore in realtà ben poco ricorrente nella serie 😉 : lei è l’indimenticabile Frida Lang. Tra i comprimari ricorrenti farete la conoscenza di Molti Occhi, il bizzarro e simpatico stregone Mohawk che porta gli occhiali, un orologio come collana e che non disdegna i medicinali dei bianchi per curare i propri fratelli.

La marcia della disperazione
Il recente volume da libreria (c) Sergio Bonelli Editore

Se il racconto vi ha, come spero, appassionato, magari siete disposti ad aumentare il tempo da dedicare alle storie di Zagor. Quante ne volete leggere?

“Ne voglio leggere altre due (per un totale di tre)”

Tre in tutto? Per farvi un’idea generale dei contenuti della serie sono ancora un po’ poche, ma si può iniziare a conoscere meglio il protagonista. Per il momento non ci sposteremo da Darkwood, e indagheremo su che cosa si nasconde dietro la vita a cui Zagor ha scelto di dedicarsi. E siccome la grandezza di un eroe è spesso il riflesso di quella dei suoi nemici, conosceremo la sua nemesi per eccellenza.

“Il re di Darkwood” (n.55-56, di Nolitta e Ferri, 1970) svela le origini del personaggio e della sua missione in favore della pacificazione tra bianchi e indiani e, più in generale, della giustizia, a partire dall’infanzia serena con i genitori nella capanna di Clear Water, in mezzo alla natura. Una serenità spazzata via da una serie di tragici eventi dai quali colui che diventerà Zagor imparerà a caro prezzo la dura lezione che il confine tra torto e ragione e tra bene e male può essere molto sottile. L’episodio consente inoltre di conoscere il trapper filosofo Wandering Fitzy, una figura fondamentale per la formazione e la crescita del futuro eroe, e la famiglia Sullivan (il papà Tobia e i figli Romeo e Orazio), ricorrenti saltimbanchi che aiuteranno Patrick Wilding (il vero nome di Zagor) a dare inizio alla leggenda dello Spirito con la Scure come Re di Darkwood ed inviato del Grande Spirito. Un’autodesignazione che, badate bene, non è lo sfruttamento dell’ingenuità di un popolo primitivo, bensì una forma di rispetto per la loro cultura.

Il Re di Darkwood
Il recente volume da libreria (c) Sergio Bonelli Editore

“Terrore dal sesto pianeta” (n.178-182, di Nolitta e Ferri, 1980) è invece il punto di riferimento imprescindibile per gli scontri tra Zagor e il suo più grande nemico, il professor Hellingen, scienziato pazzo e geniale inventore di avveniristiche armi e macchinari, che periodicamente torna a minacciare lo Spirito con la Scure, da lui ritenuto un “ignorante uomo dei boschi”. Si tratta della sua quarta apparizione e in quest’occasione è più pericoloso che mai dopo essersi alleato addirittura con degli extraterrestri dall’avanzatissima tecnologia, gli Akkroniani. Il creatore della serie genera un’atmosfera di tensione e mistero nella prima parte della storia per poi fare crescere nella seconda la terribile minaccia del sodalizio degli avversari, apparentemente insuperabili. Nella vicenda ha un ruolo importante anche la magia indiana, e Zagor emerge come uno dei grandi eroi e difensori del popolo rosso per incarico di Manito, e questa volta nel pieno senso del termine: un filone che altri autori approfondiranno e arricchiranno di vere e proprie divinità e demoni nei decenni successivi. L’episodio consente inoltre di conoscere alcuni amici importanti come il Colonnello Perry (ufficiale medico al comando di di Forte Pitt), il Barone Icaro la Plume (bizzarro e svampito inventore di macchine per volare) e Tonka (sakem dei Mohawk e fratello di sangue di Zagor). Si tratta infine della storia con cui Nolitta prende il commiato dal suo personaggio.
Hellingen, nel frattempo, è riapparso la bellezza di altre 3 volte… in quasi 37 anni. 😉

Come? Ci state prendendo gusto e vorreste leggere altre storie di Zagor? Ottimo. Quante?

“Ne voglio leggere altre tre (per un totale di sei)”

Molto bene. Con tre episodi è possibile introdurre altre tematiche ricorrenti nella serie, anche se per il momento il numero di storie complessivo è troppo basso per allontanarci dalle storie nolittiane. Si tratta di tre episodi che vedono Zagor in azione fuori da Darkwood.

“Odissea americana” (n.87-89, di Nolitta e Ferri, 1972) è un titolo che è diventato proverbiale, al punto da avere “battezzato” l’intero ciclo di episodi che, all’epoca della sua pubblicazione, tenne Zagor lontano da Darkwood per due anni di vita editoriale. Limitandosi alla storia che effettivamente porta quel titolo, si tratta, molto semplicemente, della “summa” di tutti i viaggi fantastici della serie e di un autentico paradigma dell’Avventura con la A maiuscola. È, e resterà, il migliore esempio possibile della serie per il viaggio inteso come luogo della meraviglia e dell’esplorazione di luoghi sconosciuti dove irrompono il fantastico e l’impossibile. Il viaggio del battello “Athena” lungo il fiume Tallapoosa è rimasto così scolpito nell’immaginario dei lettori che, quando si è deciso di realizzare un gioco da tavolo di Zagor, “Odissea americana” è stata la storia indicata dalla casa editrice come fonte di ispirazione. Con questo episodio potrete inoltre conoscere Trampy, il simpatico vagabondo imbroglione che vive di scaltri espedienti per scroccare un pranzo e che coinvolge Cico nei suoi raggiri… che inevitabilmente terminano con il pancione messicano (o entrambi) in fuga da gente infuriata.

“Oceano” (n.95-99, di Nolitta e Ferri, 1973) ha diversi motivi che la rendono una lettura indispensabile e, nel suo campo specifico, insuperabile. È, e resterà, sia la più bella storia di viaggio per nave sull’oceano, sia la caccia al tesoro per eccellenza della serie. Quanto al primo aspetto, i viaggi sull’oceano evocano ad ogni zagoriano il Capitano Fishleg, così soprannominato per la sua gamba artificiale ricavata da un osso di balena. È uno dei più celebri amici di Zagor e Cico, nonché comandante della baleniera “Golden Baby”, dal variegato e multietnico equipaggio (tra i quali spicca il fakiro Ramath, che si meriterà alcune apparizioni in solitario nel tempo). La parola “tesoro” nella serie dello Spirito con la Scure è invece sinonimo di Digging Bill, uno dei simpatici “svitati” di ideazione nolittiana, in questo caso con la fissa (appunto) dei tesori da disseppellire: un sognatore, che ricerca il suo primo tesoro, non per arricchirsi ma per la propria soddisfazione personale. In questo episodio la sua reazione istintiva nel rivedere Zagor e Cico non è esattamente di gioia, perché nelle sue prime apparizioni il nostro era stato presentato come un simpatico furfante matricolato, ma con questo episodio diventerà definitivamente uno dei più celebri amici dello Spirito con la Scure, al punto da meritarsi di comparire da trent’anni nel frontespizio che apre tutti gli albi della serie regolare. Le caratteristiche di Digging Bill lo rendono inoltre così versatile e adatto alle atmosfere avventurose della serie che gli eredi di Nolitta lo hanno fatto comparire al fianco di Zagor e Cico, durante alcune trasferte, anche per più episodi consecutivi.

Oceano
Il recente volume da libreria (c) Sergio Bonelli Editore

L’ultimo racconto di questo “round” è “Libertà o morte” (n.89-92, di Nolitta e Donatelli, 1972-1973), che è la risposta a quei lettori che potrebbero non trovare congeniali le storie di Zagor per alcune caratteristiche della serie (il suo svolgersi in un luogo immaginario spesso avulso dalla realtà storica più cruda, gli anacronismi o la presenza di personaggi umoristici come Cico o altri comprimari) che la rendono apparentemente più semplicistica o ingenua di altre. “Libertà o morte” è infatti il miglior racconto della serie che si possa leggere per comprendere che tali caratteristiche non impediscono episodi impegnati e ambiziosi che, pur nell’ambito di personaggi e vicende immaginarie (e anche in questo caso aperte da una gag con Trampy), traggono ispirazione dalle logiche spietate che governano la società dell’uomo bianco o dalla Storia con la S maiuscola, giudici che non fanno sconti e contro i quali neppure lo Spirito con la Scure può ottenere sempre giustizia. È inoltre il racconto da leggere per comprendere uno dei grandi motivi per i quali Zagor si indigna e non esita a impugnare la propria scure: la lotta contro ogni forma di schiavitù, per la libertà degli uomini di qualsiasi razza e colore. Conoscerete inoltre alcune figure fondamentali della serie, come Manetola, il capo dei Seminoles, e Liberty Sam, lo schiavo fuggiasco che si è unito alla sua causa.

(continua…)

Non perdete il prossimo numero di Magazine uBC, dove scopriremo altre storie essenziali dello Spirito con la Scure.

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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