Le 30 storie essenziali di Zagor (parte 3)

Guida per neofiti e senza spoiler alle 30 storie essenziali del personaggio

Siamo arrivati alla terza ed ultima puntata del viaggio nelle trenta storie essenziali di Zagor (qui potrete rileggere la prima e la seconda parte). Negli ultimi dieci titoli andremo essenzialmente alla scoperta di altri personaggi e minicicli appartenenti all’universo narrativo dello Spirito con la Scure.

Iniziamo dalla fine della precedente puntata, vale a dire dall’autore “mysterioso” che, rispetto al progetto iniziale, è stato aggiunto in corso d’opera. I lettori bonelliani abituali avranno capito che mi stavo riferendo ad Alfredo Castelli, che prima di creare Martin Mystère fu tra i primi scrittori a dare fiato a Guido Nolitta negli anni di maggiore gloria della serie. Ne “Il grande inganno” (n.205-209, di Castelli e Donatelli, 1982) troverete il più pericoloso avversario da lui introdotto, il “Tessitore“, un misterioso cospiratore a capo di un’organizzazione che compie attentati e omicidi politici in ogni parte del mondo. Per riuscirci, si avvale di assassini come i letali ninja, ma nella sua seconda apparizione il Tessitore tenterà di assoldare addirittura Mortimer. La sua finalità è scatenare disordini, destabilizzare l’ordine pubblico e generare caos, traendone il massimo profitto e detenendo il potere in modo occulto grazie al piazzamento dei propri uomini in ruoli chiave.

“Viaggio nella paura” (n.231-234, di Toninelli e Donatelli, 1984-1985) contiene la prima apparizione di nuovi ricorrenti amici di Zagor, i più importanti creati da Marcello Toninelli: il nobile inglese “Beau” Whyndam, la graziosa Kee-Noah della tribù Mandan e il massiccio e simpatico cacciatore russo Piotr Bezukoff. Il loro esordio avviene nella più lunga storia dello Spirito con la Scure firmata dallo scrittore senese, che con le pagine a disposizione propone l’avventurosa attraversata dell’America da costa a costa che l’aristocratico Whyndam deve compiere entro cento giorni, onorando una scommessa sulla quale ha puntato il suo intero patrimonio. Lo spunto, dichiaratamente ripreso dal classico di Jules Verne, è prontamente adattato alla serie dello Spirito con la Scure: la trama alterna infatti con disinvoltura le atmosfere classiche del western e quelle fantastiche e gialle, così familiari ai lettori di Zagor, e persino sfumature romantiche. Il lungo viaggio, che si avvale di un’approfondita documentazione antropologica, consente inoltre di mostrare la grande varietà delle usanze e dei costumi delle tribù pellerossa incontrate nelle differenti zone geografiche attraversate.

La collaborazione del compianto Ade Capone con Zagor si è sviluppata in un arco temporale di circa trent’anni, seppure con una lunga pausa durante la quale l’autore si è dedicato a Lazarus Ledd, il suo più celebre personaggio. Dovendo indicare un solo titolo “essenziale” da leggere della sua variegata produzione con Zagor, la scelta cade su “I mille volti della paura” (n.289-291, di Capone e Ferri, 1989). Di genere fantastico, con abbondanza di atmosfere oscure e minacciose (marchio di fabbrica dell’autore su Zagor), all’epoca della sua pubblicazione rappresentò una ventata di freschezza in una fase poco esaltante della serie. L’episodio, infatti, tramite un azzeccato espediente narrativo (ispirato da un classico recente della narrativa horror del “Re di Bangor”), si concentra sull’essenza dell’eroismo di Zagor: non l’assenza della paura, ma la forza e capacità di reazione di fronte alla stessa, con la quale lo Spirito con la Scure in questo racconto riaffronterà i suoi ricordi più dolorosi e quello che resterà, probabilmente, il suo più spettacolare combattimento di tutti i tempi.

I mille volti della paura
L’Eroe è colui che sa reagire di fronte alle proprie paure
(c) Sergio Bonelli Editore

“La miniera perduta” (n.362-364, di Boselli e Andreucci, 1995), tratta dalla “seconda odissea americana”, introduce due nuovi personaggi, il fiero capo Comanche Lupo Grigio e l’energico ranger Adam Crane. Sono entrambi amici di Zagor ma non tra di loro, poiché appartengono a fazioni nemiche, per l’occasione temporaneamente in tregua per reciproca convenienza. Una situazione che, nel seguito della serie, sarà “sfruttata” quando tra rangers e comanche scoppierà la guerra, mettendo lo Spirito con la Scure nella dolorosa (ma intrigante) posizione di scegliere con chi schierarsi. In questo episodio, ambientato in un Texas ancora sotto il dominio messicano, Zagor e i suoi nuovi amici sono impegnati a combattere contro pericolose bande di Comancheros e nella ricerca della leggendaria miniera dei Monti Wichita. E visto che si parla di tesori, non può mancare Digging Bill, che dimostrerà di sapersela cavare in situazioni molto pericolose anche da solo, e che finalmente riuscirà a coronare il sogno di una vita.

“Vendetta Vudu” (n.366-367, di Boselli e Laurenti, 1996), ambientata in Louisiana, vede la prima apparizione di ben due nuovi personaggi femminili. La prima è Marie Laveau, sensuale sacerdotessa vudu ed avversaria dello Spirito con la Scure, che tenterà di portare dalla propria parte. La seconda è Gambit, giocatrice d’azzardo ed avventuriera, molto determinata e orgogliosa. Con entrambe le donne per Zagor non mancheranno le situazioni maliziose e persino passionali, sebbene non prive di problematiche. “Vendetta Vudu” è inoltre un ottimo esempio della progettualità raggiunta dalla serie nella fase boselliana-burattiniana, poiché contiene sottotrame e una conclusione che restano volutamente aperte per essere riprese pochi anni dopo (nello specifico, nelle due storie successive di questo articolo). Negli ultimi anni questa continuity pianificata per episodi non consecutivi ha coinvolto persino supernemici come Hellingen e Rakosi, dei quali un tempo i lettori erano abituati a leggere ritorni “ogni morte di Papa”.

“Il terrore dal mare” (n.386-388, di Boselli e Andreucci, 1997) è il primo racconto di un miniciclo di quattro episodi che porterà Zagor dal Mare dei Sargassi alla Scozia e dalla Groenlandia a New York. In una vicenda permeata delle atmosfere dei classici della narrativa fantastica e horror di Lovecraft e Hope Hodgson, fa il suo esordio un nuovo alleato dello Spirito con la Scure: Andrew Cain (ispirato al Solomon Kane di Howard), tormentato cacciatore di mostri animato da una profonda fede, ai limiti del fanatismo, che combatte i cultori del Male nelle sue molteplici forme. Nell’episodio recupererete inoltre la conoscenza di Virginia, antica fiamma di Zagor, nonché nipote di Fishleg. Se siete lettori di Martin Mystère, vi farà inoltre piacere scoprire che anche nella serie dello Spirito con la Scure agisce la misteriosa base governativa di “Altrove“, con la quale Zagor avrà tuttavia importanti divergenze di vedute, nonostante l’amicizia con i suoi agenti Jesse e Roberts.

Il terrore dal mare
I giorni più bui per Port Whale
(c) Sergio Bonelli Editore

“Il tesoro di Jean Lafitte” (n.417-419, di Burattini e Chiarolla, 2000) inizia in Louisiana per concludersi addirittura in Africa e vede l’esordio, in versione romanzata, delle figure realmente esistite del pirata Jean Lafitte e della sua battagliera figlia Denise, destinati a diventare amici di Zagor e a lui legati da un rapporto di reciproca stima e lealtà, dopo un inizio piuttosto burrascoso. L’episodio è infatti particolarmente ricco di conflitti interpersonali e sodalizi nati per puro interesse. “Il tesoro di Jean Lafitte” apre un miniciclo di quattro storie ambientate nel Continente Nero, nel corso delle quali Zagor e Cico, affiancati da Digging Bill, ritroveranno altri personaggi della serie, sia di recente introduzione (Andrew Cain e Marie Laveau) sia classici (Liberty Sam), in episodi dove la natura fantastica, guerriera e selvaggia del protagonista si rigenererà in nuovi scenari di grande fascino: a mio parere, molto semplicemente, il ciclo africano rappresenta la vetta qualitativa del sense of wonder dello Zagor post-Nolitta.

“Le nere ali della notte” (n.525-527, di Rauch e Della Monica, 2009) è il racconto con cui Jacopo Rauch, l’autore più rappresentativo emerso dopo il cambio di secolo (troverà la sua consacrazione firmando il n.600), ha ereditato la gestione del tema vampiresco nella serie dello Spirito con la Scure. Nel racconto conoscerete la contessa Ylenia Varga, già alla sua terza apparizione, bellissima creatura della notte introdotta da Boselli nel terzo scontro con il vampiro storico della serie, Rakosi, ma che in seguito ha avuto un proprio sviluppo autonomo dalla presenza del Barone. Si tratta fondamentalmente di una creatura infelice e tormentata, al tempo stesso avversaria ed alleata dello Spirito con la Scure: un’erede contemporanea dell’uomo lupo nolittiano, con cui già in uno dei primi classici della serie era stata modernizzata la figura del mostro, non presentandolo come il male assoluto. Con Ylenia anche il tema dei Maestri della Notte, rispetto al Rakosi nolittiano, è stato aggiornato secondo canoni e sensibilità più attuali, fatti non solo di sangue e horror ma anche di passioni, pene d’amore e rapporti conflittuali con la propria natura.

Con “A volte ritornano” (n.549-550, di Burattini e Pesce, 2011) potrete fare la conoscenza di Shyer, la bella e misteriosa sacerdotessa-sciamano creata da Moreno Burattini dieci anni prima per un racconto che aveva arricchito le origini dello Spirito con la Scure, svelando il significato del simbolo che porta sul petto. Shyer è un personaggio fondamentale nella vicenda personale di Zagor, perché iniziò il giovane Patrick Wilding (ancora confuso e alla ricerca della propria missione) alla spiritualità indiana e al proprio destino di eroe in cui, come tutti i suoi lettori ben sanno, avrebbe incarnato gli ideali di fortezza e giustizia. “A volte ritornano”, oltre a risolvere un mistero contenuto in un antico episodio della serie firmato da Gianluigi Bonelli, rappresenta anche un vero e proprio “anticipo” della lunga trasferta in Sudamerica che sarebbe iniziata due mesi dopo, per circa tre anni di vita editoriale: tramite un espediente narrativo sono infatti mostrati alcuni luoghi, personaggi e creature che Zagor incontrerà durante il suo viaggio.

L’ultimo racconto della selezione è “Le strade di New York” (Maxi n.29, di Burattini e Mangiantini, 2017). L’episodio appartiene al filone delle storie ambientate in metropoli, iniziato da Guido Nolitta in uno dei primi classici della serie, quando strizzò l’occhio a pellicole come “Tarzan a New York” portando lo Spirito con la Scure a Chicago per mostrarne le difficoltà di ambientazione in un contesto per lui inusuale. “Le strade di New York”, in cui farete la conoscenza del battelliere Carpenter (figura ricorrente creata da Burattini che percorre i fiumi di Darkwood con la sua “Rosebud” dall’eterogeneo equipaggio), è un racconto efficace per vedere quanto la serie sia “cresciuta” nel corso dei decenni, non solo in termini di realismo degli scenari ma anche di tematiche trattate. In questo episodio troverete, infatti, alcuni elementi piuttosto crudi del contesto urbano che un tempo sarebbero stati taciuti nelle storie di Zagor, ma senza gratuità e con un preciso scopo narrativo, come è giusto che sia per la serie. Una serie che, pertanto, nel rispetto delle proprie caratteristiche di fumetto d’avventura a tutto tondo con alcune spruzzatine di commedia, non ha smesso di modernizzarsi e reinventarsi.

Le strade di New York
Nella Grande Mela
(c) Sergio Bonelli Editore
Tirando le somme

Per praticità ripropongo tutti i trenta titoli selezionati, suddivisi nella progressione dei vari “round” di approfondimento utilizzati in questi articoli e con indicata, tra parentesi, l’estrema sintesi della motivazione che ha portato alla loro inclusione. A titolo di curiosità, le storie a prevalenza fantastica sono tredici e quelle a prevalenza realistica diciassette.

Una: “La marcia della disperazione” (lo Spirito con la Scure a Darkwood, Winter Snake, Frida e Molti Occhi).
Tre: aggiungere “Il re di Darkwood” (le origini di Zagor) e “Terrore dal sesto pianeta” (fantascienza, Hellingen, Icaro la Plume, Perry e Tonka).
Sei: aggiungere “Odissea americana” (viaggi fantastici, Trampy), “Oceano” (viaggi per oceano, cacce al tesoro, Fishleg e Golden Baby, Digging Bill) e “Libertà o morte” (storie in cui Zagor non ottiene giustizia, Manetola e Liberty Sam).
Dieci: aggiungere “Zagor contro il vampiro” (horror, il Barone Rakosi e il dottor Metrevelic), “Kandrax il Mago” (magia, Kandrax e Bat Batterton), “Zagor contro Supermike” (Supermike) e “L’esploratore scomparso” (rottura con il “medioevo”, seconda “odissea americana”, coniugi Fraser e Nat Murdo, Doc Lester e Pablo Rochas, Port Whale).
Quindici: aggiungere “Il mio amico Guitar Jim” (Guitar Jim), “Tigre! “ (elementi esotici a Darkwood), “La terra dei Cherokee” (Satko, la Storia come elemento narrativo), “Anima nera” (leggende indiane, Kiki Manito e Wendigo) e “La palude dei forzati” (genere carcerario).
Venti: aggiungere “Affondate il Destroyer! “ (filone “rivalsa degli inglesi”), “Il Signore Nero” (genere fantasy), “Acqua di fuoco” (i temi ricorrenti del “medioevo”), “Scacco Matto” (Mortimer e Hellgate), “Ultima Thule” (filone “continenti perduti”, ciclo “dalla Louisiana all’Islanda”, Guthrum, Honest Joe, Dexter Green e Ludwig Richter).
Trenta: aggiungere “Il grande inganno” (il Tessitore), “Viaggio nella paura” (Beau Whyndam, Kee-Noah e Piotr Bezukoff), “I mille volti della paura” (l’essenza dell’eroismo e il combattimento più spettacolare), “La miniera perduta” (Lupo Grigio e Adam Crane), “Vendetta Vudu” (Marie Laveau e Gambit), “Il terrore dal mare” (Cain, Virginia, Altrove, ciclo “dai Sargassi a New York”), “Il tesoro di Jean Lafitte” (Jean e Denise Lafitte, ciclo africano), “Le nere ali della notte” (Ylenia Varga), “A volte ritornano” (Shyer, ciclo sudamericano), “Le strade di New York” (filone “storie metropolitane”, Carpenter).

Nella selezione delle storie nulla è stato lasciato al caso per raggiungere gli scopi iniziali: fornire il quadro più variegato possibile dei contenuti, dei personaggi e dei cicli della serie in trenta episodi (non necessariamente i migliori in assoluto), senza troppe ridondanze e dando il giusto spazio ai principali autori che hanno contribuito allo sviluppo di Zagor in oltre mezzo secolo.

Quanto alla scelta di questi ultimi, sono partito dai sei scrittori dei numeri centenari, ai quali ho aggiunto un paio di “wild card” per meriti storici. Le 30 storie finali sono pertanto firmate dal creatore Nolitta (12, di cui una insieme a Canzio), da Boselli e Burattini (6 ciascuno), da Toninelli (2) e da Castelli, Sclavi, Capone e Rauch (1 ciascuno).

Dopo aver assegnato a ciascun autore un numero di storie, un’altra scelta è stata selezionare per gli eredi di Nolitta solo episodi che consentissero di riconoscere i loro meriti nella rielaborazione o nell’aggiornamento della serie, tramite un nuovo personaggio, una tematica o un ciclo.

L’ottimizzazione del connubio tra cultura zagoriana ed episodi rappresentativi dell’apporto dell’autore alla serie ha comportato il sacrificio di alcuni titoli “eccellenti” e la mancata inclusione di alcuni personaggi.

Le rinunce più dolorose

La limitazione del numero di storie nolittiane ha portato inevitabilmente all’esclusione di molti episodi nel cuore dei lettori e non inferiori a quelli entrati nella selezione. La necessità di evitare ridondanze tra il tipo di episodi scelti ha portato a tagliare, per esempio, storie fondamentali come “Arrestate Billy Boy!”: per gli scopi di questi articoli l’irrinunciabile episodio con finale amaro era infatti già incluso. Ma anche qualsiasi storia nolittiana con la Golden Baby di Fishleg potrebbe figurare tranquillamente nelle top 10 della serie di tanti lettori, come pure tanti classici che hanno preceduto la “golden age”.
Alcuni personaggi ideati da Nolitta sono stati recuperati grazie a storie di altri autori che hanno tracciato nuove rotte per la serie, ma non è sempre stato possibile. Per non dimenticare nessuno, mi limito a citare l’assenza che trovo più “pesante”, quella di Adolfo Verybad, inizialmente caratterizzato come “macchietta” dello scienziato pazzo (sebbene fondamentalmente buono) ma nel tempo, come è capitato ad altri comprimari “svitati” di ideazione nolittiana, notevolmente cresciuto. Tra questi ultimi Digging Bill figura invece ben cinque volte nella selezione finale: la trasversalità raggiunta dal cercatore di tesori gli ha permesso infatti di inserirsi con disinvoltura in storie che hanno introdotto nuovi personaggi.
Tra gli antagonisti nolittiani mi sono concentrato esclusivamente su quelli qualificabili come “supernemici”, per non discriminare nessuno degli altri.
Tra le storie di Sclavi, è rimasta esclusa quella che reputo una delle storie più belle in assoluto di Zagor, “Incubi”. Una rinuncia fatta non tanto perché l’episodio essenziale di Hellingen era già inserito, quanto perché “Incubi” è una storia irripetibile che si è spinta oltre i paletti della serie; non essendo del tutto rappresentativa della stessa, era pertanto fuori dagli scopi di questa selezione.
Tra i personaggi che Toninelli ha aggiunto alla saga, il più importante rimasto escluso è probabilmente il mutante “Skull“, il criminale dai due cervelli. Riguardo ad Ade Capone, ho invece rinunciato al suo più celebre villain, Stephan, il nero sacerdote protagonista di un esordio dalle grandi suggestioni, perché reputo che la storia zagoriana più rappresentativa di culti demoniaci e cacciatori di mostri sia “Il terrore dal mare”.
Tra i tanti personaggi introdotti da Boselli, la limitazione del numero di episodi non mi ha permesso di includere il pittore Henry “Ladro di Ombre” Summers o i simpatici perdigiorno di Pleasant Point, mentre tra quelli di Burattini sono rimasti fuori l’avventuriero Rodrigues Lobo e il samurai Takeda.
Allargando il numero di autori, avrebbe trovato posto anche l’episodio di Luigi Mignacco con il vendicatore Black Axe, il più significativo avversario che abbia tentato di strappare a Zagor la leadership sulle tribù pellerossa di Darkwood per abbandonare la sua politica di pace con i bianchi.

Il consiglio finale

Caro lettore neofita di Zagor, è giunto il momento di salutarci.
Io mi sono impegnato come meglio potevo per farti conoscere il variegato universo narrativo dello Spirito con la Scure con un numero accessibile di episodi che potrai fissare, motivarti le mie scelte e non rovinarti la sorpresa della prima lettura.
Il mio auspicio è che questi articoli ti abbiano incuriosito abbastanza da non limitarti, tuttavia, ai trenta titoli che ti sono stati suggeriti.
Se vuoi un consiglio recupera molte altre storie di questo fondamentale protagonista del fumetto italiano. 😉

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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