Intanto i nostri eroi… Erased 09

Cover del volume

Si tratta di un’occorrenza abbastanza usata nella narrazione: per un motivo o per l’altro, l’eroe scompare dalla vista del lettore e ricompare solo anni dopo. Quasi sempre, lasciando solo il “poco dopo la scomparsa” ed il “poco prima la ricomparsa” a mo’ di parentesi su lunghi puntini di sospensione, la narrazione lo segue con un salto.

Il manga, scuola di fumetto in gran misura “protagonistocentrica” e poco propensa a saghe interminabili in cui i ruoli restano fissi e cambiano gli eroi che li interpretano (come invece accade nei comics), questo espediente lo ha usato molto spesso.

Erased, il manga di cui parlammo alla nostra “ricomparsa”, fa di questo espediente lo stacco netto tra il secondo ed il terzo e conclusivo arco narrativo e gli anni che passano sono ben 16. Sedici anni che vengono “skippati” dal telecomando dello scrittore mentre Satoru Fujinuma, il protagonista con la capacità di tornare indietro nel tempo al solo scopo di prevenire delle tragedie, per eventi ben precisi scompare dalla storia.

Poi deve essere successo qualcosa: che sia stata un’azione premeditata (ne dubito) o piuttosto dettata dall’investimento emotivo fatto sui personaggi che si sono accompagnati al protagonista, l’autore – Key Sanbe – ci ripensa e decide che questi sedici anni di nulla per il protagonista dovevano essere stati invece pieni di “qualcosa” per tutti gli altri.
Intendiamoci: anche questo è un accadimento abbastanza frequente e, normalmente, dà occasione all’autore di intercalare la narrazione con più o meno lunghi flashback o, come in questo caso, con un volume che giunge a storia finita quale regalo inaspettato.
Erased 09 è esattamente questo.

Protagonisti di questo volume sono le quattro figure chiave alle spalle del protagonista, ciascuna con una sua particolare tematica.

Diario di una madre che ce la mette tutta

Kayo Hinazuki, colei per la quale il protagonista è – senza volerlo – tornato indietro fino alla sua infanzia, ci mostra il suo essere “mandata verso il futuro”: quel futuro che avrebbe dovuto essere spezzato all’età di 10 anni da un mostro. Affrancata dalla paura, affrancata dal senso di perdita, affrancata anche dal peso di una gratitudine sincera verso il protagonista: sentimento positivo e capace di far superare il vuoto, ma pericoloso per la dipendenza che può creare.

Ken’ya Kobayashi, studente modello, impagabile secondo dell’eroe e futuro avvocato di successo, ci mostra sia il suo lato più oscuro che la sua determinazione a superarlo in nome di un’amicizia vera tra un talento naturale ed un cocciuto lavoratore. Una storia che rende giustizia a tutti gli “amici dell’eroe” che riconoscono che essere “i migliori” è bene, ma alla fine sono i più “appassionati” ad attrarre i sentimenti positivi delle persone.

Sachiko Fujinuma, supermamma e, secondo un sondaggio condotto tra tutti i recensori di Erased su Magazine uBC, moglie ideale del secolo, ha invece una particina più piccola (anche perchè resta davvero poco di positivo da dire ancora sul suo personaggio) che illustra la profonda verità per cui i bravi genitori sono ispirazione per i figli ed i bravi figli sono ispirazione per i genitori.

Ultima – e forse più “distaccata” – la giovane Airi Katagiri, colei che di tutta la storia ne ha vissuto solo pochi anni, in buona parte senza neanche sapere cosa accadesse, trascinata nella spirale degli eventi da una serie di coincidenze, dalla sua curiosità e dalla sua testardaggine. Le stesse tre cose che la portano a contatto con il protagonista nel rush finale della lunga corsa per la sopravvivenza durata quasi 18 anni (nel mondo narrato) e 8 volumi esatti (nel mondo reale).

Dal momento che ho già speso parecchie parole a descrivere tratto e sceneggiatura di quest’opera, non starò a ripetermi: parlo di questo volume in quanto è sia un omaggio a questo percorso fatto insieme, sia una collezione di momenti toccanti scritti con la bravura di un autore di cui speriamo di leggere altre opere.
Dopo qualche anno di assenza, riprendendo la strada insieme.

Luca Cerutti

"Ma che è sta roba?"

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