Il nuovo ritorno di Corto Maltese

Corto Maltese ha compiuto 50 anni! Proprio nel luglio del 1967, il fascinoso marinaio creato dal veneziano Hugo Pratt debuttava all’interno di Una Ballata del Mare Salato, lunga avventura corale pubblicata a puntate all’interno della rivista Sgt. Kirk, dell’editore Ivaldi. Nella Ballata erano già presenti tutti gli elementi, dallo spirito ribelle e anticonformista al grande senso di giustizia, che permetteranno a Corto Maltese di divenire un’icona stessa dell’avventura, anche se solo nel 1970, con le storie brevi pubblicate sulla rivista francese Pif per le edizioni Casterman, assurgerà al ruolo di protagonista, donando al suo creatore gloria imperitura.

Corto Maltese: Equatoria

Le celebrazioni per il prestigioso anniversario sono iniziate a novembre dell’anno scorso con la bella mostra Hugo Pratt e Corto Maltese – 50 Anni di Viaggio nel Mito, sono proseguiti con la nuova ristampa delle opere più celebri del maestro di Malamocco da parte del Gruppo Espresso con la serie da edicola L’Arte di Hugo Pratt, per raggiungere il culmine con  l’uscita del nuovo episodio delle avventure del celebre marinaio, Equatoria, realizzato dalla coppia spagnola Juan Diaz Canales per i testi e Rubén Pellejero per i disegni (coadiuvato da José Torres per le matite e dalla figlia Sonia per i colori) ed edito in Italia da Rizzoli Lizard.

I due autori avevano già realizzato nel 2015 Sotto il Sole di Mezzanotte, la prima delle avventure giovanili di Corto che la casa editrice Casterman in Francia e Rizzoli Lizard in Italia hanno deciso di dedicare al mitico personaggio. Per inciso è giusto sottolineare che un’altra incarnazione giovanile di Corto Maltese, ma solo letteraria e non fumettistica, è presente in 2 romanzi, Il Corvo di Pietra e Oltremare, che Marco Steiner, vecchio collaboratore di Hugo Pratt, ha pubblicato per Sellerio editore.

Corto Maltese e Venezia

Corto Maltese si unisce così agli altri personaggi leggendari che, come Lucky Luke e Asterix, hanno proseguito la loro vita editoriale anche dopo la scomparsa dei loro creatori. Nel caso di Corto le prime avvisaglie del suo ritorno c’erano già state nel 2008, con l’uscita su Specchio+ (la rivista mensile in allegato al quotidiano La Stampa) del breve preludio di Quattro Sassi nel Fuoco, avventura degli Scorpioni del Deserto (altri celebre serie di Hugo Pratt) realizzata dagli italiani Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli, in cui il marinaio maltese appare in flashback, evocato dallo scrittore e avventuriero francese, realmente esistito, Henry de Monfreid.

Anche in questo caso il volume è stato preceduto dalla pubblicazione, sulla rivista francese Pandora, di un racconto breve, Cuento Chino, realizzato dagli stessi autori, in cui Corto Maltese è affiancato dal professor Steiner. D’altra parte, a testimoniare l’attenzione utilizzata per promuovere al meglio l’albo, la stessa prima uscita in volume di Equatoria è stata anticipata dalla pubblicazione seriale estiva su dei quotidiani: sulla Repubblica in Italia e su Le Figaro Magazine in Francia.

In Equatoria Diaz Canales e Pellejero  ci portano nel 1911, quando un giovane ma già disincantato Corto Maltese (non torna a Malta da 10 anni), partendo da Venezia e da alcuni scritti di Lord Byron, si muove sulle tracce di un misterioso tesoro legato al  regno mitico di Prete Gianni. Si apre dunque un viaggio quasi iniziatico, dove attraverso un passaggio in Egitto, l’arrivo a Zanzibar, Corto approda sulle rive del Lago Vittoria e a Equatoria, la provincia storica del Sud Sudan. Corto incrocia nel suo cammino numerosi personaggi, una giornalista del National Geographic, il poeta Costantino Kavafis, un giovane Wiston Churchill, cui salva la vita, il già citato Henry de Monfreid, in veste di contrabbandiere, Ferida, la figlia di Emin Pascià, l’esploratore tedesco, governatore di Equatoria alla fine del XIX secolo. I personaggi migliori, come spesso succede, non sono però quelli ripresi dalla realtà storica, ma quelli creati appositamente, come la misteriosa e bellissima Afra.

Corto e Aida

Durante la sua caccia al tesoro includente, come spesso gli succede Corto Maltese ha modo di avvicinarsi a tutte le contraddizioni della società in cui si muove, prima fra tutti il colonialismo europeo in Africa, la tratta degli schiavi e il commercio dell’avorio.

Leggere una storia di Corto Maltese non realizzata da Hugo Pratt sembra quasi un’eresia, tanto era evidente il legame tra l’autore e il personaggio, con avventure che partivano dalle esperienze dirette di vita del Maestro di Malamocco. Eppure l’effetto, per quanto particolare, non è spiacevole, i disegni sono ben riusciti, eleganti e realizzati con perizia, grazie all’accurata ricostruzione degli ambienti ma anche all’attenzione alla recitazione dei personaggi. Anche la storia è costruita, come già la precedente, per richiamare le ambientazioni e gli scenari sviluppati nelle storie precedenti, con lo stesso approccio ironico e sognante, tipico di Pratt, pur con un intreccio che presenta troppi personaggi, alcuni solo abbozzati.

Nuovi piani di fuga

La pecca principale è che appare tutto forse troppo perfetto, costruito, un’alchimia bilanciata esattamente tra l’avventura, l’esotismo, la descrizione socio-antropologica, storica ed etnologica e gli stilemi delle precedenti avventure di Corto Maltese, nelle citazioni, nelle inquadrature delle vignette. Quello che manca è l’anima, o forse le imperfezioni che sapeva gestire e presentarci come punto di forza Pratt, più interessato a volte a macinare pagine, magari per ottenere il giusto compenso, che a dare coerenza stilistica alle tavole presentate poco per volta sulle varie riviste. Forse proprio in questa imperfezione risiedeva il fascino delle storie di Corto, ben lontane dall’essere perfette, ricolme di difetti ed incongruenze ma che vibravano, legando il lettore e l’appassionato alla tavola. Ma questo è proprio l’unico aspetto che sarebbe impossibile da riprodurre per qualsiasi autore, non solo per la validissima coppia spagnola (sarebbe lo stesso anche per Camuncoli e Casali) vincolati perdipiù dal rigido controllo della Lizard, obbligata a gestire con molta attenzione il futuro di uno dei personaggi più famosi del fumetto mondiale.

 

Massimo Cappelli

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