Zagor dopo Nolitta (dal n.301 al n.400)

Il quarto ciclo centenario di Zagor si apre sulla falsariga di come era terminato quello precedente.

Nei n.301-302 (di Toninelli e Donatelli) i guerrieri Mosolopea stanno lasciando sempre più numerosi la loro riserva, incitati alla ribellione dall’apparente ritorno dalle celesti praterie del glorioso capo Testa di Morto. Il bluff di un attacco al forte è il tassello finale di un elaborato piano per permettere all’intera tribù di fuggire e riprendere a vivere con la dignità e libertà di un tempo in un territorio lontano. Lo Spirito con la Scure, che si è trovato ad affrontare anche una spietata banda di vigilantes bianchi incappucciati, darà infine la propria benedizione ai Mosolopea.

Nei n.303-304 (di Toninelli e Ferri) Zagor giunge a Maldontown, un fortino eretto in territorio di frontiera dal possente Big Maldon, restando coinvolto nella guerra tra l’anziano e prepotente frontierman e la bellicosa tribù dei Kainah. La condotta intransigente di Maldon provocherà molte morti e la distruzione di Maldontown ma, dopo aver ricevuto una lezione di dignità da Zagor, l’uomo di frontiera si riscatterà con un eroico sacrificio che permetterà agli ultimi superstiti di portarsi in salvo.

Nei n.304-305 (di Toninelli e Pepe) alcune donne della tribù Wyandot di Akenat (n.191-194) sono uccise barbaramente da quattro furfanti bianchi. Doc Lester, il trapper amico di Zagor, è sospettato del crimine e legato al palo della tortura: per salvargli la vita, Akenat obbliga lo Spirito con la Scure a dare la caccia ai veri colpevoli, con i quali si scontrerà tra cittadine, fattorie e battelli in fiumi nebbiosi.

Nella prima storia del 1991 (n.306-307, di Toninelli e Donatelli) un altro amico trapper (non già noto ai lettori stavolta) è accusato di omicidio e Zagor va alla ricerca della sola persona che possa scagionarlo (il ciarlatano, scaltro e simpatico “Doctor Miracle”), restando coinvolto in una vicenda che, oltre a trafficanti di armi e di whisky, pellerossa bellicosi e pistoleri, presenta una difficoltà in più: per un banale colpo alla testa, lo Spirito con la Scure è diventato temporaneamente cieco. Questo non gli impedirà, sfruttando gli altri sensi, di portare a termine la missione.

Nei n.307-310 (di Capone e Torricelli-Pepe) Diablar, anziano profeta di sventura pellerossa che per una mera casualità ha predetto una catastrofica alluvione su Darkwood, si impadronisce di antichi poteri tramandati dagli antenati degli abitanti della foresta. In una Darkwood ancora allagata, Diablar scatena il proprio esercito di fedelissimi contro lo Spirito con la Scure, che riuscirà a sconfiggerlo con l’aiuto di Gotam e Montag, rispettivamente il giovane capo dei Delaware e lo stregone dei Seneca.

L’abbandono di Toninelli e la nuova squadra di autori

Ci prendiamo ora una pausa dai riassunti delle storie per vedere come è stato affrontato nella rubrica postale un momento importante per la serie: la decisione di Toninelli (il principale autore nel primo decennio del “dopo Nolitta”) di lasciare Zagor e la formazione della nuova squadra di sceneggiatori per il futuro del personaggio.
E’ il gennaio 1991 quando, nel n.306, Sergio Bonelli dà l’annuncio con queste parole:

“[…] anche il più affettuoso dei rapporti, quando è troppo esclusivo, dopo un po’ rischia di mostrare la corda […] Come Conan Doyle, l’autore di Sherlock Holmes, che cercò di abbandonare il suo detective, come Sean Connery, lo 007 cinematografico, che non volle più interpretare il suo agente segreto, così anche Toninelli ha deciso di non essere più schiavo dello Spirito con la Scure. I fumettari […] sono pur sempre dei creativi, e all’ispirazione non si comanda. Inoltre Toninelli è un fumettaro completo […]

Nel n.315 Bonelli torna sull’argomento per smentire alcune voci che erano state riportate sulle fanzine:

“Marcello, che è stato per diversi anni titolare quasi assoluto dei testi di Zagor, non è stato sollevato né scaricato, ma se ne è andato di sua spontanea volontà. […] Toninelli, è vero, aveva presentato una sua proposta radicale per un totale cambiamento del personaggio Zagor, proposta sulla quale il sottoscritto e tutta la redazione avevano espresso parere negativo. Ma Toninelli se n’è andato anche perché aveva altri interessi e altre iniziative in campo fumettistico […]”

Dal canto suo Toninelli, nel 2013, nel suo libro “Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood” (Cartoon Club Editore) conferma quanto scritto da Bonelli:

“Dopo dieci anni di onesta collaborazione, sentivo il bisogno di avere una maggiore libertà nella gestione del personaggio […] Già da un po’, chiamato da Gino d’Antonio che all’epoca era stato assunto dalle edizioni San Paolo come responsabile dei fumetti per il Giornalino, collaboravo con il settimanale cattolico per il quale potevo finalmente scrivere e disegnare le mie storie, con personaggi di mia creazione. Tutta un’altra soddisfazione, per un autore. […] Così la decisione di interrompere la collaborazione maturò abbastanza in fretta. Presentai un progetto di ‘sdoppiamento’ della serie, un po’ buttato lì, lo confesso, che se attuato mi avrebbe permesso di scrivere uno Zagor più mio, ma ben sapendo che sarebbe stata una lettera di dimissioni”.

Nel n.308 Bonelli inizia a presentare la nuova squadra di autori per il futuro della serie:

“Recentemente vi ho detto dell’addio di Toninelli a Zagor, anche se per qualche mese potrete ancora leggere alcune sue belle storie. Alcuni lettori mi hanno chiesto: e ora? E ora abbiamo allestito un nuovo interessante staff di sceneggiatori, formato da ex-lettori di Zagor, proprio come voi, che sono diventati autori del loro personaggio preferito.”

Gli autori sono il già noto Ade Capone e, in ordine di citazione, Alessandro Russo, Mauro Boselli e Moreno Burattini. Tuttavia, Russo avrebbe firmato nell’immediato un solo episodio per la serie regolare, prima di dedicarsi ad altre testate (tornerà su Zagor con un paio di episodi circa dieci anni dopo), ed anche Capone si sarebbe presto preso una pausa fino al 2006 per potersi dedicare al suo personaggio più noto, Lazarus Ledd. I principali artefici del rilancio della serie saranno pertanto Boselli e Burattini, che a tempo debito ne diventeranno anche i curatori.
Quanto ai progetti per il futuro, nel n.315 Bonelli scrive:

“La vera novità di Zagor sarà il ritorno a Zagor! […] La nostra intenzione (mi riferisco, oltre che al sottoscritto, ai responsabili e supervisori della serie Zagor, Decio Canzio e Renato Queirolo) è di riportare Zagor ai fasti del periodo nolittiano, che secondo le vostre lettere è tuttora il preferito. Forse solo per nostalgia, chissà… Comunque la parola d’ordine è: per rinnovare Zagor, si torna alle origini! Abbiamo in progetto classiche storie di viaggi, mistero, supernemici (Rakosi e Hellingen, probabilmente), e soprattutto tanta avventura.”

Le prime storie di Boselli e Burattini

Il “ritorno a Zagor” promesso da Bonelli impiegherà qualche tempo a concretizzarsi e, in una fase transitoria durata circa tre anni, alle ultime storie di Toninelli si affiancano quelle dei nuovi autori, ma non mancano episodi firmati da ospiti occasionali, sia ai testi che ai disegni.
Nel maggio 1991 esordiscono ai testi sia Moreno Burattini (sulla serie regolare e sul nuovo speciale di Cico) che Mauro Boselli (sullo speciale di Zagor).

Nei n.310-312 (di Burattini e Ferri) Zagor, sulle tracce di alcuni assassini, si inoltra in una selvaggia regione montuosa dove misteriose grida scuotono la notte e molte persone sono state uccise e orrendamente mutilate. La spiegazione è in un avamposto dove la sperimentazione di una droga per rendere i soldati più forti ed aggressivi è sfuggita di mano, trasformando i militari in belve assetate di sangue.

Nello Speciale n.4 (di Boselli e Ferri) Kiki Manito (n.275-280) incarica sette eroi del popolo rosso (tra cui Zagor, Tonka e Satko) di rinvigorire la fiamma sacra del Wakan (la sacra energia che per gli indiani è in tutte le cose) nella parallela “terra nascosta” dove vive il “popolo degli antenati”. Per riuscirci, i sette devono sconfiggere avversari mostruosi e spegnere la “fiamma nera”. Da segnalare gli esordi dell’indiano contrario Heyoka e di Wendigo, il Demone del Male, eterno avversario di Kiki.

Nei n.313-315 (di Toninelli e Donatelli) Zagor guida un gruppo di persone, tra cui un ricco e anziano mercante e la giovane moglie Lisa, verso le palizzate di un trading post nella regione del Black River, insanguinata da bande di predoni shoshone. Nella vicenda è in particolare spolvero Doc Lester, del quale sono chiarite le motivazioni che lo spinsero a lasciare l’attività di dentista di una grande città per diventare un uomo dei boschi: l’ingiusta accusa di omicidio del marito della sua amante (vale a dire Lisa). E la storia si ripete, con un nuovo colpevole di comodo da accusare.

Il n.316 ospita nella prima metà un episodio inconsueto per la breve durata. Scritto da Capone e illustrato dal veterano Renato Polese (all’unica esperienza zagoriana), vede lo Spirito con la Scure aiutare un giovane della tribù Delaware di Gotam (n.307-310) che, nella rituale caccia a un lupo che ne decreterà il passaggio all’età adulta, si è imbattuto in due pericolosi banditi.

Nei n.316-318 (di Toninelli e Donatelli) Zagor aiuta Bat Batterton e suo cugino Bing (n.261-263) a scoprire il mistero dietro le spettrali apparizioni sulla “Blue Queen”, un grande battello fluviale. A bordo dello stesso sono inoltre all’opera alcuni contrabbandieri di armi, tra cui “Happy” Lou (un funereo criminale già incontrato nei n.27-28) e sua sorella Lorna, con la quale lo Spirito con la Scure ha un fugace e impacciato momento di passione, il primo dai tempi di Virginia (n.157-161).

Nei n.318-320 (di Burattini e Ferri) Cico pesca una bottiglia che contiene un drammatico messaggio scritto con il sangue, che conduce lui e Zagor a Rose Valley, antica abbazia domenicana divenuta accademia militare. Qui avranno a che fare con un assassino alla ricerca del tesoro nascosto dai padri domenicani tempo prima, tra cappelle, messaggi in codice indecifrabili per i profani, passaggi segreti e sotterranei tenebrosi.

Nei n.321-322 (di Toninelli e Donatelli) torna il taglialegna Wertmann (n.219-221), impegnato a disboscare una zona per costruire un avamposto militare. L’insediamento è oggetto di una serie di attentati, e il misterioso assassinio del capo di una tribù locale che voleva proteggere un albero sacro provoca scontri tra indiani, militari e taglialegna. Dietro questi avvenimenti ci sono due banditi che proprio sotto l’albero sacro avevano sepolto il bottino di una loro rapina.

Nei n.322-324 (disegni di Pepe) esordisce ai testi Alessandro Russo. L’episodio vede Zagor e Cico, insieme a un giovane bianco cresciuto tra gli indiani, lottare contro un’organizzazione che vende whisky a bande di predoni indiani, tra indagini in città, misteriosi omicidi, sceriffi negligenti e linciaggi.

Lo Speciale n.5 (di Burattini e Ferri), uscito a cinquecento anni dalla scoperta dell’America, è dedicato al segreto di Cristoforo Colombo, del quale un professore ha ritrovato il diario di bordo autentico. In esso si parla di un misterioso passeggero che il navigatore ha trasportato nel nuovo mondo, insieme ad una cassa dal contenuto sconosciuto, che si rivela essere una creatura “impossibile”: il Golem, dormiente in una grotta protetta dai Creek affinché non si risvegli dal suo sonno secolare.

Nei n.324-325 (di Burattini e Ferri) gli Skidi compiono un’incursione a Darkwood per rapire giovani donne da sacrificare alla propria divinità. Zagor e Cico sono sulle loro tracce, insieme al guerriero che vorrebbe sposare l’ultima donna rapita (la figlia del capo dei Cheyenne) e si scontrano con lo stregone degli Skidi, che sta avvelenando il proprio capo tribù (contrario ai sacrifici umani).

Nei n.325-327 (di Capone e Gamba) Zagor, all’inseguimento di due banditi che hanno ferito gravemente Cico, raggiunge la leggendaria e maledetta miniera d’oro di Pegleg, dove trova un insediamento di inquietanti minatori che scavano senza sosta, mentre lui inizia a perdere le forze. La spiegazione si trova in un cimitero indiano, dove un fuoco sacro permette a un colossale pellerossa di sacrificare agli Spiriti della foresta le persone che raggiungono quei luoghi, facendole risorgere a una nuova “non-vita”.

Nei n.328-329 (di Burattini e Ferri) Zagor aiuta i suoi amici trappers a difendersi dagli spietati sicari al soldo di un ricco mercante che vuole il monopolio delle pellicce a Darkwood, per poi distruggere da solo il covo del nemico, situato in un fortino, nel corso di una devastante incursione notturna.

Nei n.329-330 (di Burattini e Donatelli) una tragica rapina in banca sconvolge una famiglia, con un giovane fuorilegge che diventa involontario complice della morte del padre. Zagor è sulle tracce dei banditi, che hanno una ragazza in ostaggio, ed è testimone della redenzione del fuorilegge, mentre il suo fratello “onesto” si rivela peggiore di quello “cattivo” e la vera mente del colpo.

Tanti nuovi disegnatori

Il 1993 è all’insegna di un ampio rinnovamento del comparto grafico della serie, dopo un “blocco” che, escludendo il contributo eccezionale di Polese, durava dall’arrivo di Torricelli nel 1986.

Nei n.330-331 (di Capone-Queirolo) esordisce ai disegni Stefano Andreucci. Un villaggio minerario è scosso dalle morti sanguinarie che avvengono per opera di un’imprendibile belva feroce. Secondo le tribù locali si tratterebbe di una creatura leggendaria che vive da tempo in quei luoghi (in realtà un povero ragazzo cresciuto allo stato selvaggio), ma i veri colpevoli sono dei bianchi che volevano sfruttare indisturbati una miniera ricchissima. Da segnalare la firma ai testi di Queirolo (si tratterà dell’unica volta per il curatore della serie), al fianco di Ade Capone che, dopo questa storia, si prenderà una pausa da Zagor di tredici anni.

Doppio esordio nei n.331-332, con Bepi Vigna ai testi (sarà l’unica volta per uno dei papà di Nathan Never) e Gaetano Cassaro ai disegni, dopo la lunga esperienza con Martin Mystère (in futuro sarà affiancato dal fratello Gaspare). La mancata consegna a un gruppo di coloni delle scorte alimentari per superare l’inverno porta alla luce il piano di un mercante senza scrupoli, che intende rifornire di armi e whisky alcuni predoni indiani con cui ha stretto un patto per depredare i cercatori d’oro delle montagne vicine.

I n.332-334 contengono l’ultima storia di Toninelli, per i disegni di Gamba. Il bellicoso capo dei Malecite vuole spazzare via un fortino posto a guardia del passo che conduce ad una vallata ricca e popolosa, dove intende compiere razzie, ma a proteggere il forte c’è un’insolita guarnigione composta da soldati-galeotti, che hanno trasformato il periodo di carcerazione in ferma militare. Dopo un tentativo di diserzione finito in un’imboscata indiana, i difensori del forte sono tuttavia rimasti soltanto in cinque (inclusi Zagor e Cico): gli ultimi avanzi di galera moriranno da eroi.

Nei n.334-336 (di Boselli) esordisce ai disegni Mauro Laurenti, che illustra la vicenda di Henry Summers, giovane pittore di Boston che vuole ritrarre gli indiani, cui Zagor fa da guida tra le tribù. Ribattezzato “Ladro di Ombre”, la sua presenza, suo malgrado, provoca un complotto da parte dello stregone dei Chippewa e la morte del figlio del sakem. Zagor sbroglia la matassa, e Henry riprende il suo viaggio allontanandosi da Darkwood. Una curiosità: per il suo esordio sulla serie regolare, Boselli è simbolicamente ripartito dal luogo dove era ambientata la prima striscia di Zagor del 1961, il minuscolo villaggio di Pleasant Point, del quale introduce alcuni abitanti che diventeranno una presenza ricorrente.

Boselli firma anche lo Speciale n.6, illustrato dall’esordiente Carlo Marcello (in prestito da Tex). L’albo racconta, in un flashback ambientato poco dopo la prima apparizione dello Spirito con la Scure a Darkwood (n.55-56), la nascita dell’amicizia tra Zagor e Tonka. Viene svelato, in particolare, che i due sono fratelli di sangue sin da allora e che lo storico capo dei Mohawk porta nel cuore un grave lutto: la perdita della moglie Ahta, in seguito agli eventi che videro un guerriero rinnegato cercare di assumere il comando della Lega delle sei nazioni Irochesi (per poi distruggerla), spacciandosi per il portavoce degli Dei (le cui fantasmagoriche apparizioni erano in realtà dei trucchi).
In allegato allo speciale, al posto dei libretti a tema, arrivano albi di 32 pagine dedicati a storie in solitario dei comprimari della serie. Il primo è Digging Bill (Boselli-Burattini e Ferri), che in Florida è alla ricerca di un tesoro, in compagnia di un pappagallo (l’unico a conoscerne l’ubicazione) ed incalzato da alcuni loschi figuri.

Nei n.336-338 (di Burattini e Ferri) i ghiacciai e le nevi intorno al lago Ontario sono testimoni di una vicenda in cui Zagor e Cico, dopo aver trovato i cadaveri congelati di alcuni cercatori d’oro, restano coinvolti nella caccia a un bandito senza scrupoli e al suo misterioso complice che lo segue a distanza. I nostri sono accompagnati da Bull, un meticcio la cui moglie è stata uccisa dal bandito. La verità celata dietro questi avvenimenti sarà però più dolorosa rispetto alle attese.

I n.339-341 (di Burattini) contengono l’unica storia disegnata dal “mysteriano” Franco Devescovi. Per salvare lo scienziato Verybad, rapito da due militari rinnegati che vogliono sfruttare la sua ultima invenzione (il fluido miniaturizzante), Zagor è costretto a farsi rimpicciolire, affrontando una pericolosa avventura da un’insolita veduta, con la prospettiva di morire in modo orribile se Verybad non gli sottoporrà un antidoto entro trenta ore.

Nei n.341-342 (di Burattini e Ferri) Zagor aiuta Sarah, una giovane bianca in fuga dagli Ottawa da cui era stata rapita tre anni prima, a tornare dal suo marito. Nel frattempo era diventata anche la moglie del capo Artiglio d’Orso, che ama, ma dal quale è scappata con il figlio che hanno avuto per dargli una vita migliore. Il marito bianco, tuttavia, oltre a un incallito razzista, si rivela essere un criminale privo di scrupoli: Zagor e Artiglio d’Orso sistemano la faccenda, e la donna accetta di far parte del popolo Ottawa, con il nome di Occhi di Cielo.

Nei n.343-344 (di Burattini e Donatelli) Darkwood è scossa da un’ondata di follia sanguinaria, provocata da piccole pietre fosforescenti che gli invasati portano addosso. Si tratta della vendetta di Hegen Von Axel (n.189-191), che controlla a distanza gli invasati dalla caverna radioattiva in cui ha raggiunto l’agognata immortalità, ma dalla quale non si può più allontanare per sopravvivere e al prezzo di orribili mutazioni del suo corpo.

Con questa storia si chiude la fase transitoria del “dopo Toninelli” e l’anteprima dell’albo successivo, sia nei testi di presentazione sia nella copertina (raffigurante Zagor e Cico simbolicamente in cammino per l’intera America del Nord), evidenzia come meglio non potrebbe l’inizio dell’attesa e più volte annunciata nuova trasferta, che sarà ribattezzata…

La seconda odissea americana

Nell’aprile 1994 inizia un ciclo di episodi che vedono Zagor e Cico in viaggio per il continente come non capitava dai n.85-107, la fase iniziale della “Golden Age” (durata fino al n.138), vale a dire il periodo nolittiano universalmente più amato dai lettori della serie. La nuova saga è costituita da quattordici storie e 31 albi ed è caratterizzata dal ritorno di molti storici comprimari e dall’apparizione di nuovi personaggi ricorrenti, sia amici che nemici. Sul fronte grafico, i recenti inserimenti hanno l’occasione di mettersi in mostra, e a loro se ne aggiungono di nuovi che diventeranno colonne della serie negli anni successivi.

Nei n.345-348 (di Boselli e Marcello) la nave del capitano Fraser, lord scozzese alla ricerca del “Passaggio a Nord Ovest” (la leggendaria via d’acqua che passa dall’artico), resta bloccata dai ghiacci. Lady Emma, sua moglie, e Nat Murdo, segretario di lei, organizzano una spedizione di soccorso coinvolgendo il capitano Fishleg e l’equipaggio della Golden Baby (assenti dai n.157-161), nonché Zagor e Cico, il cui amico trapper Rochas è a bordo della nave di Fraser. Inizia così un viaggio pericoloso tra iceberg, tempeste, ammutinamenti, attacchi delle popolazioni indigene inuit e il tradimento di Nat Murdo, che vuole cogliere l’occasione per eliminare il capitano Fraser, trovare il tesoro della “Sfinge dei Ghiacci” e ottenere l’amore di Lady Emma, della quale è anche cugino. Dopo che i suoi piani sono andati a monte, Murdo rapisce Anya, la moglie dell’inuit Akutan (un nuovo amico dei nostri) e fugge con una slitta. Zagor e Cico si uniscono ad Akutan per inseguire Murdo. Due curiosità extra-storia: nel n.346 arriva il codice a barre in quarta di copertina, mentre nel n.347 non è riportata l’anteprima dell’albo successivo, ma solo il suo titolo.

Nei n.348-350 (di Boselli e Laurenti) i tre compagni arrivano nell’isola di Sitka, in Alaska, dove ritrovano il pittore Henry Summers (n.334-336), prigioniero degli indiani Tlintig del feroce capo Koyak. Grazie ad Henry viene sventato un attentato alla delegazione russa del principe Rezanov, con il quale i Tlintig sono in contesa per il dominio dell’isola. Successivamente Koyak attacca la colonia russa di Nuova Arcangelo, dove i nostri hanno ritrovato Murdo e Anya, ma lo scozzese (dopo aver combattuto al fianco di Zagor ed essersi finto pentito per le sue azioni) fugge via con l’unico mezzo veloce con cui si intendeva chiedere l’aiuto del capitano Honest Joe, la cui nave “North Star” è dotata di cannoni. Zagor e Akutan riescono ugualmente ad avvisarlo e a ribaltare la situazione dell’assedio. Zagor e Cico accettano un passaggio di Honest Joe verso la California, iniziando il lungo viaggio di ritorno verso casa.

Nei n.350-352 (di Burattini e Ferri), sulle coste dell’Oregon, la North Star è attaccata e distrutta dai pirati cinesi del crudele “Drago Giallo”, ex-governatore di una provincia della Cina che, messo sotto accusa dal suo imperatore, sta accumulando ricchezze per potersi vendicare. Zagor, Cico e Honest Joe sono fatti prigionieri e condotti al covo dei pirati, sull’isola delle nebbie. Per salvare i suoi compagni, Zagor accetta di svolgere una missione per conto del Drago Giallo, recandosi sull’isola dei lebbrosi per uccidere un suo nemico, ma con l’aiuto di quest’ultimo lo Spirito con la Scure riesce a guidare una spedizione di assalto al covo dei pirati e a liberare i suoi amici.

Nei n.353-354 (di Boselli) esordisce ai disegni Raffaele Della Monica. Zagor e Cico sono lasciati in California dalla nuova nave di Honest Joe e ritrovano le tracce di Nat Murdo, diventato il capo di un manipolo di bandidos messicani, con i quali arriva a saccheggiare Los Angeles e a prendere possesso del presidio militare. Ci è riuscito anche grazie all’incompetenza del capitano dei rurales, che ha condotto al massacro la maggior parte dei suoi soldati. Zagor, aiutato da un sergente dei rurales e dal coraggioso ragazzino Rolando, riesce a penetrare dentro Los Angeles e a liberare Cico e la giovane Inés, prigionieri. Il duello finale con Murdo avviene tra le fiamme di un incendio, dove lo scozzese scompare. Da notare che con il n.353, datato dicembre 1994, nella seconda di copertina compare il riquadro dei credits, dove viene “ufficializzato” che Mauro Boselli è il curatore della serie.

Nei n.355-357 (di Boselli) esordisce ai disegni Alessandro Chiarolla, in precedenza storico illustratore di Martin Mystère. Zagor e Cico sono in Arizona e, sopravvissuti al deserto della “Valle della morte” grazie a una tribù Hopi, restano coinvolti nella ricerca delle mitiche “Sette città di Cibola”, dopo che due avventurieri bianchi e il guerriero navajo Nakai hanno rapito Masewi, sciamano Hopi, e sua figlia Shumavi. Tra trappole mortali, giganteschi automi e laboratori dalla tecnologia avanzatissima, le sette città si rivelano essere state create dagli ultimi sopravvissuti del continente scomparso di Mu. I nostri la scampano anche grazie all’aiuto di Nakai, pentitosi dell’alleanza con i due avventurieri. Con questo episodio inizia un filone di storie sui leggendari continenti perduti che si arricchirà di numerosi capitoli nel corso degli anni.

Nello Speciale n.7 (di Colombo-Burattini e Ferri) Zagor e Cico si trovano nel villaggio Hopi, dove Shumavi e Nakai nel frattempo si sono sposati, e per i suoi amici lo Spirito con la Scure racconta un episodio della sua gioventù quando viveva con Wandering Fitzy, il trapper filosofo che lo ha cresciuto (n.55-56). Viene così svelato il drammatico segreto di Fitzy, legato al viaggio di una carovana di pionieri finito in tragedia per colpa di un suo vecchio socio senza scrupoli. Viene inoltre rivelato per la prima volta il nome di battesimo completo di Zagor: Patrick Wilding (in precedenza si conosceva solo il cognome). L’albetto allegato (di Burattini e Ferri) ha per protagonista Bat Batterton, assunto come sorvegliante di una villa nel mirino di alcuni rapinatori, dove il pestifero figlioletto dei proprietari farà vedere a tutti i sorci verdi.

Nei n.357-359 (di Boselli-Burattini e Torricelli) Zagor, Cico e la coppia di novelli sposi sono in viaggio lungo il Colorado nel Gran Canyon, per ricondurre al villaggio di Nakai le tavole sacre del popolo Navajo, ma finiscono nelle mire della Strega della Sierra, che le vuole per sé. Sconfitta la strega e i suoi servitori (gli “yelanos”, uomini che si trasformano in belve mostruose), Nakai diventa il nuovo sakem dei Navajos.

Nei n.359-361 (di Burattini e Cassaro) Zagor e Cico sono nel Messico settentrionale per visitare i numerosi parenti del pancione (tra cui la corpulenta sorella Maria), a Santa Magdalena. Sulla cittadina infuria tuttavia la guerra, dopo che il sindaco, in accordo con i cacciatori di scalpi, ha fatto sterminare un villaggio di pacifici indiani, scatenando la reazione dell’irriducibile guerriero apache Manuel. Dopo una serie di scontri sanguinosi, la situazione si risolve solo grazie al sacrificio del sindaco che, pentitosi di quanto ha provocato, in cambio della salvezza della città si lascia catturare da Manuel per essere condotto al palo della tortura.

Nei n.362-364 (di Boselli e Andreucci) Zagor e Cico sono in Texas, dove ritrovano Digging Bill, alla ricerca della miniera perduta dei monti Wichita. I tre restano coinvolti nelle tensioni tra Rangers e Comanche, tra i quali due esponenti (Adam Crane tra i primi, e il capo Lupo Grigio tra i secondi) stipulano un sodalizio temporaneo per sgominare la banda di predoni comancheros di El Diablo e liberare i figlioletti di Lupo Grigio, tenuti prigionieri. Al termine dell’avventura Digging Bill trova finalmente il suo primo tesoro (che tuttavia deve lasciare ai Comanche), mentre Lupo Grigio e Adam, riconosciuto il reciproco valore, diventano fratelli di sangue.

Il n.365 (di Boselli e Ferri) è un inconsueto episodio autoconclusivo, non legato a ricorrenze particolari. Mentre Cico e Digging Bill passano una notte folle e movimentata in una locanda maledetta, dove conoscono la compagnia di attori “Deplano y Matamoros” (due uomini e tre avvenenti sorelle, tra cui la pacioccona Pamina infatuata di Cico), Zagor affronta una banda di cacciatori di schiavi che hanno imprigionato donne e bambini indiani. I fuorilegge sono agli ordini di due fratelli che hanno la loro base proprio alla locanda. Zagor è aiutato dalla coraggiosa e bella Fiore della Prateria, che si è presa una cotta per lui ma con la quale il nostro si comporta da perfetto gentiluomo.

Nei n.366-367 (di Boselli e Laurenti), nelle paludi della Louisiana, Zagor può subito rifarsi dell’ “occasione mancata”. Entrano infatti in scena ben due donne destinate a ritagliarsi un ruolo importante nella serie: l’avventuriera e giocatrice d’azzardo Gambit, con la quale Zagor vivrà momenti di forte passione, e la sacerdotessa vudu Marie Laveau, anch’essa attratta dallo Spirito con la Scure, nel quale vede la reincarnazione del semidio africano Damballah. Marie, dopo avere seppellito vivo Zagor, lo sfrutta per fargli liberare il “Dio del Male” Maitre Carrefour dall’Oltremondo, il cui potere le serve per scatenare un esercito di morti viventi contro l’uomo d’affari Eric Lassalle, del quale aveva già “zombizzato” il figlio Jacques. A fine episodio Marie Laveau non ha modo di rispedire il “Dio del Male” nell’Oltremondo, mentre Digging Bill si allea con John Connor, che aveva fatto parte della banda dello storico pirata Jean Lafitte, per andare alla ricerca dei suoi tesori.
Nel n.366 Sergio Bonelli annuncia ai lettori la scomparsa di Franco Donatelli, il più importante disegnatore storico della serie dopo Gallieno Ferri.

Nei n.368-369 (di Burattini e Ferri) Zagor e Cico, assistendo ad un’asta di schiavi nel Sud degli Stati Uniti, ritrovano Liberty Sam, creduto morto sull’isola di Britannia nel classico nolittiano con il tragico epilogo dei Seminoles di Manetola (n.89-92). Dopo averlo liberato dai suoi nuovi proprietari, Zagor aiuta Sam a tornare alla sua ex-piantagione per fare lo stesso con gli altri schiavi, in particolare Rebecca, la donna che ama. Dopo un lungo e difficile viaggio, il gruppo guidato da Sam prende il possesso di una nave negriera e, salutati Zagor e Cico, parte alla volta dell’Africa.

Nei n.370-371 (disegni di Della Monica) Maurizio Colombo esordisce in solitario ai testi e porta Zagor e Cico sulla “Lucky Mermaid”, una bisca galleggiante in navigazione sul Mississippi, dove ritrovano Gambit (n.366-367) e sono coinvolti in una serie di omicidi commessi da un misterioso tagliatore di teste che vuole vendicare la strage di un villaggio di indios jivaros, avvenuta tempo prima a causa del proprietario della bisca.

Nei n.372-373 (di Burattini e Chiarolla), in Georgia, spregiudicati affaristi bianchi vogliono impossessarsi delle terre Cherokee e ordiscono una falsa accusa contro l’avvocato pellerossa Satko, che sta difendendo i loro diritti in tribunale. Zagor svela il complotto ed entra in contatto con la straordinaria vicenda di assimilazione dello stile di vita dei bianchi da parte dei Cherokee (con tanto di una propria repubblica, parlamento, presidente, case, alfabeto e giornali). Nell’episodio esordiscono anche l’onesto giornalista Craig Turner e lo storico leader cherokee Sequoya.

L’ultimo episodio della seconda odissea americana (n.374-375, di Burattini), ma della quale originariamente non doveva fare parte, è anche l’ultima storia illustrata da Franco Donatelli per la serie regolare. Zagor e Cico si trovano nelle praterie e si uniscono al facoltoso Mister Howard per ritrovarne il figlio, scomparso da bambino in seguito a un attacco indiano e cresciuto in una fattoria. Quest’ultima fa tuttavia gola ad un affarista ai cui ordini agiscono spietati pistoleri, mentre nei paraggi è all’opera una banda di feroci indiani.

I fuoriserie e il ritorno a casa (con Hellingen)

Nel corso della trasferta esce lo Speciale n.8 (di Boselli-Colombo e Ferri), ambientato a Darkwood poco prima della stessa. Un sortilegio indiano dà vita a un alter ego malvagio di Zagor, con costume nero, terrificanti poteri e alla guida di un esercito di morti viventi, ma se uno dei due ucciderà l’altro moriranno entrambi. Si tratta di una nuova fase dell’eterna battaglia tra Bene e Male condotta da Kiki Manito e Wendigo (Speciale n.4): Zagor sopravvive dopo avere sconfitto il suo nemico grazie a Kiki e al giovane Tim, un ragazzino dal cuore puro che, rimasto orfano a causa dello Zagor nero, sarà adottato dai Mohawk. L’albetto allegato (di Burattini e Ferri) ha per protagonista Guitar Jim: il fuorilegge canterino è braccato da uno sceriffo e si mette nei guai per aiutare un’affascinante ragazza accompagnata da un uomo che la tratta male (e che si rivelerà un rapinatore di banche).

Subito prima di rivedere Darkwood sulla serie regolare, le storie di Zagor arrivano anche nella pubblicazione fuoriserie dell’Almanacco dell’Avventura, per un paio di volte alternandosi con il precedente titolare (Mister No) per poi insediarsi stabilmente sino all’Almanacco 2012, dopo il quale la pubblicazione (il cui anno indicato nel titolo si riferisce in realtà a quello successivo all’uscita) cambia formula.
L’Almanacco 1997 (di Boselli e Della Monica) ospita una storia giovanile di Zagor e Tonka, prima dell’arrivo di Cico nella serie. I due sono in Canada per dare la caccia a un sanguinario cacciatore di scalpi soprannominato “Vento Mortale”, dove entrano in contatto con i Métis (il popolo mezzosangue nato dall’unione tra i trappers francesi e le tribù locali), tra cui la bella Sabine, che vuole vendicare la morte del padre e della quale è innamorato il giovane colono Duncan. A fine episodio, tuttavia, la ragazza sceglierà Thayenda, guerriero Mohawk (già apparso nello Speciale n.6).

Nel novembre 1996 Zagor e Cico rientrano a Darkwood (n.376-379, di Boselli e Ferri), dove sono coinvolti nel nuovo ritorno di Hellingen (n.275-280), richiamato dalla morte dal Demone del Male Wendigo (Speciale n.8). Lo scienziato pazzo minaccia gli interi Stati Uniti con micidiali macchine da guerra da un castello sul Monte Naatani, ma al tempo stesso porta avanti la sua vendetta contro Zagor, trasformando Darkwood in un luogo d’incubo grazie ad alcuni complici che ha fatto resuscitare con una propria invenzione: Ben Stevens (il Re delle aquile, morto nei n.167-169), che sta creando mostruosi ibridi, e un folle professore al comando di marionette assassine. Zagor e Cico sono affiancati dai trapper Doc e Rochas, dal contrario Heyoka (Speciale n.4) e dell’Agente Speciale Raven della segretissima base governativa di Altrove (nata sulla serie di Martin Mystère), che si rivela essere lo storico scrittore Edgar Allan Poe. Nel climax finale Hellingen e Zagor si scontrano nello spazio su un’astronave degli Akkroniani (n.178-182) rimasta in orbita senza equipaggio e da cui lo scienziato sta per distruggere New York: Zagor salva la situazione, mentre lo scienziato è catturato da Wendigo (che aveva tradito) e condotto nella Dimensione del Caos.

Lo Speciale n.9 (di Boselli) è il primo racconto illustrato da Maurizio Dotti. Zagor è in Canada per affrontare un fanatico predicatore religioso dal grilletto facile che stermina i pagani, e che ora intende eliminare Tim Cuorepuro (ragazzino nello Speciale n.8 e ora diventato un giovane guerriero Mohawk), “colpevole” di essere rispettato dagli indiani perché in gioventù avrebbe visto Manito, il Dio dei pellerossa.
L’albetto allegato (di Burattini e Ferri) vede il Barone Icaro La Plume competere in una corsa per mongolfiere, ostacolato da un rivale sleale e aiutato da un ragazzino che ha bisogno di fare un costoso intervento alla gamba, al quale donerà metà della vincita finale.

L’intermezzo

Dal marzo 1997, dopo quasi tre anni di storie importanti, e prima di un nuovo ciclo che arriverà in volata al n.400, la serie regolare tira il fiato per un semestre, con l’esordio di nuovi scrittori la cui collaborazione con Zagor si rivelerà sporadica.

I n.380-381 (disegni di Cassaro) sono firmati da Giorgio Casanova: Zagor, per saldare un antico debito d’onore, arriva a Redstone per aiutare una giovane e benestante ragazza, minacciata da una banda di variegati criminali capeggiati dall’incappucciato Mask. In realtà il vero obiettivo della banda è Zagor e Mask si rivela essere la stessa ragazza, impazzita e ossessionata dopo che lo Spirito con la Scure, quando lei era ancora una bambina, non era riuscito a mantenere la promessa di salvare suo padre, intrappolato in una miniera crollata.

I n.382-383 (disegni di Torricelli) sono firmati da Pierpaolo Pelò: due bizzarri inventori prussiani che dispongono di micidiali armi a gas, insieme all’Uomo Dipinto (un sedicente profeta di Manito che, con l’inganno, sconfigge Zagor di fronte ai pellerossa), sono al centro di una cospirazione volta a spazzare via gli abitanti di Darkwood per costruire l’utopistica “Città della suprema armonia”.

Nei n.384-385 (di Casanova) esordisce ai disegni Massimo Pesce. Zagor è coinvolto nella contesa per la ricca eredità di Lord Fitzmayer tra gli eredi legittimi e il fratellastro dello scomparso, al cui soldo agisce la spietata “banda del francese”. Lo scrigno dei gioielli sarà recuperato dai sotterranei di una villa piena di trabocchetti, anche grazie ad una ragazza cresciuta in solitudine in zone selvagge.
La rubrica postale del n.385 è occasionalmente firmata da un commosso Mauro Boselli, che commemora il disegnatore Michele Pepe, scomparso improvvisamente il mese prima a soli 51 anni.

Il ciclo “Dai Sargassi alla Scozia (e ritorno)”

Nel settembre 1997 inizia una nuova trasferta che porta Zagor e Cico in viaggio per quasi un anno della serie regolare, in quattro episodi. L’inserimento di nuovi minicicli era stato annunciato da Sergio Bonelli nella posta del n.367, durante la seconda odissea americana, quando scriveva: “la continuity resterà: le avventure saranno collegate tra loro e avremo altre piccole saghe, sul tipo del ‘viaggio’, all’interno della grande saga dello Spirito con la Scure”.

Nei n.386-388 (di Boselli e Andreucci) Zagor, Cico e i marinai della Golden Baby si uniscono al tormentato cacciatore di mostri Andrew Cain (al suo esordio) nella lotta contro il Barone Wolfingham, uno studioso di magia nera che ha trasformato Port Whale in un luogo d’incubo dedito al culto di Dagon, il Dio dell’Abisso (vale a dire il Maitre Carrefour, o anche Kraken, che Zagor aveva suo malgrado liberato dall’Oltremondo nei n.366-367). Dopo aver fatto piazza pulita dei mostruosi uomini-pesce (anche con la collaborazione dell’esercito, guidati dagli agenti segreti Mister Roberts e Jesse di Altrove, n.376-379), la Golden Baby salpa verso il Mar dei Sargassi, dove il tentacolare Kraken si è insediato, per salvare Virginia, la nipote di Fishleg (n.157-161). Nella battaglia finale Cain scompare nell’oceano dopo avere ucciso Wolfingham e ricacciato nell’Oltremondo il Kraken, mentre un uragano trascina via la Golden Baby.

La nave del capitano Fishleg finisce sulle isole ebridi scozzesi (n.389-391, di Boselli e Laurenti), dove Zagor, Cico e i marinai si uniscono a un gruppo di highlanders ribelli (il “Clan delle Isole”) per difendere i contadini che i nobili, supportati dalla polizia inglese, stanno scacciando dalle loro terre. A difendere i contadini c’è anche un bandito mascherato, Capitan Midnight. In seguito Zagor e compagni sventano un complotto ordito dagli avversari politici di Lord Fraser (n.345-348), tra i pochi nobili dalla parte dei ribelli, per screditarlo e farlo arrestare. La vera mente del complotto è il redivivo Nat Murdo (sopravvissuto sfigurato all’incendio dei n.353-354), che aveva fatto rapire Lady Emma, ma alla quale salva la vita dopo essere stato tradito dai suoi complici. Dopo la liberazione di Emma, Zagor si mette sulle tracce di Murdo, che tuttavia sfugge alla cattura. In seguito i ribelli scozzesi vengono imprigionati in una nave da guerra inglese e lo Spirito con la Scure, aiutato da Capitan Midnight, riesce a liberarli. Midnight si rivela essere lo stesso Nat Murdo che, pur volendo distruggere Fraser per ottenere le sue ricchezze e l’amore di Emma, non aveva rinnegato le sue origini umili. Zagor e i coniugi Fraser perdonano Murdo, che cavalca via con la sua nuova identità di Capitan Midnight.

Nei n.392-394 (di Burattini e Chiarolla) Zagor e Cico sono di nuovo in America, dopo essere sbarcati a Boston. Qui, grazie a Felix (un piccolo orfano che vive di espedienti), vengono a conoscenza di una minaccia che pende sulla “Dragoon”, la nuova nave di Honest Joe (n.350-352). Raggiunta l’imbarcazione, Felix diventa il mozzo della “Dragoon” e i nostri restano coinvolti nella sfida tra due archeologi un tempo amici (il saggio Van Dicke e il malvagio Weiss) per raggiungere la Groenlandia e ritrovare il relitto di un veliero del seicento, nella cui stiva sono conservate micidiali armi batteriologiche del continente perduto Mu. Queste ultime uccideranno i due studiosi.

Nei n.394-396 (di Burattini e Ferri) Zagor e Cico sono a New York, dove restano coinvolti nel complesso piano di Mortimer, geniale criminale alla sua prima apparizione, per procurarsi le chiavi di una cassaforte. Zagor, braccato dal tenente Malcovich della polizia (che lo accusa di un omicidio di cui è in realtà responsabile Mortimer), è aiutato a muoversi nel contesto urbano dal Conte di Lapalette (n.150-152), il ladro gentiluomo, e riesce a sventare un’audace rapina al treno dell’avversario, senza che i due si siano mai incontrati di persona. Mortimer e la sua complice Sybil Kant (che è anche la sua donna) sfuggono alla cattura, e il genio del crimine giura vendetta.

Nel corso di questa trasferta esce anche lo Speciale n.10 (di Burattini e Ferri). Nella capanna della palude arrivano Beau Whyndam, Kee-Noah e Bezukoff (n.260-261), che coinvolgono Zagor nella ricerca del Sacro Graal, portato in America dai Templari e del quale i capi Mandan si sono tramandati l’ubicazione (un castello al centro di un lago a forma di croce). I nostri sono ostacolati da una setta segreta di neo-templari, ma riceveranno l’inatteso aiuto del custode del Graal: il cavaliere Perceval delle leggende arturiane. Nell’albetto allegato (di Burattini e Ferri), Trampy utilizza le sue abilità di raggiro per aiutare due nuovi amici a liberarsi di un debito nei confronti di un usuraio, al quale farà fare un pessimo affare.

Il ritorno di Rakosi, Frida e il n.400

Terminata la nuova trasferta, nei n.397-399 (di Boselli e Della Monica) a tornare a Darkwood non sono soltanto Zagor e Cico ma anche Bela Rakosi, il Barone vampiro (n.186-189) e persino Frida Lang, l’aristocratica austriaca che fu la prima storica fiamma del nostro eroe (n.112-116). Il collegamento si deve all’ambigua vampira Ylenia Varga che, dopo aver “vampirizzato” Manfred Moor, promesso sposo di Frida, ha raggiunto Rakosi nel suo rifugio (una città mineraria abbandonata) portandogli “in dono” il colonnello Korasi, un lontano discendente del Barone diventato cacciatore di vampiri. In realtà Ylenia vuole vendicarsi di Rakosi per averla trasformata in vampira dopo aver ucciso l’uomo che doveva sposare, e aiuterà Zagor nello scontro finale. E mentre Moor guarisce lentamente dalla sua condizione, Frida si conferma la donna più importante per Zagor tra tutte quelle incontrate.

Nell’Almanacco 1999 (di Burattini e Della Monica) Zagor è impegnato in una corsa sul fiume a bordo del battello “Rosebud” per aiutare Carpenter e il suo equipaggio contro rivali senza scrupoli che hanno insanguinato il tradizionale rendez-vous dei trappers.

Nel novembre 1998 esce il n.400 (di Boselli e Ferri), come da tradizione a colori, che chiude in modo solenne il ciclo centenario che ha rilanciato la dimensione epica dello Spirito con la Scure. A Darkwood arrivano i fratelli di Salomon Kinsky (il responsabile della morte dei genitori di Zagor, n.55-56) per distruggere presso i pellerossa la fama dello Spirito con la Scure come loro protettore, svelando i segreti del suo passato. Zagor è costretto a fare i conti con il senso della propria missione e con la controversa figura di suo padre (che da militare fu responsabile di un massacro di indiani). Tramite un rituale e il “ponte dell’arcobaleno”, lo Spirito con la Scure arriva nelle celesti praterie dell’aldilà da vivo, dove può parlare al genitore della sua antica colpa e riscattarne la memoria. Zagor può finalmente affrontare i fratelli Kinsky (che si rivelano essere gli adoratori di un demone) senza più dubitare della propria missione. E neppure gli indiani di Darkwood dubiteranno più di lui.

 

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Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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