Il tango delle anime perse

Secondo albo di fila a firma di Gigi Simeoni che continua con questa storia a delineare la sua idea dell’indagatore dell’incubo e del suo mondo.

Paul Morris distrutto dal suicidio della moglie Lara chiede a Dylan di aiutarlo a ballare un ultimo tango con la sua amata la cui presenza aleggia ancora nella loro casa. Dylan, con l’aiuto di una meravigliosa Trelkovski, cerca di diradare la nebbia che circonda la vicenda finendo per scoprire ben più dolore di quello che si paventava inizialmente.

Un’altra storia di fantasmi e di anime senza riposo quindi, anche se in questo caso Paul e Lara tutto sono tranne che personaggi da salvare: i due, totalmente in antitesi con le vittime dell’albo precedente, sono antipatici, quasi odiosi e non se ne fanno una colpa ostentando sicumera arroganza.

Tutte le immagini sono (c) Sergio Bonelli Editore

La passione dei due e la violenza della morte che li colpisce sono come il tango del titolo: una danza che confonde Dylan e loro stessi. Ed ecco come una trama che potrebbe essere lineare e semplice scende in picchiata verso il profondo trascinando con se Dylan al quale rimangono pochi punti di riferimento. Questi sono, come dimostrato anche nell’albo precedente, il suo essere Dylan Dog con tutta la forza e la naturalezza (e la passione) che ne deriva. È ancora quindi la forza e la maturità del personaggio Dylan Dog a guidarci fino al climax del colpo di scena finale. Maturità e spessore che evitano all’indagatore di essere sballottato, come di frequente è accaduto in passato, dall’incedersi della vicenda.

La passione del tango, la rabbia e la violenza del fantasma e la vivacità di Dylan sono disegnate in maniera perfetta da Bruno Brindisi che non fallisce sfumature, inquadrature ed espressioni saltando senza fatica dall’azione concitata nel cimitero (pagine 27-31) alle surreali ambientazioni nel Luna Park (pagine 78-83), avendo cura di conservare sempre la forza espressiva dei suoi chiaro scuri non risparmiandosi neppure nei dettagli (le mani di Dylan nella tavola di pagina 64 o ancora il volto totalmente in ombra a pagina 81 ne sono un piccolo esempio). Un lavoro eccelso che permette all’albo di fare un importante balzo in avanti per coerenza e tonalità complessiva.

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