Tex Willer: la storia di una leggenda (1948-1957)

Il  30 settembre 1948 appare nelle edicole italiane un personaggio destinato a fare epoca e che rappresenta ancora a distanza di 70 anni, incredibilmente, il fumetto italiano più venduto. Stiamo parlando ovviamente di Tex Willer, creato in quell’anno dallo sceneggiatore Gian Luigi Bonelli e dal disegnatore Aurelio Galleppini, in arte Galep, e pubblicato all’epoca dalla casa editrice Audace, oggi Sergio Bonelli editore.

Le ragioni di questo irripetibile successo non sono ovviamente pienamente individuali, frutto di un mix unico tra le condizioni editoriali del mercato editoriale italiano, la capacità della casa editrice di adattarvisi e la straordinaria maestria dei due creatori del personaggio. Per omaggiare doverosamente l’anniversario che si celebra quest’anno, si  è deciso di ripercorrere brevemente la storia editoriale di Tex, delle sue numerose testate, degli autori che se ne sono occupati, delle storie che sono state create, in una serie di articoli che ripercorrono ognuno una decade, partendo ovviamente dalle prime uscite nel 1948 e arrivando in questa puntata fino al 1958, quando esordì la seconda collana Tex Gigante, la testata che esce ancora mensilmente in edicola con le storie inedite.

La prima apparizione di Tex, 1948

Gli antefatti alla base della creazione di Tex sono abbastanza noti, li riassumiamo brevemente: nel 1940 Gianluigi Bonelli, il patriarca del fumetto italiano,  acquisisce la testata Audace in cui collaborava in quanto autore di racconti. Con l’aiuto della moglie Tea Bertasi ne diviene editore con la casa editrice Redazione Audace fino al febbraio 1944, quando le pubblicazioni si interrompono causa vicende belliche.
Nel 1946 Bertasi decide di riprendere le pubblicazioni della casa editrice avvalendosi della collaborazione di Bonelli come autore dei testi delle serie a fumetti nonostante l’avvenuta separazione coniugale.
Tra i disegnatori che collaborano con la casa editrice spicca Aurelio Galleppini, in arte Galep, grossetano di origini sarde, che già aveva collaborato con l’Avventuroso della casa editrice Nerbini. I due creano insieme due personaggi: il giustiziere mascherato Occhio Cupo, una serie stampata in albi in grande formato ambientata durante la guerra franco-inglese in Canada, ed il western Tex Willer.
Rispetto ad Occhio Cupo, la Collana di Tex nasce un po’ in sordina: nel formato a striscia più economico, 15 lire, che consentiva un grande risparmio di carta e agevolava la rapida lettura dei giovani acquirenti.

Il formato a striscia nasce nel dopoguerra legato alla difficoltà a rifornirsi di carta e allo scarso potenziale economico degli acquirenti di fumetti. La striscia si rifaceva anche alle strip dei quotidiani americani e debutta sul mercato editoriale italiano nel  gennaio del 1948 con gli Albi Tascabili di Topolino. L’importanza del formato è ovviamente notevole per una serie a fumetti, le trame e i ritmi delle avventure sono evidentemente differenti a seconda del numero di pagine che costituiscono la storia.

Il successo di Tex non è immediato, soprattutto rispetto ad altri personaggi pubblicati all’epoca, ma è comunque considerevole: le prime strisce sono stampate in 45000 copie. La casa editrice era all’epoca artigianale e a conduzione realmente familiare, al punto che  Galep inizialmente era ospitato in casa Bertasi e, vicino di stanza del giovanissimo Sergio Bonelli, la notte disegnava Tex dopo aver dedicato la giornata a Occhio Cupo. Quella che diverrà la Sergio Bonelli editrice ha costruito le proprie fondamenta sul successo del proprio personaggio principale, arrivando a costituire il massimo impero editoriale del fumetto italiano.

Le prime avventure di Tex sono state pubblicate nel formato a strisce dal 1948 al 1967, con 36 serie e ben 937 numeri settimanali, con numero di pagine variabili. Dai resi degli albetti a striscia si produssero tre serie di raccolte, la prima dal 1949 al 1950, la seconda dal 1950 al 1960, e infine l’ultima dal 1956 al 1972.

La prima ristampa è già nel 1952 con volumi di grande formato da 36 pagine, denominati dagli appassionati Albi d’Oro, con splendide copertine inedite realizzate per l’occasione da Galep: ne furono realizzate 8 serie con 205 numeri, dal 1952 al 1960.

La copertina di Tex Albo d’Oro n.1, 1952 .

Nel 1954 con le rese di Tex Albo d’Oro, raccolte, a gruppo di 5 o 6 e ricopertinate sempre con illustrazioni di Galep, si ha la prima serie gigante. Il formato era ridotto rispetto agli Albi d’Oro a causa della lavorazione tipografica e della rilegatura. I 29 albi che costituiscono la collana sono stati stampati in poche copie, distribuite solo nelle edicole lombarde, divenendo oggigiorno particolarmente ambiti dai collezionisti. Si tratta del vero e proprio primo esperimento di quello che diverrà il formato classico di Tex e di tutte le pubblicazioni future della casa editrice. Nel 1957 si ha il passaggio di consegne tra madre e figlio, e Sergio Bonelli prende le redini della casa editrice, nata come Redazione Audace ma destinata a trasformarsi nel 1960 nelle Edizioni Araldo.

Tex n.1, prima serie gigante, 1954

Al di là delle grandi capacità grafiche di Galep, su cui ci soffermeremo in seguito, è soprattutto la verve creativa di Bonelli a rappresentare il punto di forza di Tex, ciò che lo distingue dalle altre collane western. Bonelli, autodefinitosi  “romanziere prestato al fumetto e mai più restituito”, è in effetti capace di travalicare i confini del semplice fumetto western, prendendo ispirazione dal grande romanzo d’avventura e della letteratura popolare del XIX secolo, costruendo un mix eccezionale di western, avventura, magia, horror, in una vera e propria commistione di generi.

Il personaggio Tex Willer che si va a delineare, sin dai primi numeri, è indomito ed implacabile, tutt’altro che infallibile, ma che ha sicuramente risorse personali maggiori di chiunque gli stia intorno: è il miglior pistolero, un instancabile cavallerizzo, il più abile ad arrampicarsi e a fare a cazzotti. E’ la sua tempra morale però a riscuotere il successo maggiore: Tex ha un grande senso di giustizia, a volte personale, ma che lo porta a schierarsi sempre dalla parte dei deboli e degli oppressi, anche a costo di rischiare in prima persona.

Il punto di forza della serie sono, almeno all’inizio, i ritmi serrati delle storie in continuity, con Tex si trasforma rapidamente da giovane fuorilegge e giustiziere in Ranger del Texas, conoscendo, sin dai primi numeri, Kit Carson, suo compagno di avventure per tutta la vita. Il carattere impetuoso di Tex, e la sua ricerca della giustizia, lo spingono ad uscire e a rientrare nel corpo dei Rangers in continuazione, valicando, durante le sue mille avventure, i confini del Messico per aiutare il rivoluzionario Montales, un altro amico storico, anche a causa degli intrighi del diabolico Mefisto, prima illusionista e poi stregone, suo acerrimo nemico. Bonelli decide di far sposare il suo eroe, con un’indiana navajo,  Lilith, che dopo averlo reso padre del piccolo Kit, muore improvvisamente. Qui avvengono dei bruschi salti temporali nella continuity della serie, vediamo rapidamente crescere Kit Willer, mentre Tex è in missione in Canada dove conosce il trapper Gros-Jean e il mountie Jim Brandon, fino a divenire un ragazzo che affianca nelle sue missioni il padre ormai quarantenne, fino a costituire, insieme al guerriero navajo Tiger Jack e all’oramai maturo Kit Carson, un indistruttibile poker d’assi.

I quattro pard nel mitico frontespizio disegnato da Galep

Alla morte del suocero, il capo indiano Freccia Rossa, Tex diviene addirittura il capo bianco dei Navajo, tribù di cui diverrà in seguito anche agente indiano, proprio mentre scoppia la Guerra Civile e anche suo figlio diventa un ranger.

Bonelli, autore di tutte le storie fino alla metà degli anni ’70, riesce a costruire un mondo sensato, infarcendo le storie di grandi invenzioni, sempre sostenute da un ritmo e una vitalità senza eguali, condite dall’utilizzo di un linguaggio schietto e immediato, lontano da qualsiasi tentativo di politicamente corretto ante litteram, ben sostenuto ovviamente dalle grandi capacità narrative di Galep, il creatore grafico del personaggio. Galep ha dedicato a Tex tutta la sua carriera, realizzandone tra l’altro le prime 400 copertine della serie mensile. Una dedizione quasi senza pari nel mondo del fumetto, che ha permesso ai lettori di seguire la sua costante evoluzione nella rappresentazione del mondo texiano, dall’eleganza delle prime strisce alle invenzioni fantastiche che caratterizzeranno il Tex della maturità.

A supportarlo in quegli anni convulsi saranno differenti disegnatori, dai lombardi Guido Zamperoni e Mario Uggeri nel 1951, al marchigiano Lino Jeva nel 1953, all’eclettico Francesco Gamba a partire dal 1955. Tutti artisti che con maestria si alternano con Galep, a volte anche sulla stessa tavola, nelle matite o nelle chine, per sostenere la produzione settimanale, cercando il più possibile di imitare il suo stile.

Tex realizzato da Zamperoni, Uggeri, Jeva, Francesco Gamba

Ovviamente i primi tempi tutte le energie della redazione erano riservate alla realizzazione della serie a striscia, oltretutto settimanale, che vedrà l’aumento progressivo, di serie in serie, del numero di pagine, per cui non c’erano grandi possibilità di uscite speciali. A fare eccezione è nel 1951 il Massacro di Goldena, un romanzo scritto da Gian Luigi Bonelli e illustrato da Galep, poi riproposto a fumetti nel 1969 e ristampato dalla casa editrice nel 2008.

Il romanzo Il Massacro di Goldena, 1951

Un’altra storia fuori collana, anch’essa recentemente ristampa in un’iniziativa per collezionisti, è la Banda del Campesino, brevissima avventura composta da vignette pubblicate nella quarta di copertina su vari numeri a striscia nel 1951, ritagliate e ricomposte da parte dei lettori, in cui Tex incontra Buffalo Bill.

Nel ottobre del 1958 uscì il primo numero, intitolato La Mano Rossa, di Tex Gigante II serie, ristampa completa e cronologica di tutte le serie a striscia, e il mondo del fumetto italiano sarebbe cambiato per sempre.

 

 

 

 

 

 

Per realizzare questo articolo ci si è avvalsi della consultazione dei seguenti testi:

  • L’Audace Bonelli. L’avventura del Fumetto Italiano, La Repubblica/L’Espresso, 2011;
  • Gianni Bono, Foto di Famiglia. 293 autori del fumetto bonelliano, allegato all’Almanacco del West 1994, Sergio Bonelli editore, 1994;
  • Decio Canzio, Tex il Grande!, in Tex il Grande! Albo Speciale per i 40 Anni di Tex, Sergio Bonelli editore, 1988.
  • Mauro Giordani e Gisello Puddu (a cura di), Tutto Bonelli, Glamour, 1997;
  • Sergio Bonelli. Il timoniere dei sogni, Romanzi a Fumetti n.9, Sergio Bonelli editore, 2013;

Massimo Cappelli

Fumetti, fumetti, fumetti... mai fatto altro che leggere fumetti!

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