Corto Maltese alla Biennale di Venezia

Quando Alberto Ongaro sceneggiò Corto Maltese

Nel 1982, dal 28 agosto al 10 settembre, esce a puntate sul quotidiano La Repubblica, in occasione della Biennale Cinematografica di Venezia, una breve storia a fumetti “Sogno di una biennale di fine estate” con protagonista Corto Maltese, avventura che rimarrà un unicum all’interno della straordinaria storia del celebre marinaio, creato da Hugo Pratt nel 1967.  L’eccezionalità di questa breve vicenda, composta da 26 strisce, è dovuta in parte all’inedita, per l’autore veneziano, ambientazione nel presente, in più viene pubblicata a strisce su un quotidiano, come sarà per Equatoria, l’ultima storia pubblicata nel 2017, ma ancor di più per  il fatto che non sia stata sceneggiata da Hugo Pratt, ma dal romanziere veneziano Alberto Ongaro.

Ongaro e Pratt nel 1970

Hugo Pratt e Alberto Ongaro, scomparso recentemente, si conobbero ancora ragazzi a Venezia negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, insieme collaborarono alla creazione della prima rivista a fumetti del dopoguerra, l’Asso di Picche, che uscì per 18 numeri nella città lagunare a partire dal 1945. Le avventure dell’omonimo eroe mascherato, sceneggiato da Ongaro, disegnato da Pratt con le chine di Mario Faustinelli, che richiamava l’americano Spirit di Will Eisner, hanno successo perfino in Argentina, con l’offerta del direttore Civita dell’Editorial Abril di trasferire l’intera redazione della rivista in Argentina dal 1949. Dopo questa parentesi sudamericana, Ongaro rientrò in Italia collaborando come giornalista alla rivista L’Europeo e divenendo soprattutto un ottimo romanziere, vincendo anche di un Premio Campiello con La Partita nel 1986, realizzando numerosi romanzi d’avventura misteriosi e sottilmente inquietanti. Ongaro non rinunciò mai però a dedicarsi a fumetti, dichiarando che gli permettevano di rilassarsi tra un romanzo e l’altro, collaborando a lungo anche con la Sergio Bonelli editore, sull’avventuroso Mister No e il poliziesco Nick Raider, con lo pseudonimo di Alfredo Nogara.

L’amicizia tra Ongaro e Pratt è molto solida, come anche la stima professionale:  nel 1970 nel suo primo libro, Un Romanzo d’Avventura, Ongaro utilizzò come protagonista proprio l’amico, che a sua volta quasi a rimbeccare alcune inesattezze riportate dal collega nel suo romanzo, scrisse insieme al giornalista Antonio De Rosa, il suo primo libro di memorie giovanili, Le Pulci Penetranti, poi riedito con il titolo di Aspettando Corto. All’inizio degli anni novanta Pratt, nel libro intervista con Dominique Petifaux, All’Ombra di Corto, indicherà lo scrittore veneziano come possibile autore delle future storie di Corto Maltese, nel momento in cui non potrà più occuparsene.

Pratt e Ongaro hanno creato insieme numerosi personaggi e realizzato altrettante storie, oltre all’Asso di Picche nel 1945, in Argentina: Alan delle Stelle e Un allegro Natale nel 1948, Junglemen nel 1949, El Cacique Blanco nel 1951, Legion Extranjera nel 1954; e in Italia L’Ombra nel 1964 . Non stupisce quindi la collaborazione che avviene nel 1982, con Pratt che decide di collaborare con un altro sceneggiatore, come ormai non gli succedeva da tempo, dalle storie disegnate sui testi di Mino Milani sul Corriere dei Piccoli a metà degli anni sessanta.

La storia, molto ironica, rappresenta un omaggio al mondo del cinema, con l’apparizione di alcuni celebri attori del passato, come Laureen Bacall e Humprey Bogart. Corto Maltese e Rasputin si trovano nella Venezia odierna, dove il russo riceve l’incarico di sabotare il festival da alcuni uomini politici senza volto.

Corto e Rasputin

La storia di per sé rappresenta un divertissement, praticamente un sogno di Corto Maltese, ma che Pratt illustra da par suo, con un tratto, all’epoca, ancora molto dettagliato.

Ongaro riesce a rappresentare Rasputin folle esattamente com’era nelle storie principali. Solo apparentemente può stupire il tanto spazio lasciato al russo, che appare come il vero protagonista della vicenda, dato che lo stesso accadde l’anno precedente con La Giovinezza di Corto Maltese, quando il marinaio appare solo alla fine dell’avventura.

L’arrivo di Bogart

Dopo la pubblicazione iniziale sul quotidiano La Repubblica, al ritmo di due strisce al giorno, questa storia è stata pubblicata, con un altro titolo, La congiura del Barboncino d’oro, nel 1984 sulla rivista Comic Art, e poi sul già citato volume intervista di Dominique Petifaux a Hugo Pratt, All’Ombra di Corto, edito nel 1992 dalla Milano Libri.

Il risveglio di Corto

Il Sogno di Una Biennale di Fine Estate è stato sicuramente un divertissement per Pratt e Ongaro, alle prese oltretutto con una storia ambientata nella loro città d’origine, e che ha consentito a tutti di poter rivedere nuovamente insieme due mostri sacri del fumetto italiano.

Massimo Cappelli

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