Il nuovo corso di Mister No: l’inizio

Premessa

La notizia è ufficiale da tempo: Mister No tornerà, a quasi dieci anni dall’ultima storia inedita, con ben due pubblicazioni. Da una parte una miniserie di stampo “classico”, con lo stesso personaggio pubblicato in edicola per oltre trent’anni. Dall’altra parte, l’innovativo “Mister No Revolution” a colori , che uscirà con l’etichetta “Audace”, il marchio con cui la Bonelli sta proponendo storie destinate a un pubblico più adulto e maturo. Questo secondo progetto sarà il primo ad esordire, a novembre, e dalle immagini sin qui diffuse si può facilmente intuire che Mister No avrà un restyling simile a quello del giovane Martin Mystère delle “nuove avventure a colori”. Le storie sembrano, in particolare, incentrate sulle origini del personaggio (dall’adolescenza newyorchese alle avventure belliche), debitamente rivisitate ed aggiornate per i gusti del pubblico di oggi.
Un progetto sulla carta stimolante, che mi fornisce lo spunto per rievocare un illustre ma sfortunato precedente con cui si tentò di dare nuova linfa a Mister No con storie dal taglio più duro e maturo, nelle quali il personaggio si confrontò con le sue origini più “remote” di cui non ci aveva mai parlato: il “nuovo corso”, iniziato in occasione del ventennale esatto della serie ed interrotto in anticipo rispetto al progetto iniziale, totalizzando 32 albi (più alcuni fuoriserie). Fu pertanto una parentesi nella vita di Mister No, che tuttavia personalmente apprezzai molto e che mi portò a dare una seconda chance ad un personaggio che avevo lasciato, per disaffezione, appena pochi mesi prima. Non lo “abbandonai” più, anche dopo il ritorno a Manaus che rappresentò la morte “narrativa” del protagonista, con quasi dieci anni di anticipo rispetto alla cessazione della pubblicazione, dato che i suoi ultimi autori avevano dato il loro meglio in altri contesti. Al “nuovo corso” dedicherò pertanto una serie di articoli, nei quali saranno ripercorsi la grande attenzione editoriale profusa al progetto, i ripensamenti e, naturalmente, i momenti salienti di questo ciclo di storie.

L’attesa

Le prime avvisaglie che è in arrivo qualcosa di grosso compaiono tra le righe dello Speciale n.9 “Le Iene”, pubblicato nel marzo 1995, dove, in quarta di copertina, compare una scritta sibillina:

“… e a partire da giugno: nuove emozioni, nuove avventure, nuovi personaggi, un nuovo lungo viaggio e un nuovo spietato Nemico…”

Le prime avvisaglie (c) Sergio Bonelli Editore

In precedenza il solo ciclo di episodi ambientati lontano dall’Amazzonia era stata l’eccellente trasferta africana (n.167-196, più uno speciale, pubblicati tra il 1989 e il 1991), che aveva rinfrescato con grande fedeltà la filosofia del personaggio in una nuova location sinonimo di grande avventura “classica”. Per il “nuovo corso”, invece, l’entrata in scena di un nemico spietato rappresenta un cambiamento rilevante dato che, piuttosto curiosamente, Mister No non ha mai avuto né una nemesi, né avversari ricorrenti, come è stato invece per serie bonelliane come Tex, Zagor o Martin Mystère.

Nell’aprile 1995, sul n.239 della serie regolare, anche Sergio Bonelli accenna all’imminente svolta da “La posta di Mister No”:

“Cari amici, reggetevi forte: Jerry Drake sta per imbarcarsi in una nuova avventura. Un’avventura travolgente, destinata a portarlo molto, molto lontano dalla sonnolenta Manaus; una autentica odissea attraverso l’America, alla ricerca delle proprie radici”

L’evento è celebrato anche nel “Giornale di Sergio Bonelli Editore” in appendice dove, in particolare, viene mostrato in anteprima, seppure di spalle, il Nemico di Mister No.

Il Giornale (c) Sergio Bonelli Editore

“Anche se dal suo viso […] si riescono a intuire solo pochi, vaghi tratti somatici, la durezza dell’espressione, la freddezza che non tradisce la minima emozione non lasciano presagire nulla di buono per il futuro di Mister No. Sarà proprio quest’uomo, infatti, a imprimere una inattesa, drammatica sterzata alla già movimentata esistenza di Jerry Drake, il pilota americano reduce di guerra, rifugiatosi in Amazzonia in cerca di una pace mai effettivamente raggiunta. […] Mister No […] dovrà fare i conti con un nemico misterioso e spietato, disposto a tutto pur di umiliarlo fino ad annientarlo. Ma gli affezionati lettori misternoiani sanno bene che non è facile piegare un tipo come Jerry Drake: ribelle, scanzonato, apparentemente disposto a concedersi soltanto avventure galanti e colossali bevute nei bar di Manaus, l’anti-eroe creato nel 1975 da Guido Nolitta è in realtà un osso duro, sempre pronto a scendere in campo pur di difendere i valori in cui crede.”

Viene inoltre data un’anticipazione dell’ambientazione delle storie:

“Ferito negli affetti, costretto a fuggire di nuovo, dapprima nel Nord America, poi addirittura verso l’Oriente, il nostro Jerry ripartirà da zero […] Sarà, insomma, un Mister No più umano e determinato del solito quello che sta per entrare in scena […]”

Con il “rientro anticipato” a Manaus, tuttavia, la fuga in Oriente non ci sarebbe mai stata.

Il mese successivo, nel n.240 (maggio 1995), l’ultimo albo prima del “nuovo corso”, la quarta di copertina rivela finalmente la fatidica cover del n.241, che si presenta rivoluzionata nella grafica: l’inconfondibile logo di Mister No viene modernizzato e posizionato in modo fisso nella parte alta, mentre il titolo dell’albo non è più a “composizione libera” ma viene fissato in un riquadro in basso. Lo “strillo” pubblicitario, “le nuove esplosive avventure!”, che accompagnerà le prime sei copertine della svolta, richiama dichiaratamente quello che compariva nel n.1 del 1975, “un nuovo esplosivo personaggio”.

L’anteprima del n.241 (c) Sergio Bonelli Editore

Il contenuto della copertina non è da meno e annuncia letteralmente fuoco e tempesta: Mister No, più determinato che mai, corre verso il lettore con la sua inconfondibile felpa lacerata, mentre nello sfondo con la foresta il suo Piper è distrutto dalle fiamme.

All’interno dell’albo a prendere la parola è Michele Masiero, da qualche mese “ufficialmente” curatore della serie nei credits degli albi. Le parole utilizzate in questa occasione hanno un tono quasi “apocalittico”, al punto che l’addio di Mister No a Manaus sembra permanente:

“[…] nel fatidico numero 241, una tragica concatenazione di avvenimenti porterà alla dissoluzione del mondo di Mister No come l’avete conosciuto e amato in tutti questi anni: Jerry sarà costretto a lasciare Manaus e intraprenderà un nuovo, lungo viaggio alla ricerca di risposte alle domande rimaste in sospeso nella sua esistenza di “eroe per forza”.

Anche la parte finale dell’editoriale conferma che starebbe per iniziare una “rivoluzione” simile a quella che, quasi vent’anni dopo, avrebbe caratterizzato il Dylan Dog curato da Roberto Recchioni (con l’indagatore “classico” ospitato in pubblicazioni fuoriserie):

“E gli appassionati dell’Inferno Verde amazzonico dovranno dimenticare per sempre questo incontaminato angolo di mondo? No, niente paura. Stiamo infatti continuando a realizzare storie brasiliane che verranno ospitate, dal prossimo anno e senza periodicità fissa, su una collana parallela alla serie normale.”

In realtà, la collana parallela non ci sarebbe mai stata, anzi, sarebbe avvenuto l’esatto contrario: con il rientro anticipato di Mister No a Manaus, sarebbe stato il microcosmo di New York a sopravvivere per qualche episodio in pubblicazioni fuoriserie.

Masiero fornisce sapientemente anticipazioni per creare ulteriore fermento (o, come diremmo oggi, “hype”), alcune delle quali ormai già note:

“Se non bastasse, sappiate che qualcuno tra i più cari amici di Mister No ci lascerà la pelle, e che è in arrivo un nuovo, spietato nemico che non darà tregua al Nostro pur di ottenere una vendetta rimandata per tantissimo tempo.”

Altra grande novità, l’arrivo ufficiale della continuity e la scomparsa delle storie dalla lunghezza indeterminata, perché…

[…] dal mese prossimo […] tutte le storie saranno collegate fra loro a formare una lunghissima saga, ma al tempo stesso ogni albo presenterà un episodio autoconclusivo dal finale sempre un po’ aperto sugli sviluppi futuri.”

Masiero presenta poi gli autori coinvolti, ma evidentemente quanto inizialmente pianificato è andato incontro a degli imprevisti.

“A confezionare questo nuovo, importante ciclo di storie, sotto la supervisione attenta del creatore Guido Nolitta […] e il coordinamento del sottoscritto, si alterneranno soprattutto Luigi Mignacco, una “colonna” e una garanzia per la serie, l’eclettico Maurizio Colombo e i nuovissimi Marco Del Freo e Luca Trugenberger.”

Del Freo, infatti, entrato da poco nello staff, darà un importante contributo nella fase d’avvio del “nuovo corso” ma non arriverà alle storie ambientate nella “Grande Mela”, mentre il ruolo di Trugenberger si rivelerà marginale. Il “sostituto” più importante rispetto all’annuncio iniziale, non citato in questa occasione da Masiero, sarà Stefano Marzorati, che insieme a Mignacco, Colombo e allo stesso Masiero sarà tra gli autori principali di questo ciclo.

”Vento rosso”, il numero 241

Nel giugno 1995 la serie festeggia i vent’anni esatti di presenza in edicola con il fatidico n.241: “Vento Rosso” (di Mignacco e Diso). Il frontespizio inedito presenta Mister No con il nuovo abbigliamento che caratterizzerà il nuovo corso (anche se per vederlo nelle storie occorrerà aspettare qualche mese), con la sacca da viaggio e un ampio panorama sullo sfondo, a evocare la saga on the road che sta iniziando.

Il nuovo frontespizio (c) Sergio Bonelli Editore

Quanto ai contenuti, l’episodio inizia nella stessa agenzia di viaggio di New York che aveva aperto il numero 1 del 1975, a simboleggiare la ripartenza della serie (ma questa volta lo stesso commesso di allora sconsiglia al suo invisibile cliente di visitare l’Amazzonia, perché troppo pericolosa e un suo vecchio amico, cioè Mister No, ci ha trovato un mucchio di guai). Successivamente, va in scena l’azione che darà il via alla drammatica concatenazione di eventi che porterà Jerry a lasciare Manaus: il sabotaggio, da parte di Mister No, Esse-Esse e due nuovi amici, di una pericolosa azienda chimica che avrebbe distrutto l’ecosistema di una zona della foresta. Dietro lo stabilimento c’è, tuttavia, una organizzazione segreta giapponese a livello internazionale, la misteriosa “Legione dei non-vivi”. Il suo capo sul continente americano, il potente Genzo Ishikawa, in quel momento si trova a San Paolo ed è preoccupato perché teme d’aver trovato avversari ignoti e influenti. Decide allora di utilizzare una delle trentasei strategie insegnate ai samurai dai maestri dell’arte della guerra: “percuotere l’erba per snidare i serpenti.”

“Quando gli avversari sono riservati e imperscrutabili, bisogna creare scompiglio per vedere come reagiranno. Per fare uscire allo scoperto i nostri nemici, scateneremo l’ira dei guerrieri sugli autori dell’attentato!”

I complici di Mister No ed Esse-Esse (un ingegnere e un indio) sono rapidamente eliminati dal crudele sicario Tsushiro e dai suoi uomini, che successivamente arrivano a Manaus per uccidere gli ultimi due nomi sulla loro lista.
Mister No è tuttavia irreperibile: sta attraversando una momentanea malinconia, quasi premonitrice di quello che sta per accadere, e si è allontanato da solo per fare due passi nella selva, dandole inconsapevolmente l’addio:

“… Rosso come il sangue… Quanti tramonti ho visto, da quando sono qui a Manaus? Non me lo ricordo neanche… ma ogni volta ho pensato che quel giorno poteva essere l’ultimo!”

Nel frattempo, con l’arrivo dei giapponesi a Manaus, la sceneggiatura gioca a confondere il lettore riguardo all’identità dell’amico che ci “lascerà la pelle”.
Lo stesso Esse-Esse viene apparentemente ucciso dai giapponesi e il suo destino a fine episodio è ignoto (i lettori fedeli sanno però che è soltanto un “bluff”, dato che un anziano Kruger compariva in ottima salute al fianco di Mister No negli anni ’90 in un team-up con Martin Mystère). Successivamente Tsushiro, per trovare Mister No, scatena l’inferno sui suoi amici: il bar di Paulo Adolfo viene devastato da una bomba, le amiche Clara e Isabela rischiano una brutale violenza e il sergente Oliveira viene gravemente ferito nell’esplosione della casa di Jerry. Alla fine a morire è il meccanico personale di Mister No, Augustino, che dopo essere stato torturato viene sgozzato da Tsushiro davanti agli occhi del pilota.
Augustino è stato in realtà una figura piuttosto marginale nella serie e di recente introduzione, il classico “sacrificabile” insomma. Il suo esordio era infatti avvenuto nel 1991, per un episodio in cui serviva un “pollo” a cui imputare la perdita a poker del Piper di Mister No (n.198-199) mentre il nostro si trovava in Africa. In seguito Augustino era comparso sporadicamente, poi, circa un anno prima del “nuovo corso”, ha iniziato ad apparire con una certa regolarità (persino in una breve storia speciale del pilota pubblicata sulla rivista “Ken Parker Magazine”), probabilmente perché era già stato designato come “vittima”. Ciò non toglie che la sua morte, particolarmente cruda, abbia un’importanza determinante per giustificare tutto quello che seguirà. Superato lo shock del momento (che tuttavia perseguiterà a lungo Jerry), Mister No reagisce prontamente e riesce a fuggire da Manaus per farsi inseguire e non mettere a repentaglio altre vite.
A fine episodio, Tsushiro fa il suo rapporto a Ishikawa: la Legione dei non-vivi non corre pericoli, perché gli attentatori hanno agito a titolo personale “seguendo uno sciocco ideale di difesa della natura”, ma uno di loro è ancora da punire. E mentre Tsushiro si allontana per trovare Drake e chiudere i conti, le ultime vignette dell’episodio si concentrano su Ishikawa e sui suoi pensieri mentre osserva la foto di Mister No che il suo collaboratore gli ha portato.

“Jerry Drake, detto Mister No… dopo tanti anni, le nostre strade si incrociano ancora… ma stavolta io combatto con l’esercito destinato alla vittoria… stavolta sarai tu a morire!”

Con quest’ultimo colpo di scena, in appena 94 pagine, la rivoluzione è stata servita. Mister No è in fuga da un suo vecchio nemico di cui non sospetta neppure l’esistenza, ma dopo essersi leccato le ferite venderà cara la pelle.

 

(continua)

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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