Tex, il Grande! (1988-1997)

40 anni di un eroe

Nel giugno del 1988 i festeggiamenti per i 40 anni di Tex culminano nell’apparizione in edicola di un volume straordinario per le sue dimensioni e per la storia che contiene, dal titolo inequivocabile, Tex il Grande, lunga di più di 220 tavole di grande formato realizzate dal pittore e illustratore Guido Buzzelli, uno dei grandi maestri del fumetto italiano.

Un volume di tale dimensioni, impreziosito dal segno energico di Buzzelli, riscuote un successo senza precedenti; esaurito nelle edicole viene subito ristampato e diventa il primo numero di una collana annuale il Tex Speciale, da subito ribattezzato Texone, destinato ad avere grande importanza nella storia della casa editrice. Dal punto di vista produttivo ogni albo è realizzato dagli sceneggiatori classici della serie, inizialmente soprattutto da Claudio Nizzi, il Degno Erede di Gianluigi Bonelli, che vede oltretutto per la prima volta il suo nome nei credits degli albi di Tex, e da disegnatori ospiti, scovati dallo stesso Sergio Bonelli tra i più grandi nomi del fumetto internazionale, cui chiede di mettersi alla prova  per la prima volta con il personaggio a fumetti più famoso d’Italia.

Ben presto il formato gigante verrà sperimentato anche con altri personaggi della casa editrice (Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Zagor), con risultati più o meno memorabili, tanto che dopo 30 anni soltanto Tex prosegue ancora con questo tipo di collana nelle edicole.

La realizzazione di Tex il Grande cela in realtà degli interessanti retroscena: la pubblicazione della prima e unica prova di Buzzelli su Tex era prevista per la serie regolare già nel 1985, ma la tavole realizzate dall’artista romano erano state giudicate da Sergio Bonelli troppo distanti dallo standard texiano, nonostante avesse inutilmente richiesto a Buzzelli di adattare il suo tratto a quello dei disegnatori della serie regolare, per cui erano state accantonate in attesa dell’occasione giusta per pubblicarla concedendogli la dovuta risonanza. Il momento giusto fu appunto la celebrazione dei 40 anni di Tex, che culminò nella pubblicazione dell’albo speciale, con tanto di documentazione introduttiva sugli autori realizzata da Decio Canzio. Il grande successo dell’iniziativa ha determinato in seguito la nascita dei Texoni, collana che ha visto la luce quindi quasi casualmente.

Il Texone diventa quindi un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati che a fine giugno aspettano l’uscita del volume per scoprire il disegnatore ospite di quell’albo. Negli anni le sorprese non mancano, il primo è Alberto Giolitti, disegnatore romano attivo negli Stati Uniti, che già nel 1976 aveva iniziato una storia di Tex, Sabbie insanguinate, poi terminata dal suo ex-allievo Giovanni Ticci, apparsa su Tex nel 1976. Il suo segno realistico con atmosfere da vecchio West si impone, tanto che passa da subito sulla serie regolare, con il curioso pseudonimo di Gilbert.

Lo spettacolare formato gigante della collana attira anche le attenzioni degli stessi disegnatori regolari, e così Galep e Ticci hanno l’onore di firmare due tra i volumi più appassionanti. Gli altri disegnatori all’opera sono dei grandi maestri del fumetto italiano come il Diaboliko Sergio Zaniboni, il creatore di Alan Ford Magnus e Aldo Capitanio,  disegnatori spagnoli come Victor De La Fuente, José Ortiz (prontamente arruolati anche loro nella schiera dei disegnatori della collana regolare) e Jordi Bernet, e alcuni disegnatori più giovani come Goran Parlov, già disegnatore di Ken Parker e in procinto di approdare a Magico Vento.

Ognuno di questi artisti fornisce la propria versione del personaggio realizzando un’opera che costituisce un unicum anche all’interno della propria carriera fumettistica. È l’albo realizzato da Magnus a raccogliere il consenso e le attenzioni maggiori del grande pubblico, per la grande perizia tecnica con cui il disegnatore emiliano costruisce la sua opera, e l’accuratezza di un lavoro che porta avanti per 7 anni, rallentato da un male incurabile che non gli consente di veder pubblicato il suo lavoro, di cui non riesce a completare la copertina.

Il Tex di Magnus

La pubblicazione della Valle del Terrore nel 1996, nono volume della collana, con i testi di Claudio Nizzi, rappresenta un evento nel mondo del fumetto italiano, per la lunga attesa che aveva ammantato di leggenda le tavole costruite dal maestro bolognese, evento accompagnato da mostre in cui si sono potute ammirare le tavole originali, poi ripubblicate in portfolio e volumi cartonati di grande formato per collezionisti. Una storia spesso annunciata e poi rimandata con la continua rimodulazione della scaletta dei volumi, con l’inserimento per esempio di quelli realizzati da Ticci e Capitanio.

Altre collane

Il successo del Texone spinge la casa editrice ad investire anche su altre collane parallele a quella regolare, nasce così anche il MaxiTex, collana annuale dal formato abituale ma con una foliazione extra che nasce nel 1997, come l’Albo Speciale in maniera abbastanza casuale. Già nel 1991 appare in edicola un albo speciale, Oklahoma, storia scritta da Giancarlo Berardi, il creatore di Ken Parker, che con l’ausilio del classico disegnatore Guglielmo Letteri, realizza una delle storie più belle ed appassionanti dell’intera vita editoriale di Tex, ambientata durante la celebre Oklahoma Land Rush del 1889, la corsa ai territori da assegnare. Come già per la storia disegnata da Buzzelli, che finì nel Texone n.1, anche questa storia è considerata troppo distante dai canoni tradizionale della serie regolare e quindi si decise di pubblicarla in questo formato innovativo.

Il Tex Speciale di Berardi e Letteri

Nel 1997, dopo ben sei anni dalla pubblicazione dell’albo speciale, si decide di riprendere lo stesso formato, ribaltando la formula del Texone, che prevedeva sceneggiatore abituale e disegnatore nuovo, affiancando alle chine classiche la penna di uno sceneggiatore che per la prima volta si avvicina al mondo texiano, per cui tocca allo spagnolo Antonio Segura scrivere  Il Cacciatore dei Fossili, bel racconto ambientato tra resti di dinosauri e paleontologi, affiancato dalle matite di Ortiz, suo storico sodale, albo che dà il via alla collana MaxiTex.

Nel 1994 poi, ad imitazione della stessa pubblicazione già prevista per altri personaggi della casa editrice come Martin Mystère e Dylan Dog, appare l’Almanacco del West, collana anch’essa annuale, composta da una breve storia a fumetti che accompagna vari articoli di approfondimento sul mondo del West e sulle uscite letterarie e cinematografie dell’anno precedente. Ad illustrare la prima storia viene chiamato un altro grande maestro del fumetto italiano, il ligure Renzo Calegari che sul testo dell’immancabile Nizzi e con l’aiuto alle matite dei giovani Biglia e Copello, realizza una storia crepuscolare e poetica, La Ballata di Zeke Colter, che ben sigilla la nascita della nuova collana.

Il Tex di Renzo Calegari

Dopo la prima uscita nel 1994 si alternano sulla collana buoni disegnatori come Victor De La Fuente, il dylandoghiano Andrea Venturi e Aldo Capitanio, per realizzare storie contraddistinte per la loro relativa brevità rispetto alle saghe in più numeri della serie regolare.

La serie regolare

Nel frattempo la serie regolare da edicola vede i due creatori di Tex congedarsi definitivamente. Gianluigi Bonelli realizza la sua ultima sceneggiatura nel 1991, con l’albo n.364, Il Medaglione Spagnolo, disegnato da Guglielmo Letteri, in una storia che racconta di un antico tesoro indiano, come il primo episodio uscito 43 anni prima.

Galep si spegne invece poco dopo l’uscita del n.400, La Voce della Tempesta, albo realizzato a colori e presentato con una commovente e evocativa copertina. A sostituirlo nella realizzazione delle copertine è Claudio Villa, capace di dare nuova linfa a tutta la collana, grazie al suo stile spettacolarmente dinamico.

L’addio di Galep

A proseguire l’opera di Bonelli è soprattutto lo sceneggiatore Claudio Nizzi, che mantiene le redini della serie praticamente da solo per numerosi anni, facendo riferimento ad antiche leggende del West, come nella Nave Perdutarielaborando temi già affrontati dallo stesso Bonelli, ad esempio Nelle Paludi della Louisiana nei nn.330-333, miscelando elementi classici in maniera originale. Riprende personaggi creati da Guido Nolitta, nella Leggenda della Vecchia Missione, nei nn.333-335 e cita i classici del cinema come Ombre Rosse nei nn.338-340 I Diavoli Rossi. Vengono ripresi personaggi appartenenti al remoto passato della serie come in Zhenda! nei nn.346-349, dove Tex deve combattere per mantenere il suo ruolo di capo tribù dei Navajos, o il ritorno del pirata Barbanera nei nn.354-357, La Congiura.

Tra le sue storie più ambiziose ci sono una rilettura del Grande Intrigo Bonelliano, in una vicenda in due parti, L’Uomo con La Frusta e Agguato nella Miniera in cui Tex viene condannato a morte in Messico. Poi vi è la creazione di un acerrimo nemico come La Tigre Nera, un principe malese che riesce a mettere in difficoltà Tex e Carson, e soprattutto il racconto del primo incontro tra il ranger e Tiger Jack, e del drammatico passato del suo pard navajo in Furia Rossa.

In questa fase Nizzi scrive tantissimo, realizzando storie senza lungaggini e senza spiegazionismi superflui, in cui ogni personaggio ha un ruolo nello schema narrativo. Con il tempo emerge un certo manierismo di fondo, il ricorrere ad una formula schematica cui si unisce la mancanza di capacità di evocare la partecipazione emotiva del lettore. Intorno al numero 400 Nizzi va però presumibilmente in crisi e si allontana dalla serie per un certo periodo di tempo.

Ritorna a dare manforte alla serie nientopopodimeno che Guido Nolitta, che realizza per le matite di Letteri la più lunga storia texiana, Il Segreto del Morisco, con una vicenda soprannaturale ambientata in Messico che si snoda per ben 6 numeri,  tra il ritorno di vecchi alleati e il rapimento e il quasi sacrificio rituale di Kit Willer da parte della setta degli Uomini Giaguaro. Una storia che ha tutti i pregi e i difetti delle sceneggiature tipiche di Nolitta, tra cui qualche lungaggine di troppo.

Il Passato di Carson, copertina di Claudio Villa

Anche il direttore generale della casa editrice, Decio Canzio, accorre in soccorso della serie, realizzando due storie in perfetto stile nizziano. Più di rottura la collaborazione di due degli autori più affermati della Sergio Bonelli editore; da Nathan Never arriva Michele Medda che realizza a sua volta due storie realistiche e violente, e soprattutto da Zagor giunge Mauro Boselli, già collaboratore di Bonelli padre, che debutta con una storia epocale, illustrata da Carlo Marcello, in cui racconta un episodio del misterioso passato di Kit Carson, con Il Passato di Carson, una delle migliori avventure di tutta la serie.

Le prime storie di Boselli portano una ventata di novità sulla serie; costruite in maniera impeccabile, riescono ad appassionare il lettore per la grande precisione con cui vengono delineati tutti i personaggi in campo, con trame mai scontate né banali. Lo scrittore lombardo diventa in qualche anno il nuovo curatore della serie.

Un decennio ricco di avvenimenti per le collane texiane, e a testimonianza dello stabile successo del personaggio proseguono anche le consuete ristampe: il Tex Tre Stelle e il Tutto Tex, con l’aggiunta della Nuova Ristampa che ripubblica nel classico formato bonelliano le avventure dalla storica prima storia del 1948, allegando in omaggio anche un disegno di Claudio Villa inedito a colori.

Proseguono ovviamente anche le ristampe collaterali della casa editrice Mondadori che ripropone le avventure migliori nella collana Oscar Mondadori e anche annualmente in grandi volumi cartonati.

In un decennio in cui la casa editrice propone l’incremento del numero di testate di tutti i propri personaggi della casa editrice, con numerose nuove pubblicazioni tra cui spicca il poliziesco Nick Raider, creato da Claudio Nizzi, Tex rappresenta sicuramente il fiore all’occhiello della Sergio Bonelli editore, il personaggio guida, destinato a traghettarla nel nuovo millennio.

Massimo Cappelli

Fumetti, fumetti, fumetti... mai fatto altro che leggere fumetti!

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