Tex: un classico del fumetto (1998-2007)

Il sesto decennio della storia editoriale di Tex vede, all’inizio del 2001, la scomparsa del creatore del personaggio, lo sceneggiatore Gian Luigi Bonelli all’età di 92 anni. Il patriarca del fumetto italiano, che aveva realizzato la sua ultima storia, Il Medaglione Spagnolo,  10 anni prima, viene celebrato dalla casa editrice con la pubblicazione di un libro allegato all’Almanacco del West del 2002, dove viene ripercorsa la sua straordinaria carriera.

G.L. Bonelli, nel segno dell’Avventura

Altre scomparse purtroppo funestano il decennio texiano: Aldo Capitanio scompare nel 2001, a soli 49 anni, la sua ultima storia realizzata, Matador, è a detta di tutti un capolavoro grafico. Nel 2002, all’età di 61 anni, esce di scena Vincenzo Monti, la sua ultima storia dal consueto stile classico, Muddy Creek, viene portata a conclusione da Bruno Brindisi. Nel 2006 tocca all’immenso Guglielmo Letteri congedarsi dai suoi fans con  la sua ultima storia, Il Veleno del Cobra, che viene completata da Raffaele Della Monica. Nel 2007 infine scompare Carlo Marcello, che aveva debuttato su Tex soltanto nel decennio precedente, una collaborazione troppo breve che aveva però lasciato il segno nel cuore di tutti i lettori.

Nonostante l’avvicendarsi di tanti artisti differenti, Tex vede aumentare sempre di più il suo successo editoriale, divenendo di fatto il vero e proprio personaggio simbolo del fumetto italiano. Tale successo è certificato da svariati segnali, il più eclatante è forse il numero di edizioni prodotte dalle più differenti case editrici, oltre alla Sergio Bonelli editore, con la ristampa in continuazione delle sue avventure. Tra queste spicca nel 2003 la pubblicazione in edicola, da parte del quotidiano La Repubblica, dei Classici del Fumetto, collana in allegato settimanale al giornale che presenta, in 60 albi antologici di piccolo formato, i personaggi e gli autori più importanti del fumetto mondiale. Tex è presente nel secondo  numero, il primo a pagamento dopo l’uscita d’esordio dedicata a Corto Maltese, in omaggio con il quotidiano con una tiratura di un milione di copie; il corposo albo dedicato al Ranger del Texas presenta due storie di G.L. Bonelli e Giovanni Ticci del 1977 e del 1982, A Sud di Nogales e Fiesta di Morte.

La Corrida di Aldo Capitanio

Il successo di quell’iniziativa, subito replicata dalla presentazione dello stesso quotidiano della Serie Oro, con volumi di grande formato con cicli di storie maggiormente coerenti,  cambia la storia del fumetto italiano in edicola con il succedersi di svariate serie in allegato a qualsiasi quotidiano, con formati e prezzi diversissimi. Lo stesso Tex vede nel 2007 l’uscita sempre sotto il marchio Repubblica, con l’aggiunta dell’Espresso, della collana di ristampa definitiva, Tex-  Collezione storica a colori, con volumi settimanali brossurati, in grande formato, interamente a colori, che ripresentano in maniera organica l’intera serie, con le copertine inedite di Claudio Villa. Un successo clamoroso che spinge la casa editrice ad avvicinarsi progressivamente all’utilizzo del colore, e un bel traguardo per l’avventuriero fuggitivo che debuttò nel 1948 nella Collana del Tex, capace dopo 60 anni di affascinare ancora decine di migliaia di lettori di fumetti con le sue prime storie e di indirizzare le scelte dell’intera Sergio Bonelli editore.

Classici del Fumetto, n.2

Talvolta l’attenzione sulle storie di Tex travalicano l’interesse degli appassionati, per assurgere agli altari della cronaca spicciola, come quando una lunga e epica avventura realizzata da Boselli e Ortiz nel 1998, Sulla Pista di Fort Apache, viene incredibilmente denunciata da un’associazione di consumatori, il Codacons, per istigazione al consumo di sigarette, dato che nella splendida copertina di Claudio Villa Tex si accende una sigaretta, immagine che potrebbe condizionare i giovani lettori. La denuncia, dopo aver attirato sull’associazione il dileggio e lo sdegno di tutte le persone dotate di buon senso, viene ovviamente ritirata.

 

Gli sceneggiatori

Le serie dedicate al Ranger sono ormai stabili, alla serie mensile, ormai quasi sempre composta da avventure da due albi, senza più storie che incominciano o finiscono a metà di un albo, salvo rare eccezioni, si affiancano ormai il Tex Speciale, il celebre Texone, con disegnatori ospiti, il Maxi autunnale con storie da 300 tavole e l’Almanacco del West ad inizio anno con storie brevi sulle 100 tavole.

Tex-Collezione Storica a Colori n.1

Sono in gran parte Claudio Nizzi e Mauro Boselli a sceneggiare le storie,  il più delle volte dividendosi anche i disegnatori, con stili narrativi e risultati completamente differenti

Nelle storie che realizza in questo decennio Nizzi fa ritornare vecchi nemici come Cobra Galindez in Scorta Armata, o alleati come il professor Doberado. Le sue avventure più riuscite sembrano quelle in cui cala Tex nella Storia americana, lo fa diventare uno scout del colonnello Custer durante la sua ultima battaglia al Little Big Horn, e lo fa indagare sull’uccisione del presidente Lincoln. Come sua consuetudine sono pochi gli episodi fantastici, mentre pregevoli sono gli omaggi prattiani del Texone n.16, I Predatori del Deserto, realizzato dal dylandoghiano Bruno Brindisi.

I soggetti appaiono sempre abbastanza accurati, a volte anche grazie alla collaborazione non accreditata di Mauro Traversa, oppure del disegnatore Fabio Civitelli, che debutta come soggettista nella storia breve Il Duello, per proseguire poi con Il Presagio e con Ritorno a Culver City con la visita di Tex alle tombe dei propri genitori.  Le sceneggiature di Nizzi purtroppo sembrano risentire in questo periodo di una certa stanchezza dello scrittore modenese, apparendo ai più scialbe e svogliate, incapaci di coinvolgere il lettore, a causa della mancanza di ritmo e tensione, e della sbrigatività delle soluzioni narrative, con testi troppo didascalici, in cui tutto appare scontato con scene e dialoghi ripetitivi, senza verve e brillantezza. Lo stesso Tex il più delle volte è dimesso e raggirabile dai suoi avversari e appare insieme a Kit Carson in balia degli eventi.

Tiger Jack contro “Corto Maltese”

Le storie sono in apparenza classiche, riprendendo le vecchie storie di Bonelli padre, ma in realtà sembrano  operare una vera e propria decostruzione del personaggio, anche negli albi celebrativi, come il n.455, Vendetta Navajo, che celebra i 50 anni del personaggio, nel settembre del 1998, o Tex 500, Uomini in Fuga, come di consueto a colori con in più alcune tavole acquarellate, entrambi realizzati da Giovanni Ticci.

L’apice della delusione per i fan è rappresentato forse dal ritorno di Mefisto, lo stregone avversario principale del ranger del Texas, che risorge dopo oltre vent’anni di assenza dalla serie, con uno spunto ideato dallo stesso Bonelli padre. L’avventura in quattro albi, che suscita fin troppe aspettative nei lettori, si rivela, nonostante gli splendidi disegni di Claudio Villa, una storia scontata e banale, che si distingue dal punto di vista narrativo solo per la mancanza di ritmo e di idee, tanto da venire soprannominata dai fan la Mefistolata. Tentare di rievocare le atmosfere delle storie di Bonelli e Galep dell’inizio degli anni ’70 era ovviamente un compito particolarmente arduo, ma di fatto la storia  realizzata da Nizzi e Villa si limita a ripresentare situazioni e spunti già visti nelle precedenti avventure.

Il Duello, la storia breve scritta da Fabio Civitelli

Tutt’altro approccio e stile narrativo ha Mauro Boselli, l’altro sceneggiatore che si alterna con Claudio Nizzi nella scrittura delle storie. Le avventure scritte da Boselli descrivono un west molto corale, a volte anche a scapito della centralità del protagonista, che vediamo apparire, specialmente nelle lunghe introduzioni, soltanto a vicenda già iniziata. Notevole è poi la capacità di Boselli di costruire personaggi di contorno vividi e affascinanti, tutti dotati di una definita psicologia.

Aumentano progressivamente le storie che vengono commissionate a Boselli, la sua firma compare anche nel Texone, precisamente nel n.12, Gli Assassini, illustrato da Alfonso Font. Lo sceneggiatore milanese realizza con I Sette Assassini, sempre in coppia con Carlo Marcello,il seguito della sua avventura d’esordio, Il Passato di Carson, con una capacità di descrizione e di resa emotiva ineguagliabile. Boselli porta a termine poi Golden Pass, la storia che Nolitta aveva inizialmente scritto per Galep, proseguita poi nei disegni da Ticci.

Nelle sue storie grande attenzione è dedicata alla delineazione degli alleati di Tex, per esempio nel Ritorno del Morisco, racconta, coadiuvato dalle matite di Letteri, il misterioso passato egiziano del brujo messicano, mentre nel MaxiTex n.5, Nei Territori del Nordovest, realizzato insieme a Font, la giubba rossa Jim Brandon affronta insieme a Tex un suo avversario giovanile.

Boselli riesce poi a utilizzare al meglio gli episodi storici nella narrazione delle storie, come nella lunga avventura I Lupi Rossi, prevista inizialmente per un maxi, realizzata al solito da Font, con la messa in scena delle rivalità tribali tra Pawnee e Cheyenne. Illuminante sullo stile narrativo boselliano un commento di Luca Raffaelli riguardante questa storia:

Anche in questa nuova avventura, fuori dagli schemi, scritta da Boselli (e non a caso pure qui abbiamo dei lunghi flashback, tipici di questo genere di episodi) c’e’ meno Tex del solito e c’è più il mondo attorno a lui.”

Ancora poche le collaborazioni di altri sceneggiatori in questo periodo oltre a Nizzi e Boselli. I contributi dello sceneggiatore spagnolo Antonio Segura rimangono confinati nel MaxiTex con qualche storia lunga generalmente disegnata dal suo antico sodale José Ortiz, o in alternativa da Miguel Angel Repetto. Forse il suo stile narrativo è stato considerato troppo particolare per essere inserito nella serie regolare, comunque la sua storia migliore in questo periodo è sicuramente Il Treno Blindato.

Le tavole acquarellate di Ticci per Tex 500

Nel 2004 esordisce il dilandoghiano Pasquale Ruju sull’Almanacco del West, con la storia Nella Terra dei Klamath, storia breve ambientata in Oregon disegnata da Roberto Diso. Un esordio apparentemente trascurabile, dato che Ruju sarà chiamato a scivere la sua seconda storia solo anni dopo, e a quel punto troverà una sua personale via alla texianità, con storie magari poco epiche, ma molto appassionanti, con l’approfondita delineazione di personaggi mai banali.

Gianfranco Manfredi, il creatore di Magico Vento, la serie western più appassionante di quegli anni, esordisce con La Pista degli Agguati sul Maxi Tex del 2005, con un vecchio soggetto che aveva scritto non meno di dieci anni prima, illustrato per l’occasione da Miguel Angel Repetto. Anche per lo scrittore milanese occorrerà attendere qualche anno per l’esordio sulla testata regolare.

Grandi aspettative hanno segnato l’esordio di Tito Faraci, anche per la sua grande capacità di rivitalizzare eroi classici come Diabolik e Topolino; purtroppo il suo debutto nel 2007 con Evasione, una storia tutta azione senza approfondimenti psicologici non ha riscosso particolare successo, anche a causa di un approccio narrativo troppo lineare, nonostante la classicità del linguaggio utilizzato e delle caratterizzazioni.

 

I Disegnatori

Aumentando il numero delle uscite crescono ovviamente anche il numero delle tavole necessarie e dei disegnatori impiegati. Alcuni esordi sono decisamente roboanti, specialmente sul Texone,non tutti però gli artisti chiamati ad illustrare l’albo speciale estivo passano alla serie mensile. Vere e autentiche guest star sono il creatore di Ken Parker, Ivo Milazzo, l’australiano Colin Wilson già impegnato su Blueberry, l’americano Joe Kubert, mentre arrivano da altre serie bonelliane il napoleonico Carlo Ambrosini e il martinmysteriano Giancarlo Alessandrini, tutti artisti in grado di fornire la loro versione personale del granitico capo dei Navajos, grazie ai classici testi di Claudio Nizzi.

L’arrembante Tex di Joe Kubert

Il Texone di Joe Kubert, Il Cavaliere Solitario, rappresenta un unicum all’interno della produzione texiana, dato che in previsione di una possibile pubblicazione negli Stati Uniti, in 5 albi nel classico formato americano comic book,  è stato chiesto allo sceneggiatore Claudio Nizzi di  suddividere la storia in cinque parti, per giustificare l’uscita dei singoli albi, con Tex che agisce da solo, senza riferimenti alla sua vita nella Riserva Navajo e neppure ai suoi inseparabili pards. Il risultato è piacevole pur trattandosi a tutti gli effetti di una storia di Tex sui generis.

Gli altri Texoni sono realizzati tutti da disegnatori che in maniera più o meno regolare vengono inseriti nello staff delle collane: lo spagnolo Alfonso Font, dal tratto morbido e pulito; Bruno Brindisi di cui si è già accennato; Manfred Sommer, corteggiato da Sergio Bonelli già dal 1988 e che realizzerà Tex fino alla sua scomparsa nel 2007; il nathanneveriano Roberto De Angelis e Corrado Mastantuono.

A ulteriore testimonianza del successo dell’uscita annuale del Texone è l’uscita a partire dal 2005 nella collana Tex Stella d’Oro, con la ristampa integrale della serie con uscite semestrali.

Altri esordi eccellenti avvengono sulle altre testate annuali: in Glorieta Pass, storia contenuta nell’Almanacco del West 1998, ritorna a collaborare con la Sergio Bonelli editore dopo le storie realizzate per la collana Un Uomo Un’Avventura negli anni ’70, Alarico Gattia. Il disegnatore ligure realizza le chine sulle matite di Maurizio Dotti, in una storia di Mauro Boselli in cui Tex racconta in flashback un episodio della Guerra di Secessione.

Sull’Almanacco esordiscono anche l’argentino Miguel Angel Repetto, dallo stile classico, Stefano Andreucci, proveniente da Zagor e Dampyr, l’aretino Rossano Rossi e l’argentino Ernesto Garcia Sejias, in attesa di veder pubblicato il Texone, Le Iene di Lamont, che ha realizzato come sua prima prova per Tex, bloccato fino al 2011 per l’insipienza di soggetto e sceneggiatura.

Sul MaxiTex infine debutta Roberto Diso, il disegnatore principale di Mister No, in una storia, Il Figlio del Vento, sceneggiata da Claudio Nizzi per un Texone e poi trasformata, allungandola, in un maxi, quando ci si accorge che il disegnatore romano, novello Virgilio Muzzi, non riesce a realizzare al meglio il viso di Tex. Diso continuerà a collaborare sulle testate del ranger ma soltanto in quelle minori, l’Almanacco del West e il MaxiTex, dove trova giusto sfogo la sua velocità di realizzazione.

 

 

 

 

Massimo Cappelli

Fumetti, fumetti, fumetti... mai fatto altro che leggere fumetti!

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