Il mondo per diritto: apologia del malvagio

Attenzione: concentrandosi sugli antagonisti, i “cattivi”, questo articolo potrebbe rivelarvi dettagli fondamentali dei finali di Rat-Man e Ushio e Tora, nonchè momenti topici di One Piece (Saga di Alabasta)FullMetal Alchemist (Guerra di Ishbar) e Le Bizzarre Avventure di JoJo (Diamond is Unbreakable). Certo… sono tutti fumetti che dovreste già conoscere a memoria.

“Solo perchè ho scelto di fare il male, non significa che non credo in dio.”

Con questa fulminante confessione, Janus Valker, l’antieroe di Rat-Man spiega la sua fede. Ancora più pregnante quello che dice dopo, in una delle pagine più belle di quello che è stato il gran finale del “Miglior Fumetto Marvel di Questo Decennio”.

Parola di Valker

Con poche frasi, mirate, centrate, innegabili, Valker conferma quello che ogni lettore di fumetti sa: se vuoi essere una persona migliore, tieni a mente gli insegnamenti dell’eroe, se vuoi sapere cosa il mondo riserva alle persone migliori, stai a sentire il cattivo.

Ovviamente non è così semplice: non è colpa del mondo ma probabilmente nostra, dei nostri limiti e della nostra superbia, ma è poco ma sicuro che man mano che la narrazione per immagini “maturava”, dagli eroi che si esprimevano per imperativi morali combattendo malvagi il cui unico fine era “fare del male”, si è arrivati ad eroi più malleabili e umani nelle loro posizioni (il motto dell’eroe manga contemporaneo non è più “lo faccio per l’umanità” ma “lo faccio per i miei amici”) e “malvagi” più solidi e realisti. Tanto solidi e realisti, a volte, da rendere DAVVERO difficile negare le loro posizioni.

Visto che siamo nel mese del Pesce D’Aprile ed un po’ di follia è consentita, vediamo un po’ il mondo “al contrario”, ovvero vediamolo, “per diritto” dagli occhi di alcuni tra i migliori rappresentanti della categoria dei “malvagi”.

Janus Valker: Il cattivo con una missione

A fine mese vedremo concludere lo scontro tra i più potenti supereroi della Terra ed il più distruttivo “malvagio” abbiano mai affrontato. Gli Avengers regoleranno i conti con Tanos e mi piacerebbe essere ancora ingenuo a tal punto da chiedermi “come andrà a finire” ma, vabbeh, passiamo oltre.
Tanos, al contrario della sua controparte a fumetti, in questa saga cinematografica è stato presentato come un malvagio con una missione razionale e, persino, altruistica. Sebbene si tratti di quell’altruismo da “utopia realizzata” dello scorso secolo, che pensa che i problemi li risolvi eliminando “quelli di troppo” (spoiler: non funziona) (doppio spoiler: eppure di beoti che continuano a crederci ce ne sono ancora troppi, ma perché qualcuno non li elim… ops!!).
Gli ultimi decenni, complice anche l’indebolimento della fiducia nei valori positivi e la conseguente crisi degli eroi, ne hanno visti parecchi di “malvagi” del genere. Il Giappone stesso ne ha prodotti in tale quantità da farli tracimare dai manga (viene in mente, tra gli altri, il Computer Toy di Grey, rigorosamente convinto che l’umanità anelasse all’estinzione e, quindi, intenzionato a realizzare tale desiderio) fino ai videogames (persino nei “picchiaduro” abbiamo avuto boss finali convinti che distruggere l’umanità fosse il prezzo da pagare per salvare il Pianeta Terra).
Molti di questi cattivi, esattamente come Tanos, sono venuti rapidamente a noia: la loro visione era alla fine estremamente semplicistica ed alla terza, quarta, ripetizione diveniva risibile.

Non Janus Valker. La sua missione è meno “grandiosa” ma, proprio per questo, mirata: vuole equilibrio e conoscenza, comprende che il mondo in cui vive è anomalo, “tarato”, ma non pensa né che la tara sia la causa di tutti i mali, né che rimuovendo la tara le cose miglioreranno. Diventeranno semplicemente un po’ più chiare e misurabili, ma l’entropia continuerà a fare il suo corso, così come la stupidità umana. Janus Valker è uno scienziato e si comporta come tale. I supereroi sono una distorsione, falsano i calcoli ed allontanano la conoscenza: vanno eliminati.
Nel portare avanti la sua missione Valker è freddo, rigoroso, inarrestabile e senza illusioni. Titanico.

Zolf J. Kimbly: l’etica del cattivo

Quando in FullMetal Alchemist conosciamo Zolf J. Kimbly, non sappiamo nulla di lui. E’ una figura in ombra che gode nel sentire esplosioni.
E’ solo in un flashback sul passato di altri personaggi che lo conosciamo veramente.

Kimbly spiega la guerra. E gli altri muti! (Lettura giapponese)

E ne veniamo terrorizzati.
Nella follia della guerra, nella stupidità della guerra, nello spreco assurdo e privo di qualsiasi ragione della guerra, Zolf J. Kimbly è perfettamente sano, savio e parsimonioso. Ogni altro personaggio che vediamo è delirante, spezzato, disperatamente aggrappato a qualche straccio di ideale che ancora gli resta o anche solo alla volontà di portare a casa la pelle.
Zolf J. Kimbly no.
E’ evidente che non capisce cosa siano tutte queste urla e questi piagnistei, probabilmente si chiede perché diamine i suoi commilitoni siano sul campo di battaglia, se lo odiano così tanto. Da parte sua, lui è lì per sua scelta, per fare un lavoro all’altezza delle sue capacità e per vedere fino a che punto la sua abilità e la sua preparazione lo porteranno.

Esemplare Homo Faber anche se ciò che le sue mani producono è solo morte e dolore, del resto nessuno ha mai posto limiti a tale dono.

Crocodile: 100% malvagio

Non vorrei che l’introduzione avesse tratto in inganno: nonostante la narrativa per immagini si sia fatta meno ingenua, non è che i “cattivi-cattivi” siano scomparsi o siano stati relegati al ruolo di comparse di terzo grado, buone a farsi fare shiatsu estremo da Ken il Guerriero. Sono sicuramente più rari, ma quando compaiono, sono sempre molto soddisfacenti.

Sono infatti praticamente sempre estremamente pragmatici e preparati visto che hanno capito da tempo che in un mondo complesso non basta più calciare i cuccioli e spintonare le vecchiette ridendo sguaiatamente per ottenere ciò che si vuole. In una sorta di perversa giustizia, anche un cattivo se lo deve sudare il successo. E loro ci danno dentro, lavorando severamente su sé stessi, allenandosi, studiando e concedendosi pochissime, o proprio nulle, distrazioni. Sempre attenti a cogliere ogni opportunità, a selezionare collaboratori, stringere alleanze, ungere potenti.

Crocodile o la sicurezza del male (Lettura giapponese)

Carismatici e sicuri perché perfettamente consci di quanto conti l’immagine e quando si danno una immagine pubblica non raramente spendono più di uno sforzo ad apparire uomini di ordine se non addirittura eroi. Esattamente come Crocodile, probabilmente uno dei più memorabili avversari della ciurma di Monkey D. Rufy in One Piece, appellato con il titolo di “Sir” e di “Salvatore di Alabasta” dalla gente comune che lo vede come eroe e protettore in tempi di grave disordine che hanno indebolito le fondamenta stesse del paese e paralizzato le autorità una volta efficienti e giuste… poco importa se, ovviamente, a causare il disordine dietro le quinte è proprio l’organizzazione di Cacciatori di Taglie da lui guidata in segreto.

Anche una volta sconfitto, si comporterà con stile e dignità, conscio che chi non si arrende una opportunità di riscatto la avrà… anche sulla strada del male.

Nagare Akiba: il prometeo egoista

Se i cattivi della prima categoria sono dimostrazione lampante del detto: “le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”, questa categoria potrebbe non sfigurare come esempio del proverbio “le mani oziose sono l’officina del Diavolo”.
Questi personaggi sono innanzitutto la fusione di due “topoi” consolidati dell’epica moderna. Da una parte abbiamo il Bassista Carismatico (c)Docmanhattan, la cui fortuna è cresciuta di decennio in decennio fino a farne una figura quasi onnipresente nei “team di eroi”: alleato del protagonista e a questi superiore sotto quasi ogni aspetto tranne “il cuore” (quello, parlando pragmaticamente, meno utile). Dall’altra abbiamo il Face Heel Turn ovvero il momento di quel meraviglioso circo che è il Wrestling professionale in cui un personaggio positivo (Face) muta, quasi sempre a sorpresa, in malvagio (Heel).

Nagare Akiba monaco combattente e secondo classificato tra i candidati ad impugnare la Lancia della Bestia per sconfiggere definitivamente il più grande nemico che l’umanità abbia mai avuto, La Maschera Bianca, è probabilmente uno dei più noti rappresentanti di questa categoria.
Quando lo conosciamo in Ushio e Tora ci rimane immediatamente simpatico: al contrario degli altri candidati, tutti infuriati con Ushio e convinti che abbia rubato la lancia liberando il flagello Tora, Nagare è allegramente incuriosito dal protagonista e dal suo mostruoso alleato. In apparenza sembra che la sua svagatezza lo porti a sottovalutare la gravità della situazione, ma diventa evidente che Nagare ha capito quasi istantaneamente che Ushio è veramente “il prescelto”. Del resto arrivare prima di tutti gli altri è sempre stato facile per lui: facilmente ha superato i suoi coetanei, facilmente ha raggiunto la vetta tra i candidati e facilmente ha deciso che neanche quella era una sfida che riusciva ad appassionarlo.
Troppo superiore, troppo avvantaggiato, troppo annoiato, questo titano in forma umana cercherà l’ultima sfida contro il destino salvifico costituito da Ushio e, sopratutto, dall’invincibile mostro Tora. E nel farlo permetterà a Kazuhiro Fujita, probabilmente una delle migliori dimostrazioni viventi che si può essere contemporaneamente pessimi disegnatori e superbi fumettisti, di completare una delle sue tavole migliori, quasi un quadro espressionista.

Espressionismo.

Prometeo che ruba il fuoco per noia.

Yoshikage Kira: il cattivo casa e lavoro

Il male è banale come è banale dirlo dopo che Annah Arendt lo ha denunciato al mondo. Le efferatezze commesse dai malvagi elencati qui sopra impallidiscono a quelle che può commettere un “cattivo” che ha come unico movente il mantenere lo status quo. Non vuole risolvere i problemi del mondo, non vuole scoprire e superare i suoi limiti, non vuole conquistare nazioni o il mondo, non vuole trovare una sfida che lo soddisfi. Vuole arrivare a casa, salutare la famiglia, dedicarsi ai suoi hobby, pagare le bollette, andare a dormire, svegliarsi, fare colazione, andare al lavoro… Vuole essere lasciato in pace e questo significa mantenere segreto il suo “hobby” indicibile o il suo “lavoro” redditizio.

Uno dei migliori rappresentanti di questa categoria, secondo grande protagonista di quel piccolo gioiello di cinema supereroistico che è stato Spiderman: Homecoming, è sicuramente L’Avvoltoio – Adrian Toomes. Probabilmente uno dei supercattivi più credibili e “tondi” proprio grazie al suo essere, dopo tutto, “una persona normale”.

Ma ancora migliore, perchè più agghiacciante nella sua fanatica ossessione a salvaguardare la “sua vita tranquilla” è stato sicuramente Yoshikage Kira, l’antagonista principale della Quarta Serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo, Diamond is Unbreakable. Talmente ossessionato dal volersi portare nella tomba, dopo una serena vecchiaia, il suo hobby di assassinare donne per conservarne le mani, da aver ottenuto poteri Stand in grado di eliminare per sempre le prove, il loro ricordo e persino il momento stesso della loro scoperta.

La normale routine di un normalissimo mostro

Il male è banale, ma l’energia che impiega a negare e distorcere l’evidenza è, da sempre, straordinaria.

Luca Cerutti

"Ma che è sta roba?"

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