Morte e resurrezione allo stato fetale

L’universo narrativo di Ghost in the Shell: Arise (攻殻機動隊ARISE -GHOST IN THE SHELL- Kōkaku Kidōtai Araizu -Gōsuto In Za Sheru-) è ambientato in un contesto immediatamente successivo al termine della IV Guerra Mondiale.

Il Maggiore Motoko Kusanagi con l’amico Botou

Da questo punto di vista si tratta di un’ambientazione molto ottimistica dato che non ci mostra il classico futuro post atomico con panorami costellati di grattacieli in rovina e ambienti naturali deturpati dalle radiazioni e abitati da un’umanità ridotta allo stremo delle forze che si combatte in bande tribali alla ricerca di sostanze primarie come acqua per sopravvivere graffiata alle pareti aride delle montagne, metano spremuto dalle feci dei maiali o altri combustibili introvabili e ormai irrecuperabili, per riconquistare un po’ di dignità tecnologica che non placa un persistente stato d’animo costellato di rabbia per il presente e poca speranza per il futuro. Ambientazioni insomma simili a quelle viste in futuri post nucleari tipo Mad Max oltre la sfera del tuono, film del 1985 interpretato da Mel Gibson, preceduto dal film Interceptor del 1979 che però era ambientato in un periodo storico in cui la Guerra Nucleare è vicina ma non è ancora scoppiata con tutte le sue letali conseguenze. Arise, è una serie animata OAV composta da 4 episodi della durata di un’ora, prequel di Ghost in the Shell: 1) Ghost Pain 2) Ghost Whispers 3) Ghost Tears 4) Ghost Stand Alone. Qui vi parleremo del primo episodio: Ghost Pain.

Shampoo, Balsamo e viaggio nel Cyberspazio

L’ambientazione ci mostra una metropoli cosmopolitica che architettonicamente non è molto diversa dal Giappone dei nostri giorni, con spennellate di strumenti supertecnologici che lasciano intendere che siamo in un possibile futuro, non molto distante dal nostro. Non si vedono rovine, non si vedono nel panorama alcun segno delle ferite inferte dalla Guerra Mondiale appena conclusa da solo un anno, nel 2026. Possibile che tutto sia così “intatto”? Ebbene, no. I danni ci sono e sono a livello organico e psichico. Questi esseri umani che abitano questo futuro fatto di grattacieli svettanti e di possibilità intellettuali illimitate, vivono in enormi edifici intatti, ma le loro anime sono imbrigliate in organismi che sono deteriorati internamente al punto che per sopperirne le funzionalità ormai quasi tutti hanno impianti di alta tecnologia che ne hanno violato le carni non solo nel tempio del loro corpo fisico, ma anche nella privacy della loro memoria psichica. In questo futuro di cyborg umani, con anima (ghost), c’è ancora bisogno di regolare la giustizia e di difenderla con delle forze di polizia.

Come petali di cigliegi in fiore trasportati dal vento, i finti ricordi di infanzia si dileguano con la rapidità di un battito di ciglia

Arise ci mostra come si formerà la squadra investigativa che prenderà il nome di Sezione 9, capitanata dal Maggiore Motoko Kusanagi e guidata saggiamente dall’ufficiale della pubblica sicurezza Daisuke Aramaki. Motoko è interamente una cyborg che ci appare come una giovane donna molto in gamba che sa fare bene e con devozione il proprio lavoro di investigazione. La sua indagine in corso è l’omicidio del suo amico e collega Tenente Colonnello Mamuro, ucciso in un vicolo, apparentemente per un semplice tentativo di rapina. Sopravvivere alla Guerra Mondiale e poi morire da solo in un vicolo malfamato per un furto: cosa di peggio potrebbe capitare ad un Tenente Colonnello? Il Maggiore Motoko Kusanagi indaga sulla vicenda e ne rimane scottata. Ma non sappiamo noi e neppure lei in prima persona cosa sia successo se non fino alla fine. Le resta solo un dolore, un dolore che le pervade tutto il corpo, come quel dolore che si prova quando si viene amputati di un arto e nonostante non ci sia più se ne continua a sentire il prurito nelle parti terminali. E il peggio e che non ci si può neppure grattare. Viene chiamato Dolore dell’arto fantasma: Ghost Pain appunto.

Per sapere chi sei mi basta fissarti negli occhi.

Ma c’è qualcosa che non quadra. Non è recente il momento in cui Motoko ha ricevuto il suo corpo cyborg. Tale dolore dell’arto fantasma avrebbe senso se lei ne potesse avere memoria. Ma non è così, perché scopriamo che la madre di Motoko morì in un incidente d’auto durante la gravidanza e il suo feto che portava in grembo accusò gravi danni. Interessante vedere come questo prequel si distanzia sensibilmente dalla versione cinematografica di Ghost in the Shell in cui si scopre che Motoko ha subito un trapianto di cervello ormai da adulta. Quella di Ghost Pain è una versione più interessante per certi aspetti. Pensare di usare la tecnologia cyborg per offrire una speranza di vita ad un feto non ancora nato. Dal feto ne hanno estratto il ghost, l’anima, e lo hanno impiantato in un corpo del tutto artificiale: cervello e sistema nervoso inclusi quindi. E da tutto questo è venuta alla luce colei che conosciamo col nome di Maggiore Motoko Kusanagi. Ma allora da cosa deriva quel dolore che la pervade dal profondo?

Spyderborgs

Ebbene, fra graziose bamboline bionde cyborg che si tramutano in letali creature che sfrecciano come aracnidi impazzite, viaggi virtuali nel cyberspazio mentre ci si fa una doccia calda, virus neurali che intaccano il sistema di percezione visivo al punto che si vede ciò che non c’è e non si vede ciò che c’è, falsi ricordi sul proprio passato remoto e sul proprio presente immediato, alleanze con vecchi amici che vivono in condizioni così disagiate che l’unico modo per poter sperare in un futuro è sapendo sparare bene; Motoko Kusanagi alla fine non percepirà più il dolore dell’arto fantasma. Ed accadrà quando avrà scoperto la verità sulla morte del Colonnello Mamuro. Per chi come Motoko ha perso la madre mentre era ancora nel suo ventre, quando muore uno di coloro che lei reputa amico, è come rivivere quel trauma del distacco dal corpo di sua madre. Era quella la vera ragione del dolore dell’arto fantasma, non una disfunzione nel suo corpo cyborg, ma un doloroso attaccamento alla vita di coloro che le sono amici e quindi famiglia. L’aver scoperto il vero movente dell’omicidio di Mamuro, la farà tornare in pace con se stessa e così seguirà il consiglio di Daisuke Aramaki e con nella mente il volto e i nomi di uomini come Batou, si farà strada nella visione interiore di Motoko, la decisione su chi chiamare a far parte della leggendaria Sezione 9.

La moto di Motoko

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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