Dopo il nuovo corso di Mister No: Drake Senior

Nel precedente articolo abbiamo terminato di rievocare l’appendice del “nuovo corso” di Mister No che tra il 1998 e il 1999 fu ospitata sulle testate fuoriserie. Quel “rivoluzionario” ciclo di storie è ufficialmente terminato, ma ci sarebbero stati sviluppi nello scenario tradizionale, l’Amazzonia, tornata ad essere la location della serie regolare.
Ed è a Manaus, oltre quattro anni dopo l’inizio del “nuovo corso” e un anno e mezzo dopo la sua interruzione, che va in scena la più importante sottotrama rimasta in sospeso, l’atteso incontro tra Mister No e suo padre.

Una storia articolata

L’evento si sviluppa in tre albi della serie regolare, pubblicati tra il settembre e il novembre 1999: “Vent’anni dopo”, “Terra e Libertà” e “Il traditore” (n.292-294). La trama, complessa ed articolata, è ideata dai quattro principali autori del “nuovo corso” (in ordine alfabetico, Maurizio Colombo, Stefano Marzorati, Michele Masiero e Luigi Mignacco), mentre la sceneggiatura porta la firma del veterano Mignacco, parzialmente affiancato dal curatore Masiero nel primo albo. Ai disegni, invece, troviamo Roberto Diso e, per due lunghe sequenze direttamente calate negli anni ’30, Orestes Suarez, al quale subentra (nelle tavole finali) il duo Fabrizio Busticchi&Luana Paesani. Tanti pennelli, dunque, che implicitamente rivelano la genesi “travagliata” di una vicenda che doveva rappresentare un pilastro del “nuovo corso” ma che, dopo il rientro anticipato in Amazzonia, è stata giocoforza riadattata.

La storia ripaga la lunga attesa ed alterna con sapienza le tradizionali atmosfere avventurose della serie alla giusta attenzione per la vicenda umana di un padre e un figlio che si ritrovano dopo vent’anni di silenzio reciproco, con dialoghi incisivi e pungenti. In questa rievocazione ci focalizzeremo soprattutto su questo secondo aspetto, dopo avere sintetizzato la svolgimento della storia.

La trama

I primi due albi sono dedicati a chiarire e ricomporre, una volta per tutte, il profondo dissidio tra Mister No e suo padre, che avevano portato Jerry a non parlare mai di una persona così importante, all’insaputa di tutti (amici e lettori) in carcere.

Anche Esse-Esse, il migliore amico del nostro, ne è sorpreso, perché…

“ … in tanti anni che ti conosco, non mi hai mai parlato di tuo padre!”
“Già. E la cosa deve esserti sembrata strana, da parte di un chiacchierone come me. Il fatto è che non ho mai avuto un gran bel rapporto con lui… Da ragazzo, quando vivevo a New York, prima della guerra, mi sentivo come se non avessi un padre… e a un certo punto ho desiderato non averlo mai avuto![…] Il motivo per cui è stato condannato è lo stesso che ha causato la mia rottura definitiva con lui.”

L’addio

Il mistero è collegato alla partecipazione di Jerome Drake Senior (Mister No porta lo stesso nome del padre, ed è pertanto chiamato spesso “Junior” dal suo “vecchio”) alla guerra civile di Spagna tra le brigate internazionali, un fatto già accennato nelle storie fuoriserie che nel 1999 avevano anticipato l’incontro. E, dopo essersi riconciliato con il genitore, Mister No dovrà concludere di non avere mai saputo chi fosse veramente suo padre, che lui pensava essere sempre stato “soltanto” un noioso professore.

“Prima che tu nascessi, ero una specie di giramondo. Ho fatto decine di lavori, non tutti rispettabili, e ho abitato in molti posti diversi, nei cinque continenti… ma quando mi sono ritrovato con un bimbo in braccio, ho deciso di mettere la testa a posto! Pensavo che la cosa più importante fosse mantenere mio figlio e dargli un futuro diverso dal mio passato… per questo ho rispolverato la mia laurea in letteratura e mi sono messo a insegnare. […] Comunque, per quello che ho visto qui, il mio passato assomiglia un po’ al tuo presente… ed è una cosa che avrei voluto risparmiarti. Meglio essere un noioso e rispettabile professore che un individuo senza arte né parte!”
“Non sono d’accordo, papà! […] Non cambierei la mia vita con quella di nessuno stimato professionista newyorchese!”
“Ah! Ah! Sei proprio un Drake, Jerry!…”

Nell’albo conclusivo della trilogia padre e figlio condividono una pericolosa avventura, insieme ai reduci della vecchia brigata: un ultimo assalto contro un nemico misterioso che vive protetto da un esercito privato su un’isola, al largo della costa cilena. Costui, dopo essere rimasto nell’ombra per vent’anni, vuole infatti eliminarli tutti per una vecchia vicenda della guerra di Spagna.
Mister No ed Esse-Esse decidono di dare una mano ai “vecchietti”, che li accolgono tra loro dopo qualche simpatico sberleffo.

“Che ci fai con questi due pivelli, compañero? Per il lavoro che dobbiamo fare ci serve gente svezzata!”
“Lo sai come sono i giovani, Domingo… hanno voluto seguirmi a tutti i costi!”
“Ehi! Datevi una calmata, supernonni!… E tu guardaci negli occhi, hombre! Io e Kruger non siamo precisamente dei pivelli. Abbiamo le nostre guerre sul groppone e un bel po’ di morti ammazzati sulla coscienza.”

Con questa svolta, l’episodio rende omaggio al celebre fumetto francese “Le Falangi dell’Ordine Nero” (1979), anch’esso incentrato su reduci della guerra di Spagna, anche se è il caso di osservare che i componenti della “Brigata Navajo” di Drake sono ancora in buona forma, a differenza dei protagonisti del capolavoro di Pierre Christin e Enki Bilal, che di anni prima di chiudere i conti in sospeso della guerra ne avevano fatti passare ben quaranta. Del resto, la foto di gruppo della brigata che apre il flashback negli anni ’30 delle avventure spagnole di Drake Senior cita esplicitamente la copertina di Bilal, anche nel nome del fotografo.

L’incontro

Il primo faccia a faccia tra Mister No e suo padre arriva dopo una lunga parte in cui Drake Senior, di cui ci viene finalmente svelato il volto, è stato protagonista assoluto. Lo vediamo mentre lascia il carcere di New York e, dopo essersi salvato da due killer grazie all’intervento dell’amico Domingo, prendere la decisione di raggiungere il figlio a Manaus, anche per restituirgli del denaro che, con sua sorpresa, Mister No gli aveva fatto avere.

Arrivato nella “capitale dell’Amazzonia”, Jerome Drake Senior va alla ricerca del figlio nei luoghi in cui potrebbe trovarsi, ascoltando con attenzione le descrizioni che ne fanno le persone che lo conoscono (non tutte lusinghiere). La sequenza può ricordare quella che apriva “Amazzonia”, la prima storia realizzata della serie (ma la seconda ad essere pubblicata), dove il turista che sta cercando Mister No infine lo trova coinvolto in una rissa al bar. E lo stesso capita ora a papà Drake, che rivede per la prima volta il figlio durante un “chiarimento” con un avversario che aveva barato al gioco, nel bar di Paulo Adolfo.

Jerome Drake Senior

Nel “nuovo corso” Jerry era rimasto a New York per attendere la scarcerazione del padre e farsi spiegare molte cose, ma ora che il momento è arrivato in Mister No riemergono tutte le antiche tensioni. Rifiuta, pertanto, di riprendere i soldi e se ne va in malo modo.

“Ti confesso che nella busta avrei preferito trovare qualcos’altro… per esempio, una lettera in cui mi raccontassi di te.”
“Mmm… a quanto ricordo, tu non ti sei mai interessato molto a quello che facevo.”
“Le cose cambiano, Junior… Preferisco parlare direttamente con te, che avere informazioni dai tuoi amici… che mi riferiscono le imprese di uno strano personaggio chiamato ‘Mister No’!”
“Fulminacci! Non sei cambiato per niente, eh, papà?… Sei sempre il solito professore che giudica gli altri dall’alto della sua cattedra… e non ammetti che qualcuno ti faccia notare i tuoi errori! Beh, io adesso mi chiamo Mister No e non sono uno ‘strano personaggio’… sono un uomo che vive a modo suo e non prende ordini da nessuno! Non me ne faccio niente del tuo giudizio… e dei tuoi soldi! Addio, Mister Drake… tornatene da dove sei venuto!”

Anche Esse-Esse, che si è offerto come “corriere” per restituire i soldi a Mister No, subisce il cattivo umore del nostro, ma il “crucco” non è tipo da incassare il colpo senza rispondere per le rime.

“Sangue di giuda! Ho già detto che non li voglio indietro, quei dannati soldi!”
“Amico, non usare quel tono con me, se non vuoi volare dritto nel fiume! Non m’importa un accidente delle questioni che avete tu e tuo padre… Quei soldi puoi sbatterli dove ti pare […] ma non metterci di mezzo me!”

Mister No decide infine di vuotare il sacco con l’amico, svelando il segreto che si è tenuto dentro per vent’anni.

Il suo racconto si svolge subito prima e dopo gli eventi di “C’era una volta a New York”, il maxi in stile “kolossal” che era stato pubblicato nel luglio dello stesso anno.
In apertura viene mostrato proprio il primo incontro tra il giovane Jerry e due figure-chiave di quella storia (il pugile di strada “Treno” Kowalsky e il suo manager Strother) e, soprattutto, viene introdotto un nuovo personaggio molto importante: Logan Sinclair, brillante giornalista investigativo, nonché migliore amico di Jerome Drake Senior.
Jerry ammira molto Logan, che ai suoi occhi è un eroe coraggioso, ed ha con lui un legame di complicità.

“Rilassati, piccolo Drake! Spiegherò a Jerome che ti ho portato io a vedere il match… così nessuno ti dirà nulla e la predica me la sorbirò io!”
“Tu… tu farai questo per me? Sei grande, Logan… il migliore amico che abbia mai avuto!”
“Non esagerare, ragazzo… […] E, comunque, ricordati che io potrei essere tuo padre!”

Logan Sinclair

Il rapporto tra Jerry e il suo vero padre, invece, è conflittuale: della mamma di Mister No non sappiamo niente, se non che se ne è “andata” già da tempo, mentre tra figlio e genitore non c’è comunicazione, anche perché Jerry non è molto incline ad ascoltare gli ammonimenti del padre, che lo rimprovera spesso poiché preferisce le imprese dei pugili di strada ai doveri scolastici.

“Se vuoi vincere le battaglie nella vita, prima pensa a studiare e a costruirti delle basi solide!”
“Uff! io non sono come te, papà… credo di non essere molto tagliato per lo studio!”

L’atteggiamento tenuto da Drake Senior in alcune drammatiche situazioni creano nel figlio la convinzione che suo padre sia un vigliacco. Jerry accoglie pertanto con stupore e rabbia la notizia che suo padre ha deciso di lasciarlo a sua sorella Martha per andare a combattere in Spagna, insieme a Logan.

“Forse, vista la tua frequentazione con pugili da strada, hai le idee un po’ confuse su quello che significa combattere… soprattutto, combattere per un ideale!… Io credo nella libertà e nell’autodeterminazione dei popoli e sono disposto a battermi per quelle dei repubblicani spagnoli.”
“Lascia perdere la politica, papà… tu ti lamenti che sono sempre fuori casa… e poi te ne vai in guerra all’altro capo dell’oceano!”
“Mmm…. Non pretendo che tu capisca quello che mi spinge, ragazzo…”

Due anni dopo, Drake e Logan tornano separatamente dalla Spagna. Drake è ancora più taciturno di prima e per motivi imprecisati la sua strada si è separata da quella di Logan, che nel frattempo ha raggiunto una certa fama grazie ai suoi reportage di guerra. Finché una sera, rientrando dopo una partita di football, Jerry trova la polizia in casa sua e il cadavere di Logan per terra, ucciso da un colpo di pistola. Suo padre, sorpreso sul luogo del delitto, rifiuta di difendersi e al processo non fornisce alcuna motivazione per il gesto, venendo così condannato a vent’anni di carcere. E anche con Jerry, indignato per quello che il padre ha fatto, Jerome Drake non vuole parlare dell’accaduto, portando il figlio alla decisione di lasciare New York e ripartire da zero.

Il racconto di Mister No è terminato: in lui è riemerso tutto l’astio di quella volta, perché si era sentito trattato come ragazzino senza cervello. Il consiglio che gli dà Esse-Esse denota una grande saggezza.

“Ach! Forse tuo padre ti ha giudicato male, ma tu lo hai ricambiato con la stessa moneta… condannandolo senza appello e cancellandolo dai tuoi ricordi! […] Ti dico soltanto una cosa, Jerry. Vorrei tanto che mio padre fosse ancora vivo, per parlare un po’ con lui… gli direi che ho capito quelli che consideravo i suoi errori, dopo averli commessi anch’io. Alla nostra età si è un po’ più indulgenti che quando si hanno meno di vent’anni!”

Ma Jerry, per un po’, rifiuta di seguire il suggerimento dell’amico, e si arrabbia anche con altri comprimari introdotti dopo il rientro a Manaus (il cieco Jorge e l’affascinante cartomante Luna).

“Adesso basta! Sono stufo che tutti s’impiccino degli affaracci miei! Tu, il vecchio Jorge e persino Esse-Esse, che non era mai stato un dannato sputasentenze… sembra che vi siate messi d’accordo tutti quanti… per farmi fare la pace con mio padre!”

Il chiarimento

Alla fine Jerry cede al suo orgoglio, incuriosito dall’urgenza che suo padre ha di parlargli: il pilota non sa ancora, infatti, che Drake Senior è atteso da una pericolosa missione, insieme ai suoi ex-compagni di brigata. Decide pertanto di portare il genitore in volo con il Piper sopra la foresta, ed è divertente osservare il nervosismo provato da Mister No prima del decollo. Teme infatti che il motore del Piper faccia le solite bizze e che lui debba “aiutarlo” ad avviarsi con il classico calcione, davanti a suo padre. Ma il Piper non darà problemi.

Un Piper capriccioso

Durante il volo padre e figlio possono finalmente parlarsi alla pari, da adulti, anche se non mancano frecciatine e punzecchiature.

Si passa dalla scelta di Mister No di vivere in Amazzonia…

“Adesso capisco perché sei venuto ad abitare qui. La foresta pluviale è un inno alla vita… ma questo intrico selvaggio di piante dà anche un’idea di violenza e di morte! D’altronde, le due cose sono indissolubili. La vita nasce dalla morte, in un ciclo di cambiamento continuo!”
“Non fare ancora questi discorsi da professore, papà! Lo sai che mi hanno sempre dato sui nervi!… Io sono venuto a vivere qui perché volevo starmene in pace. Mi piaceva l’atmosfera sonnacchiosa di Manaus, che è davvero una città fuori dal mondo… e anche se da quando sono in Amazzonia mi sono capitati addosso un sacco di guai, mi è bastato un meraviglioso tramonto, una bevuta con gli amici o il sorriso di una bella garota a riconciliarmi con il mondo!”

… a quello che il padre pensava di lui quando vivevano sotto lo stesso tetto…

“Sei sempre stato un gran simpaticone, Junior!”
“Mi trovavi simpatico anche da ragazzo? Eppure, mi hai sempre trattato come una specie di figlio degenere…”
“Non dire stupidaggini! Io sono sempre stato orgoglioso di te, per come te la cavavi in strada. Ma avrei voluto vederti usare la tua grinta anche per cose più importanti!”

… ed alla decisione del genitore di lasciarlo per combattere in Spagna…

“Io leggevo della guerra nei titoli dei giornali dietro cui ti nascondevi sempre, nel salotto di casa… e, come sai, sono rimasto piuttosto stupito quando hai deciso di partire insieme a Logan… francamente, non riuscivo a vedere mio padre nel ruolo del combattente…[…] Ma per me non è cambiato molto quando mi hai affidato a zia Martha e a quella carogna di suo marito. Ti vedevo poco anche quando abitavamo sotto lo stesso tetto!”
“Stai giocando pesante, eh? È vero, ti ho mollato in un momento difficile per te. Ma io avevo piena fiducia in mia sorella… e poi… forse adesso puoi capirmi anche tu… mi sentivo in gabbia fra le mura di quella città, in mezzo alle scartoffie del mio lavoro di professore! Sono andato a combattere per qualcosa in cui credevo! Niente e nessuno avrebbe potuto impedirmelo…”

… ed infine ai motivi per cui non spiegò a suo figlio la verità.

“… tu non mi hai detto la verità perché mi consideravi un ragazzino. Pensavi che non avrei potuto capire quello che ti era successo.”
“Infatti è così, Junior… a quell’epoca cosa potevi saperne della vita?”
“Ti garantisco che ne sapevo già abbastanza, papà […] e comunque, ero tuo figlio. Tu non mi hai mai detto nulla di te… ti sei sempre comportato come se io non esistessi!”
“Hai ragione, Jerry… Sono stato un pessimo padre! Forse non ero tagliato per educare un figlio!”

La Brigata Navajo

Mister No allude ai tragici fatti che ha vissuto durante la lontananza del padre, raccontati nel già citato maxi “C’era una volta a New York”.

Quanto a quello che Jerome Drake si era rifiutato di dire vent’anni prima, una lunga sequenza ambientata in Spagna ne svela i retroscena. Drake era al comando della “Brigata Navajo”, formata da volontari di diverse nazionalità, tra cui Logan, appunto, ma anche la bella polacca Petra (con cui Jerome aveva una relazione) e lo spagnolo Domingo. Il gruppo venne coinvolto nel recupero di sette quintali d’oro, sottratti alle riserve auree spagnole e nascosti in territorio nemico in una grotta della Sierra Nevada, con cui Drake e compagni intendevano finanziare l’acquisto di armi per la loro causa. Nel momento in cui riuscirono ad entrare in possesso delle casse c’era stato, tuttavia, il colpo di scena: Logan era d’accordo con i nemici per mettere le mani sull’oro e non esitò a uccidere un paio dei suoi compagni a sangue freddo.

“Non farmi la morale, Jerome! Io non sono come te. Sono venuto qui soltanto perché la guerra di Spagna è in prima pagina nei giornali di tutto il mondo… volevo diventare un cronista famoso. La fama non è ancora arrivata… ma quando mi si è offerta l’occasione per acchiappare al volo un po’ di ricchezza, ho deciso di non lasciarmela scappare!”

Quando le casse furono aperte, tuttavia, queste si rivelarono piene di ferro, poiché qualcuno aveva già trafugato l’oro. Drake venne salvato dall’intervento dei suoi compagni, e Logan si diede alla fuga.
Ma c’è dell’altro. Non fu Drake a provocare la morte di Logan: la notte dell’omicidio era stata infatti Petra ad attirare il traditore in casa di Jerome con l’inganno, per ucciderlo di persona. Ed è a quel punto che Jerome prese la decisione che avrebbe cambiato per sempre la sua vita e quella del figlio Jerry.

“Maledizione, Petra!… Io progettavo un’altra forma di giustizia… volevo raccontare tutta la verità su Logan Sinclair… volevo che tutti sapessero… ma ormai tutto questo è inutile. Io non sparo sui morti. […] forse sono pazzo anch’io, ma non posso pensare neppure per un attimo di vederti dietro le sbarre! Resterò qui e ti coprirò anche se, per tutti, Logan diventerà un eroe… e il traditore sarò io!”

Mister No è ammirato dalla scelta e dall’idealismo del padre, ma anche indispettito.

“Tu ti sei comportato da eroe, papà, e io ti ammiro per questo… ma sono ancora un po’ arrabbiato perché vorrei averti conosciuto quando ero un ragazzino!”
“Ho capito! Ti ho già detto che sono stato un cattivo padre. Vuoi rinfacciarmelo per tutta la vita?
“No. Questa storia per me è chiusa.”

Infine conclude, parlando a cuore aperto a suo padre.

“Ti dico soltanto che apprezzo quello che hai fatto oggi… le cose che mi hai raccontato sono importanti per me. Ho soltanto bisogno di un po’ di tempo per digerirle! Per tutta la vita mi sono trascinato certe convinzioni, soprattutto sul tuo conto. Adesso rivedo tutto sotto una luce diversa.”
“È mia responsabilità. Nascondendoti la verità, ho rinchiuso anche te dentro una prigione… per venti lunghi anni!”

Fianco a fianco

Mister No non può tuttavia concedersi tempo per “digerire” la verità. Lui e suo padre, appena rientrati all’aeroporto di Manaus, si salvano da altri killer sulle tracce dell’uomo. Jerry, affiancato da Esse-Esse, non può fare a meno di mettersi all’inseguimento di suo padre, ripartito senza avvisarlo per lasciarlo fuori dai suoi guai. Il misterioso nemico che vent’anni prima aveva sottratto l’oro di Spagna è infatti uscito allo scoperto per “ripulire” il proprio passato ed eliminare i reduci della Brigata Navajo.

Accolta nel gruppo degli ex-combattenti anche la “carne fresca”, nell’avventura che segue padre e figlio hanno così la possibilità di conoscersi meglio…

“Spero che tu sappia cavalcare, Junior…”
“Me la cavo, grazie… ma non capisco il vostro piano, sangue di giuda! Quelli arrivano in macchina e voi volete scappare a cavallo?”
“Adesso mi spiego perché ti chiamano Mister No! Tu non sei mai contento di nulla… vedrai che i nostri cavalli correranno più di quelli che sono nei motori di quelle auto!…”

… e Mister No può vedere all’opera il suo “vecchio”, indiscusso leader carismatico della squadra, ma anche uomo d’azione.

“Io… beh… scusami, sangue di giuda! Sei davvero in gamba… non immaginavo che tu fossi un tiratore così formidabile!”
“Già. Sono molte le cose che non sai di me, figliolo… e alcune non le scoprirai mai!”

Petra

Superati alcuni pericoli, il variegato gruppo si mette in navigazione verso l’isola in cui il nemico, oggi un potente e misterioso miliardario, vive protetto da un esercito privato.

E Petra, che si è fatta raccontare da Jerry la sua storia mentre i due osservavano lo spettacolo del passaggio di alcune balene, non manca di osservare quanto padre e figlio si assomiglino.

“Lo credi davvero? Io ho sempre pensato il contrario…”
“Beh, lui ha abbandonato la guerra di Spagna quando ha visto traditi i suoi ideali di lealtà e di giustizia… anche tu, quando sei partito per la Cina, eri pieno di entusiasmo un po’ ‘idealistico’, no?… ma le tragiche esperienze che hai vissuto ti hanno fatto decidere di dire ‘no’ alla guerra!”
“Già, ma, a quanto pare, è un progetto impossibile. Non si può sfuggire ai conflitti della vita seppellendosi in un posto come Manaus… e neppure in galera, come ha fatto mio padre!”

Anche Mister No e suo padre, durante la navigazione, continuano a parlare della loro famiglia, e di una figura femminile in particolare, conosciuta recentemente dai lettori ed unita a un uomo non degno di lei.

“A cosa stavi pensando?”
“A tua zia Martha. So che si è risposata ed è andata a vivere nell’Oregon. Vorrei andare a trovarla… quando e se torneremo da questo viaggio!”
“Io sono stato da lei ogni volta che sono passato da quelle parti, dopo la guerra… ogni volta ho trascorso nel suo ranch qualche piacevole giorno senza storia, fuori da quel tumulto di avventure che è la mia vita!”
“Già. Questo è il segreto di Martha.”

E dopo un momento di silenzio in cui i due si fissano, il padre legge nell’animo del figlio e capisce quello che lo sta tormentando.

“Un giorno parleremo anche di tua madre. Te lo prometto.”
“Grazie, papà. Avremo tempo, quando tutta questa vicenda sarà finita.”

L’arrivederci

Nonostante le difficoltà, tra cui la possibilità che ci siano nuovi traditori all’interno della Brigata, la missione riesce e il nemico (il suo nome e la sua identità non sono importanti), che si era costruito la propria fortuna grazie al traffico d’armi, subisce una forma di giustizia molto particolare.
Tra padre e figlio arriva così il momento dei saluti. Jerome Drake Senior mantiene il suo proposito e parte per andare da sua sorella.

“Sono rimasto fermo vent’anni. Adesso, per un po’, ho voglia di viaggiare […] Salutami tutti e riferisci che tornerò, un giorno o l’altro.”

Infine…

“Papà, io… non sono molto bravo con gli addii!”
“Neanch’io. Ma questo è un arrivederci, no?”

E i due si lasciano con un abbraccio, senza aggiungere altre parole.

Una volta Strother, il manager di “Treno”, aveva detto una frase al giovane Jerry, quando il ragazzino pensava che suo padre fosse un vigliacco.

“Dai tempo al tempo, Jerry… scommetto che tuo padre ti riserverà ancora un mucchio di sorprese!”

La frase è stata profetica. Jerome Drake Senior si è rivelato un avventuriero dal passato misterioso, un uomo d’azione, un brillante conversatore per gli amici di Manaus, un abile navigatore che ha girato i mari del mondo più volte prima di “imborghesirsi” (come Jerry scopre, con grande meraviglia, ascoltando le conversazioni degli amici del padre).
Ma va anche segnalato il memorabile sfogo del Sergente Oliveira, lo storico rappresentante delle forze dell’ordine di Manaus che non ha mai avuto in simpatia Mister No.

“Puxa vida! Un gringo pazzo era già abbastanza per me, senza che mi capitasse fra i piedi anche suo padre!”

Questo episodio ha visto anche la partecipazione “straordinaria” di Max Culver, Phil Mulligan e Harvey Fenner, gli amici di New York del “nuovo corso”, rimasti loro malgrado coinvolti nei guai di Drake Senior appena scarcerato. Altri personaggi che hanno lasciato il segno nel “nuovo corso” sarebbero tornati negli ultimi anni di pubblicazione della serie: a questi sviluppi sarà dedicato l’articolo conclusivo di questo ciclo.

(Continua)

Tutte le immagini sono (c) Sergio Bonelli Editore

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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