L’Albero delle nostre Vite.

L’olmo di foglie ricolmo

L’Olmo è un racconto a fumetti breve di Jiro Taniguchi (disegni) e Ryuichiro Utsumi (testi) di recente ristampato e venduto in edicola in un bel volume con I FUMETTI DEL CORRIERE DELLA SERA del 14 maggio 2019 ed edito da Panini Comics. Parla di una coppia in pensione, i coniugi Harada, che viene messa da parte dai figli. Messa da parte con tutte le possibili intenzioni amorevoli. I figli hanno preso possesso dell’attività del padre, ovviamente col suo consenso: si tratta di una ditta di alimentari da lui creata, e ritengono che lui ora possa stare serenamente in pensione accanto alla moglie per il resto della sua vita e quindi invitandolo a rimanere ricordato nell’azienda fra i suoi ex dipendenti, col ruolo di presidente onorario. Durante questa transazione esistenziale la coppia va a vivere in una nuova dimora acquistata prevalentemente per la bellezza del giardino fiorito e ricco di vegetazione variegata quali alberi da prugno, magnolie, camelie, ma grande è la loro sorpresa quando fatto il trasloco scoprono che di tale giardino non vi è più traccia perché i precedenti proprietari lo hanno rimosso in toto lasciando solo un prato vuoto.

La brutta sorpresa dei coniugi Harada

Tutto è scomparso tranne pero un vecchissimo olmo gigante perché erano impossibilitati a toglierlo per ripiantarlo altrove. La coppia si renderà presto conto che tale olmo non è per nulla gradito dai proprietari del vicinato perché durante l’autunno le sue foglie morte che cadono, trasportate dal vento, vanno ad intasare le grondaie di tutto il circondario e questa è una cosa per tutti così fastidiosa che hanno da anni pregato il precedentemente proprietario di abbattere l’albero. I coniugi Harada, immedesimandosi nel loro sconforto, si vedono daccordo col vicinato e dopo un breve confronto coi figli, decidono di farsi carico delle spese di abbattimento dell’albero e incaricano del compito il signor Uetatsu, che è il giardiniere a cui hanno anche affidato il compito non rapido (ci vorranno almeno tre anni) di piantumare nuovamente le piante che erano loro tanto piaciute così da tornare a popolare di florida vegetazione il giardino ora privo di colori. Accade però che presto scoprono che l’olmo durante la fioritura ha un aspetto meraviglioso e dopo l’incontro col signor Yaguchi, il vecchio proprietario dalla casa venuto proprio allo scopo di rivedere il vecchio olmo, il signor Harada decide di non seguire la precedente idea di abbattere l’olmo e preferisce scendere a patti con la cittadinanza scegliendo un’altra soluzione che non comporti l’eliminazione dell’albero.

Un anziano, e in stato vegetativo, inquilino che non se ne vuole andare dalla casa divenuta di loro proprietà

Il bel racconto si ricollega al tema del rapporto fra l’uomo e la natura, ma si riferisce anche al tema dell’utilità nella nostra società degli individui anziani che però si considerano ancora pronti a dare il loro contributo per il bene della loro famiglia e della propria comunità. In qualche modo il signor Harada sceglie di non abbattere l’olmo anche perché inconsciamente vi vede una similitudine con se stesso che è stato messo in quella casa come se fosse stato considerato un peso per i propri stessi figli che hanno assunto la direzione della sua azienda. E’ quindi un racconto che spinge a creare un dialogo fra le differenti generazioni, fra giovani ed anziani del proprio albero genealogico, allo scopo di scoprire che vi sono stagioni della vita da anziani che possono con la loro fioritura donare ancora molto ai giovani.

Anche dove non ci sono condomini, la natura umana crea i presupposti per poter organizzare le riunioni condominiali. Anche in Giappone tutto il Mondo è Paese

Per esempio mostrare a loro la strada che un giorno loro stessi dovranno imboccare con serenità, certo, ma anche senza rinunciare ad essere padroni delle proprie scelte e capaci di dare un contributo al prossimo con le proprie forze. Tutta questa rottura comunicativa fra le generazioni è la conseguenza di una frattura fra l’uomo e l’ambiente naturale in cui è vissuta la razza umana dagli albori dell’umanità. Non può avvenire questo ricupero della coscienza del nostro vivere nel paradiso di vegetazione da cui proveniamo se ci distanziamo troppo e per troppo tempo dal compito di averne cura.

L’Olmo lancia la sua supplica sfoggiando la sue migliore acconciatura, per poter sopravvivere

Su Netflix è visibile in questi mesi una serie di documentari intitolata Our Planet, ricca di filmati sugli animali e la natura dell’abitat in cui vivono e prodotta dai creatori di Planet Earth II e Blue Planet II di BBC, considerati i migliori documentari sugli animali, di sempre e che danno uno scorcio di natura ricca di avventure e scoperte al fine di sensibilizzare la popolazione a tutti i livelli allo scopo di dare tutti un contributo per la sopravvivenza del Pianeta Terra, con le sue milioni di specie viventi che lo popolano insieme a noi e di cui per la maggior parte sappiamo tutti così poco da poter affermare che non siamo affatto adeguatamente istruiti sulla realtà che ci circonda. Le voci dei narratori scelte per le differenti nazioni sono David Attemborough, Salma Hayez e Penelope Cruz.

Un nostro antenato che fruga fra gli scaffali del mercato ortofrutticolo vicino a casa sua

Il signor Harada del racconto L’Olmo decide di dedicare il resto della propria vita ad avere cura dell’olmo e per non esacerbare la pazienza dei vicini di casa sceglie di essere lui a pulire tutti gli anni le grondaie di tutto il vicinato.

E noi? Possiamo tutti noi trovare un impegno che ci consenta di ristabilire questo contatto ancestrale con il pianeta che ci ha visto nascere, ci ha nutrito e cullato per generazioni e generazioni? Il racconto di Taniguchi e Utsumi ci insegna che il modo c’è e per ognuno di noi tale contributo individuale è più vicino di quanto noi non si possa immaginare.

Vasca da bagno usata dai nostri antenati, con acqua corrente che fornisce la funzione di idromassaggio e circondata di essenze floreali che garantiscono profumazioni e igiene nell’ambiente preposto alla sanità del corpo.

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

In base ad una direttiva europea ed alle indicazioni del garante privacy, è necessario il consenso prima di conservare cookie nel browser. Continuando a navigare in questo sito si acconsente ad usare cookie anche di terze parti. Se pensate che questa informativa sia inutile, beh, questa è una sensazione abbastanza comune... ma è un obbligo di legge lo stesso. Scusate per il disturbo. Per ulteriori informazioni cliccate qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi