Dopo il nuovo corso di Mister No: gli sviluppi

Nel precedente articolo abbiamo assistito allo storico incontro tra Mister No e suo padre, la più importante sottotrama che era rimasta in sospeso dopo la chiusura anticipata del “nuovo corso”. In questo pezzo ci dedicheremo invece agli sviluppi che hanno riguardato i personaggi del “nuovo corso” riutilizzati negli anni conclusivi della serie. Iniziamo dai compagni d’avventura più ricorrenti, vale a dire…

Esse-Esse e Patricia, gli amici storici

Esse-Esse (al battesimo Otto Kruger), un tempo proposto con una certa parsimonia dagli autori, dopo l’incontro tra i due Drake diventa un comprimario quasi fisso della serie. Addirittura, tra il 2002 ed il 2003, Kruger coinvolge Mister No in una lunga trasferta asiatica (pubblicata nei n.326-342), propiziata da un amico del tedesco dei tempi in cui, nel secondo dopoguerra, Esse-Esse era stato mercenario nel Laos. Un’esperienza che Kruger, cronologicamente, aveva vissuto subito dopo gli eventi che erano stati raccontati in tre albi spillati allegati agli speciali, nella prima fase del “nuovo corso”.
Che ci fosse l’intenzione di riprendere ed approfondire le origini di Esse-Esse, Sergio Bonelli lo aveva già fatto capire nel settembre 1999 (n.292), quando scriveva nella posta…

“A quanti sono comprensibilmente curiosi di saperne di più sul misterioso passato di Esse-Esse […] posso preannunciare che il passato non muore mai, soprattutto quando si è vissuto pericolosamente, anzi, certe volte il passato ritorna… per uccidere! Quando questo succederà, Mister No verrà coinvolto in una lunga avventura, piena di colpi di scena, insieme – e persino contro – l’inossidabile tedesco!”

Di questo scoppiettante progetto, forse collegato alla storia rimasta incompiuta per la morte prematura del disegnatore Michele Pepe (se ne parlava nella posta del n.267), non si è saputo più nulla, tuttavia. La saga asiatica, infatti, non corrisponde alla descrizione fatta da Bonelli, dato che non ha aggiunto nulla di particolarmente intrigante al “curriculum” del tedesco, né ha presentato minacce dal passato o situazioni limite tra Mister No e Kruger.

Il moltiplicarsi delle apparizioni di Esse-Esse conduce, inevitabilmente, alla banalizzazione di un personaggio che, nella sua caratterizzazione originaria, aveva un’indole più spregiudicata e dura dell’amico americano.
Da buona “spalla”, Kruger resterà al fianco di Mister No sino alla conclusione della serie e, nel ciclo finale di Nolitta, sarà il primo dei due a lasciare Manaus, non sopportando più quello che la città stava diventando all’inizio degli anni ‘70. Tuttavia, quando saprà che Jerry si è trasferito in Bolivia, il tedesco lo anticiperà alla destinazione finale e i due riprenderanno a fare bisboccia al bar, come ai vecchi tempi.

Esse-Esse e Patricia

Per quanto riguarda Patricia Rowland (o Rowlands, a seconda degli episodi), con il rientro di Mister No in Amazzonia la più popolare “fiamma” del protagonista torna al suo ruolo consueto di studiosa ed archeologa, dopo che nel ciclo newyorkese, forse non a caso, è stata utilizzata meno di quanto ci si poteva attendere.
Alla sua prima riapparizione Patricia è la destinataria della rievocazione in flashback di un nuovo capitolo del passato bellico di Mister No (n.301-303), come era successo nel classico nolittiano “Attacco suicida” (n.131-133). In seguito la vediamo anche agire un paio di volte a New York, senza un’interazione diretta con il protagonista: nei n.305-306 scommette con una sua amica giornalista molto competitiva che non sarebbe riuscita a strappare un’intervista a Jerry (la giornalista vola fino a Manaus, ma naturalmente è Pat a spuntarla), mentre nel prologo del n.309 Patricia assiste a un documentario che si intreccerà alla nuova avventura di Mister No.
Ritroviamo Patricia anche in due storie consecutive, poiché dopo il “nuovo corso” era diventato abituale l’inserimento di una continuity non invasiva tra episodi sostanzialmente autonomi. Nel n.343 abbiamo pertanto un cameo di Patricia nella tavola conclusiva, soltanto per annunciare l’intenzione di trattenersi per qualche tempo a Manaus, e la rivediamo anche nel n.344, in una delle rare storie interamente ambientate nello scenario urbano della “Capitale dell’Amazzonia”.

Per ritrovare Patricia nelle classiche situazioni avventurose con cui l’avevamo conosciuta nel classico “Rio Negro” (n.12-15) occorre attendere la sua ultima apparizione (“Nel cuore della giungla” e “L’idolo Maya”, n.351-352, di Masiero-Mignacco e Bignamini, agosto-settembre 2004). Nel momento dei saluti, dopo aver rievocato il loro primo incontro, Jerry e Patricia si lasciano con un bacio appassionato, a cui seguono queste parole.

“Addio, Jerry.”
“No, Pat… niente addii… ci rivedremo presto, da qualche parte nel mondo!”
“Hai ragione! Arrivederci a presto, Mister No!”

Phil, l’amico ritrovato

Phil Mulligan, ex-commilitone di Mister No e detective privato di New York, è la figura storica della serie che più di tutte è stata rilanciata dal “nuovo corso”, nel quale gli è stata aggiunta una qualità inedita che lo avrebbe caratterizzato da quel momento in poi: il suo “secondo lavoro” di scrittore di racconti hard-boiled, con protagonista un immaginario detective ricalcato sulle fattezze di Jerry Drake.

Il primo sviluppo successivo al “nuovo corso” per Phil è contenuto ne “L’ultima frontiera” (n.295, dicembre 1999, di Masiero e Di Vitto), dove scopriamo che Phil ha avuto/avrà un figlio, James: il racconto, sorprendentemente, è infatti ambientato nello stesso mese ed anno in cui esce in edicola e presenta un Mister No che all’anagrafe dovrebbe avere circa 78 anni.

James Mulligan e l’anziano Mister No

James, ancora molto giovane, vorrebbe abbandonare la società americana e ripercorrere le orme dell’amico di suo padre, ma Mister No lo mette in guardia.

“Quello che cerchi tu non esiste più da un pezzo, ragazzo! […] Io ero venuto qui per lasciarmi alle spalle le mie guerre e i miei guai… ma mi hanno seguito entrambi… in fondo lo sapevo e mi andava bene così… però c’era almeno il fascino di tutto questo mondo selvaggio e incontaminato… adesso distruggono le foreste e se le vendono a pezzetti… il tuo ‘ultimo paradiso’ assomiglia a un supermarket, ormai… Prosit!”

Queste parole anticipano alcune delle tematiche del ciclo finale di Nolitta. A tale proposito, si può osservare che nell’episodio ambientato nel 1999 il nostro eroe vive ancora nella capitale dell’Amazzonia (come era accaduto anche nello speciale n.8 del 1993, “Fuga da Skynet”, quando un altro Jerry anziano aveva condiviso un’avventura con Martin Mystère), poiché ancora non si sapeva come il papà di Mister No avrebbe deciso di chiudere la serie. Un’incongruenza “postuma”, ma non irrisolvibile: dato che tra l’epitaffio di Nolitta e le storie dell’anziano Drake trascorrono decenni, nulla vieta che Mister No ed Esse-Esse, a un certo punto, abbiano deciso di tornare a Manaus.

Nelle pagine finali dell’episodio compare anche l’anziano Phil, nel suo lussuoso ufficio di New York, dove vediamo spuntare una locandina del “Jerry Drake Detective”, il cui successo è evidentemente andato oltre le riviste “pulp”. I due ex-commilitoni si scambiano gli auguri di buon anno per telefono.

“Ridendo e scherzando, siamo arrivati anche al Duemila!”
“Già… ma sto pensando a quelli che invece non sono più con noi…”
“Aah, smettila con gli attacchi di malinconia… quando ti fai vedere a New York, piuttosto? O rischi di non trovarci più nemmeno me!”

Nel n.301, l’episodio bellico già citato in precedenza, è raccontato il primo incontro tra Mister No e Phil durante la seconda guerra mondiale, a Guadalcanal. Il primo impatto non era stato dei migliori, poiché Mulligan era subentrato nel comando della compagnia di Mister No come ufficiale di grado più alto, ma senza esperienza sul campo. Una situazione che può ricordare quella analoga di George Redford nel classico nolittiano “Mister No va alla guerra” (n.51-53), sebbene qui non ci sia un epilogo tragico, anzi: dopo qualche errore iniziale, Phil, si guadagnerà la stima dei suoi compagni e l’amicizia di Jerry.

Phil ritorna protagonista come detective nei n.322-323, in cui coinvolge Mister No ed Esse-Esse in una pericolosa indagine tra Messico e Stati Uniti. Come era già capitato nel n.263, Phil è finito nei guai a causa di una donna per la quale ha perso la testa, ma a fine episodio si riscatterà alla grande (ci torneremo). È anche l’ultima apparizione per le avventure immaginarie di “Jerry Drake Detective” (ancora una volta intrecciate con le vicende reali di Phil), che aveva raccolto il testimone di Esse-Esse per un paio di albi allegati agli speciali. Rivediamo inoltre, fugacemente, Max Culver, uno dei più importanti amici newyorkesi del “nuovo corso”: la sua telefonata a Mister No per avvisarlo della scomparsa di Phil è la sua ultima apparizione.

Phil a Manaus

Mulligan torna anche nella breve cornice inedita (scritta da Masiero e disegnata da Diso) dell’Avventura Magazine: “Mister No – Come un romanzo” che, nel 2015, ha festeggiato i quarant’anni dalla nascita del personaggio in un modo davvero speciale: un volume che contiene la biografia di Jerry sino al primo arrivo a Manaus, con parti in prosa (in prima persona) alternate a sequenze tratte dagli episodi a fumetti. Nel racconto inedito è proprio Phil a scrivere il romanzo (opera di Luigi Mignacco, in realtà), mentre Mister No gli racconta la sua vita. Si tratta, peraltro, dell’unica volta in cui abbiamo visto Mulligan a Manaus.

“Stavolta è il ‘vero’ Jerry Drake’ che mi interessa! Vedete, secondo il mio editore, quella roba fracassona che ho scritto fino a oggi vende sempre meno: adesso vanno le vite reali delle persone. Così, mi sono chiesto: dove lo trovo un personaggio interessante, carismatico, pieno di avventure da raccontare?”

Le pagine dattiloscritte da Phil, nella realtà di Mister No, faranno un bagno imprevisto che ne impediranno la pubblicazione.

Barrett e Hiden, i comprimari saliti di livello

Il “nuovo corso” è stata anche l’occasione di emergere per due personaggi che, prima di quel ciclo, sembravano avere esaurito in un’unica apparizione ogni loro motivo di interesse: Barrett e Hiden. Ritroviamo entrambi un’ultima volta negli anni finali della serie.

Barrett

Barrett Whitaker, pilota sensuale dal carattere mascolino, è la prima a tornare. L’avevamo lasciata in una delle storie più intense della prima fase del “nuovo corso” (n.248-249), quando si era distaccata dall’ombra della celebre Deborah Winter (una “storica” fiamma di Mister No con caratteristiche analoghe), diventando una figura femminile caratterizzata in modo maturo e con una profonda complicità ed empatia con Jerry.

Il suo “status” accresciuto è confermato nella sua terza apparizione in “Morte a Manaus” e “L’ombra dello scorpione” (n.314-315, luglio-agosto 2001, di Masiero e Bruzzo) . Barrett ha lasciato il suo distributore di benzina in mezzo al deserto ed è tornata a fare la pilota, e nel suo romantico incontro con Jerry non può fare a meno di tornare alla drammatica avventura vissuta in precedenza, quando Mister No aveva avuto il suo prima faccia a faccia con il grande nemico del “nuovo corso”, ed in cui lei stessa ha vissuto sulla propria pelle esperienze terribili.

“Sono stata parecchio in pena per te, dopo quello che ci è successo in Messico… Quell’uomo… quel giapponese che ti ha sfidato…”
“Ishikawa… era questo il suo nome… È morto a New York… era la mia pelle o la sua… e c’erano troppi amici che pretendevano vendetta… È una spirale di morte che si è chiusa… ho voltato pagina… sono tornato il vecchio Mister No di sempre…”
“Sei bravo a raccontarti bugie… lo so che certe ferite non si rimarginano… l’importante è che tu sia sereno…”
“Mi sai ‘leggere’ meglio di chiunque altro, Barrett… e questo mi spaventa un po’!”

I due si ritagliano anche dei momenti di relax, guardando la pioggia amazzonica.

“… Io la trovo bellissima, starei ore a guardarla cadere…”
“La pioggia? Sì, è vero… certo non è quella delle nostre parti, su al Nord… qui piove tutti i giorni e fra un po’ smetterà come al solito…”
“Ti manca la pioggia di New York?”
“Bah, diciamo che a volte ho un po’ di nostalgia, ma soprattutto degli amici che avevo incontrato lassù l’ultima volta… Non è che vorrei andarmene da qui, intendiamoci… però mi rode il fatto che la CIA mi abbia di fatto intimato di non rimetterci piede!”

Jerry, nella fattispecie, fa riferimento all’agente Hiden, che avevamo visto per l’ultima volta a New York nel n.272, quando aveva costretto Mister No a lasciare gli Stati Uniti e tornarsene a Manaus. Lo ritroviamo in “Una foto che scotta” e “Destinazione Los Angeles” (n.322-323, marzo-aprile 2002, di Masiero e Bignamini), interessato al caso che ha coinvolto Phil Mulligan, Mister No ed Esse-Esse.

“Cosa accidenti c’entri tu in questa storia?”
“Forse dovrei essere io a farti questa domanda, non credi? E dovrei chiederti anche cosa ci fai in giro per il mondo… Non dovevi restartene a Manaus?”
“Non dovevo mettere piede negli States… ma qui siamo in Messico… !”

Hiden, Jerry e Esse-Esse

Si tratta anche della prima volta che Esse-Esse incontra Hiden, e Mister No fa le presentazioni, con un tono sarcastico.

“Ti presento il mio vecchio amico Hiden, grazie al quale ho rischiato la vita in un bel po’ di occasioni!”
“Ah, sì?… A me sembra di avertela salvata almeno un paio di volte, invece!”
“Oh, ma certo… soltanto per coinvolgermi in qualche gioco sporco dei tuoi, però…”

Hiden, infatti, non ha perso le sue vecchie abitudini.

“Farete il lavoro che vi chiedo e poi sarete liberi di andare a farvi impiccare altrove… altrimenti passerete il resto dei vostri giorni a marcire in una prigione messicana… prendere o lasciare!”

Il “lavoro”, che si svolge a Los Angeles, consente a Mister No di rimettere piede negli Stati Uniti per una volta, ma a missione compiuta Hiden non vede l’ora di togliersi dai piedi lui e Kruger.

“Storia chiusa, allora… siamo liberi?”
“Certo… liberi di tornare a Manaus…”

Hiden non ha fatto, tuttavia, i conti con Mulligan: il detective, giocando un imprevedibile asso finale, manderà in fumo l’obiettivo della CIA (nascondere le prove di uno scandalo che coinvolge un losco candidato alla Casa Bianca).

Drake Senior e gli altri “dimenticati”

Alcuni personaggi che hanno avuto un ruolo importante nel “nuovo corso” non sono stati più utilizzati dopo quel ciclo di storie: da Shona Willdome ad Harvey Fenner, da Delia a Darlene Faithful e suo figlio Leo. Per non parlare di un certo Kenzo Ishikawa

Alla categoria dei “dimenticati” appartiene anche Jerome Drake Senior che, dopo il memorabile incontro con il figlio nei n.292-294, non è più ricomparso. Quando era già noto che la serie regolare era prossima alla conclusione con il ritorno ai testi di Nolitta per l’avventura finale, il papà di Mister No, a sorpresa, ha tuttavia lasciato un emozionante segno della sua esistenza ne “Il tesoro di Saint-Exupéry” e “Minaccia dal passato” (n.360-361, maggio-giugno 2005, di Mignacco e Bianchini-Santucci).

Alla fine di quell’episodio dal sapore crepuscolare, Mister No si trova all’aeroporto di Manaus e riceve una cartolina da Caracas che recita…

“Io sono in viaggio. E tu, non hai voglia di partire? Papà”

La cartolina è stata consegnata a Jerry da una sua vecchia conoscenza, l’appassionato delle “tigri volanti” Roberto Morales, comparso in precedenza soltanto nella prima storia che Mignacco aveva firmato per la serie (“Il mio nome è Mister No”, n.145-148).

“Sapessi quante volte ho ripetuto la tua storia!… L’avventura di Jerry Drake, primo eroe delle ‘tigri volanti’! […] Io raccontavo la tua storia, come faccio sempre quando trovo la compagnia giusta… lui ha ascoltato tutto con attenzione, poi mi ha ringraziato e mi ha dato questa. Non ha voluto dirmi come vi siete conosciuti… però, adesso che ci penso… aveva una certa aria ‘di famiglia’!”
“Già. Anche lui è uno che ama l’avventura…”

E d’istinto Mister No, canticchiando la sua canzone-simbolo “Oh When The Saints”, decide di partire con il Piper per raggiungere suo padre.

Una lettera da casa

La sequenza, molto suggestiva, probabilmente nelle intenzioni di Mignacco voleva rappresentare il suo saluto finale a Mister No. Le cose però sarebbero andate diversamente. L’eccezionale lunghezza della saga finale di Nolitta (un “epilogo che sta diventando sempre più lungo, quasi interminabile” scriveva Bonelli nel n.359) aveva non solo portato a ritardarne l’inizio della pubblicazione, ma anche costretto gli autori a completare alcuni vecchi episodi rimasti nel cassetto, e lo stesso succede con la storia doppia che inizia il mese successivo.
Con “Atterraggio forzato” (n.362, luglio 2005) Mignacco è pertanto di nuovo ai testi per terminare una “giacenza” di Marco Del Freo (non più all’opera sulla serie da una decina di anni, dopo aver contribuito all’avvio del “nuovo corso”) ed Eugenio Colonnese (un disegnatore mai visto in precedenza su Mister No).
In particolare, Mignacco aggiunge una sequenza iniziale, illustrata da Busticchi-Paesani, che si ricollega al finale dell’albo precedente, stemperandone in parte il fascino. Vediamo così Mister No parlare con Joào, il suo meccanico di fiducia, dell’incontro con suo padre, al termine del quale è rientrato a Manaus rovinando il piper (una situazione funzionale all’avventura di Del Freo e Colonnese che inizia subito dopo).

“Ma come?… il gringo più simpatico che abbia mai bazzicato Manaus passa a poche centinaia di chilometri da qui… e tu vai a trovarlo tutto da solo, senza dire nulla agli amici?!”
“Lo so, lo so… ma è stata una decisione improvvisa […] ho preferito vederlo da solo… avevamo certe faccende personali di cui parlare!”
“Già… e scommetto che ne avete parlato davanti a numerose bottiglie di superalcolici… visto il modo in cui hai ridotto questo povero aereo!”

Si tratta dell’ultima storia di Mister No precedente la monumentale saga di Nolitta, che inizia nel n.364 (settembre 2005) per concludersi nel n.379 (dicembre 2016), per sedici albi e 1508 tavole totali. E dire che nel n.353, quando Sergio Bonelli la annunciò per la prima volta, affermava semplicemente che “minaccia di diventare una storia-fiume di quattrocento / cinquecento pagine”. 🙂

L’avventura continua

Questa serie di articoli dedicata al “nuovo corso” di Mister No è giunta alla conclusione. Sono andato molto oltre a quella che, ormai un anno fa, era stata la mia idea iniziale (cinque articoli), perché mi sono reso conto che la rievocazione di questa fase editoriale di Mister No meritava il dovuto spazio, per rendere giustizia a un ciclo spesso bistrattato, se non addirittura “ripudiato” da molti lettori che ritengono che Jerry Drake sia tale soltanto in Amazzonia. Il lavoro si è pertanto strutturato in 11 articoli: L’inizio”, “La fuga”, “Il volto del nemico”, “Verso New York”, “Il duello”, “Living in NYC”, “Leaving NYC”, “I fuoriserie del 1998”, “I fuoriserie del 1999”, “Drake Senior”, “Gli Sviluppi”.

Nel frattempo, durante la pubblicazione di questi articoli, Jerry Drake è ritornato in edicola con “Mister No Revolution”, una versione alternativa del personaggio con i “contenuti espliciti” dell’etichetta Audace della Bonelli. E tra pochissimo, nel luglio 2019, rivedremo anche il Mister No “originale”, con il primo di dieci albi inediti. La mia speranza è che quest’ultima non sia soltanto un’operazione nostalgia e che abbia qualcosa “da dire”, ma ad ogni modo questi progetti di rilancio dimostrano che Mister No è ancora vivo e vitale, non soltanto nella memoria dei suoi lettori più affezionati.

Per salutarci, voglio pertanto utilizzare a mia volta la formula che nella serie regolare era diventata abituale per chiudere gli albi di Jerry dal “nuovo corso” in poi, sperando che sia di buon auspicio per questo ritorno.
Perché, anche se per questi articoli è giunta la fine… l’avventura continua !

Tutte le immagini sono (c) Sergio Bonelli Editore

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

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