Da Leonardo a Daniele: 500 di questi anni.

Sabato 15 aprile 1452, nel borgo di Vinci nasce Leonardo da Ser Piero d’Antonio. Il padre, notaio, l’ebbe da Caterina, una donna di Anchiano che sposerà poi un contadino. Nonostante fosse figlio illegittimo il piccolo Leonardo viene accolto nella casa paterna dove verrà allevato ed educato con affetto. A sedici anni il nonno Antonio muore e tutta la famiglia, dopo poco, si trasferisce a Firenze.

Leonardo darà prova di possedere una precocità artistica e un’inusuale intelligenza per la sua età, che spingono il padre a mandarlo nella bottega di Andrea Verrocchio: pittore e scultore, orafo acclamato e ricercato maestro. L’attività esercitata da Leonardo presso il maestro Verrocchio è ancora da definire da un punto di vista storico: è un fatto certo però che la personalità artistica di Leonardo comincia a svilupparsi qui. Un inizio in sordina, apparentemente di poco conto, che però ha dato vita ad una delle leggende umane artistiche e scientifiche che perdurano da 500 anni. A Villa Recanati a Varese, nel maggio del 2019 si è svolta una mostra dal titolo 2019 l’anno di Leonardo per festeggiare questo cinquecentesimo anniversario dalla morte di Leonardo Da Vinci avvenuta ad Amboise il 2 maggio 1519.

I frivoli interessi della Dama con Ermellino.

Tra i molti talenti grafici ad omaggiare la figura del maestro toscano è risaltato in maniera particolare un esordiente appena dodicenne, Daniele Geminiani, che ha trasposto a suo modo e seguendo una passione incoraggiata in famiglia la vita di Leonardo in un racconto a fumetti.

Leonardo scienziato, ma … antimilitarista?

Il cognome Geminiani della famiglia di Daniele, deriva dal nome “Geminiano” che vuol dire “relativo a Gemino” che è uno dei nomi che anticamente veniva dato di regola al secondo figlio in caso di parto gemellare in quanto Gemino vuol appunto dire Gemello. Ipotizzando una “gemellazione” al di là del tempo con Leonardo nel caso di Daniele Geminiani i panni del maestro Verrocchio sono stati in questo caso vestiti da Ivan “Hurricane” Manuppelli (Milano 1986), disegnatore italiano della nota serie di Peanuts e fondatore, alla sola età di 16 anni, della rivista “The Artist” divenuta poi “Puck!” nel 2009 e su cui hanno pubblicato grandi autori italiani e anche grandi protagonisti dell’underground americano.

La inconfessata passione del Maestro … per i cavalli.

Manuppelli  detto di Daniele: “Daniele è un disegnatore nato e sfido chiunque a dirne il contrario … con buona pace dell’ectoplasma di Leonardo Da Vinci, al quale dovremo doverosamente rubare la scena per un attimo. Di Daniele disegnatore mi piace soprattutto la sua attenzione maniacale ai dettagli e la sua capacità nel tradurre in un linguaggio personale tutto quello che lo circonda. Ma a farne un vero asso, a mio avviso, sono la sua propensione naturale al macabro e all’ironia che come da migliore tradizione vanno a braccetto per raccontare il mondo presente da un punto di vista insolito, smascherandone le tante assurdità e rendendolo un posto decisamente migliore.

Quando il Maestro ha del risentimento per qualcuno, non gliele manda a dire, lo fa di persona … mettendoci la faccia.

Tra gli altri sostenitori di questo giovane esordiente troviamo il critico d’arte Fabrizia Buzio Negri che di lui dice: “Un precoce talento figurativo e una caratterizzazione fumettistica già adulta per conoscenza storica e definizioni situazionali fanno di questo ragazzo un potenziale assoluto in un linguaggio della contemporaneità collegato alla storia di Leonardo. La sua narrazione e la sua illustrazione contengono dettagli di comunicazione immediata che appartiene alla più moderna della arti visuali.“; Guido Ciompi, vignettista del quotidiano Il Messaggero: “Il buongiorno di vede dal mattino. In questo giovane disegnatore sono già presenti senso estetico, capacità tecniche e di sintesi; per farla breve “una mano felice“. Seguiamo allora con attenzione le tappe di un cammino che già si preannuncia lungo e brillante.”; Giovanna Ferrante, scrittrice e saggista già Ambrogino d’Oro per la Cultura: “Tavole fantastiche che offrono immagini create con mano sicura; inoltre accanto al disegno che evoca i grandi capolavori di Leonardo, c’è il fumetto ironico e divertente. E’ l’alba di una futura carriera!”

La scarsa autostima della Monna Lisa.

Dopo una sua prima esposizione dei suoi lavori al Municipio 7 del Comune di Milano, il presidente Marco Bestetti ha commentato: “Daniele dimostra che il talento non ha età. E non è mai troppo presto – o troppo tardi – per coltivare le proprie passioni e dimostrare le proprie capacità. Siamo molto orgogliosi che Daniele abbia scelto il CAM Olmi del Municipio 7 per la sua prima esposizione dei suoi bellissimi disegni. Gli auguriamo ogni fortuna e di poter sviluppare negli anni questo straordinario talento artistico.“.

Da questo spazio nel mare del web, questo articolo si unisce alle voci autorevoli per augurare a Daniele di continuare a esprimere la sua passione senza perdere i piaceri dell’adolescenza, imparando a intessere relazioni che gli consentano di far esplodere ed esplorare sempre più i propri talenti e contribuendo a far emergere col proprio esempio e le proprie esortazioni anche i talenti nascosti che ci sono negli altri. Così come detto da Guido Ciompi, continuiamo a seguire con attenzione le tappe di questo cammino, che indubbiamente è sotto una buona stella. E se son fiori fioriranno.

Daniele Geminiani in compagnia del caratterista Gerardo Giove, che in occasione del cinquecentenario di Leonardo da Vinci, intepreta il ruolo del Maestro in varie manifestazioni e mostre.

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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