Remi tot in Stunt: Avanguardia Matematica

Quando leggo un fumetto la mia attenzione visiva è catturata dalle interazioni che le immagini creano all’interno della tavola, esamino sempre con molta attenzione questa “comunicazione” in grado di generare senso; gran parte della mia concezione di fumetto è racchiusa in questa percezione.
Mi rendo conto di aver sottovalutato, fino ad ora, l’importanza del disegno in quanto tale, in quanto elemento fondamentale (o almeno tra i fondamentali) del linguaggio a fumetti. Questa presa di coscienza è avvenuta grazie al primo lavoro lungo di Alessandro Martorelli in arte Martoz.

Remi tot in Stunt è prima di tutto un’opera da guardare, da osservare; certo c’è una trama interessante, c’è un lettering affatto banale, ci sono un’infinità di cose pregevoli al suo interno ma, prima di tutto questo, ci sono i disegni.

Realismo sexy

Remitot è un fumetto avanguardistico, non nel senso che sia assimilabile ad una generica avanguardia fumettistica, per quanto anche questa affermazione potrebbe rispondere al vero, ma nel senso più proprio del termine in quanto direttamente ispirato alle avanguardie di inizio ‘900. Il richiamo alle correnti storiche non è pretestuoso, né limitato al mero citazionismo pseudointellettuale, risulta bensì funzionale alla costruzione di un linguaggio espressivo, nella sua totalità, assolutamente nuovo.
Si è parlato di fumetto futurista ma, fermo restando l’impossibilità di una categorizzazione così netta, parlerei più, almeno nell’approccio, di fumetto cubista: l’influenza di Picasso appare spesso chiara, in particolar modo del Picasso prossimo all’arte africana. Sarebbe forse opportuno, a questo punto, rintracciare tutte le correnti artistiche confluite in questo complesso lavoro; oltre però a trovarlo un esercizio fin troppo didascalico, non ne avrei nemmeno le necessarie competenze, risolvo segnalando due interessanti interviste in cui questo aspetto viene affrontato dall’autore stesso, il primo sul solito Fumettologica e il secondo su FrizziFrizzi, un interessante magazine di cultura visiva.
Si tratta, come è evidente, di un fumetto graficamente molto complesso, dalla non immediata leggibilità (attenzione, non si tratta di limite ma di vera e propria scelta espressiva) eppure, disseminate tra una pagina e l’altra, si scovano delle figure di una comunicabilità estrema. Dei corpi, spesso dei volti, i quali, sempre nell’ambito di una personale elaborazione da parte dell’autore, risultano essere perfino più evocativi del vero. Molto del fascino e della potenza di questo lavoro è rintracciabile anche in questa commistione tra immagini di difficile comprensione e altre invece chiarissime.

Non possiamo dimenticare che Remitot in Stunt è un fumetto, e come tale quindi un prodotto narrativo da cui non si può trascendere. La trama, certamente non dirompente ed innovativa quanto i disegni, non risulta però mai banale o scontata. Remitot è un genio assoluto della fisica e della matematica (ad un livello mai raggiunto da nessun altro nella storia) questo gli permette di prevedere alcuni disastri planetari e predirne l’andamento in maniera esatta e puntuale. Per un non ben precisato motivo (c’è comunque di mezzo una donna e l’amore) si getta a capofitto in ognuno di questi disastri salvando di volta in volta solo una persona accuratamente e altrettanto misteriosamente scelta. A movimentare ulteriormente la vicenda anche un paio di poliziotti, molto confusi, sulle tracce del protagonista.
Il tema dell’intelligenza come super potere o super abilità, non è di certo nuovo nell’ambito del fumetto, tanto da costituire ormai un canone nel genere supereroico. Interessante è invece notare come fisica e matematica vengono integrate nella narrazione. Martoz è un appassionato di scienza e questa passione permea tutto il fumetto; anche ad un lettore poco avvezzo alle materie scientifiche sarà chiaro come le formule snocciolate da Remitot abbiano un chiaro riferimento reale, è evidente una certa verosimiglianza nell’approccio matematico e un rifiuto delle facili semplificazioni di molto fumetto popolare.
La presenza della matematica ha anche ripercussioni grafiche, e torniamo nuovamente all’elemento predominante di questo lavoro. Capita sovente di sentir descrivere una formula, soprattutto dagli accademici, elegante; è chiaro come questa capacità di giudizio estetico sia strettamente connessa ad una conoscenza profonda della materia e di fatto ad appannaggio dei soli specialisti.

Così complesse così eleganti

Martoz rende evidente questa eleganza anche al profano, utilizzando le complesse formule come elemento decorativo della tavola, di quasi tutte le tavole in realtà. Non è più importante che quelle formule abbiano senso matematico (per quanto questo sia un valore aggiunto non trascurabile) quanto che le stesse siano cariche di un valore estetico percepibile.

C’è infine un rapporto ancora più sottile e profondo che intercorre tra la fisica presente nel fumetto e il suo stile grafico concretizzato nell’astrattismo. Può sembrare un paradosso che la forma pittorica più evanescente venga collegata con la scienza più razionale. Gli inizi del novecento sono, chissà quanto casualmente, sia gli anni delle avanguardie artistiche, astrattismo

Una discesa incredibile

incluso (le prime opere si fanno risalire al 1910 a Monaco) sia gli anni di quella che viene definita la seconda rivoluzione scientifica: Relatività (prima ristretta e poco dopo generale) e Meccanica Quantistica rendono evidente il limite dell’esperienza umana e di come alcuni concetti, al di fuori del linguaggio matematico, siano sostanzialmente inconcepibili e irrappresentabili. Martoz sembra voler utilizzare la forma astratta per superare questo limite, sembra dire al lettore: “La comprensione di Remitot della natura è talmente profonda, è talmente vicina alla verità ultima da essere irrappresentabile persino per me che ne sono l’autore, l’unica mia possibiltà per cercare di trasmettere questa visione e utilizzare la forma pittorica che ha rifuggito l’idea di rappresentazione. Solo così l’inconcepibile si può fare visibile.”

Remitot in Stunt è insomma un fumetto dal peso specifico enorme, non di certo una semplice lettura ma al cui fascino è impossibile resistere. Posso affermare senza sforzo che si tratta di una delle migliori letture Italiane degli ultimi anni.

 

Federico Catena

L'uomo gioca a ping pong perchè adora la velocità ma legge fumetti per rallentare.

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