uBC Best of 2019

Come al cotechino con le lenticchie e allo spumante, ogni inizio d’anno ci è impossibile resistere alla pulsione di propinarvi i titoli che per noi hanno segnato l’anno appena trascorso.
Mettetevi quindi comodi che arriva il nostro listone!

Luca Cerutti: Gleipnir

A fine 2018, tra le preview delle future uscite una copertina spicca tale Gleipnir.
La copertina è ammiccante, con una bella ragazza scalza e in gonna corta che entra in una sorta di pupazzone da parco divertimenti, ma mi imprime un certo senso di disagio.
Sarà il sorriso mezzo ammiccante della ragazza contrapposto al ghigno sardonico del pupazzo, sarà il pupazzo tutto, armato di una inquietante rivoltella gigante, sarà il tratto di disegno evidentemente debitore di un maestro dello “shonen problematico” quale Yoshiyuki “Evangelion” Sadamoto, ma a me Gleipnir “non la racconta giusta”.

Il 2019 me lo conferma. Le prime due pagine di Gleipnir sono intrise di volontà autodistruttiva, ma i successivi numeri fanno pensare che tale flash-forward potrebbe persino essere il “Good Ending”, tanto i destini dei personaggi si caricano, in pochissimo tempo, di violenza e scelte obbligate.
Eppure, se si pensasse che siamo di fronte al classico “drammone emo-adolescenziale” si sbaglierebbe: l’autore pur scrivendo una storia in cui ogni scelta dei protagonisti li fa procedere lungo una strada di violenza, riesce ad inserire momenti leggeri e a gestire uno degli aspetti caratterizzanti dello “shonen”: l’azione epica.
E questo senza, finora, far cadere in contraddizione i personaggi o far sembrare gli esiti drammatici artifici inseriti per “tener viva l’attenzione” (insomma, non è un Akame Ga Kill a caso).
Per essere stato in grado di tenermi l’attenzione ben viva, nonostante la concorrenza di un altro titolo di grande valore come Beastars, che vanta sicuramente una narrazione superiore ma un tratto grafico inferiore, Gleipnir è il fumetto del mio 2019.

Cristian Di Clemente: Sissi

Pubblicato in Italia da Diabolo Edizioni, scritto e disegnato da Giorgia Marras (autrice completa nata in Liguria e residente in Francia), Sissi – Imperatrice, Ribelle, Donna è il mio fumetto del 2019.
Lo avevo comprato all’ultima Lucca per regalarlo, ma ne ho approfittato per leggerlo ed è diventato una bella scoperta. Non mi ero infatti mai interessato alla figura storica di Sissi, avendola “conosciuta” con la favolistica versione alla Disney dei film anni ‘50, che tuttavia non mi avevano mai spinto a guardarli prima di leggere questo libro.

Il racconto ripercorre tutta la vita di Sissi, a partire dal decisivo incontro con l’Imperatore d’Austria che la preferì alla sorella maggiore come futura sposa, ed è sceneggiato con sapienza e soluzioni narrative efficaci nelle transizioni tra i momenti essenziali della sua esistenza (ora il chiacchiericcio di corte, ora varie lettere scritte da una pluralità di voci), con un’equilibrata attenzione alla crescita in maturità personale e lucidità politica della protagonista e al contesto storico di declino del potere asburgico.

Il ritratto di Sissi che ne emerge è verosimile e non idealizzato, documentato ma non pedante. Un ritratto che è in chiaroscuro: ne vediamo pertanto gli aspetti più moderni e fuori dagli schemi (le lotte contro l’etichetta e il conservatorismo di corte, il profondo legame con la causa ungherese) ma anche la fragilità dietro la sua forza (la malinconia e il desiderio di libertà, la probabile anoressia, l’attenzione estrema al proprio aspetto ed alla forma fisica).

Nella frase simbolo del volume c’è l’essenza dell’umanità con cui l’autrice ha dipinto complessità, modernità e contraddizioni di Sissi.

“Per me le etichette di imperatrice, moglie e madre, sono solo ruoli che interpreto. Dietro, si cela un essere umano. E ogni essere umano racchiude in sé diversi mondi… non serve a nulla separarli”.

Davvero pregevole la confezione editoriale, che vale i suoi 24 euro: il volume cartonato è piacevole al tatto e bello da sfogliare, con gli eleganti e delicati disegni acquerellati in bianco e nero di Giorgia Marras su una carta di qualità. Le note biografiche in appendice sui tanti personaggi storici, maggiori e minori, che compaiono nel volume rendono esplicito il lavoro di ricerca alla base della sua realizzazione e rappresentano la ciliegina finale.

Federico Catena – Napoleone

Nessuna pubblicazione Bonelli, nemmeno il pluridecorato Mercurio Loi, era riuscito a colmare l’immenso vuoto che mi aveva lasciato la chiusura di Napoleone.

Il mio fumetto 2019 quindi non poteva che essere la nuova avventura in tre parti, apparsa sui numeri 81,82 e 83 della collana “le Storie” dell’albergatore Ginevrino.

Mi avvicino sempre con molto timore a queste operazioni, chiamiamole Amarcord: paura di non ritrovare lo spirito genuino della serie, paura che il personaggio non sia stato rispettato a pieno, paura che l’autore cada nella trappola dell’autocompiacimento.
Per fortuna non è successo nulla di quello che temevo, Ambrosini ha fatto un lavoro superbo, la storia non fa rimpiangere la qualità della serie regolare, ritroviamo tutti i personaggi a cui eravamo più affezionati a partire dalle tre fondamentali proiezioni, Lucrezia, Caliendo e Scintillone, non mancano Dumas, Boulet e soprattutto Allegra che sarà uno dei perni centrali della vicenda; in questa occasione perfino il Cardinale, antagonista mai troppo centrato nella serie, sembra trovare una sua quadratura.
Qualità altissima per tutti e tre i numeri con una personale predilezione per il secondo, disegnato da un sempre inconfondibile Paolo Bacilieri.

Un graditissimo, seppure occasionale, ritorno consigliato sia agli innamorati della prima ora, sia a coloro i quali senza aver mai letto nulla in merito hanno finalmente l’occasione per entrare in contatto con uno dei personaggi Bonelli più complessi e profondi degli ultimi 20 anni.

Pasquale Laricchia – Gideon Falls

Di Jeff Lemire, Andrea Sorrentino e Dave Stewart – Bao Publishing

Una storia semplice ed essenziale che, forte delle suggestioni di Lynch e King, diventa immersiva e totalizzante grazie ad una intelligente e ponderata struttura narrativa perfettamente amalgamata con i ritmi, i colori e gli spazi delle tavole disegnate da Sorrentino.
Il lettore si perde (ma poi si ritrova) nei vortici della storia finendo per entrare in perfetta sintonia con i personaggi, condividendone smarrimento da una parte e stati di alienazione dall’altra.

A Gideon Falls, ogni volta che un misterioso fienile nero compare, qualcosa di orribile accade.
Padre Wilferd e Norton Sinclair, ciascuno a suo modo, inseguono risposte e paure, impazienti di dare un senso alle visioni, alle morti ed alle allucinazioni che sconvolgono il piccolo paese.

Nel primo volume sono la città ed il fienile nero a focalizzare il tutto. L’orrore e la paura/voglia/necessità di credere a cosa sta accadendo vanno di pari passo con lo straniamento di una vicenda che si regge, perfetta, sui disegni di Sorrentino.
Il disegnatore napoletano amplifica e valorizza la scrittura di Lemire creando un esercizio visivo impressionante. Le sue tavole riprendono il concetto di decomposizione narrativa di Frank Quitely (e non solo), piegandolo alle necessità psicologiche volute dall’autore con grande efficacia. Il risultato finale è tanto coinvolgente quanto imponente.

Nel secondo volume lo straniamento si è attutito. L’effetto spettacolare delle tavole è stato digerito ed è possibile adesso concentrarsi sui personaggi e sullo svelamento della vicenda.
Prende forza quì la penna di Lemire che ci permette di empatizzare con i protagonisti e ci regala colpi di scena e svelamenti tanto arditi quanto appassionanti.

Un’opera quindi, fortemente matura e visivamente impeccabile che, oltre ad essere interessante dal punto di vista stilistico, mostra uno spessore non indifferente anche per quanto concerne il mero intrattenimento di genere. L’Eisner Awards vinto nella categoria Best New Series ne è solo una piccola conferma.

Massimo Cappelli – Corto Maltese: il giorno di Tarowean

Il Giorno di Tarowean è la nuova avventura di Corto Maltese, edita in Italia dalla Rizzoli/Lizard, realizzata da Juan Diaz Canales e Ruben Pellejero,  la coppia di autori spagnoli che ha ricevuto l’improbo compito di proseguire l’opera di Hugo Pratt.
Giunti al terzo albo la coppia di autori spagnoli osa l’inosabile, realizzando una sorta di antefatto a Una Ballata del Mare Salatola prima avventura pubblicata nel 1967 in cui compare il marinaio creato dal Maestro di Malamocco.

Nella Ballata Corto Maltese fa il suo esordio nel mondo dei fumetti incatenato ad una croce, alla deriva nell’Oceano Pacifico, dopo che l’equipaggio del nave che comandava si era ammutinato,  a causa della rottura di una promessa di matrimonio da parte del Maltese con una ragazza; Corto era pronto per essere salvato dal russo Rasputin e riprendere le sue azioni di pirateria agli ordini del Monaco, il sovrano della misteriosa isola di Escondida, alleato delle forze militari tedesche allo scoppio della prima guerra mondiale.

Il collegamento con la Ballata parte già dal titolo: il giorno di Tarowean è il giorno delle sorprese di Ognissanti, come si può leggere nella prima tavola del primo racconto di Corto Maltese del 1967. L’avventura parte dalla Tasmania del 1912 e tra i tagliatori di teste Dayak, una setta di Monaci, sovrani deposti, gli eredi del Rajah del Borneo Richard Brooke, l’anelito di indipendenza delle popolazioni indigene dei mari del sud, tradimenti e intrighi, ricostruisce in maniera coerente i motivi per cui Corto si ritroverà all’inizio della Ballata in balia del destino.

Già nelle due precedenti avventure, Sotto il Sole di Mezzanotte e EquatoriaCanales e Pellejero erano riusciti a replicare i registri narrativi prattiani, sia dal punto di vista grafico, grazie al buon lavoro di Pellejero, sia per quel che riguarda la costruzione della storia, con il consueto mix di personaggi reali e immaginari e l’alternarsi di differenti ambientazioni. Quasi impossibile per i due autori è ovviamente impadronirsi appieno del personaggio Corto Maltese e riuscire a raggiungere la ricchezza narrativa e la leggerezza del racconto tipica di Pratt, maestro insuperabile della narrativa disegnata, grazie anche alla sua capacità di mettere su carta le proprie esperienze personali maturate in giro per il mondo.

La missione di Canales e Pellejero è quasi impossibile da compiere, troppo smisurata l’eredità narrativa prattiana, l’unica possibilità di cavarsela per loro è di muoversi ai confini dei capolavori passati di Corto Maltese, cercando nello stesso tempo di trovare un loro personale approccio alle avventure del marinaio più famoso del mondo dei fumetti.

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Luca Cerutti

"Ma che è sta roba?"

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