Conan e Lana ritornano a Laputa

C’era un tempo in cui ad Hollywood due attori, marito e moglie, come Paul Newman e Joanne Woodward potevano recitare assieme come coppia una decina di film senza mai annoiare il pubblico. Nessuno mai a quel tempo che si lamentasse di non vedere uno dei due flirtare con qualcun altro che non fossero loro due. Dal matrimonio sono rimasti insieme per tutta la vita. In qualche modo il fatto di continuare a lavorare sul set cinematografico insieme ha consolidato e contribuito a garantire la longevità delle loro relazione.

Al contrario, tanto per fare un esempio, attori come Tom Cruise, che con Newman recitò insieme in “Il Colore dei Soldi” (film di Martin Scorsese del 1987), recita in un film come “Giorni di tuono” (1990) dove conosce Nicole Kidman e la sposa. Un paio di film come “Cuori ribelli” e “Eyes Wide Shut” e divorziano. Sul set di Vanilla Sky Cruise conosce Cruz, Penelope, attrice spagnola e ci si mette insieme: sotto il segno della Croce sembra, vista la curiosa combinazione dei cognomi. Poi passa all’attrice Nazanin Boniadi e in seguito ancora all’attrice Katie Holmes con cui ha avuto una figlia e in seguito al divorzio Cruise firma addirittura un accordo non disponibile al pubblico in cui dichiara che non vedrà mai più la figlia Suri, di 8 anni all’epoca dei fatti. Fischia! Alla faccia del distanziamento sociale.

La domanda che ci si pone è se sia la realtà che influenza la fantasia o la fantasia che influenza la realtà. Perché sembra proprio che questo bisogno di vedere sullo schermo attori che si baciano (se non si va oltre) sempre con un’altra attrice di turno nuova recuperata dalla Produzione solo per quella occasione; sia alla radice, come concausa, dell’aumento della scissione delle coppie fra attori e forse anche fra spettatori di cinema. Perché non mostrarci sullo schermo sempre le stesse coppie di attori, che nella vita sono anche marito e moglie? Tutto si deve limitare sempre ad un one-shot e poi se si è marito e moglie ti viene imposto il “distanziamento professionale“?
Così l’uno recita in un film girato in Australia e l’altro in un film che si gira a Parigi. E, beh, certo, così si spaccano le relazioni e si alimenta il settore dei paparazzi che non vedono l’ora di cuccare uno dei due che cade in tentazione cedendo alle lusinghe di uno dei nuovi colleghi di lavoro sul set del nuovo film.
Il legame matrimoniale longevo non si sposa più con una carriera cinematografica altrettanto longeva, è il caso di dirlo.

Per fortuna che almeno fra i cartoni animati registi come Hayao Miyazaki, quando realizza un nuovo film non si vergogna a richiamare sullo schermo gli stessi attori per recitare due nuovi ruoli, evitando così di imporre loro questo triste distanziamento professionale.
Accadde con “Conan, il ragazzo del futuro” anime televisivo di 26 episodi tratto dal romanzo omonimo di Alexander Key (titolo originale: “The Incredible Tide“). I due protagonisti di 未来少年コナン (Mirai shōnen Konan) sono Conan e la sua innamorata Lana, fuggita da Indastria: appaiono per la prima volta in televisione il 4 aprile del 1978 in Giappone e nel settembre 1981 in Italia.
Circa 8 anni dopo, nel 1986, il regista Hayao Miyazaki, ispirandosi questa volta al romanzo di Jonathan Swift, “I viaggi di Gulliver” realizza “天空の城ラピュタ” (Tenkū no shiro Rapyuta) che letteralmente è “Laputa Castello del Cielo“.

Laputa è un città volante antichissima, ma allo stesso tempo dotata di una tecnologia all’avanguardia e di cui nel film si arriva pure a dire che fu l’arma con cui vennero distrutte le città di Sodoma e Gomorra di cui si ha testimonianza nella Bibbia.
La popolazione di Laputa, portatrice di un male insito nella tecnologia usata per fini egoistici, scelse il distanzialmento sociale da tutti coloro che continuarono a vivere le loro vite al suolo e così, scomparsa alla vista e dalla memoria delle persone (per rimanere una leggenda) si ritagliò uno spazio privato oltre le nuvole, nascosta costantemente dentro l’occhio di un ciclone. Per il ruolo dei due giovanissimi protagonisti Miyazaki “indice un casting” e decide di far interpretare i ruoli principali alle due sue vecchie conoscenze.
Così abbiamo il nostro Conan che questa volta ha il nome Pazu e la nostra Lana che ha il nome Sheeta. Un cambio di acconciatura grazie allo coiffeur di scena, qualche abitino nuovo realizzato con amore dalle sarte e il gioco è fatto. E’ un vero piacere rivederli insieme. Speriamo che questi due giovani attori promettenti, anche se sono passati oltre 30 anni, tornino a recitare sul grande schermo in uno dei prossimi anime di Hayao Miyazaki.

Il Castello nel Cielo si sbricola come tutte le certezze di onnipotenza umana

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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