Il ritorno di Mister No, quello vero

Dell’epocale ritorno di Mister No, ricomparso nelle edicole italiane con nuove avventure inedite nel luglio dello scorso anno all’interno della collana Mister No Le Nuove Avventure, e delle nuove politiche editoriali bonelliane rispetto ai propri personaggi storici,abbiamo abbiamo già parlato in Il Ritorno di Tre Ragazzi Straordinari. Ci sembra però giusto analizzare più in dettaglio il primo, lunghissimo, arco narrativo che ha caratterizzato questo insperato ritorno sulle scene dell’aviatore statunitense.

Mister No n.1, copertina di Valdambrini

Per i due o tre che non lo sapessero Mister No è stato creato nel 1975 dallo sceneggiatore Guido Nolitta, pseudonimo dell’editore Sergio Bonelli, e racconta le avventure dell’antieroe Jerry Drake, pilota americano, trasferitosi nella foresta amazzonica dopo la Seconda Guerra Mondiale dove lavora come guida, soprannominato Mister No per il suo carattere di bastian contrario.  Le sue avventure sono state raccontate per 379 numeri della serie regolare, più numerosi albi speciali, e si sono interrotte nel 2009. Il suo ritorno era molto atteso da parte dei lettori, probabilmente perché si tratta di un personaggio storico per la casa editrice, il primo, dopo tanti western, ambientato nel XX secolo, e particolarmente caro all’editore che riversava nelle sue sceneggiature anche le sue esperienze di viaggiatore, realizzando storie avventurose e divertenti.

Mister No torna a volare grazie a Massimo Cipriani

Dopo la miniserie sperimentale Mister No Revolution, uscita per 6 numeri a partire dal dicembre 2018, in cui si raccontava di un Jerry Drake vissuto 25 anni dopo, alle prese con la Contestazione negli Stati Uniti e la guerra del Vietnam, la casa editrice decide quindi di puntare nuovamente su uno dei suoi personaggi storici, questa volta nella sua versione classica, quella della fine degli anni ’50, precedente perfino alla lunga saga finale scritta da Nolitta, in cui il protagonista diceva addio a Manaus all’inizio degli anni ’70. La classicità dell’operazione è garantita dallo staff artistico, composto dal trio di sceneggiatori Michele Masiero, Luigi Mignacco e Maurizio Colombo, che realizza un primo arco narrativo composto addirittura da 9 albi,  illustrato senza soluzioni di continuità da diversi disegnatori, come i veterani Roberto Diso e Stefano Di Vitto e i debuttanti sul personaggio Massimo Cipriani e Marco Foderà, con le copertine affidate all’esperto Fabio Valdambrini.

L’introduzione, disegnata da Roberto Diso, come tutte le sequenze di raccordo, è quasi metanarrativa, con Mister No creduto morto da tutti a Manaus che può raccontare al padre Jerome la lunga avventura in flashback e, novello Mark Twain, esclamare che “le notizie sulla mia triste dipartita erano un po’ esagerate.”

Tornano gran parte degli elementi classici della serie, a partire dalla presenza della città di Manaus, con le vie del porto fluviale che fanno da scenario agli scontri tra gangster, alla spedizione scientifica guidata da Mister No nella foresta vergine, alla ricerca di una tribù al confine tra Venezuela e Brasile, avvelenata da un giacimento di uranio, legato alla solita fame di profitto delle multinazionali e dei loro funzionari. Un’avventura tutta ritmo e azione con gli scontri con dei mercenari nella foresta,  spettacolari evasioni, travestimenti e dirottamenti aerei. Un ritmo così convulso che protratto per 9 mesi ha magari perfino confuso qualche lettore per i troppi avvenimenti che si sono succeduti senza sosta, e senza che la trama gialla, con il mistero dell’identità del traditore della spedizione e quella del capo dei gangster della famigerata banda degli Impermeabili Bianchi, sia sufficiente a mantenere l’entusiasmo durante l’intera lettura.

La madre di Mister No, secondo Foderà

Ritornano anche i comprimari storici, prima di tutto Esse Esse, il reduce di guerra austriaco sempre al fianco di Mister No, più agguerrito che mai, ma anche gli amici del bar di Paulo Adolfo, il sergente Oliveira nelle vesti inedite di procacciatore d’affari, dato che mette in contatto Mister No con la spedizione scientifica, il capitan Barranco proprietario della barca Vento do Norte, la cartomante Luna, e perfino l’agente di viaggio di New York, Coen, che fa il suo immancabile cameo ad inizio avventura, come in tutte le storie epocali della serie. Torna soprattutto Mister No, inguaribile bastian contrario, sempre pronto a cacciarsi in ogni impresa, pur di seguire il suo personale concetto di giustizia, da imperfetto ribelle, pronto per lottare a fianco di nuovi amici. Nonostante Mister No sia con noi da tantissimo tempo, riesce ancora a farci scoprire qualche dettaglio inedito del suo passato, come nel colloquio in sogno nel n.3 dove vediamo per la prima volta, anche se soltanto parzialmente, sua madre.

Ogni autore chiamato ha dato il proprio contributo. I testi di Mignacco e Masiero si sono ben integrati, come di consueto, dato che non è la prima volta che i due autori si sono trovati a gestire insieme intrecci così complessi su più albi, pensiamo all’epocale trilogia con il ritorno del padre di jerry in Vent’Anni Dopo, nei numeri 292-294 della prima serie, e anche alla molto meno riuscita storia finale della trasferta asiatica, Allarme Atomico, letta nei numeri 334-341. Maurizio Colombo realizza la sequenza con l’evasione di prigione dell’indio Jesus, vero e proprio affresco noir, infarcendo la storia di comprimari brutali e realistici, ben affiancato dal tratto nervoso di Marco Foderà, già visto all’opera su Saguaro e sulla miniserie Tropical Blues. Dal punto di vista grafico Roberto Diso, come già scritto, si limita a illustrare il racconto cornice, con Jerome Drake che vuole conoscere i guai in cui si è cacciato questa volta suo figlio, poche pagine in ogni albo che costituiscono quasi un antipasto della storia successiva che si sviluppa sugli albi 10 e 11, che il maestro romano, ottantottenne, realizza pregevolmente. Gran parte dei disegni viene realizzata da Massimo Cipriani, dallo stile pulito, neoacquisto reduce da Adam Wild e da un altro veterano, Stefano Di Vitto, per una volta senza l’ausilio alle chine del fratello Domenico, senza che il suo stile consueto e rassicurante ne abbia a discapito.

Lo scontro finale disegnato da Di Vitto

Ben riuscite le copertine di Fabio Valdambrini, altro veterano della serie, ha esordito nel 1993, cui spetta l’onore e l’onere di sostituire proprio Diso, e facendo leva nella profonda conoscenza del personaggio riesce a non far rimpiangere più di tanto il maestro, realizzando delle illustrazioni efficaci e in alcuni casi accattivanti. La grafica di copertina rinnova quella tradizionale della serie classica, utilizzando in ogni caso lo storico logo.

Del tutto nuova la rubrica di inizio albo, Terre di Nessuno, realizzata da Graziano Frediani, il direttore responsabile della collana, che si sforza di collocare temporalmente le origini di Mister No e presenta le altre pubblicazioni della casa editrice assimilabili al personaggio, come Lo Sconosciuto, il personaggio di Magnus, di cui recentemente abbiamo conosciuto le nuove inedite avventure.

Mister No è finalmente ritornato, con una lunghissima avventura, che ha toccato più generi già visti nella serie classica, spedizioni nella foresta, scontri tra gangster, massacri di tribù intere di indios, seduzione di belle scienziate americane e Esse Esse infiltrato tra mercenari compresi. Tanti temi, tanti elementi, magari anche un po’ d’affanno, ma il tutto miscelato in maniera innovativa, aspetto che ha reso la storia nel complesso gradevole, per quanto distante dagli inarrivabili standard qualitativi degli anni d’oro di Nolitta e Diso.  In ogni caso Mister No è tornato, probabilmente per restare, se non altro per le voci che vogliono il suo inserimento nel supposto Bonelli Universe Cinematic, e allora non ci resta che festeggiare insieme a lui, come nell’ultima pagina di questa avventura che lo vede incoronato come Re del Carnevale di Manaus, dato che è ritornato un caro e vecchio amico, in piena forma e sempre disposto a tenerci compagnia.

Massimo Cappelli

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