Jack lo Squagliatore: Cera, una volta in Inghilterra

E vissero per sempre felici e contusi.

Quest’articolo verte a far memoria di un dettaglio apparentemente marginale di un albo di Dylan Dog che risale a 34 anni fa. Dylan si trova ad avere a che fare con una serie di vicende delittuose che farebbero pensare al ritorno di Jack lo Squartatore o di un suo emulo. Dopo una serie di depistaggio sul possibile responsabile, si scopre che l’assassino è una giovane donna di cui Dylan si è innamorato e che lavora in un museo delle cere come guardiano notturno incaricato di tenere sotto controllo l’adeguato funzionamento dell’impianto di refrigerazione dei locali in modo che le preziose statue del museo non si squaglino. Complice il lockdown che ha visto coinvolto l’intero pianeta in questi mesi della prima metà del 2020, ho riletto questo albo di Tiziano Sclavi del 1986 (DD2 – Jack lo Squartatore – di Tiziano Sclavi ai testi e Gustavo Trigo ai disegni) e vi ho trovato un’insolita coincidenza: nella quindicesima tavola dell’albo, Jane Sarandon, colei che si scoprirà essere l’assassina, entra nell’abitazione di Dylan e nel famoso corridoio in cui Dylan tiene tutta una serie di riproduzioni di mostri, una piccola statua di Jack lo Squartatore le cade in testa tramortendola.

Il male non ci l’ascia vivere in pace.

Nel finale accadrà essenzialmente la stessa cosa: la statua di cera del noto serial killer, sotto l’effetto del calore di un incendio, inizierà a squagliarsi, prendendo quasi vita autonoma, e l’accetta che regge in mano precipiterà sopra Jane, squartandola. In qualche modo quanto accaduto precedentemente nell’appartamento di Dylan Dog profetizzava la fine della vicenda. Non solo: Groucho stesso, dopo l’incidente della statua caduta addosso ad una potenziale cliente, fa una battuta sul fatto che Dylan abbia una brutta cera e che a causa di questo non lo accetterebbero mai in un museo delle cere. Tutto questo Groucho lo dice molto tempo prima di scoprire che Jane fosse la guardiana di un museo delle cere. Questa premonizione di Groucho in aggiunta all’evento profetico, farebbe pensare che vi fossero in gioco delle forze invisibili che non sono mai state sondate fino in fondo. Groucho è telepatico? Ha in modo inconscio scoperto che la donna che stava entrando era in qualche modo connessa con l’esposizione artistica delle statue di cera e sapendo inconsciamente anche che era lei l’assassina, le ha fatto cadere con la forza mentale della telecinesi il busto di Jack lo Squartatore in testa per proteggere il suo amico e principale? E’ stato veramente lo spirito di Jack ad uccidere Jane nella scena finale o in realtà per tutti questi anni ci è rimasto nascosto il fatto che Groucho interveniva nei casi del suo datore di lavoro con degli strumenti paranormali ignoti a lui stesso? Era quindi Groucho a dar vita fra le fiamme a quella statua di cera che ha ucciso Jane salvando Dylan?

May the piece be with you.

Nella nuova versione recente di Dylan Dog 666 (miniserie cominciata col numero 401 della serie regolare) la stessa scena ci viene mostrata con la statua di cera di Jack che regge un pugnale e non un’accetta, oltre al fatto che la scena è stata resa molto più splatter dell’originale. Ma di quelle premesse su Groucho rimaste occultate per 34 anni, non si ha traccia. Se non forse nell’albo 406 dove sembra che Groucho, in questa sorta di universo parallelo in cui Roberto Recchioni ha fatto finire il nostro eroe, ha captato di Jack lo Squartatore ben altro che le intenzioni, ma il suo stesso spirito omicida incarnandolo e fondendolo con la propria comica personalità. Comunque sappiatelo, se vi capita di vedere una statua di cera che vi aggredisce con un pugnale issato in aria, o ve la squagliate, o sperate che si squagli lei, prima che vi capiti il peggio.

Una scena REBOOTante.

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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