Da Lucca Changes – Le Maschere sul volto degli Eroi: la simbiosi che Sconfigge il Male.

Diciamolo subito così via il dente, via il dolore. Anche se gli autori nel loro intervento di Lucca Comics and Games “Changes”, non lo dicono espressamente, MASK’D, per un pubblico di giovani adulti, è sicuramente ispirato a The Mask film statunitense del 1994 (a sua volta ispirato ad un fumetto del 1989 pubblicato dalla Dark Horse Comics), regia di Chuck Russell e interpretato dall’attore comico Jim Carrey, nel ruolo del protagonista al fianco della bellissima Cameron Diaz. E’ pur vero che le maschere che possiedono gli uomini e ne cambiano il comportamento, in generale, e ovviamente nella dinamica di tale film stesso, sia ispirato a storie ben più antiche, ma l’immaginario di tale opera cinematografica, non lo si può certo tralasciare. Noi di uB”Cambiamenti” (passateci lo scherzo) ci siamo tuffati nei video di YouTube pubblicati su questo evento di Lucca Comics & Games “Changes” del 2020 ed io mi sono soffermato su questo volume pubblicato dalla Casa Editrice Star Comics e realizzato da un trio di giovani autori: Michele Monteleone e Fiore Manni per le sceneggiature e Ilaria Catalani per i disegni, con la collaborazione di un quarto moschettiere nel progetto, che è stata Claudia Giuliani per la colorazione in digitale. Titolo videoconferenza: <<MASK’D, realizzare il proprio fumetto – Dall’idea alla matita.>>
La conferenza, con la presenza dell’Editor della Star Comics, responsabile della sezione manga, Cristian “Posky” Posocco, in veste di moderatore, vuole essere anche una sorta di lezione su come realizzare un proprio fumetto, oltre che una mera pubblicità del proprio lavoro e bisogna dire che la conferenza ha raggiunto brillantemente il suo risultato. Ognuno di questi giovani autori ha rivelato nel corso del video di avere un background notevole sia come preparazione che come abilità anche nel proporsi.
Ho assistito a conferenze in cui autori di fumetti molto famosi erano del tutto impacciati nel relazionarsi davanti ad una telecamera e il pubblico in sala. Ma immagino che questo dipenda anche dall’epoca in cui viviamo in cui queste nuove generazioni di autori fin dall’infanzia si trovano come tutti noi, a posare davanti all’obiettivo dei propri cellulari, telecamere e macchine fotografiche per parlarci dentro in modo disinvolto come se fossero il proprio migliore amico. Michele Monteleone, che ha già avuto modo di lavorare come sceneggiatore anche per la Casa Editrice Bonelli con testate come Dylan Dog e Orfani, dimostra dal modo in cui si pone, una padronanza della materia della scrittura molto profonda e passionale.
Michele consiglia oltre al leggere di tutto, tre saggi sulla scrittura, essenzialmente: 1) <<Il Viaggio dell’Eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e cinema>> di Christopher Vogler (titolo originale: The Writer’s Journey: Mythic Structure for Writers), noto sceneggiatore di Hollywood 2) <<I Tre usi del Coltello – Saggio e lezioni sul cinema>> di David Alan Mamet, Premio Pulitzer del 1991, testo su cui Monteleone spende molti complimenti anche perché il volume non è solo straordinario per l’apprendimento delle tecniche di scrittura di un opera narrativa ma vi è anche quella che è la descrizione della componente pedagogica nel rapporto fra docente e discente. 3) un Manuale di sceneggiatura e disegno di Will Eisner, padre fondatore del fumetto moderno americano. Monteleone si sente anche di sconsigliare come saggio iniziale di studio, pur amandolo molto, il testo di sceneggiatura di Alan Moore, semplicemente perché lo considera troppo complesso per essere attuato in pratica nella realizzazione di un fumetto popolare per adolescenti. Consiglia però un quarto testo su come scrivere le sceneggiature, scritto da Brian Michael Bendis, vincitore di 5 Premi Eisner Award. Bendis, è noto per essere in particolare modo lo sceneggiature di serie TV come Spiderman Into the Spiderverse.
Ilaria Catalani mostra la matite della “prima tavola” in cui viene mostrato l’establishing shot, cioè l’immagine che mostra il contesto e la relazione che c’è fra le figure importanti e gli oggetti della narrazione.
Queste sono state serie televisive in cui Bendis ha creato il personaggio di Miles Morales, il quarto personaggio ad aver vestito i panni del Supereroe che spara ragnatele dai polsi. Prima di lui infatti ci sono stati, dopo ovviamente Peter Parker, gli altri due: Miguel O’Hara e Gerard Drew. Molto in voga di recente, soprattutto dopo i fatti delittuosi che purtroppo si sono svolti in America anche nell’anno in corso 2020 e le decisioni incredibili (perché sociologicamente poco chiare) come la decisione di vietare per un certo periodo la proiezione di vecchi film come Via Col Vento (considerato irrispettoso nei confronti delle differenze razziali)  e il cambiamento dei nomi astronomici ispirati anch’essi a concezioni discriminatorie (come la costellazione Eschimo … tutto molto opinabile ovviamente); molto in voga dicevamo, il far specificatamente memoria che O’Hara è stato il primo ispanico ad aver vestito il panni dell’Uomo Ragno e Miles Morales di Bendis appunto, il primo afro-americano (Evvai!!!). In attesa che il costume attillato da Tarzan delle metropoli che usa le ragnatele come liane nella foresta di grattacieli, sia indossato da un cinese, per il momento non possiamo che apprezzare il lavoro di Monteleone e Manni (che confessano alle telecamere di Lucca Comics di, durante la lavorazione, essere diventati una coppia non solo professionalmente, ma anche nella vita privata) il cui protagonista di MASK’D è un giovane ragazzino cinese di nome Tian Chen ispirato ad un amico di Fiore Manni che si chiama veramente Chen di cognome.
Tavola finale con l’aggiunta della colorazione
Fiore Manni non è un’autrice al suo esordio editoriale: per Rizzoli ha pubblicato già due romanzi inscritti ad un comune ciclo narrativo. Il primo è stato <<Jack Bennet e la chiave di tutte le cose>> e il secondo <<Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti>>. Da notare che la Manni racconta che stava leggendo “Il Viaggio dell’Eroe” di Vogler durante la scrittura del suo secondo romanzo e, se ne può comprendere l’ispirazione del titolo dato che Vogler per il suo testo si è lui stesso ispirato a un opera di Joseph Campbell dal titolo <<L’Eroe dai Mille Volti>> (titolo originale: The Hero With a Thousand Faces – saggio del 1973). Tutti testi da cui si evince che un lettore per identificarsi in un eroe, tale personaggio deve nella vicenda narrata fare una sorta di viaggio iniziatico, incontrare delle sfide, affidarsi ad un mentore, che può anche essere la propria interiorità o la divinità, come nelle tradizioni mitologiche. Ciò che è importante è che alla fine o comunque nel corso di tutti questi stadi intermedi, l’eroe compia dei cambiamenti che lo facciano crescere come individuo, vivendo una processo a spirale ascendente che lo porta dopo questo lungo cammino evolutivo che è la vita ad essere una persona migliore, finanche a diventare lui stesso mentore di un altro eroe in futuro. Uno dei punti cardine solitamente è che il protagonista abbia anche un “fatal flaw”,  un punto debole in cui può essere colpito (il suo Tallone di Achille per usare un antico esempio mitologico appunto, o la sua kriptonite per usare un moderno esempio fumettistico ormai basilare), ma allo stesso tempo deve anche essere il più attivo dei personaggi, o perlomeno colui che svolge l’azione più importante e risolutiva dello snodo narrativo. Mentre vediamo in video la coppia Michele e Fiore, che fanno alternativamente colazione, stando seduti ad un tavolo di una terrazza ristorante di Maratea in Basilicata, dove si odono in strada i rumori di auto, motociclette e i rumori di una folla di persone e addirittura il passaggio di una barca come raccontato da Fiore, la disegnatrice Ilaria Catalani, con sulla sfondo il suo gatto che salta da un punto all’altro della stanza alla ricerca di monete da poter far cadere rumorosamente, ci spiega come realizza le sue tavole a partire dalle matite che traccia direttamente al computer, per poi stamparle ed inchiostrarle manualmente direttamente sulle ciane. Come le dice poi Monteleone, lei a quel punto finalmente “si sporca le mani di inchiostro“.
Nikolaj Volkov, il protagonista Tian Chen e Melody Mann in un montaggio video realizzato appositamente per l’occasione, con le vignette del volume cartonato per le librerie.
Le ciane verrano poi scansionate e inviate alla colorista Claudia Giuliani che colorerà il tutto con strumenti digitali. Per la realizzazione delle sceneggiature Michele e Fiore hanno trascorso giornate a parlarne ed anche a litigarne in modo vigoroso per poi presentare a Ilaria un testo di sceneggiatura che le lasciasse spazio artistico. Infatti Fiore, ideatrice del primo progetto sul personaggio di Tian Chen, abituata a scrivere romanzi, diventava troppo prolissa nelle spiegazioni (al punto da arrivare a correggersi anche negli errori di sintassi, redarguita da Michele che le diceva “non perderci tempo, tanto li legge solo Ilaria …. quelle frasi non vanno in stampa …“). Michele, già con una formazione fumettistica, le ha dato delle dritte su come stringere il succo così da accelerare il lavoro del disegnatore che per disegnare non è così prima costretta a leggersi pagine e pagine di spiegazione per la realizzazione di una singola tavola. Per far questo è necessario avere un buon vocabolario tecnico su come chiamare le differenti inquadrature e un buon immaginario descrittivo (facendo riferimenti a film e opere di cui si ha una comune conoscenza) da proporre al disegnatore per farlo arrivare al più presto ad aver chiaro dove deve andare a parare potendo nello stesso tempo metterci del proprio. Fiore Manni ha voluto essere molto meticolosa solo nella descrizione dell’abbigliamento dei vari personaggi e di questo Ilaria Catalani le è stata molto grata perché l’ha aiutata nella realizzazione. La Catalani è stata in precedenza nota per i suoi lavori di disegnatrice per <<Monster Allergy>> l’acclamata serie degli anni 2000, di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa e <<Hadez>>, che invece la Catalani ha creato con Silvia Tidei, vincitore del premio “Self Area” di Lucca Comics & Games del 2014.
Screenshot di un altro momento del video in cui viene mostrata l’entrata in scena di un Nikolaj Volkov mascherato che sta infrangendo la vetrina del negozio del padre di Tian Chen durante la colluttazione con un altro individuo mascherato
Ma torniamo agli snodi narrativi di “MASK’D. The Divine Children”. Tian Chen è un normale ragazzino di 13 anni che frequenta le scuole dell’obbligo (su questo incipit narrativo vi può illuminare il nostro direttore Luca Cerutti, con decine di suoi articoli sui manga che potete trovare nel nostro sito), che ha dei normali problemi da adolescente con il proprio genitore (il padre Jian Chen) e dei normali sogni e desideri di avventure fantastiche e di innamorarsi di una ragazza bellissima come tutti gli adolescenti della sua età. Ad un certo punto, Tian Chen, occupandosi del negozio di suo padre, un minimarket dall’insegna cinese (大乃日MARKET), assiste ad una scontro fra degli individui mascherati e nel corso della colluttazione una maschera sceglie proprio lui come ospite con cui entrare in una sorta di legame simbiotico. Da quel momento Tian farà il primo passo per scoprire che c’è un’altra dimensione che si interseca con la nostra. Tale dimensione è conosciuta come il Teatro del Sogno e le maschere, rimaste sulla Terra, sono il mezzo per entrare in contatto con le divinità mitologiche di cui si narra nei racconti antichi delle tradizioni popolari, di cui il racconto cinese più noto è quello di Sun Wukong, il Re Scimmia, che già ha ispirato altri fumetti molto famosi come Dragon Ball. Ma il lavoro di Monteleone e Manni promette di muoversi su binari del tutto differenti.
Tian Chen che sfacchina nel negozio paterno
Tian farà la conoscenza di Nikolaj Volkov che gli farà da amico e mentore in questo nuovo universo e Melody Mann, la bella e divertente protagonista femminile.
Che dire: auguriamo a questo trio di autori e il loro trio di eroi, di avere un grande successo col loro MASK’D (i soldini sonanti fatti cadere dal micio di Ilaria durante questo video-evento, potrebbero essere un segno di buon auspicio) e speriamo che le maschera di Tian Chen aiuti a vincere tutti i nemici, sia quelli della fantasia, e sia, perché no, quelli della cruda realtà di tutti i giorni. Concludiamo dicendo che questi video per la manifestazione di Lucca, sono realizzati con la collaborazione di Lucca Comics & Games “Changes”, Lupo Alberto e la “Prefettura di Lucca” nel Progetto <<Come ti frego il Virus! 2020 – All Together now!>>: una Campagna di Prevenzione contro il Covid 19 a cura di SILVER (pseudonimo del fumettista Guido Silvestri che ha dato vita a Lupo Alberto) e del Prof. Massimo Galli, dell’Università degli Studi di Milano.
La “prima tavola” originaria mostrata precedentemente, diventa la terza e Posky ci mostra ora la nuova “prima tavola” definitiva, dopo una serie di cambiamenti avvenuti in fase di creazione del volume.
L’Editor di Star Comics, Cristian Posocco, invita infine tutti i presenti a questo evento virtuale, e che allo stesso tempo hanno il desiderio e le doti per diventare dei fumettisti, di inviare una sintesi dei loro progetti alla mail: [email protected].
Lupo Alberto Vs Coronavirus

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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