I colori dell’Amazzonia

Copertina Mister No n.1

Ennesimo ritorno di Mister No in edicola, dopo la versione Revolution e il ritorno con le classiche avventure sempre edite dalla Sergio Bonelli editore, questa volta gli affezionati lettori delle avventure del pilota nordamericano, creato da Guido Nolitta nel 1975, possono rileggere la serie originale in una collana cronologica interamente a colori allegata settimanalmente al quotidiano Gazzetta dello Sport. Il piano dell’opera prevede 60 volumi in un formato più grande degli albi originali, interamente a colori, con le prime avventure del rivoluzionario personaggio ambientate nell’Amazzonia degli anni ’50, il primo antieroe della casa editrice milanese che aveva pubblicato fino ad allora esclusivamente dei personaggi western.

Al di là del sottolineare ancora una volta l’impegno fumettistico del gruppo editoriale RCS presente in edicola con svariate collane, bonelliane come Zagor lo Spirito con la Scure, Dylan Dog Viaggio nell’Incubo, Tex 70 Anni di un Mito, Il Comandante Mark, o dei più svariati generi, come i Super Eroi Marvel, il fumetto d’autore contemporaneo e le opere di Magnus, fino ad arrivare a Naruto, Paperinik, Alan Ford e Kriminal, non possiamo non rimarcare la modernità di un personaggio come Mister No che a leggere l’entusiasmo che l’uscita della collana ha suscitato sui social, occupa un posto notevole nel cuore dei lettori di fumetti italiano.

La foresta amazzonica di Galliano Ferri

Stupisce in effetti tale entusiasmo, non ovviamente per il fascino della riscoperta delle prime storie di Nolitta, ma perché la recente ristampa delle If Edizioni, giunta al numero 163, non è stata accolta con la stessa passione, nonostante il formato più simile all’originale in bianco e nero, la presenza di redazionali interessanti e il prezzo più contenuto. Evidentemente il battage pubblicitario può ancora influire in maniera pesante sulla percezione dei lettori di fumetti, con qualcuno di loro pronto perfino a lamentarsi della presenza del colore in questa nuova edizione, affermando che l’avrebbero preferita nel formato in bianco e nero.

Il formato scelto per l’iniziativa è più grande di quello classico a quaderno bonelliano, ma meno imponente delle Collezioni Storiche a Colori, dedicate da Repubblica a Tex e Zagor. I colori scelti, non particolarmente sfavillanti, sono molto lontani da quelli utilizzati sulla miniserie Mister No Revolution per esempio, ma sono forse quelli più adatti ai disegni degli anni ’70 di Gallieno Ferri, Franco Donatelli e Franco Bignotti, all’epoca in vacanza dal loro impegno quotidiano su Zagor. La versione delle tavole e dei dialoghi sembra rimandare non alla serie originale del 1975, ma a quella riveduta e corretta di Tutto Mister No, comprese alcune simpatiche aggiunte, come i poster che addobbano la stanza di Mister No.  In allegato al primo numero è presente in omaggio una stampa realizzata da Roberto Diso, il disegnatore che erediterà da Ferri l’incarico di realizzare le copertine a metà degli anni ’80.

I poster di Mister No

Al di là di alcune trascurabili imperfezioni di questa edizione, dal cambio di posizione del titolo sulla copertina, alle costine dell’albo di colore differente, possiamo consigliare a tutti i lettori di lasciarsi trasportare nell’Amazzonia degli anni ’50, dove potranno vivere le splendide storie di Nolitta, nobilitate dalle copertine di Ferri, ancora stratosferiche 45 anni dopo la loro realizzazione. Tanto più che dopo le prime due storie introduttive, dal numero 3, si apre uno dei capolavori nolittiani, la malinconica Ultimo Cangaçeiro, dove le caratteristiche di antieroe di Mister No emergono definitivamente, rendendo la collana uno dei classici del fumetto italiano.

Massimo Cappelli

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