Da due Maestri: “Il Maestro”

 

 

La recente ristampa integrale del Fortebraccio di Mino Milani e Aldo Di Gennaro per i tipi della Effigie non può che invogliare il vero appassionato di fumetti ad approfondire la conoscenza della produzione dei due autori. Ricordiamo infatti che i due hanno avuto un ruolo importantissimo nello scrivere ed illustrare le pagine della storia del fumetto italiano su riviste come il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi, ma non solo. Questa possibilità di colmare tale lacuna è avvenuta pochi anni fa con la ristampa de Il Maestro, opera della coppia sopracitata.

 

Velda, Astor e il Maestro nella loro prima apparizione

Il volume è edito da Nona Arte/ReNoir (2017, cartonato, 320 pagine in b/n, €29.90) e costituisce la raccolta completa delle storie dedicate a questo personaggio: il Maestro, appunto. I testi sono naturalmente di Mino Milani con i disegni di Aldo Di Gennaro per un totale di 20 avventure, mentre altre 2 sono disegnate da Giancarlo Alessandrini (che deve allo stesso Di Gennaro il suo esordio in questo mondo editoriale) e l’ultima non è chiaro se disegnata da Di Gennaro o da Mario Cubbino (quasi sicuramente da quest’ultimo o al più è stata frutto di una collaborazione tra i due nonostante l’intestazione riporti il nome del solo Di Gennaro ai disegni). Le pubblicazioni di queste storie avvengono originariamente sul Corriere dei Ragazzi dal numero 7 del 17 febbraio 1974 fino a settembre 1976, quando la testata chiude per rinnovarsi in Corrier Boy (una trasformazione purtroppo infelice su cui si potrebbe parlare a lungo), lasciando in sospeso le sorti dei vari personaggi di questa serie, senza purtroppo una vera e propria conclusione.
L’impossibilità di recuperare gli originali per una corretta ristampa ha portato l’editore di questa raccolta ad utilizzare come fonte il volume di Ivaldi Editore del 1983 e direttamente le singole edizioni del Corriere dei Ragazzi. Per questo motivo alcune storie appaiono in tonalità di grigi perché recuperate dalle pagine a colori della rivista.

 

Il Maestro e Nardy

Chi è il Maestro? Il Maestro, di cui conosciamo solo il nome Maximus nonostante venga chiamato sempre con il suo titolo, è un personaggio con un forte alone di mistero (nulla si sa sulle sue origini), studioso di occulto, misteri, leggende, esoterismo e dotato di poteri paranormali (erano gli anni, per fare un nome, di Peter Kolosimo, in cui questi temi affascinavano il pubblico). Ad affiancarlo troviamo la fedele gatta Nardy, la tenente di polizia Velda (prima innamorata e poi fidanzata) e il maggiordomo Astor. Le storie sono ambientate in un contesto coevo agli stessi anni di pubblicazione, tra Los Angeles, l’Inghilterra, l’Egitto e un po’ tutto il mondo. Le tematiche delle storie spaziano tra mistero, avventura, leggende, fantascienza, archeologia e fantarcheologia fino a episodi di simil-cronaca.
Se notate bene, nelle poche righe sopra utilizzate viene usata la parola “mistero” per ben 3 volte… Infatti, se il Maestro viene considerato una versione nostrana a cavallo tra Doctor Strange e Doctor Who, per i temi trattati viene da molti ritenuto il precursore di Martin Mystère e Dylan Dog… e guarda caso Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi erano proprio redattori del Corriere dei Ragazzi, a stretto contatto con Milani e Di Gennaro.
In realtà faremmo un torto a non citare un altro personaggio di Milani, quel Martin Cooper creato nel 1964 sul Corriere di Piccoli, protagonista di numerosi racconti (non fumetti) superbamente illustrati a colori da Mario Uggeri. Cooper è un giornalista della testata californiana “Daily Monitor” alle prese con avventure fantarcheologiche insieme alla sua spalla e compagno di ricerche il fotografo Aldo Deggerton, detto Deg come Aldo Di Gennaro. In molti vedono proprio in Martin Cooper il prototipo di quello che sarà il Martin Mystère (sempre Martin) di Castelli. La prima storia di Martin Cooper, “Il Paese delle grandi orme”, era piaciuta così tanto che non solo sarà la prima di altre storie ma porterà il grande Gianni Rodari ad affermare:

“Ma lo sa Milani di star scrivendo un capolavoro?”

Il Maestro e le laboriose ricerche nel suo studio

Tornando al paragone Maestro-Martin Mystère, non è un caso se si scorge una certa somiglianza nella triade dei personaggi protagonista-fidanzata-assistente: Maestro-Velda-Astor da una parte e Martin Mystère-Diana-Java dall’altra.

Il fumetto del Maestro si rivela come qualcosa di innovativo e ottiene un buon successo.

Mino Milani confeziona brevi storie di una decina di pagine (spesso 10 o 12 pagine ma anche 11, 13 o 16) da leggersi a sé stanti o collegate in archi narrativi più o meno lunghi. P.e. i primi 9 episodi sono legati in una stretta continuity che vedono il Maestro alle prese con la sua principale nemesi, Jaga. Memorabile lo scontro che avviene tra i due alla bocca di un vulcano delle Isole Aleutine. L’episodio contiene una carica evocativa talmente forte che ancor oggi, a distanza di decenni, i lettori di allora hanno un balzo al ricordo della scena. Per ogni singolo episodio, nelle poche pagine messe a disposizione sul Corriere dei Ragazzi, Milani riesce con grande abilità a condensare una storia a sé e completa di tutto. Viene quasi da domandarsi, con un certo rimpianto, cosa sarebbe stato capace di fare con più pagine.

Una tavola evocativa de “Il grande giudizio”

Aldo Di Gennaro è da sempre ritenuto un grande illustratore ed è l’illustrazione realistica, più che il fumetto, il suo più grande amore, ma è proprio sulle pagine del Maestro più che altrove che esprime al meglio le sue capacità come fumettista, non avendo neanche bisogno di far uso di virtuosismi nella costruzione della tavola o ricorrendo a chissà quali artifici. Molti critici vedono nel suo tratto l’essenzialità di Alex Toth, Karel Thole e Ferenc Pinter misto al tratteggio per il particolare nel disegno tipico di autori come Walter Molino, Mario Uggeri e Giorgio De Gaspari – ritenuti da lui, sempre con eccessiva modestia, tutti suoi maestri – ma è proprio su queste pagine che raggiunge la sua maturità.

 

Le ultime 2 tavole di “Un mare antico”

Alcune curiosità:
– il Maestro ha il volto di Luigi Vannucchi, famoso attore interprete di “A come Andromeda”, storica miniserie televisiva italiana di fantascienza
– la gatta Nardy è ispirata a Nardina, la gatta siamese dello stesso Milani
– Di Gennaro si è sempre considerato un po’ lento nel disegnare il fumetto e comunque in quel periodo era molto impegnato in altre illustrazioni e per una storia di questa serie fu aiutato da un altro disegnatore, un grande esponente del fumetto italiano. C’è chi ha intravisto in una vignetta o in un’altra il tratto di Toppi, Pratt o Tacconi, tutti grandi disegnatori che hanno condiviso il tavolo da disegno con lui, ma al riguardo aleggia ancora il mistero. Quello che è sicuro – per stessa ammissione del disegnatore – è che un episodio sia stato disegnato a matita da Ivo Milazzo e poi ripassato a china dallo stesso Di Gennaro.

“L’uomo di Winderling”, una delle 2 storie disegnate da Giancarlo Alessandrini

Chi legge oggi “Il Maestro” può solo rimanere stupito della sua forza suggestiva a distanza di 40-50 anni, merito sia dei testi che dei disegni. Riscoprirlo ora non solo dà un grande piacere nella lettura ma rende consapevole il lettore di come questo titolo sia stato così importante per la storia del fumetto italiano e ne abbia fatto da tassello fondamentale.

“Una sera, un coltello, un amico”, l’ultima storia pubblicata del Maestro, disegnata quasi sicuramente da Mario Cubbino

Le avventure e i personaggi hanno un taglio decisamente maturo, soprattutto pensando che era destinato ad un pubblico di ragazzi degli anni ’70. La maturità della scrittura e il protagonista adulto possono evocare, per certi versi, il “Commissario Spada” di Gonano e De Luca. Le storie, poi, mescolano vari temi dell’avventura a largo spettro in maniera concisa e mai banale.
Veramente una bella scoperta, consigliatissima a tutti

Pierfilippo Dionisio

Carismatico leader di un mondo uranio contrapposto a quello ctonio, si ritiene esperto di tanatosi

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