Fortebraccio: a piccoli passi nella Storia

E’ con estrema sorpresa che sugli scaffali di fumetterie e librerie specializzate è comparso il volume di Fortebraccio (2020, Editore Effigie, Collana Visioni, 96 pagine a colori, brossurato, €19,00). Si tratta della ristampa integrale dell’opera di Mino Milani ai testi e Aldo Di Gennaro ai disegni.

Questo titolo è ingiustamente dimenticato e assente da troppo tempo sul mercato. Chi per motivi anagrafici non l’aveva letta a suo tempo – ricordiamo che venne pubblicata in origine a puntate sul Corriere dei Piccoli nel 1966 per circa 2 anni – può rimanere incuriosito già solo per i due grandi nomi che l’hanno partorita: proprio quel Mino Milani e Aldo Di Gennaro che tanto hanno contribuito al fumetto italiano (per inciso, entrambi sono ancora in vita nel 2021 di chi scrive e, sebbene Milani non si dedichi più alle sceneggiature di fumetti prediligendo saggi e romanzi, Di Gennaro ancora prosegue la sua attività di illustratore).
Chi invece l’aveva letta già allora, ha l’occasione e il piacere di recuperare un pezzo del proprio passato.

Fortebraccio Corsini

Chi è Fortebraccio e di cosa parla? Fortebraccio Corsini è un giovane e nobile avventuriero italiano appassionato e studioso di alchimia. Lo troviamo nella primavera del 1696 durante il suo viaggio alla volta dell’Ungheria con lo scopo di acquisire una ricca biblioteca che può arricchire la sua brama di conoscenze, biblioteca che ha già comprato dal conte Laszlo Ferencz, di recente deceduto, e che si porta “in dote” la figlia, la contessa Agnese di Ferencz che Fortebraccio ha sposato in procura e mai incontrato.
Cosa riserverà l’incontro con la Contessa? Fortebraccio non se ne cura, pensando di trovarsi di fronte ad un’attempata e forse brutta donna. Naturalmente l’incontro riserverà molto altro…

Questo è solo l’incipit del volume che catapulterà il protagonista in un’ardua avventura a cavallo – anche letteralmente – tra l’amore e l’onore nel bel mezzo della guerra tra le armate dell’imperatore d’Austria al comando del principe Eugenio Di Savoia da una parte e i Turchi che occupano da anni il suolo ungherese dall’altra. A fianco di Fortebraccio faremo la conoscenza anche di altri personaggi carichi di energia e fascino, uno tra tutti il memorabile Kara il Nero, a condimento di una memorabile impresa con lo sfondo una pagina reale di storia che raramente è stata trattata da autori del genere.

L’arrivo al castello di Ferencz

Classica, decisamente classica questa avvincente storia che può essere inserita solo banalmente nel filone di cappa e spada alla “Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro ” di Alexandre Dumas ma può intendersi come Avventura – con la A maiuscola – di più ampio respiro che mescola storia – anzi la Storia – e un pizzico di mistero.
Fortebraccio è Avventura Storica sceneggiata da un autore, Mino Milani, che firmava Pagine fondamentali del fumetto italiano come “lo Storico” ed era autore di una rubrica dal titolo “Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani” e le affidava alla forza e decisione da Aldo Di Gennaro, altro autore che ha illustrato le Pagine del fumetto italiano (la ripetizione, come il maiuscolo, è d’obbligo).

Fortebraccio ottiene l’agognata biblioteca del conte Laszlo Ferencz

Milani è uno scrittore, anzi un Narratore come piace definirsi, che ha all’arco centinaia di titoli: storie a fumetti, racconti illustrati, racconti, romanzi, saggi …
Una cosa accomuna tutti: il genere avventuroso.
Avventure formative quando ha a che fare con il pubblico di ragazzi – ricordiamo solo a titolo esemplificativo Tommy River o Efrem soldato di ventura, due tra i suoi titoli più famosi – ed eroi votati all’avventura quando tratta di personaggi storici come Garibaldi, in analisi critiche tra le più importanti scritte in Italia. Ambientazioni storiche, western e attuali fino alle futuribili fantascientifiche ma sempre Avventure.

E per far capire il suo apporto e il suo valore a questo genere, non possiamo che riportare le parole di Gianni Rodari:

“Mi sento domandare abbastanza spesso: – Perché non c’è più un Salgari? – Perché non c’è più un Verne? Perché non ci sono più grandi scrittori d’avventure? Invece di rispondere, domando a mia volta: – Conoscete Mino Milani? Avete letto almeno uno dei suoi libri?”

Nel campo del fumetto, Mino Milani ha prodotto talmente tanto che per non inflazionare le riviste dove ha collaborato (Corriere dei Piccoli, dei Ragazzi, CorrierBoy, il Giornalino, il Messaggero dei Ragazzi…) ha firmato i suoi capolavori con tanti pseudonimi: Piero Selva, Stelio Martelli, Eugenio Ventura, Mungo Graham Alcesti, Trentuno Maggio, Billy Dannig, Peter Dan…

A sua volta la lista dei disegnatori con cui ha collaborato riporta i nomi degli autori tra i più famosi del periodo o che lo sarebbero diventati: Grazia Nidasio (ricordiamo il loro Dottor Oss), Hugo Pratt (L’Isola del Tesoro, il Ragazzo rapito, Sandokan, Fanfulla), Milo Manara (la sua Elena di Troia nella serie “La parola alla giuria” è forse la prima bellezza femminile tipica del tratto di questo disegnatore), Mario Uggeri, Dino Battaglia, Sergio Toppi, Attilio Micheluzzi, Giancarlo Alessandrini, Alberto Breccia e molti altri.

Gli Ussari alati contro i Turchi

Aldo Di Gennaro è un disegnatore troppo spesso dimenticato o almeno mai troppo ricordato, forse a causa della sua modestia. Pur preferendo l’illustrazione realistica alle tavole dei fumetti, ha realizzato qualcosa in Fortebraccio che è carico di forza. Forse oggigiorno questo disegno risente un po’ degli anni e dello stile utilizzato in quegli anni ’60 ma si adatta perfettamente alla storia ed è efficace alle vicende narrate con una punta di originalità. Circa dieci anni dopo, la matita di Di Gennaro darà vita ad un altro capolavoro della coppia: il Maestro.

Può ritenersi Fortebraccio un romanzo grafico (graphic novel) storico? Qualcuno direbbe di no perché veniva pubblicato a puntate in rivista ma effettivamente lo è perché il lavoro di scrittura attento e preciso di Mino Milani è tale che questa stessa storia poteva essere narrata in forma di romanzo, anziché di fumetto, come lo stesso autore ritiene tutt’oggi.

Andrea Sani, noto saggista, nel suo articolo in coda al volume accosta Fortebraccio “al magnifico Wheeling di Hugo Pratt, insieme al quale rappresenta (..) il vero apice della narrativa italiana a fumetti di tipo storico-avventuroso”. E ancora, non si può che essere d’accordo quando paragona il personaggio di Kara il nero al personaggio realmente vissuto di Rasputin e anche al Rasputin e al Monaco di una “Ballata del mare salato”, prima storia di quel Corto Maltese di Hugo Pratt, che verrà solo qualche anno dopo nel 1967.

Kara il Nero

L’unica pecca da far presente è il formato dell’albo che è ridotto rispetto all’originale, impedendo di apprezzare appieno il segno grafico e talvolta rendendo difficile la lettura dei testi o delle didascalie.

Alcune tavole in tonalità di grigio

Per il resto, consigliatissimo a chi vuole (ri)scoprire i classici del fumetto italiano

Pierfilippo Dionisio

Carismatico leader di un mondo uranio contrapposto a quello ctonio, si ritiene esperto di tanatosi

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