BD mon amour: Luc Orient

1981: giusto quarant’anni fa, nel numero 20 della VII annata di Lanciostory, fa il suo esordio Luc Orient, protagonista di una BD di fantascienza nel senso più “classico” del termine: alieni provenienti da pianeti lontani, esperimenti genetici su neonati, scienziati pazzi che ricreano animali preistorici (ben prima di Jurassic Park), viaggi nel tempo…
I testi sono del collaudatissimo Greg (pseudonimo di Michel Regnier, autore di Achille Talon, Comanche, Bernard Prince e decine di altre BD), affiancato ai disegni da Eddy Paape il cui tratto evolve di episodio in episodio fino a raggiungere la completa maturità alla fine degli anni ’70.

Luc Orient nasce nel 1967 sulle pagine della rivista Tintin, in episodi poi serializzati nel classico formato cartonato francese (48 pagine a colori).
I 14 albi usciti in Francia tra il 1969 e il 1981 (e già pubblicati in Italia – parzialmente – dal Corriere dei Piccoli e dal Corriere dei Ragazzi) vengono proposti da Lanciostory in poco più di un anno, con ciascun episodio suddiviso in tre albi settimanali consecutivi – secondo la consuetudine in voga all’epoca e di cui ho già parlato in un precedente articolo.
Non vengono però pubblicati in seguito i nuovi albi usciti in Francia: due tra il 1984 il 1985, una miscellanea di episodi brevi nel 1990 e l’albo finale Rendez-vous à 20 heures en enfer… che nel 1994 suggella definitivamente la serie, edita da Lombard e ristampata dalla stessa casa editrice in una meritoria collana integrale di 5 volumi nel 2008. I lettori italiani riusciranno poi a leggere tutta la serie grazie alla Gazzetta dello Sport, nel 2016, negli albi da 34 a 42 della Collana Avventura venduta in allegato con il giornale.

Fantascienza classica, dicevamo, come classico è il trio di protagonisti. L’atletico Luc, presentato all’inizio come un tipo abbastanza sbruffone, si cala poi alla perfezione nella parte dell’eroe indomito di fronte a pericoli sempre più sorprendenti. È affiancato dalla bella Lora, che a sua volta acquisisce personalità nel corso degli episodi (a un certo punto, la coppia sembra ricalcare la sorte dei “colleghi” Valérian e Laureline). Le spiegazioni pseudo-scientifiche sono affidate al professor Kala, il cervello del gruppo, al cui confronto il pur logorroico Martin Mystère fa quasi la figura del principiante.

Nel primo ciclo di storie, che si dipana su cinque albi e in cui si scopre che sul pianeta Terra sono sbarcati da secoli i Teranghiani, i nostri eroi affrontano il malvagio scienziato Argos, grande avversario di Kala, poi sconfitto (ma non definitivamente, come si scoprirà nell’ultimo episodio pubblicato a suo tempo da Lanciostory) quando l’azione si sposta sul pianeta Terango.
L’episodio più riuscito è però – a mio sindacabilissimo parere, ovviamente – il settimo della serie, Il cratere dei sortilegi: quella che sembra un’invasione della Terra da parte di alieni invisibili si vena di sfumature giallo-noir, compreso un caso di “delitto in camera chiusa”, fino alla sua geniale conclusione (l’avventura appare nei numeri da 1 a 3 dell’VIII annata di Lanciostory, nel 1982).

Fantascienza classica… e anche datata? Beh, certo, a quarant’anni di distanza (anzi, a più di cinquanta dal suo esordio), alcune ingenuità e forzature verrebbero demonizzate dai lettori odierni, ma il profumo – nostalgico – dell’Avventura pura e semplice si sprigiona ancora dalle pagine di Greg e Paape.

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Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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