Marvel Integrale: gli X-Men di Claremont

Tra tutte le collane che recuperano le storie dei supereroi Marvel che appaiono periodicamente in edicola e in libreria, in vari formati, allegate ai quotidiani o in volumi cartonati extralusso, non va trascurata la serie degli Integrali, versioni in formato bonelliano che da due anni la Panini comics dedica ai suoi personaggi più iconici.
L’integralità promessa dal titolo della collana è legata alla riproposizione di cicli di storie legati a determinati autori, così vediamo apparire il rivoluzionario Devil di Frank Miller, con cicli mitici come l’arrivo di Elektra e Rinascita, che lascia spazio allo Spiderman disegnato da Todd Mcfarlane con l’apparizione del suo arcinemico Venom e nei numeri attuali quelli sceneggiati da J.M. De Matteis, a partire  dall’Ultima Caccia di Kraven.

Gli incredibili X-Men, tavola di Dave Cockrum

Il pezzo forte della collana, o forse quello più ambizioso, è la proposta della lunghissima gestione degli X-Men da parte di Christ Claremont, durata ben 17 anni, un ciclo leggendario che portò una serie che ormai da anni proponeva soltanto ristampe alle vette di tutte le classifiche di vendita.

La serie creata da Stan Lee e Jack Kirby nel 1963 racconta le avventure di un gruppo di teen-ager con incredibili poteri mutanti innati, addestrati dal telepate Charles Xavier.
Per anni la testata vivacchiò, anche a causa del continuo cambio di autori, tanto che per tre anni e mezzo, agli inizi degli anni ’70, la collana proseguì soltanto con la riproposizione di vecchie avventure, fino al 1975 quando la casa editrice decise di puntare nuovamente sul titolo proponendo però un gruppo radicalmente cambiato, con l’introduzione di comprimari da altre testate e la creazione di nuovi personaggi ad opera del duo artistico Len Wein e Dave Cockrum, nella storica seconda genesi contenuta nell’albo speciale Giant-Size X-Men n.1.

Quasi subito la testata venne affidata al giovane scrittore inglese Chris Claremont quasi debuttante che, ben presto affiancato al disegnatore canadese John Byrne, portò in poco tempo l’albo a scalare tutte  le classifiche di vendita, diventando il fumetto numero uno negli Stati Uniti, permettendo in poco tempo la nascita di spin off, graphic novel e miniserie varie.

Gli X-Men nello spazio, tavola di Paul Smith

Claremont, ben assistito da Byrne anche nel ruolo di cosceneggiatore, ripropone vecchi personaggi e vecchi avversari, con uno stile di narrazione particolarmente scorrevole ed efficace, riuscendo in poche pagine a immergere il lettore nella vicenda raccontata e a farlo innamorare dei personaggi, alle loro vicende e ai loro destini, alternando il focus delle vicende sul gruppo nel complesso o su alcuni personaggi specifici.
Claremont sviluppa l’eredità di Lee e Kirby approfondendo alcune tematiche già presenti nella prima serie, come il timore prima e poi l’odio che l’umanità prova verso la diversità rappresentata dai mutanti, buoni o cattivi che siano, e la responsabilità che detenere questi poteri per diritto di nascita comporta, in pieno Marvel style.

Alcune vicende presenti nella collana sono entrate nella storia dei comics, dalla graphic novel Dio ama, l’uomo uccide alla Saga di Fenice Nera, a Giorni di un futuro passato, con personaggi come Wolverine e Tempesta diventati iconici, grazie anche alle trasposizioni cinematografiche e altri molto sfaccettati, primo fra tutti l’antagonista principale di Charles Xavier, che si contrappone a lui anche ideologicamente, Magneto, che da cattivo a tutto tondo, diventa un personaggio esemplare nella sua ambivalenza.

Magneto e il Professor X, tavola di Brent Anderson

Premettendo che il formato bonelliano non potrà mai essere l’ideale per la lettura dei fumetti americani, realizzati per un formato più grande, una ristampa di questo tipo consente l’acquisto di materiale di pregio a tutte le tasche. In più permette  di avvicinarsi ad un periodo dei comics particolarmente florido a livello artistico in maniera cronologica e appunto integrale, non limitandosi a riproporre le consuete ristampe dei cicli più famosi, ma riservando il giusto spazio anche al materiale meno conosciuto come gli annual, le miniserie e perfino a numeri quasi inediti, consentendo a tutti i lettori di immergersi nella magia marvel e diventare dei true believers.

 

Massimo Cappelli

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