Engels Zimmer: le stanze degli angeli

C’è un gatto che viaggia sul treno delle linea Kodama, e che scende alla fermata di Suginomiya. Non è un gatto come tutti gli altri. Seiji Amasawa, uno studente delle scuole inferiori, che desidera diventare un maestro liutaio ritiene che Moon (questo il nome con cui si rivolge al gatto) sia un po’ stregato. Moon ha però molti nomi, perché è un gatto vagabondo che cammina su e giù per diverse città, facendosi amici molte anime solitarie che lo accudiscono e gli danno da mangiare. Alcuni lo chiamano Mestolo, altri lo chiamano Muta, mentre l’allegra Shizuko Tsukishima, vorace lettrice di romanzi e inguaribile sognatrice, lo chiama Micione. In effetti Shizuko, un giorno seguendo Micione, arriva fin sulla Collina di Tensu, dove non era mai stata, ma che è proprio sopra la biblioteca pubblica dove prende in prestito i libri e in cui il padre lavora come bibliotecario. Su quella collina seguendo Micione fin dentro un negozio, scopre le meraviglie di un antiquario di nome Shiro Nishi, a cui la ragazzina si rivolge per rispetto per la sua età, chiamandolo nonno. Si scoprirà che il signor Nishi ha un nipote di nome Seiji, lo stesso Seiji che Shizuko stava cercando da tanto tempo e sulla cui identità fantasticava, perché tutti i libri che lei aveva preso in prestito, leggendo la scheda dei precedenti lettori, aveva scoperto che lui li aveva sempre letti prima di lei. Questa combinazione affascina e incuriosisce la ragazzina, soprattutto ora che la biblioteca, per adattarsi ai tempi, introdurrà un nuovo sistema elettronico di schedatura dei prestiti, con codice a barre, in modo da preservare la privacy delle persone che prima scrivevano i loro nomi rendendoli noti a tutti coloro che avrebbero preso in prestito il libro in seguito.
La lettura dei libri e un sistema di archiviazione divenuto obsoleto, unisce le vite di Shizuko e Seiji
Questa innovazione, atta a proteggere la riservatezza delle persone, in qualche modo turba la ragazzina, che in qualche modo vede nella lista dei nomi delle persone che hanno letto il libro prima di lei, il simbolo di un legame: una sorta di affinità famigliare per aver amato e goduto della lettura dello stesso testo. Questa sua affezione verso una routine che ora andrà a scomparire, questa sorta di amore per un qualcosa di tradizionale che verrà annullato per ragioni razionali e tecnologiche, le consentirà di trovare l’amore della sua vita, perché proprio grazie al fatto che lei diventa una delle ultime persone ad aver usato quella scheda dei nomi, quel Seiji Amasawa su cui ha tanto fantasticato è proprio il ragazzo che ha potuto ritrovare seguendo (come nella trama di un romanzo) il gatto Micione fino al negozio di antiquariato. La vicenda nella sua interezza, parla infatti di come tutti siano molto soli e innamorati di qualcuno da cui non sono ricambiati e che a loro volta sono innamorati di altri ancora come in una sorta di catena di infelicità. Un ragazzo di cui non viene fatto il nome è innamorato di Harada, la migliore amica di Shizuko, ma Harada è già innamorata del giovane giocatore di baseball Sugimura.
Shizuko scopre per la prima volta dei sentimenti di Sugimura per lei
Ma quest’ultimo da sempre era segretamente innamorato di Shizuko che venuto a saperlo capisce di essere stata più ingenua di come considerava lui, che non si accorgeva dell’interesse che Harada aveva per lui. Questi amori che non vengono ricambiati, fanno il paio con le storie che vengono raccontate dal nonno Nishi, quando mostra a Shizuko i suoi tesori celati nel negozio. Come per esempio un orologio (su cui è riportata la scritta Porco Rosso, altra opera di Hayao Miyazaki, di alcuni anni prima), con personaggi in movimento mossi dagli ingranaggi dell’orologio, in cui alla mezzanotte precisa, una pecora si trasforma in Principessa delle Fate e dietro il numero romano VIII compare il volto sognante del Re dei Nani, che è rivolto verso la sua amata Principessa, che purtroppo può vedere nella sua forma originale solo allo scoccare della mezzanotte, per poi vederla tornare una pecorella a causa di un incantesimo, in qualunque altra ora del giorno.
la Principessa delle Fate…
Un altro amore impossibile è quello del Barone Humbert-von Sickingen. Si tratta di una statuetta di un gatto, che Shizuko è convinta possa essere una delle incarnazioni magiche del suo amico Micione. E proprio lui diverrà il protagonista del primo romanzo che la ragazzina ha deciso di scrivere per mettersi alla prova con una sfida intellettuale che mira a scoprire la proprio vocazione professionale da seguire per il resto della sua vita.
…e il Re dei Nani, una storia simile a quella del Soldatino di Stagno di Andersen.
Questa sfida la compie per sé, ma anche per meritarsi Seiji, che ai suoi occhi appare come una persona molto matura che ha già scelto la propria strada per esaudire il proprio sogno di diventare liutaio. E questo sogno lui lo vuole concretizzare andando per un anno a studiare a Cremona in Italia, dove c’è una famosa scuola per maestri liutai. Shizuko, mettendo a repentaglio la proprio preparazione scolastica durante il secondo semestre del suo anno di studi, si getterà a capofitto nel romanzo, un po’ anche per non soffrire per il distacco da Seiji partito per l’Italia. Molto matura la decisione dei genitori, che pur essendosi accorti dall’andamento scolastico negativo della figlia, che c’è qualcosa che non va, decidono di non forzare la ragazza a rivelare il segreto di quello che sta facendo, scegliendo di darle l’opportunità di portare a termine le sue intenzioni, quindi conferendole piena fiducia anche se soffrendo per il fatto di essere tenuti all’oscuro di ciò che ribolle nel cuore della ragazzina. In qualche modo Shizuko scriverà una storia che a propria insaputa rispecchia la triste vicenda sentimentale del nonno Nishi Shiro e che riguarda proprio la statuetta del Barone. Il nonno, prima della Grande Guerra si era innamorato di una giovane, ma con la guerra dovettero separarsi. Ognuno dei due tenne con sé una statuetta. Il Signor Nishi custodì la statuetta del Barone, mentre la sua amata, la statuetta di una dama anch’essa con le fattezze da gatto come il Barone. Il giorno in cui si sarebbero rivisti dopo la guerra, le due statuette si sarebbero riunite e così loro due. Ma purtroppo così non è stato e l’anziano antiquario ha vissuto tutta la vita attendendo il ritorno di quel suo grande amore.
Il Barone di Humbert-von Sickingen e la sua amata.
Gli occhi della statuetta sono realizzati con dei globi vetrosi che esposti alla luce del sole mostrano dei scintillii molto piacevoli. Tali scintillii sono un effetto non voluto del processo di lavorazione: sono infatti dei graffi effettuati sulla superficie posteriore dei globi oculari delle bambole, che si imprimono sul retro dei globi durante la cucitura della stoffa per foderare la bambola stessa. Tale effetto con riflessi luminosi è chiamato in gergo Engels Zimmer, perché i globi oculari della bambola brillano come se fossero dotati di vita propria: le stanze degli angeli appunto. Sarà proprio il nonno Nishi il primo lettore del romanzo di Shizuko e lui saprà dare alla ragazzina dei buoni consigli, che la giovane seguirà perché ha compreso che se non termina gli studi non potrà mai avere gli strumenti per svolgere la professione di scrittrice che si è prefissata di fare per tutta la sua vita. Gli occhi del gatto hanno quindi viaggiato sulla città in volo, grazie alla fantasia di Shizuko e permettendo a due anime solitarie di incontrarsi e giurarsi amore per sempre: Seiji, tornato da Cremona, ha uno sguardo più maturo e disincantato. Ha scoperto che pur bella, Cremona non poteva colmare tutto ciò che sognava per il proprio futuro. Ora sa in modo ancora più vigoroso che senza Shizuko quel futuro non ha alcun valore. Il sole tramonta all’orizzonte e si preannuncia per lui e Shizuko, come qualcosa di eterno e non oscurato dalle nubi, come l’amore impossibile del Principe dei Nani.
Shizuko canta la sua versione in giapponese di Country Road musicata dal violinista/liutaio Seiji, dal nonno Nishi Shiro al basso e da due amici del nonno

I sospiri del mio cuore (耳をすませば Mimi o sumaseba, letteralmente “Se tendi l’orecchio“), conosciuto anche con il titolo internazionale Whisper of the Heart, è un film d’animazione giapponese dello Studio Ghibli del 1995, diretto da Yoshifumi Kondō e scritto da Hayao Miyazaki, che si è ispirato al manga Sussurri del cuore di Aoi Hiiragi.

L’edizione italiana del film è stata presentata dalla Lucky Red a Lucca Comics and Games il 31 ottobre 2011. Il tema musicale principale è la famosa canzone di John Denver Take Me Home, Country Roads, ricantata però in giapponese e con un testo che presenta alcune differenze di significato rispetto all’originale. Nella vicenda narrata  nell’Anime, sarà proprio Shizuko la traduttrice del testo dall’inglese al giapponese, e di cui lei ha steso anche una versione più discostata dall’originale, che ha intitolato “Concrete Road“, che rispecchia quella ricerca di concretezza per la strada che vuole percorrere nella resto della sua vita futura.

Harada e Shizuko si confidano i sospiri dei propri cuori nell’intimità della cameretta

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

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