Giardino (Gruppo Editoriale L’Espresso)

Come accennavo nell’articolo precedente di questa rubrica, nel 2006 i collaterali del Gruppo Editoriale L’Espresso si esauriscono nell’arco di poche uscite: non appena terminata la collana dedicata a Corto Maltese (la cui pubblicazione si sovrappone parzialmente all’Enciclopedia delle strisce), appaiono in edicola quattro volumi dedicati ad Andrea Pazienza, seguiti a ruota da quattro volumi dedicati a Vittorio Giardino.

Questo filone, diciamo così, “d’autore” si sovrappone a sua volta parzialmente al fumetto più popolare, cioè alle uscite pubblicate con la dicitura I grandi personaggi: cinque albi sono dedicati ad Alan Ford, mentre i cinque successivi sono dedicati a Diabolik, prima di una pausa di qualche mese senza altre iniziative a fumetti.

Per quanto riguarda la collana dedicata a Vittorio Giardino, è necessario sgombrare subito il campo da un equivoco che, all’epoca, trasse in inganno alcuni acquirenti: pur trattandosi di un prodotto curato e con interessanti supporti redazionali, non è costituito – come molti speravano – da un’integrale delle sue opere bensì da alcune ristampe parziali, come d’altronde indicato chiaramente fin dalla presentazione del piano editoriale. Ma vediamo i quattro albi più da vicino.

Il primo volume è dedicato a Max Fridman, “la spia che fuma la pipa” nonché “umanissimo artigiano dell’intrigo” (come viene definito nell’editoriale da Oscar Cosulich, che cura con grande maestria le introduzioni a tutti e quattro i volumi): vengono proposte le prime due avventure di questo peculiare personaggio, ambientate in Europa tra le due guerre mondiali, cioè Rapsodia ungherese e La porta d’Oriente.

Il secondo volume contiene invece sei avventure di Sam Pezzo, detective che opera in una Bologna contemporanea “intrisa di altre realtà urbane“. È interessante notare che le storie sono state scelte da Giardino stesso, il quale ha volutamente escluso le prime tre apparizioni di questo personaggio perché, parole testuali, “non erano disegnate abbastanza bene“: affermazione piuttosto sorprendente di fronte al segno sempre meticoloso ed elegantemente impeccabile di questo immenso rappresentante della “linea chiara”, ma tant’è…

Dopo un volume dedicato alle storie brevi, di cui parlerò in seguito, il quarto e conclusivo volume ospita le prime due avventure di Jonas Fink, ambientate nella Praga stalinista tra la fine degli anni ’50 e la fine degli anni ’60. Questo volume presenta inoltre un interessante articolo dello stesso autore (accanto alla consueta introduzione di Cosulich e agli interventi di Mike Rabba e Pablo Echaurren), che spiega le origini della storia di Jonas e del suo romanzo di formazione.

Il terzo volume, intitolato Viaggi e miraggi, merita una descrizione a parte: in esso sono infatti incluse praticamente tutte le storie brevi prodotte – all’epoca – dal disegnatore bolognese, apparse in tre precedenti antologie (Vacanze fatali, Viaggi inquieti e Viaggi di sogno), con la curiosa eccezione di un’unica storia, La giacca stregata, adattamento di un racconto di Dino Buzzati. Dodici storie brevi o addirittura brevissime – Quel brivido sottile è costituita da sole tre tavole – in cui, secondo il mio personale parere, Giardino dà il meglio di sé, illustrando personaggi femminili pervasi da un sottile erotismo in situazioni talvolta oniriche, non disdegnando quasi mai il finale a sorpresa. Il volume è inoltre impreziosito da un intervento di Francesco Guccini, conterraneo di Giardino.

Tirando le somme, una collana interessante e curata, anche se di limitato interesse – come dicevo all’inizio – per chi mirasse all’opera omnia di Giardino. Peccato che non sia stato riservato un po’ di spazio a Little Ego

Vittorio Giardino con il nostro indimenticabile Fabrizio, in occasione di un’intervista che non è mai stata pubblicata su uBC perché diventò un’amabile chiacchierata tra appassionati

GIARDINO
Gruppo Editoriale L’Espresso in collaborazione con Panini Comics
4 uscite settimanali
14 aprile 2006 – 5 maggio 2006

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Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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