Manara – Le opere (Sole 24 Ore)

Tra i giornali che sono scesi in campo nel settore dei collaterali a fumetti non poteva mancare Il Sole 24 Ore, d’altronde non nuovo a iniziative del genere. Ma se negli anni ’90, come già accennato nell’articolo sui “precursori” allegati gratuitamente, il fumetto scelto era per così dire in tema (L’economia di Zio Paperone), nel 2006 l’ambito cambia completamente: grazie alla collaborazione con la casa editrice Panini Comics, il più prestigioso quotidiano economico nazionale pubblica Le opere di Milo Manara, in 21 albi cartonati di grande formato – 22,5 x 29 cm – con elegante sovracopertina.
Nel piano originale, a dire il vero, la collana doveva concludersi con il 17° volume, intitolato Quarantasei, contenente la storia dedicata al campione di motociclismo Valentino Rossi nonché numerosi schizzi e illustrazioni. Vengono invece aggiunti in corso d’opera altri quattro volumi, dedicati soprattutto alle opere giovanili di Manara, tra cui il pocket erotico Jolanda de Almaviva e alcune storie realizzate per il Corriere dei ragazzi, con Mino Milani ai testi.

La collana inizia con il botto: il primo volume è infatti dedicato alle due collaborazioni tra Manara e Federico Fellini, impreziosite dagli storyboard del regista e dagli schizzi preparatori del disegnatore, mentre il secondo volume contiene un’altra celebre collaborazione, con Hugo Pratt ai testi di Tutto ricominciò con un’estate indiana. Le presentazioni sono affidate al giornalista Vincenzo Mollica, mentre il responsabile dell’approfondita parte redazionale – completata da informazioni e schede critiche sugli autori – è il curatore della collana Sergio Rossi.

Dal terzo volume iniziano le storie del personaggio più famoso di Manara, Giuseppe Bergman, accompagnate da vari portfolio in cui l’estro del disegnatore si dispiega senza una trama da dover seguire (per quanto “trama da seguire”, in molte delle storie di Manara, sia un concetto quanto mai labile…). È curioso notare che solo dal sesto volume inizia ad apparire, in quarta di copertina, l’avvertenza “Lettura consigliata a un pubblico adulto”: senza volermi addentrare in valutazioni personali sul comune senso del pudore, le tematiche, i disegni e i dialoghi dell’Estate indiana erano già abbondantemente disinibiti ed espliciti… L’unica “censura” attuata nella collana, comunque, appare nel 10° volume: tre tavole de Il gioco 1 vengono sostituite da alcune illustrazioni di Manara e da una didascalia in cui l’editore spiega che, d’accordo con l’autore, ha scelto di non pubblicare quelle tre pagine – a suo tempo oggetto di alcune polemiche – per non urtare la sensibilità di alcuni lettori.

Il volume che ho preferito? Senz’altro il 9°, in quanto mi ha permesso di rileggere – oltre a L’uomo delle nevi su testi di Alfredo Castelli (originariamente pubblicato nella prestigiosa collana bonelliana Un uomo un’avventura) – una delle storie di Manara che preferisco, L’uomo di carta, datata 1981 ma da me conosciuta nella versione apparsa sulle pagine di Skorpio pubblicata a puntate nel 1988, nei numeri da 33 a 35 della XII annata. È stata l’occasione giusta per ripercorrere le avventure e le disavventure dei grotteschi personaggi che ruotano intorno a Chiappe al Vento… pardon, a Coniglia Bianca, anche se la storia termina amaramente.
Come afferma Mollica nell’introduzione, “L’uomo di carta è una delle più belle favole scritte e disegnate da Milo Manara. Avventura e romanticismo sono gli ingredienti di questa storia, che racconta principalmente l’amore, e come si sa le storie d’amore sono le più belle da vivere e le più difficili da raccontare“. E – secondo me – qui Manara ci riesce benissimo, evitando certi eccessi “vietati ai minori” presenti in gran parte della sua produzione.

MANARA – LE OPERE
Sole 24 Ore in collaborazione con Panini Comics
21 uscite settimanali
12 ottobre 2006 – 1° marzo 2007

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Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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