Dragonero: di ritorni e di nuovi arrivi

Copertina di Gianluca Pagliarani

Con il numero 19 dello scorso maggio, Il Demone Fuggiasco, ritorna su Dragonero Giuseppe Matteoni, il creatore grafico della serie, realizzatore del primo storico romanzo a fumetti del 2007, che dopo aver realizzato i primi 4 numeri della serie regolare, era apparso solo un’altra volta come autore completo dei disegni nell’ormai lontano 2016. Le sue apparizioni successive, come il n.6 della nuova serie Il Ribelle nel 2020 fu realizzato insieme a Giuseppe De Luca e Gianluca Pagliarani, che lo ha sostituito come titolare delle copertine della serie con il cambio di numerazione della prima serie fantasy della Sergio Bonelli editore.

Il disegnatore romano grazie sicuramente anche all’ottima storia scritta da Stefano Vietti, realizza una prova superba, facendo ben sperare per il proseguimento della serie, che da quando ha cambiato titolo ed è ripartita dal n.1, con Dragonero il Ribelle, non ha sempre presentato delle storie brillanti, provocando qualche mugugno da parte dei lettori a causa principalmente del lento trascinarsi della trama orizzontale dedicata alla ribellione, in attesa dello scontro finale contro il diabolico Leario.

Premonizione, pag.19

Oltre ad una certa stasi narrativa, come già scritto in precedenti articoli, un altro aspetto non particolarmente apprezzato è la presenza nella maggior parte dei numeri realizzati nella nuova serie di differenti disegnatori, nei 20 numeri usciti fino ad ora solo 6 sono stati disegnati da un’unica mano.  Probabilmente la scelta di suddividere il lavoro tra più disegnatori permette di garantire un maggiore rispetto delle scadenze e di portare avanti la continuity, accorgimenti necessari e probabilmente indispensabili per gestire una serie mensile con albi di 94 tavole. In questo modo però sembra sempre di avere degli albi imperfetti e non a caso i due numeri migliori degli ultimi tempi sono appunto il n.13, Le Figlie di Karnon, realizzato dal debuttante Lorenzo Nuti e questo numero dello scorso maggio realizzato da Matteoni.

Sono passati 14 anni dal debutto editoriale di Dragonero e lo stile di Matteoni è mutato,  e ci appare adesso più sintetico e meno elegante, senza che però ne abbia avuto a detrimento potenza espressiva e soprattutto efficacia narrativa. Il maestro romano ci sembra assolutamente a suo agio con tutti personaggi e le ambientazioni che ha contribuito a creare.

L’eccezionalità di questo albo realizzato insieme allo sceneggiatore Stefano Vietti sta anche nel debutto di un personaggio inaspettato, Daron, un Abominio, una delle entità malefiche delle profondità della terra, che in passato hanno cercato di invadere il Varliendar, e che sicuramente in un prossimo futuro metteranno a dura prova l’esistenza del mondo di Dragonero. Imprigionato sulla terra Daron decide di compiere una scelta inaspettata, continuando ad uccidere per la propria sopravvivenza esclusivamente persone che se lo meritano e stringendo in quest’occasione un’insolita alleanza con Ian, insolita ma estremamente efficace.

L’alleanza, pag. 90

Il presupposto narrativo della storia, con la consueta missione di Ian per conto dalla Ribellione, questa volta senza Gmor al suo fianco, non è particolarmente incisivo, attaccare un presidio delle forze imperiali che hanno occupato un villaggio isolato, in posizione strategica, anche se non è specificato per quale motivo, abitato da una ventina di famiglie che, nascoste, inviano una bambina a prendere contatto con i Ribelli. Più interessante l’indagine di Ian tra monasteri e cantastorie alla ricerca di un essere misterioso che sembra accanirsi contro chi commette qualche crimine di sangue. I comprimari sono bene delineati, a partire dal luresindo Alben, tra lui e Ian i rapporti non sono mai facili, si ha sempre l’impressione che persegua fini non rivelati. A occupare la scena è ovviamente Daron, abominio imprigionato sulla terra, dall’origine per ora ancora misteriosa, che aiuta Ian ad affrontare un demone già visto nello speciale n.5, La Muraglia dei Troll, e che alla conclusione dell’albo rivela che elimina il male per guadagnare il diritto di vivere in un mondo che gli piace così tanto. Un personaggio affascinante, che sicuramente ritornerà nelle storie future, anche considerando l’accuratezza con cui vengono gestiti i vari personaggi della serie, quando presumibilmente Dragonero e i suoi alleati dovranno fare i conti con gli abomini e i loro tentativi di invasione.  Tanto più che ormai manca poco all’uscita del n.100, considerando la numerazione comprensiva di tutte e due le serie, e sicuramente per quell’occasione Enoch e Vietti hanno già preparato qualche sorpresa per tutti i lettori.

 

Massimo Cappelli

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