Storm

Aprile 1981: Skorpio inaugura la felice iniziativa degli inserti da staccare e collezionare, dedicando le 16 pagine centrali di ogni numero alla ristampa in bianco e nero di una serie dell’Eura Editoriale che potrà essere raccolta e rilegata in un volume a parte con una copertina in omaggio. I primi inserti riguardano due serie western molto apprezzate dai lettori – Wakantanka di Oesterheld & Zanotto e L’uomo di Richmond di Mantelli & García Seijas – per poi passare a Giorno senza fine di Gazzarri & Saudelli e al personaggio che ha dato il nome al settimanale (come annunciato in copertina), cioè il vendicatore solitario Skorpio di Collins & García Seijas.

L’iniziativa dell’inserto centrale viene avviata esattamente un anno dopo anche da Lanciostory, che però pubblica serie inedite e non ristampe. La prima è Conrack di Collins & Repetto: ancora una volta, si tratta di un western (prima o poi dedicherò un articolo a questo “genere predominante” nei primi anni di vita dei settimanali Eura…). La seconda, però, costituisce una graditissima sorpresa: nel numero 33 della VIII annata prende infatti avvio Storm, una serie di fantascienza del grande disegnatore inglese Don Lawrence nella sfavillante formula “tuttocolore”. Gli inserti totali saranno 23 e costituiranno un corposo volume di quasi 400 pagine, contenente otto storie di questo personaggio e arricchito dalla copertina allegata al numero 3 della IX annata, in cui viene pubblicato l’ultimo inserto della serie.

Storm è il nome di un astronauta che, in un futuro all’inizio imprecisato, tenta di scoprire cosa si nasconde dietro il mistero del ciclone galattico su Giove chiamato “punto rosso”, ma trascinato al suo interno perde i contatti con la stazione orbitante. Quando riesce a tornare sulla Terra, si ritrova in uno scenario post-apocalittico in cui vivrà straordinarie avventure al fianco di Redhair, una ragazza dai capelli rossi (nomen omen): insieme a lei scoprirà da cosa è stata causata la catastrofe che ha sconvolto la Terra durante la sua permanenza nel “punto rosso” e si muoverà in scenari continuamente mutevoli, tra tecnologie futuristiche, enormi animali di tutti i tipi e sopravvissuti mutanti o regrediti a uno stadio primitivo.
Se le sceneggiature risentono spesso di una certa ingenuità, oltre a mostrare qualche incoerenza da un episodio all’altro (anche a causa dei diversi autori che si alternano ai testi), la forte caratteristica unitaria fornita dalla parte grafica è insuperabile grazie a tavole dettagliate, ricche di colori, dinamiche – in una parola: belle. Lo stile di Lawrence è inconfondibile, quasi pittorico, caratterizzato da una perfetta padronanza delle chine e fa perdonare qualche semplificazione eccessiva delle trame.

Gli otto episodi contenuti nell’inserto di Lanciostory coprono quasi interamente la prima saga dell’universo di Storm, le cosiddette Cronache del mondo profondo, pubblicata originariamente nei Paesi Bassi: resta fuori soltanto l’ultimo episodio, all’epoca ancora inedito – ed è un vero peccato, in quanto è l’unico sceneggiato dallo stesso Lawrence (gli altri episodi sono sceneggiati da Saul Dunn, Martin Lodewijk, Dick Matena e Kevin Gosnell). L’inserto si conclude comunque in modo coerente, al termine dell’episodio forse più riuscito – e comunque molto apprezzato dal sottoscritto – in cui Storm sconfigge il malvagio Gor per poi distruggere il computer che governava con fredda logica un’immensa città avveniristica: così facendo, rinuncerà alla possibilità di viaggiare nel tempo e tornare alla sua epoca, ma ridarà la libertà ai popoli assoggettati che potranno tornare a decidere cosa fare delle loro vite, perché “una macchina deve essere al servizio dell’uomo, ma lasciare a lui la responsabilità finale”.

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BENEMERITA EURA – tutti gli articoli

Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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