Cayenna

Come accennavo nell’articolo con cui ho inaugurato questa rubrica, lo sceneggiatore sudamericano più prolifico di tutti i tempi è senz’altro Robin Wood che, nel database dell’Editoriale Aurea (pur tenendo conto di qualche bug), conta oltre 4000 “voci”: all’incirca il doppio di Carlos Trillo e il quadruplo di Guillermo Saccomanno, autore che quindi occupa – diciamo così – il gradino più basso sul podio degli sceneggiatori più pubblicati nelle pagine di Lanciostory e Skorpio, seppur con serie molto meno lunghe di chi lo precede e con molti più fumetti one shot al suo attivo.
Chiarito l’aspetto “quantitativo”, è innegabile che Saccomanno abbia riscosso grandissimi apprezzamenti dai lettori anche per l’aspetto “qualitativo” della sua produzione, a iniziare da Cayenna che costituisce – secondo me – la sua opera migliore, grazie anche ai disegni di Domingo “Cacho” Mandrafina: intensi, espressivi e perfettamente funzionali alla trama.

Cayenna esordisce nel 1977, sulle pagine del n° 50 della III annata di Lanciostory e il primo episodio è subito avvincente: la trama si alterna tra il presente – in cui il protagonista Marcel Clouzot è incarcerato ingiustamente – e continui flashback in cui scopriamo che è stato condannato per l’omicidio della moglie, “donna di facili costumi” come si sarebbe detto una volta, in realtà uccisa da uno sconosciuto che ha poi incastrato Clouzot. Ma gli inevitabili richiami al classico Papillon si esauriscono praticamente già con la sua evasione che avverrà nel secondo episodio: da lì in poi, dopo una breve parentesi tra gli indios Guajiro, Clouzot tornerà alla “civiltà” (pur continuando a portarsi dietro il soprannome che dà il titolo alla serie) e inizierà a vivere avventure quasi minimaliste – tra contrabbandieri, buttafuori, prostitute e altra varia umanità legata al mondo del malaffare – sempre scandite dai suoi appunti: prima scritti a mano, poi a macchina, spesso quasi “filosofeggianti“, diventano ben presto un’affascinante, irrinunciabile voce fuori campo e segnano il successo della serie, nonostante cadenze di pubblicazione mooolto saltuarie (eufemismo).

Nelle sue avventure, Cayenna viene affiancato prima dalla coppia composta da Tartarin e Griffith, con cui veleggia nei mari del Pacifico trafficando al servizio del miglior offerente; in seguito, da un’ulteriore coppia composta da Finnegan e Jim, con storie sempre più malinconiche e disilluse. L’espediente di riordinare gli appunti permette in seguito di tornare all’epoca delle avventure vissute con Tartarin e Griffith, prima della sospensione della serie con il 54° episodio (apparso addirittura nel n° 48 del 1985, alla miserrima media di circa 7 episodi all’anno…): sospensione e non conclusione, in quanto la serie “scompare” senza una vera e propria fine, sulla falsariga di quanto scrivevo a proposito di Wood e delle sue serie in-finite.
Piuttosto a sorpresa, la sospensione si rivela davvero tale in quanto, a partire dal 1999, Lanciostory ospita la seconda parte delle avventure di Cayenna, stavolta per oltre cento episodi: ma confesso candidamente di NON averne letto nemmeno uno, in quanto a fine anni Novanta avevo abbandonato le letture dei settimanali targati Eura e, pur incuriosito da questa ricomparsa, ho preferito restare con il bel ricordo della prima serie temendo che il sequel non si rivelasse all’altezza.

Il grande successo della prima parte di Cayenna, quella che chiamerei “classica”, è attestato dalle numerose ristampe: prima in inserto su Skorpio, nel 1987; poi in due volumi della collana Giganti dell’Avventura (il 5° e il 10°: qui una recensione del 5° volume) ; infine in quattro volumi della collana Mastercomix, in cui appaiono anche gli episodi iniziali della seconda parte. Un grande successo che questo personaggio così carico di umanità si merita in pieno.

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BENEMERITA EURA – tutti gli articoli

Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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