Bane, il flagello di Batman

Riproponiamo l’articolo originariamente pubblicato nel luglio 2012, in occasione dell’uscita del terzo film del Cavaliere Oscuro nella versione autoriale del regista Christopher Nolan.

Click per l’articolo originale
Bane, chi era costui?

“E questo chi sarebbe?”

Probabilmente è il pensiero di molti che di Batman conoscono soltanto la variopinta e “onomatopeica” serie televisiva degli anni ’60 o i film cinematografici nello scoprire, dalla macchina promozionale de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno, il muscoloso e mastodontico nemico dell’uomo pipistrello nella nuova pellicola: Bane, un colosso capace di umiliare e provare duramente, sia nel fisico sia psicologicamente, il supereroe Batman e l’uomo Bruce Wayne.

Un poster di The Dark Knight Rises. (c) 2012 Warner Bros. Pictures

Del resto il regista Christopher Nolan, che con questo terzo film dovrebbe terminare la propria personale reinterpretazione dell’uomo pipistrello, sin da Batman Begins (2005) ha proposto avversari non necessariamente noti al grande pubblico (in quel caso Ra’s Al Ghul) ma che, opportunamente reinventati, si adattavano alla sua visione dell’universo narrativo di Batman, ben radicata nel mondo reale.
E così, dopo la doverosa eccezione, ne Il Cavaliere Oscuro (2008), con il Joker e Due Facce, i due più celebri ed “affascinanti” nemici di Batman, anche in The Dark Knight Rises (l’evocativo titolo dell’edizione originale del film, purtroppo non pareggiato in suggestione da quello dell’edizione italiana, sebbene quest’ultimo richiami la celebre graphic novel di Frank Miller) il principale avversario non è di quelli più noti e scolpiti nell’immaginario come sarebbero stati il Pinguino, l’Enigmista o Mister Freeze.
Attenzione però: soltanto chi non ha mai letto i fumetti di Batman potrebbe considerare Bane una “seconda linea” poiché, come Ra’s, ha un ruolo di rilievo nella versione più moderna del Cavaliere Oscuro.

La caduta del Cavaliere

Nell’articolo non si parlerà del nuovo film, ma del folgorante esordio nel 1993 di Bane nei fumetti di Batman.

In questo articolo non parleremo del nuovo film (che in Italia, purtroppo, arriverà oltre un mese dopo l’uscita internazionale), e neppure di quello che è filtrato da fonti ufficiali su come Bane è stato adattato allo scopo, ma siamo più che confidenti che la versione di Nolan gli renderà giustizia, rimediando all’ “oltraggio” perpetrato da Batman & Robin (1997), la più infelice delle pellicole dedicate all’uomo pipistrello.
In quella pellicola Bane, declassato a tirapiedi di Poison Ivy, fu raffigurato come un gigantesco forzuto senza cervello che si esprime con versi gutturali, nell’edizione italiana chiamato Flagello, la traduzione letterale del suo nome.
In questo articolo ci soffermeremo invece sulla figura di Bane all’epoca del suo esordio nella serie a fumetti di Batman, quando fu la causa scatenante della storica e lunghissima saga conosciuta come La caduta del Cavaliere (Knightfall, in realtà divisa in tre atti, Knightfall, Knightquest e KnightsEnd, pubblicati tra il 1993 e il 1994), in cui l’uomo pipistrello avrebbe conosciuto l’umiliazione probabilmente più bruciante della sua carriera e dalla quale si sarebbe rialzato con grandi difficoltà.

Knigthfall è un ciclo che, riletto oggi, risente dei quasi vent’anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione in alcuni sviluppi narrativi, datati o in parte semplicistici, e nel comparto grafico. Pur con gli inevitabili alti e bassi della serialità, Knigthfall resta comunque un ciclo fondamentale di Batman: per avere introdotto un nuovo, grande avversario, per il limite fisico e psicologico a cui spinge il Cavaliere Oscuro e per l’ancora attuale scontro ideologico tra la visione morale e positiva dell’eroismo “vecchio stile”, un po’ in affanno e a rischio di apparire antiquato per le nuove generazioni di lettori senza opportuni correttivi e approfondimenti psicologici, e quella più controversa, ambigua e spesso disgiunta dall’etica che si è fortemente sviluppata nella narrativa supereroistica dopo Watchmen.

Il pipistrello spezzato

Knightfall ha rappresentato il tentativo degli autori di Batman (Doug Moench, Chuck Dixon e Alan Grant in primis), sotto la supervisione dell’editor Dennis O’Neil, di cavalcare la grande attenzione planetaria suscitata dalla storia a fumetti La morte di Superman (The death of Superman, 1992).
Come in quel caso, un nuovo nemico (Doomsday per l’uomo d’acciaio, Bane per l’uomo pipistrello) fa il suo ingresso nella serie per porre in discussione l’invincibilità del supereroe e lasciare sottintendere un cambiamento epocale, debitamente ripreso e strombazzato dai media… cambiamento che sarà naturalmente riassorbito nel giro di qualche tempo, rivelandosi un’abile mossa pubblicitaria per aumentare le vendite.

Bane e Bruce Wayne faccia a faccia
(c) 1993 DC Comics, (c) 2009 Editorial Planeta De Agostini

Bane è uno degli avversari più spietati e più intelligenti di Batman, un uomo brutale e animalesco, capace di uccidere chi ha di fronte in pochi istanti e a mani nude, ma anche con una mente e un acume fuori dal comune.
Nato sull’isola Santa Prisca, corrotta nazione immaginaria dell’America Latina, Bane (il suo vero nome è andato perduto) è stato condannato al carcere di massima sicurezza di Peña Duro sin dal primo vagito, affinché scontasse i crimini del padre rivoluzionario, sfuggito alla giustizia.
Bane, oltre a lottare ogni giorno per sopravvivere in un ambiente dove vige una crudele selezione naturale, in carcere è riuscito anche a farsi una formazione umanistica frequentando un prete gesuita e a imparare diverse lingue, tra cui il latino, ed è inoltre dotato di una memoria fotografica.
Bane in carcere è stato sottoposto a torture ed utilizzato come cavia per sperimentare la droga Venom, capace di potenziare in modo esponenziale la forza e la ferocia di un uomo, diventandone dipendente.
Per questi motivi, dal suo punto di vista Bane si considera un innocente. Con le sue gesta orribili starebbe soltanto reclamando quello è suo di diritto: la libertà, negatagli sin dalla nascita. L’intero mondo rappresenta infatti la “sua” prigione che lui, per non soccombere, deve dominare.
A un certo punto Bane prende di mira Gotham City, e per conquistarla e controllarne il mondo criminale decide di distruggere l’uomo pipistrello, sia moralmente che fisicamente.
Dopo avere studiato attentamente la psicologia di Batman, Bane capisce chi si cela sotto il cappuccio. La sua prima entrata in scena in Knightfall avviene mentre con i suoi uomini ruba un ingente carico di armi da un deposito militare: compare con la celebre maschera, che ha una funzione precisa, iniettargli nel cervello e nelle vene il Venom, rendendolo un lottatore dalla forza ancora più disumana.

Bane spezza Batman
(c) 1993 DC Comics, (c) 2009 Editorial Planeta De Agostini

Bane è un grande stratega e calcolatore, e quelle armi gli servono per metterle a disposizione dei detenuti del manicomio criminale di Arkham, dei quali organizza una maxi-evasione. In questo modo scatena un’ondata di criminalità su Gotham City senza precedenti, al solo scopo di fiaccare Batman.
Gotham precipita infatti rapidamente nel caos, e Batman si batte senza un attimo di sosta per sventare i piani dei suoi vecchi avversari fuggiti, sia di pesci piccoli come il Cappellaio Matto, il pluriomicida Zsasz o il piromane Firefly, che di “pezzi da novanta” come il Joker o lo Spaventapasseri, intuendo la presenza di un nuovo nemico che ancora si cela nell’ombra.
Bane, infatti, lo sta osservando a distanza tramite i suoi uomini, pronto per il momento in cui le energie del fisico e della mente di Batman saranno al minimo.
E una notte, al rientro a Villa Wayne, sfiancato dall’ennesima “maratona”, Bruce si ritrova di fronte Bane che, dopo avergli rivelato i suoi obiettivi, non ha difficoltà a picchiarlo e a umiliarlo per sedici, interminabili pagine, devastando con il corpo dell’uomo pipistrello anche la Bat-Caverna (tra cui la teca che custodisce il costume di Jason Todd, il secondo Robin ucciso dal Joker qualche anno prima, la cui morte rappresenta per Batman un trauma secondo solo all’assassinio dei suoi genitori).
Infine, in una drammatica splash page, Bane gli spezza la schiena.
Qui termina Il pipistrello spezzato, prima parte di Knightfall.

Il Signore della notte

La seconda parte di Knightfall, Il Signore della notte, si apre con Bane che, da un’elevata abitazione, getta il corpo quasi esanime di Batman sull’asfalto, tra la folla incredula, e si proclama padrone di Gotham.
Nel giro di poco tempo, infatti, Bane prende il controllo della malavita della metropoli: tramite ricatti e violenze, tutto l’illecito (gioco d’azzardo, droga, prostituzione, rapine ed estorsioni) passerà dalla sua rete.
Bruce Wayne, recuperato prontamente dalla sua squadra (il fedele maggiordomo Alfred, il terzo Robin Tim Drake e Jean Paul Valley, l’ultimo vigilante unitosi alla squadra), si riprende dopo un periodo tra la vita e la morte ma, paralizzato alla schiena, è costretto alla sedia a rotelle.

Jean Paul e Robin parlano del ruolo di Batman
(c) 1993 DC Comics, (c) 2009 Editorial Planeta De Agostini

L’escalation della criminalità provocata da Bane lo convince della necessità che i malviventi si convincano che Batman è ancora in attività, e per questo motivo Bruce decide di passare il mantello a Jean Paul.
Introdotto con la miniserie La spada di Azrael (Sword of Azrael, 1992-1993), Jean Paul Valley è legato al misterioso Ordine di San Dumas ma, dopo aver rinnegato il ruolo di Angelo della morte a cui era destinato, è stato accolto da Batman.
Bruce Wayne non ha però tempo di valutare la bontà della propria scelta, poiché il rapimento di Jack Drake (padre di Tim) e della Dottoressa Shondra Kinsolving (la donna di cui è innamorato e che potrebbe guarirlo) lo costringe a partire insieme ad Alfred per ritrovarli.
Jean Paul entra con fin troppa disinvoltura nel nuovo ruolo. E’ infatti convinto che sia giunto il tempo di cambiare il modus operandi di Batman e di giocare duro e sporco, rispondendo al fuoco con il fuoco.
Così, Jean Paul preferisce picchiare selvaggiamente il malvivente di turno anziché ricorrere alle astuzie psicologiche di Wayne, che instillava la paura nei cuori dei malvagi ma che non avrebbe mai usato armi, memore dell’assassinio dei suoi genitori sotto i suoi occhi, né li avrebbe uccisi.
E se si trova a dover scegliere tra salvare una persona in pericolo e catturare un criminale in fuga che potrebbe provocare nuove morti, Jean Paul opta, con freddo calcolo, per la seconda situazione.

Il nuovo Batman ipertecnologico di Jean Paul
(c) 1993 DC Comics, (c) 2009 Editorial Planeta De Agostini

Robin, perplesso, dopo alcuni scontri verbali (ma in seguito trascenderanno in vere e proprie aggressioni da parte di Jean Paul) sarà costretto ad allontanarsi dal nuovo Batman, che non gradisce la sua presenza.
Guidato inconsapevolmente dal Sistema, una programmazione mentale ipnotica con cui fu addestrato dall’Ordine di San Dumas, Jean Paul rivede totalmente il costume di Batman, trasformandolo in una vera armatura tecnologica, con artigli al posto dei guanti e batarang (l’arma da tiro a forma di pipistrello) sparati come proiettili. Poi, contrariamente alle disposizioni originarie di Wayne, Jean Paul sfida direttamente Bane.
Un primo scontro, terminato in pareggio, fa perdere la calma a Bane, che non può tollerare che quello che lui chiama “impostore”, con la sua esistenza, stia di fatto negando la sua vittoria su Batman.
Si arriva così ad uno spettacolare e violento duello finale sotto la pioggia, procurato questa volta da Bane, in una piazza di Gotham evacuata dalla polizia, che sorveglia lo scontro senza intervenire. E mentre l’alleato di sempre, il Commissario Gordon, si interroga sul cambiamento del compagno di battaglia, che stenta a riconoscere, altri, come il detective Bullock (molto ricorrente nella serie), plaudono alla svolta più tosta e determinata di un uomo pipistrello che pare essersi “svegliato” dopo la prima sconfitta.
E Jean Paul, dopo averlo privato del Venom, riesce a sconfiggere Bane, che implora di essere ucciso, sfinito. Dopo alcuni lunghissimi istanti di incertezza, con tutti i presenti incapaci di muovere un muscolo, Jean Paul trattiene il colpo di grazia e lascia Bane alla polizia.

Gli eventi successivi

Con la sconfitta di Bane termina Knightfall, ma una sua frase al nuovo Cavaliere Oscuro si rivelerà profetica:

“Sei differente da Wayne. Questo Batman uccide. Così io ho portato alla rovina Wayne. E il suo neofita fa lo stesso con Batman.”

In Knightquest, secondo atto del ciclo, assisteremo infatti al degenerare del nuovo Batman, che sotto l’influsso delle visioni indottegli dal Sistema di San Dumas si rivelerà sempre più instabile e violento nella lotta contro la criminalità, sino a un drammatico scontro verbale con Gordon.
In parallelo Bruce Wayne, sulla carrozzina, vive avventure tra Santa Prisca e Inghilterra per ritrovare la Kinsolving, che lo guarirà con i suoi poteri. Infine, nell’atto conclusivo, KnightsEnd, Bruce Wayne, che iniziava a pensare di vivere finalmente una vita normale, viene a conoscenza delle azioni del nuovo Batman e, per fermarlo e riguadagnarsi il mantello, si sottopone ad un duro addestramento fisico e psicologico.
Al termine di una lunga battaglia tra i due Batman, che si conclude di nuovo a Villa Wayne e nella Bat-Caverna, chiudendo il cerchio, Bruce riuscirà a far rinsavire un Jean Paul ormai fuori controllo che, perdonato, in seguito tornerà a essere suo alleato nei panni di Azrael.
Per quanto riguarda Bane, invece, nelle apparizioni successive al suo esordio vincerà la dipendenza dal Venom, andrà alla ricerca delle sue origini e tornerà a incrociare la strada di Batman, da solo o alleandosi ora con Ra’s Al Ghul (nel ciclo Eredità, dove un terribile virus creato dalla Testa del Demone decima la popolazione di Gotham) ora con Lex Luthor (nella lunga saga Terra di Nessuno, dove Gotham, devastata da un terremoto, è abbandonata dalle autorità all’anarchia totale).
Senza più il Venom ad accrescere la sua forza, tuttavia, il Cavaliere Oscuro riuscirà a tener testa a Bane sul piano fisico senza troppe difficoltà.

I tre atti dell’intero ciclo della caduta e risalita del Cavaliere sono stati ristampati, nel 2009, in nove volumi della collana “Batman: la leggenda” della Planeta De Agostini (Knigthfall nei n.52-54, Knightquest nei n.54-59, KnightsEnd nei n.59-60).

Cristian Di Clemente

"Quando ho voglia di rilassarmi, leggo storie a fumetti. Quando invece desidero impegnarmi, leggo Rat-Man."

In base ad una direttiva europea ed alle indicazioni del garante privacy, è necessario il consenso prima di conservare cookie nel browser. Continuando a navigare in questo sito si acconsente ad usare cookie anche di terze parti. Se pensate che questa informativa sia inutile, beh, questa è una sensazione abbastanza comune... ma è un obbligo di legge lo stesso. Scusate per il disturbo. Per ulteriori informazioni cliccate qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi