I 50 anni di Tex in Brasile

Negli articoli iniziali di questa rubrica, ho ricordato le numerose ricorrenze bonelliane legate all’anno che sta terminando: 110 anni dalla nascita di Tea Bertasi Bonelli, 80 anni dal primo numero dell’Audace diretto da G. L. Bonelli, 60 anni dall’esordio di Zagor, 30 anni dall’esordio di Nathan Never, 20 anni dalla scomparsa di Gianluigi Bonelli, 10 anni dalla scomparsa di Sergio Bonelli… ma come ci segnala Julio Schneider, storico collaboratore brasiliano di uBC International e attuale traduttore dei fumetti Bonelli (e non solo) nel suo Paese, in questo 2021 cade anche il 50° anniversario dall’inizio della pubblicazione regolare di Tex in Brasile. Julio ce ne parla in questo articolo, a distanza di due anni dall’intervista che ci ha rilasciato l’ultima volta che è venuto in Italia.

Ciao Julio! Prima di tutto, bentornato sulle pagine di uBC. Mi dicevi che quest’anno in Brasile si festeggiano i 50 anni di Tex, ma a dire il vero ricordo che la primissima apparizione del ranger brasileiro – con il nome di Texas Kid – risale agli anni Cinquanta…

È vero: la Rio Gráfica Editora iniziò a pubblicarlo sulle pagine della rivista Junior a partire dal n° 28, sotto forma di strisce settimanali, per poi passare dal n° 178 al formato libretto (13,5 x 17,5 cm). In questa fase “pionieristica” veniva rispettato l’ordine delle storie uscite in Italia, ma con il n° 263, che apparve a luglio 1957, le pubblicazioni furono interrotte e su Tex calò il sipario fino agli anni Settanta.

Poi cosa successe?

Nel febbraio 1971 apparve nelle edicole il numero 1 della nuova serie di Tex, dal formato corrispondente a quello italiano e con 100-130 pagine per albo. Il ranger era pubblicato dalla Editora Vecchi che, diversamente dalla Rio Gráfica Editora, non rispettava l’ordine originale delle storie: la serie, infatti, iniziava con l’albo intitolato O signo da serpente che corrispondeva all’avventura Il segno del serpente di G. L. Bonelli & Galep, pubblicata in Italia per la prima volta nel 1960 e poi ristampata nel formato “gigante” nel 1964, sui numeri 47 e 48. Si tratta di una storia amatissima dai lettori brasiliani e più volte ristampata in varie collane.

È per questo motivo, quindi, che si festeggiano i 50 anni consecutivi di presenza in edicola di Tex…

Esatto. Verso la fine degli anni Settanta, Tex era la collana più venduta della Editora Vecchi, che infatti ne lanciò una ristampa nel 1977: il successo fu tale che entrambe le edizioni di Tex passarono alla pubblicazione quindicinale e anche altre riviste iniziarono a pubblicare storie western. Nel 1983, però, l’Editora Vecchi chiuse i battenti, sospendendo la pubblicazione di Tex con il n° 164. Ma in quello stesso anno, a ottobre, i diritti di Tex furono riacquistati dalla Rio Gráfica Editora, che poi cambiò nome e divenne Editora Globo: gli albi mensili proseguirono la numerazione della Editora Vecchi senza soluzione di continuità, a partire dal n° 165. Le pubblicazioni continuarono per una quindicina d’anni, ma nel 1998 il mancato rinnovo del contratto sui diritti di Tex tenne in ansia per diversi mesi i numerosi appassionati brasiliani, proprio nell’anno del cinquantesimo compleanno di Tex in Italia.

Per fortuna scese poi in campo la Mythos Editora, che pubblica Tex ancora oggi.

Proprio così. Dopo lunghe trattative, la Mythos Editora si aggiudicò i diritti di Tex grazie al direttore Franco de Rosa – che aveva già avuto relazioni professionali con Sergio Bonelli pubblicando alcuni numeri di Ken Parker – e soprattutto al co-direttore Dorival Vitor Lopes, che produceva gli albi di Tex per la Globo dal 1986. Per non scontentare i collezionisti, la Mythos mantenne la numerazione iniziata dalla Vecchi nel 1971 e poi proseguita dalla Globo nel 1983: a gennaio 1999 apparvero perciò in edicola il n° 351 della serie inedita (con copertina di Magnus!) e il n° 144 della ristampa Tex Coleção, cui si aggiunsero nel tempo varie altre ristampe.

Ricordo che, in un articolo apparso all’inizio del 2017, mi spiegavi che Tex restava la punta di diamante della Mythos con una dozzina di testate pubblicate, che avevi descritto in modo dettagliato.

Beh, la situazione attuale è ancora più florida: come infatti puoi vedere cliccando su questo elenco, consultando il sito della Mythos il lettore può addirittura scegliere tra DICIANNOVE testate texiane! Oltre a quelle inedite, che vengono pubblicate a pochi mesi di distanza dalla loro pubblicazione in Italia, sono aumentate ulteriormente le ristampe e anche le uscite senza periodicità fissa.

Nell’elenco vedo anche la voce “Tex a volta de Mefisto”, di cosa si tratta?

È la versione integrale a colori, in formato libro, dell’ultima apparizione di Mefisto, corrispondente agli albi di Tex dal 501 al 504. Anche qui in Brasile il nemico numero uno di Tex ha sempre un grandissimo successo, tanto è vero che questo albo – uscito per festeggiare i 70 anni di pubblicazioni di Tex – è ancora in vendita.

Torniamo ai festeggiamenti per i 50 anni consecutivi di presenza nelle edicole brasiliane. Quali sono state le iniziative particolari per questa ricorrenza?

Nel febbraio 2021 è stato pubblicato il volume Tex Especial 50 Anos, con più di 320 pagine e due storie, Il cavaliere solitario (il Texone di Nizzi & Kubert) e A sud di Nogales (di G. L. Bonelli & Ticci), con una calamita omaggio che raffigurava la copertina originale del Texone di Kubert. A ottobre è stato invece pubblicato Tex Especial – Claudio Villa: 148 pagine, a colori, con la prima storia realizzata dall’attuale copertinista, Il ranch degli uomini perduti (Tex 311-312) su testi di G. L. Bonelli. Sono inoltre state allegate alcune card ai volumi della collana Tex as Grandes Aventuras.

Dall’elenco delle uscite, mi sembra che l’unica testata che manca all’appello rispetto all’Italia sia il Tex Classic quindicinale… È prevista in futuro?

Per il momento no, non è prevista, visto che la collana brasiliana Tex em Cores (corrispondente alla Collezione Storica a Colori di Repubblica) è ancora al n° 50 e sta pubblicando le stesse storie.

Come ci hai raccontato quando sei venuto in Italia due anni fa, sei il traduttore non solo di Tex, ma anche di molti altri fumetti Bonelli: riesci ancora a far fronte a tutte le uscite o hai dovuto essere affiancato da qualche collaboratore?

Attualmente siamo in tre a tradurre le testate bonelliane: oltre al sottoscritto, c’è Paulo Guanaes, che da molti anni – e da prima di me – si occupa del Tex mensile, del Tex Coleção e del Tex Annuale (corrispondente a uno dei due Maxi, quello che esce a dicembre); inoltre, Thiago Gardinali si occupa di Martin Mystère dal 2020.

E per il futuro di Tex in Brasile, c’è qualche novità in cantiere?

In redazione c’è del fermento, e credo che per il futuro (tra non molto) dovrebbe esserci una vera bomba: volumi con più di mille pagine! Attendiamo con calma e serenità per vedere se la notizia sarà confermata.

Addirittura mille pagine! Qui in Italia, da tempo, si tende a pubblicare albi a fumetti con meno pagine delle canoniche 100… Sono proprio curioso di vedere come verranno realizzati questi “mallopponi”: tienici informati, Julio!

Lo farò senz’altro! Per il momento, faccio un caro saluto a te e a tutti gli altri uBicciotti.

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BONELLI FOREVER – tutti gli articoli

Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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