Io uccido i giganti

Visto che di recente Daniele ha parlato del film, volentieri riesumo uno degli articoli a cui sono più affezionato

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Barbara non è la classica ragazzina delle elementari.
E’ arguta, intelligente, carismatica e coraggiosa ben più di quanto ci si aspetterebbe dalla sua età. Tanto che la sua lingua tagliente e la sua sfacciataggine le permettono di tenere testa all’intero corpo insegnante, al preside e persino alla nuova psicologa della scuola, la Signora Molle.
Tanto che le bullette sovrappeso come Taylor scoprono di avere pane per i loro denti nonostante la differenza di stazza.
Tanto che gli amici adolescenti di suo fratello l’hanno eletta Dungeon Master per le loro partite di Advanced Dungeons & Dragons ed il suo pseudonimo ispira reverenza e terrore nei nerd di Long Island.
Tanto che la sua sorella maggiore, che porta avanti la famiglia al posto di un padre fuggito, non sa come comportarsi con questa sorellina dall’apparenza tanto fragile e dai modi tanto decisi e strambi.

Ma questo è semplicemente normale: Barbara è una guerriera in grado di dare la caccia ed uccidere, grazie al sacro martello Coveleski, i giganti: incarnazione dell’odio e della morte, e non ha paura di niente se non della … che vive al primo piano di casa sua.
Non riesce neanche a nominare … che vive al primo piano di casa sua, per quanto ci provi non riesce ad affrontarlo, il suo cuore non è abbastanza forte e si rifugia nella guerra con i giganti.
Ora i presagi dicono che un potente gigante sta per arrivare, lei lo sconfiggerà e finalmente … che vive al primo piano di casa sua non le farà più paura.

Le cose però precipitano quando arriva Sophia una coetanea appena trasferitasi che vive vicino a casa sua e viene nella sua stessa classe e, incredibilmente, vuole essere sua amica.
Può un crociato avere amici? Può un guerriero che si scontra con la morte accettare una simile debolezza? L’amicizia di Sophia non indebolirà la corazza che Barbara si è costruita per dimenticare il terrore che gli incute … che vive al piano di sopra di casa sua?

Barbara si presenta: Idee chiare sulla propria carriera!
Ho lottato così duramente

I Kill Giants, raccolto in volume unico da Bao Publishing, è un’opera che vede ai testi un veterano americano del genere supereroistico – Joe Kelly – e ai disegni una giovane promessa ispano-nipponica – JM Ken Niimura, ed il mix potenzialmente esplosivo si rivela addirittura atomico!
Da una parte abbiamo un soggetto “a orologeria”, in cui gli eventi si incastrano uno dietro l’altro in un flusso che non conosce cadute di tono.

Barbara, Sophia e Covelesky:
Le origini di un nome invincibile.

Una sceneggiatura che sapientemente costruisce le situazioni variando le ambientazioni ed i protagonisti, alternando siparietti comici di “scontro” tra la vivace intelligenza di Barbara con gli adulti a momenti ben più drammatici di “scontro” con una realtà, reale o immaginata, contro cui Barbara sta conducendo una lotta in cui è in gioco la sua esistenza, la sua sanità mentale, la sua felicità.

Se gli scontri del primo tipo richiamano alla memoria le migliori battute del Calvin di Bill Watterson, gli scontri del secondo tipo lasciano il lettore stranito e spaventato per la sorte di Barbara, sempre più alienata da quella che dovrebbe essere la felice ed ignara esistenza di una ragazzina.

Dall’altra parte abbiamo un tratto tanto peculiare quanto adeguato alla narrazione: la molteplice discendenza di Niimura si può toccare con mano nelle sue tavole che riuniscono tanto una caratterizzazione dei personaggi che prende a riferimento la BD europea, quanto un uso dei piani di inquadratura classici del fumetto supereroistico americano: quasi niente dettagli, molti campi e controcampi per i dialoghi, tantissimi piani americani; quanto, infine, una costruzione di tavola libera e dinamica quale quella classica del manga.
Parola e gesto trovano a disposizione, per essere rappresentati, tutto l’arsenale utilizzabile da un fumettista e questo non può che essere un bene.

Siamo più forti di quello che pensiamo
Cover prima edizione

Quando si scrive un articolo come questo, viene sempre il sospetto che un recensore non dovrebbe essere così emotivamente coinvolto.
Però non si può fare niente: I Kill Giants ha il merito di aver tolto definitivamente dall’imbarazzo su quale fumetto nominare nel venturo articolo sul “Meglio del 2011”, anno che fino ad ora era stato abbastanza parco di soddisfazioni.
I Kill Giants è un fumetto emozionante che va al cuore del lettore, senza indulgere in pietismi o in facili effetti, senza colpi di scena ma, anzi, contando proprio sul fatto che il lettore smaliziato sa cosa sta accadendo, e proprio per questo mettendoglielo di fronte agli occhi meglio di come poteva immaginarselo.
Dalla prima pagina fino all’ultima, senza contare le gustose strisce finali in cui, secondo la consuetudine dei manga, il disegnatore Niimura dà la sua interpretazione del lavoro svolto da lui e Joe Kelly, il lettore troverà sempre qualcosa di divertente, sconvolgente, emozionante. E forse anche commovente.

Per le sue pagine, per la sua storia, per i suo disegni e, perché no, per il buon lavoro della Bao Publishing a proporre un volume brossurato di queste dimensioni ad un prezzo dopotutto più che dignitoso, compratelo. Non ve ne pentirete.

Luca Cerutti

"Ma che è sta roba?"

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