La Settima illuminazione

Cari amici lettori. Questa operazione che con i miei colleghi abbiamo iniziato a svolgere, il restauro dei nostri articoli pubblicati sul vecchio sito che rischia di scomparire a causa della trasformazione che ha avuto internet negli ultimi 20 anni, ci obbliga a fare un tuffo nel passato anche della nostra mente. Francamente non ricordavo il mio sogno dell’esplosione atomica che avevo inserito nel cappello dell’articolo e la rilettura delle mie stesse parole è diventata una sorta di rilettura della mia esistenza degli ultimi due decenni. Rileggere i ringraziamenti che rivolgo al nostro compianto amico Fabrizio Gallerani che ci ha lasciato di recente, mi ha provocato commozione. Quello che abbiamo fatto in questi 25 anni di uBC è stato un bel lavoro di gruppo che ha lasciato il segno nelle nostre vite. E ne sono fiero.

Click per l’articolo originale
Ovvero: l’interpretazione degli incubi di Julia

Seduto su una panca, all’ombra di un tetto a pagoda immerso nella natura, respiro la pace e l’armonia che come effluvi benigni si diffondono inviluppando gli astanti. Poi il boato assordante alle mie spalle violenta la serenità di questo Eden. Mi volto e riconosco l’inconfondibile semisfera in espansione prodotta da un’esplosione nucleare. La bolla venefica si gonfia per nulla trattenuta dall’elasticissima pellicola bianca. Raggiuntomi, si lacera al contatto col mio corpo e un liquido bollente mi travolge destandomi dal mio sonno agitato.

Tratto dal diario incorporeo di D.J.F. dicembre 2000: “… rosso di mattina, il buon giorno si avvicina… in attesa che il latte per la colazione si scaldi, ascolto, ancora mezzo intontito dal sonno bruscamente interrotto, il battibecco mattiniero della Saluzzi (n.d.r. ci si riferiva in quegli anni a Paola Saluzzi che dall’autunno del 1999 alla primavera del 2002 sarà conduttrice televisiva e autrice di tre edizioni invernali del programma di Uno Mattina al fianco di Luca Giurato e trasmesso su Rai 1 fin dal 1986 ad oggi). La rossa Paola disquisisce con un anziano artigiano, creatore di spumeggianti cappellini per signore d’alta classe. Saluzzi: “… e secondo lei quale è l’attrice del presente o anche del passato, che considera più adatta per indossare le sue creazioni?” Artigiano dall’accento francese: “Senza alcun dubbio Audrey Hepburn!” La conversazione televisiva prosegue e si affievolisce mentre torno nella mia stanza per prendere nelle mani e sfogliare l’ultimo numero di Julia: “Io l’ho visto”. Sentir parlare della Hepburn mi ha fatto tornare in mente l’incarico di recensore per questo numero.

Copertina Julia n.3 – Nella Mente del Mostro – Julia è nel letto, legata e prigioniera…. dei propri incubi notturni (c) SBE 1998

Mi si apre il fumetto a pag.48 e contemplando il volto felino di Toni non posso fare a meno di pensare che mi sono preso proprio una bella gatta da pelare. Sorrido divertito per il mio umorismo di bassa levatura, ma riuscire a scrivere di Julia, qualcosa che non sia già stato scritto, è veramente difficile. Soprattutto quando le trame degli albi di una serie sono talmente simili fra loro da non fornire ormai più spunti originali di riflessione. E questo è triste. I problemi di questo albo (chi lo desidera può leggersi anche la recensione di Julia 27, nata contestualmente a questo articolo), sono praticamente gli stessi di tantissimi altri albi. Ripetizioni ossessive di gestualità quotidiane che nulla hanno a che vedere con la criminologia. Se il nome della testata fosse stata solo “Julia”, con un certo sforzo, potevamo perdonargliela a Berardi. Ma lui ha aggiunto: “Le avventure di una criminologa” e questo sottotitolo alimenta un certo tipo di aspettative che purtroppo, non ci viene consentito spesso di appagare.

Nonostante tutto eccomi quì a cercare di dare un senso al non-senso. Di sforzarmi di trovare il sia pur minimo appiglio per giustificare quelle 14 ore che l’autore afferma di spendere giornalmente per questa sua creatura. Così continuo a sfogliare le pagine di questo numero, completamente dimentico della pentola di latte che è ancora sul fuoco. Rileggo due brevi sequenze e mi sforzo invano di lasciarmi rapire da questi disegni così… così… “funzionali” è la parola giusta! Ma anche questo è già stato detto innumerevoli volte.

Provo a saltare da una pagina all’altra tentando il gioco delle associazioni di idee e sperando in un’illuminazione… l’assenza di luce nella cantina in cui James si è raggomitolato in posizione fetale… come se fosse regredito all’infanzia… è bello essere bambini… poter pescare allegramente sulla riva del fiume… “voi femmine siete più deboli vero?”… “ti ho trattato come una donna, e invece sei solo una bambinetta capricciosa che non vuol perdere il suo giocattolo”… Johnny è andato a giocare con gli amici al bowling… per chi preferisce uno sport solitario c’è sempre il ciclismo… “se vi interessa una casa, ho un cugino che”… la casa di campagna… il fiume nelle vicinanze… tutto scorre… “i morti marciscono, non lo sai?”… ancora il bambino pescatore… il fiume nelle vicinanze… panta rei… “i morti marciscono, non lo sai?”… nuovamente il bambino pescatore… il fiume nelle vicinanze… pesce grosso mangia pesce piccolo… “i morti marciscono, non lo sai?”… perché il bambino pescatore mi attrae?… i vermi!… E il particolare che cercavo saltò fuori (pag 94)… ora sapevo cosa scrivere di questo numero di Julia. Sorrisi rilassato, ma subito il sorriso mi si spense raggiunto dal ricordo del fuoco ancora acceso in cucina. Corro… ma è troppo tardi… una lacera pellicina di panna ricopre la pentola e il latte è già straripato. Sono troppo impegnato a ripulire i fornelli per rendermi conto della componente profetica del mio sogno notturno.”

Le coincidenze sono messaggi inviatici da Altrove

Circa sei o sette anni fa il nome dello scrittore James Redfield fece il giro del mondo grazie alla pubblicazione di un suo romanzo che venne considerato da molti lettori, un straordinario veicolo di insegnamenti di carattere spirituale. Si trattava de “La profezia di Celestino“. Il libro ebbe così successo che Redfield, non solo ne scrisse dei seguiti, ma con l’aiuto di un’altra scrittrice (Carol Adrienne) pubblicò delle “guide” che permettessero ai lettori meno illuminati, di capire le verità racchiuse nella sua lunga parabola.
Uno degli elementi fondamentali di questo racconto è che il protagonista non viene mai nominato. L’artificio è fatto per permettere al lettore una più completa immedesimazione. Inoltre il tutto è narrato come fosse un diario di viaggio. Grazie agli incontri che il protagonista fa sul suo cammino, arriverà progressivamente a interiorizzare nove gradi di illuminazione. Raggiunta la nona illuminazione si intravede l’esistenza di una decima… che naturalmente verrà affrontata nella puntata seguente. La prima di queste illuminazioni consiste nel capire che le classiche “coincidenze” non sono eventi puramente casuali, ma sono dei veri e propri messaggi che ci vengono inviati da “altrove”.

La voce degli angeli – disegni di Federico Antinori (c) SBE 2000

Non staremo a dilungarci oltre su tutti il vari livelli di ascensione spirituale. Ci soffermiamo a contemplarne solo il settimo. Di tutte le illuminazioni, la settima è quella relativa ai sogni e a tutte le fantasticherie in generale. Come ci insegna la psicanalisi, i sogni possono racchiudere in se una componente relativa al nostro passato, una componente relativa al presente in corso e secondo alcuni (Redfield compreso) anche una componente di precognizione. Insomma, c’è chi si limita a cercare nei sogni i numeri da giocare al lotto e chi invece ricerca tutte le risposte al senso della vita.

Piccolo Grande Uomo, ti presento Fragile Forte Donna!

E Julia cosa cerca nei suoi sogni? Assolutamente nulla! Sono ormai più di due anni che seguiamo le vicende di questa fragile forte donna dalla mente turbata. Lei scrive pagine e pagine di diario e mai una sola volta si interroga sul perchè di un suo sogno. Ogni tanto ci sembra di intravedere una correlazione con la sua vita privata, come i sensi di colpa che prova per la nonna lasciata sola a se stessa, il senso di impotenza difronte ad una sorella che si fa del male, le incertezze e timori verso i componenti dell’altro sesso. Spesso però questi sogni, non si capisce cosa possano importarci.
Qualcuno afferma malignamente che servano solo a riempire le pagine in eccedenza esplicitamente richieste da Berardi per consentirgli un più ampio respiro per gli approfondimenti psicologici. Solo in un’occasione siamo stati partecipi di un sogno solare ed ottimista. C’è da chiedersi come questa donna possa non essersi ancora rivolta ad uno psichiatra. Quanti di noi, dopo un paio di mesi di notti agitate, non sarebbero corsi a fare due chiacchiere con uno specialista? Invece Julia niente! Comunque, ben contento il disegnatore di turno che ha almeno qualche pagina per raffigurare situazioni oniriche che spezzino la routine del disegno quotidianamente e noiosamente realistico.

Toni è l’alter ego felino di Julia… nei sogni di Julia è presente una componente profetica.

Proviamo però ora a chiederci se nei sogni di Julia non vi siano, magari celati ad arte, delle anticipazioni su quello che sarà l’esito dell’indagine. Per verificare questa eventualità dobbiamo innanzitutto fare un’analisi a posteriori, che non deve inoltre limitarsi all’ultima avventura di Julia, ma deve gettare uno sguardo a tutta la serie completa. Altrimenti si potrebbe imbroccare un caso isolato e quindi non determinante. Facciamo quindi un lungo balzo indietro nel tempo e torniamo alla compianta Myrna Harrod. L’elemento determinante dell’indagine era semplicemente intuire che l’assassino seriale non era un uomo, ma una donna omosessuale. Torniamo indietro al sogno da pag.54 del numero 1 di Julia “Gli occhi dell’abisso”.

Chi è la più bella del reame? – disegni di Vannini e Trigo (c) SBE 1998

In quel sogno Julia si trova faccia a faccia con se stessa. Proprio come, a pag.68 vignetta 4, accade a Toni (alter ego felino di Julia) e come è accaduto a Narciso quando si specchiò nell’acqua. Il termine omosessualità deriva dalla composizione del prefisso greco omo- (homos “uguale”, “simile”) e sessualità. Quindi l’omosessuale è colui che è sessualmente attratto da qualcosa che è simile/uguale a se stesso. E cosa c’è di più simile a se, di se stesso? Ecco che il narcisismo può essere visto come la forma magnificata dell’omosessualità. Questo non vuol dire che il narcisista è omosessuale. Si potrebbe però affermare che nel narcisismo vi è una componente di omosessualità latente. Visto in quest’ottica, il sogno di Julia sembra proprio fare un lavoro di anticipo. Probabilmente il frutto di questo parallelismo può sembrare estratto col forcipe, quindi passiamo subito ad altri esempi.

L’interpretazione dei sogni di Julia.

Julia 2 “Oggetto d’amore”, da pag.58. La nonna e la sorella fanno parte di quella componente onirica strettamente legata al vissuto personale della nostra criminologa.

Copriti la gola che fa freddo! – disegni di Corrado Roi (c) SBE 1998

Lo strangolamento sembra un incubo come un altro, eppure anticipa il possibile strangolamento da parte di Myrna (pag 128 vignetta 6). Quindi era un avvertimento per Julia a stare attenta.

Julia 6 “Jerry è sparito”, da pag.42 a pag.46. Julia bambina che trova la sorella Norma nella vasca da bagno rientra nel suo vissuto d’infanzia. Il fratellino di Leo, morto affogato, rientra negli avvenimenti conosciuti nel breve periodo e che l’hanno turbata. Poi vi è però il volto della morte. Ecco che i volti dei tre bambini si fondono con quello della morte. Norma, in quanto tossicodipendente, è come se fosse già stata baciata dalla morte. Robert è morto affogato. Rimane Jerry che è ormai anch’esso nelle braccia dell’oscura signora, ma Julia ne avrà la conferma solo molto più tardi.

Il velo scostato – disegni di Marco Soldi (c) SBE 1999

Julia 8 “Se le montagne muoiono”: il sogno realmente premonitore viene fatto da un anziano indiano (pag.80 e 81). Stranamente solo in questo caso che il sogno non è suo, Julia si accorge nel finale, di una possibile correlazione fra realtà e sogno.

Julia 9 “Echi dal passato”: Julia, sottoterra, percorre dei cunicoli. Lei non sa ancora nulla dello scheletro rinvenuto nelle fondamenta del museo. Eppure, con quella richiesta d’aiuto nel sogno, è come se Julia ricevesse l’incarico ad investigare sul caso, direttamente dal morto, prima ancora di averlo ricevuto dall’anziano miliardario.

Julia 11 “L’eterno riposo”. Da pag.46 a pag.51: gallina vecchia fa buon brodo. Solo perchè un gruppo di degenti in un ospizio, sono vecchi ed incartapecoriti, non vuol dire che non possano essere capaci di versare il sangue di un altro essere umano. Naturalmente questa visualizzazione della realtà è stata coadiuvata da una cena faticosamente digerita.

Saltiamo un pò di altri esempi, altrimenti non torniamo più a casa, ed arriviamo agli albi più significativi e recenti.

Niente shampoo: mi da fastidio alle orecchie!… Allora leviamo le orecchie – disegni di Piccoli e Macagni (c) SBE 2000

Julia 24 “Kidnapping Express”. Da pag.56 a pag.60: Norma e la nonna sono le solite componenti legate al vissuto personale di Julia. L’ambientazione sui vagoni del treno è legata agli avvenimenti dell’ultima ora. Incontriamo però, la bambina legata, ma soprattutto vediamo cosa fa Norma! Forse si lima le unghie e si infilza le gambe con la limetta? Si sta forse iniettando una dose di eroina? Si deturpa una mano con la punzonatrice per i biglietti usata dai ferrovieri? Nulla di tutto questo. Pur essendo queste immagini di chiaro impatto visivo, Berardi sceglie di mettere in mano a Norma un paio di forbici e mostrarla mentre si “taglia i capelli” alla radice. L’orecchio e il naso tranciati sono immagini shock che servono solo a confondere le acque e far scordare l’elemento profetico che in questo caso è proprio il “taglio dei capelli”. Julia scoprirà che il ragazzino che chiede aiuto, altri non è che la bambina rapita a cui hanno appunto “tagliato i capelli”.

Julia 27: ed eccoci finalmente all’atteso “Io l’ho visto“. Quale è l’elemento che ha permesso a Julia di chiarire i fatti? L’identificazione del proprietario della pistola usata per l’omicidio. Dove è stata trovata la pistola? Nel fiume, vicino alla scorciatoia per Garden City. Chi ha confermato a Julia l’esistenza di questa scorciatoia? Il piccolo pescatore. Ora slittiamo indietro fino al sogno che troviamo da pag.42 a pag.47. La componente legata al vissuto personale è l’automobile che è sempre in panne. La componente legata ai recenti avvenimenti è la presenza di Townsend, di cui Julia ha rinvenuto il cadavere. Julia ad un certo punto nota colare dal naso di Towsend del muco, come spesso capita di rimproverare ai “bambini”, ma il moccolone in realtà è un “verme”. Una ventina di pagine dopo Julia chi incontra? Un prete in bicicletta che le fornisce le informazioni che le occorrono? No! Incontra forse un contadino che ara i campi? Neppure. Allora avrà sicuramente incontrato un pittore che ritrae il paesaggio bucolico! No, eh!? Ebbene sì, Julia incontra proprio un “bambino” che maneggia un “verme” che fa da esca. E’ il verme l’elemento sincronico e quindi profetico, eppure anche in questo caso Julia non si rende minimamente conto dell’attinenza col recente sogno. Questo, nonostante sia ovvio che in alcuni casi lei faccia un lavoro di associazioni di idee tipo quelle argomentate da Redfield, come avviene nell’ultima vignetta di pag. 94.

Polvere siamo e polvere torneremo! – disegni di Federico Antinori (c) SBE 2000

Perchè Berardi inserisce queste componenti senza esplicitarle? Gli incubi di Julia sono solo una conseguenza dei fatti precedenti al famoso caso Harrod? Quali sono gli intenti di Berardi per il futuro di Julia? Bho! Possiamo sempre dormirci sopra: forse riceveremo in sogno le agoniate risposte.

Ultima considerazione su Julia 27: abbiamo appurato l’esistenza di una correlazione fra componenti narrative fondamentali per l’indagine e i sogni di Julia. Quando Berardi inserisce nei sogni tali elementi oracolari, lo fa consapevolmente? Per il momento non lo sappiamo. Però!… Che strano!… Il nome del ragazzo… James Reid… sembra proprio una storpiatura di James Redfield… e il diminutivo Carol per la madre, fa venire in mente Carol Adrienne… ma no! Cosa ci viene da pensare! Si tratta sicuramente di una… “coincidenza”.

Questo articolo e la recensione per Julia 27, originariamente erano un corpo unico. La dicotomia si è resa necessaria per logiche redazionali: si ringrazia Fabrizio Gallerani per i preziosi consigli “attivi” elargiti.

 

Ed eccomi qua a commentare come mi sono sentito nel rileggere questo mio vecchio articolo. Ci sono molti elementi che mi identificano. Nel sogno stesso, l’esplosione atomica, poteva essere connessa non solo alla colazione a base di latte, ma a quelli che erano stati i miei studi di maturità. Mi diplomai in Energia Nucleare in un’epoca in cui si verificarono due eventi storici, l’incidente di Chernobyl del 26 aprile 1986 e il successivo Referendum in Italia l’8 novembre 1987 che spinse la nostra nazione alla chiusura delle centrali nucleari sul nostro territorio italiano. Quel percorso della mia vita è mero passato, mentre il mio rapporto con il fumetto fa ancora parte del mio presente, perchè le recensioni sono il mezzo con cui resto in contatto e sintonia con i miei colleghi del sito e con i lettori. La nostra è una bella famiglia ed abbiamo nuovi progetti in cantiere, ma questa anticipazione, come si suol dire, pur essendo il sogno fatto da qualcuno di noi e che sta per avverarsi, è tutta un’altra storia che non è ancora arrivata a completa maturazione, ma che vi racconteremo molto presto.

Daniele J. Farah

Io credo che per ogni evento della vita l'individuo possieda un organo che gli consenta di superarlo. Il fumetto diventa un evento insuperabile se ci tocca in quell'organo che ha lo scopo di annichilire tutti gli altri. ... Non datevi pena ... l'ho scritto solo per perturbarvi.

In base ad una direttiva europea ed alle indicazioni del garante privacy, è necessario il consenso prima di conservare cookie nel browser. Continuando a navigare in questo sito si acconsente ad usare cookie anche di terze parti. Se pensate che questa informativa sia inutile, beh, questa è una sensazione abbastanza comune... ma è un obbligo di legge lo stesso. Scusate per il disturbo. Per ulteriori informazioni cliccate qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi