Bob Morane

La popolare serie di Henri Vernes (popolare e sterminata: un’ottantina di albi in Francia) mi offre lo spunto per alcune considerazioni “finali” sulle BD che ho conosciuto e amato, durante la mia adolescenza, grazie alle riviste dell’Eura Editoriale.

1982, n° 26 della V annata di Skorpio con una prorompente Ursula Andress in copertina. Non appena terminata, nel numero precedente, la lunga cavalcata di Blueberry (76 episodi settimanali consecutivi), in questo numero ne inizia una nuova, praticamente della stessa lunghezza, dedicata a un’altra BD di grande successo: Bob Morane.

Di questa serie vengono pubblicati in tutto 22 albi, in 74 episodi settimanali consecutivi (ciascun albo viene suddiviso in 3 o 5 puntate). Il creatore è il belga Henri Vernes (pseudonimo di Charles-Henri Dewisme), autore quanto mai prolifico – e longevo: è morto a luglio 2021, alla veneranda età di 103 anni! – che ha scritto centinaia di romanzi e racconti, con cicli e archi narrativi che si intrecciano tra loro.
In particolare, Bob Morane fa il suo esordio nel lontano 1953, in romanzi dall’ambientazione tipica del genere avventuroso, ma in cui l’autore non disdegna di miscelare varie tematiche, dalla spy-story al genere fantastico e/o fantascientifico. Solo in seguito, agli inizi degli anni Sessanta, viene adattato come fumetto per varie riviste – tra cui Pilote e Tintin – e infine pubblicato nei cartonati di varie case editrici.

Skorpio pubblica – come dicevamo – 22 albi in totale, ma ignorando quelli iniziali, pubblicati dalla casa editrice Marabout (disegnati da Dino Attanasio) e dedicandosi invece a tutti quelli pubblicati da Dargaud, disegnati all’inizio da Gérald Forton che viene poi sostituito da William Vance; tutti tranne l’ultimo, intitolato Opération Wolf e datato 1980, che resta inedito.
Sono le storie del periodo d’oro del protagonista e del suo compagno di avventure Bill Ballantine, un periodo caratterizzato in particolare dalla saga dell’Ombra Gialla, un feroce nemico che torna alla ribalta in numerose occasioni.
Ricordo che le prime avventure di Bob Morane – rispetto, ad esempio, a quelle di Bernard Prince o di Luc Orient – mi sembravano già allora un pochino “datate”: in particolare, l’inserimento della macchina che permette di viaggiare nel tempo richiedeva un’eccessiva sospensione dell’incredulità, per una serie avventurosa e non dichiaratamente fantascientifica. Per capirci: in Valérian i viaggi nel tempo costituivano il caposaldo dell’intera narrazione, in Bob Morane mi sembravano un artificio troppo forzato.

In Francia le pubblicazioni proseguiranno presso la casa editrice Lombard – con Vernes ancora saldamente sul ponte di comando e i disegni dello spagnolo Coria – ma anche presso altre case editrici con altri disegnatori.
Solo nel 2015, con la dicitura Renaissance, i testi passano ad altri autori per un revival che, però, dura soltanto due albi (poi pubblicati da Skorpio nel 2017). Nel frattempo l’Editoriale Aurea aveva lanciato la ristampa di alcune avventure di Bob Morane, tra fine 2012 e metà 2013, in albi brossurati in bianco e nero senza contributi o redazionali: in tutto ne verranno pubblicati cinque, con due avventure in ciascun albo, dopodiché la collana verrà interrotta nonostante che il sesto numero fosse stato regolarmente annunciato.
Nel 2017 la Gazzetta dello Sport, nella benemerita Collana Avventura, prima ristampa tutte le storie pubblicate a suo tempo da Skorpio e poi continua con Operazione Wolf e altre undici storie disegnate da Coria (in cui torna più volte l’Ombra Gialla) per un totale di 16 volumi – dal n° 48 al n° 63 della collana – corrispondenti a 32 albi francesi. Ne consegue che più di metà delle storie di Bob Morane restano inedite in Italia, comprese quelle pubblicate da Marabout negli anni Sessanta.

Come scrivevo nell’introduzione, l’avventura editoriale di Bob Morane sulle pagine di Skorpio mi dà l’occasione per due considerazioni a proposito delle BD pubblicate nei primi anni Ottanta sulle riviste dell’Eura Editoriale.
La prima è di carattere generale e riguarda la mancanza assoluta di informazioni fornite ai lettori, che – nel migliore dei casi – venivano avvisati dell’inizio di una nuova serie tramite una pagina di pubblicità inserita nel numero in edicola una settimana prima, come successe ad esempio per Comanche (a onor del vero, va detto che lo stesso “trattamento” veniva riservato anche alle historietas).
Nulla sapevamo, come scrivevo in altri articoli, del formato originale di queste BD o del fatto che fossero completamente a colori; tanto meno sapevamo a quale periodo risalissero o quanto a lungo sarebbero state pubblicate.
Se però, per tutte le altre BD, veniva almeno mantenuto l’ordine di pubblicazione originale e ciascun albo veniva suddiviso regolarmente in tre episodi (tranne i casi di Blueberry e McCoy, sempre suddivisi in quattro episodi), Bob Morane costituisce una doppia eccezione. Infatti le due storie di Marabout “recuperate” da Dargaud non vengono pubblicate per prime, nonostante siano antecedenti alle successive; inoltre, quattro storie vengono suddivise in cinque episodi, con qualche rimontaggio parziale, mentre le altre vengono suddivise “normalmente” in tre episodi.

La seconda considerazione riguarda invece il diverso trattamento applicato dai due settimanali alle BD degli esordi.
Su Lanciostory i fumetti della scuola franco-belga debuttano a metà 1979, con La leggenda di Mc Coy che si alterna prima con Yves Sainclair (breve serie di Moliterni & Serres) e poi con Comanche, che in seguito – una volta terminato McCoy – si alterna con Bernard Prince che a sua volta si alternerà prima con Jonathan Cartland e poi con Luc Orient.
Solo con Simon del Fiume si avranno tutti gli albi pubblicati praticamente di fila (ma erano solo cinque), prima di una lunga pausa: l’ultimo episodio di Simon chiude infatti il 1982 e gli appassionati di BD dovranno attendere 30 numeri prima di una nuova avventura di Comanche, che sarà seguita di lì a poco da Buddy Longway.
Di tutt’altro tipo, invece, il criterio adottato per le BD su Skorpio: come dicevamo all’inizio, Blueberry viene pubblicato per 76 settimane consecutive e Bob Morane per le successive 74 (il che significa quasi tre anni in totale). Dopodiché gli appassionati dovranno attendere quasi un anno prima dell’inizio di una nuova BD, e cioè Jonathan – ultima serie franco-belga pubblicata, a sua volta, tutta di fila.

Due approcci completamente diversi, insomma: quale dei due preferivo? Beh, a me che non amavo particolarmente Blueberry, trovarne un nuovo episodio in ogni numero per mesi e mesi non andava granché… ma devo anche ammettere che per Jonathan mi andava benissimo. Nel complesso, però, preferivo l’alternanza proposta da Lanciostory.

Tutte le BD di cui ho parlato in questa rubrica, comunque, hanno reso indimenticabile la mia adolescenza, contribuendo – insieme alle historietas – a popolare il mio immaginario fumettistico in un momento in cui mi ero temporaneamente allontanato dalle letture bonelliane. Motivo per cui mi sento di ripetere, ancora una volta: grazie, benemerita Eura.

Con questo articolo ho esaurito le BD che ho conosciuto e apprezzato grazie all’Eura (di altre apparse nello stesso periodo, come ad esempio Iugurtha, preferisco tacere 🙂 nonostante fosse disegnata da Hermann nei primi episodi), MA questa rubrica non termina qui… Appuntamento a fine gennaio per parlare di altre BD, quelle che ho conosciuto negli anni Novanta – talvolta direttamente in versione originale – a partire da un grande classico dell’avventura: Largo Winch.

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Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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