I Consigli di uBC Fumetti: i migliori fumetti del 2021 sulla fine del mondo

Immaginare la fine del mondo, nella fantascienza, è sempre stato il pretesto per guardare a ciò che ci circonda con occhio più critico. La distanza messa in atto dal ragionamento post-apocalittico rende possibile agli autori un’esplorazione, tanto forte quanto concreta, di quelli che sono i temi contemporanei più dibattuti: l’umanità, l’ambiente, lo scontro sociale, la solidarietà, la politica.
Come ogni anno anche il 2021 ha visto pubblicare numerosi albi a tema.
Quale migliore occasione di quella della fine dell’anno per una breve selezione di quelli più interessanti?

Year Zero
di Benjamin Percy, Lee Loughridge, Ramon Rosanas
Chi sarà il successore di The Walking Dead? Fan ed editori sono ancora alla ricerca del franchise apocalittico dalle uova d’oro che sostituisca l’opera di Robert Kirkman.
Lo scorso anno ci ha provato Undiscovered Country, quest’anno è il turno di AWA Studios con il suo Year Zero.
Benjamin Percy, nonostante ci si aspetti (visti i precedenti del genere) una nuova epopea umana e sociale, tende piuttosto – almeno in questo primo numero – a descrivere la solitudine personale, lasciando quella politica e relazionale totalmente in secondo piano. L’apocalisse mostrata è quella dei singoli personaggi, presentati indipendentemente e descritti in maniera cruda e disincantata: illusioni, paure, difetti, ma anche (capita) stereotipi.
Talvolta prevedibile ma perlopiù divertente e affascinante, il viaggio nella no land zombie comincia bene e, grazie all’eccezionale lavoro di Lee Loughridge che tiene bene il gioco narrativo per comparti ideato da Percy, la storia scorre coerente e il plot si rafforza in vista del prosieguo delle pubblicazioni.
In Italia siamo al primo numero pubblicato da Star Comics; in America AWA ha già pubblicato il secondo, attendiamo news sui prossimi volumi.
Nota a margine: ogni albo, nell’edizione USA, presenta ben cinque variant cover, potete vederle sul sito dell’editore.

The Prism 1: Burn!
di Matteo De Longis
L’illustratore e designer bergamasco Matteo De Longis dà vita ad un progetto complesso, ambizioso ed affascinante: The Prism.
L’opera prevede sette volumi, uno ogni due anni, tutti editi da Bao Publishing.
In questo primo numero, Burn!, l’inquinamento acustico sta distruggendo la terra e solo una band musicale potrà salvarla dal S.O.T.W. (Smoke On The Water).
Gli sforzi congiunti delle potenze mondiali sono quindi concentrate ad inviare un gruppo di musicisti (al posto dei più classici minatori), in orbita per registrare il loro album.
Oltre ad un reparto grafico eccellente, De Longis cura ogni aspetto e sfumatura nel minimo dettaglio, riuscendo soprattutto ad ingegnare un sistema complesso – ma intuitivo e funzionale – per la rappresentazione dei suoni che sono, ovviamente, l’anima di questa graphic novel: il Triskelix.
Il primo albo scorre abbastanza veloce e ci permette di familiarizzare con i personaggi, con l’ambientazione e soprattutto con le scelte narrative messe in atto.
Dal prossimo volume sarà più semplice capire se il progetto avrà un importante valore narrativo o se la sua forza rimarrà esclusivamente quella delle immagini (e della musica).

Geist Maschine
di LRNZ
Che Lorenzo Ceccotti avesse una passione (ed una cultura) smisurata per il fumetto nipponico era chiaro sin dai tempi di Golem. Ma questa volta la rielaborazione e l’approfondimento messo in scena sono decisamente più profondi e significativi.
D’altronde, Golem la si potrebbe etichettare come “opera giovanile”, mentre il processo creativo alla base di questo Geist Maschine arriva dopo anni di lavoro, contaminazioni e produzioni di rilievo.
Il progetto era già noto e la sua genesi era stata sapientemente raccontata dall’autore in diretta su Twitch; quindi la spettacolarità dei disegni, del mecha design e delle ambientazioni post-apocalittiche non è stata una sorpresa.
Come invece quella di scoprire quanto da Miyazaki ci si sposti su nuove coordinate spaziando da Cannabis Works di Tatsuyuki Tanaka a The Last Guardian di Fumito Ueda, non ignorando mai quelli che sono i topoi classici del genere.
L’esplorazione del mondo di Geist Maschine è però sempre vincolata ed interpretata dalla sensibilità dei personaggi e dalla loro mai banale sfaccettatura.
Un lavoro affascinante, edito da quelli di Bao, che si apre con un primo volume che non è un semplice incipit e/o presentazione di personaggi e ambienti, ma punto di partenza di un viaggio potenzialmente mozzafiato.

The Seeds
di Ann Nocenti e David Aja
Il disegnatore spagnolo sta vivendo oggi una riscoperta ed un plauso anche tra i non lettori, visto il successo della serie Disney Hawkeye con Clint Barton e Hailee Steinfeld, che prende spunto (anche) dalla sua opera omonima.
Ann Nocenti, dal canto suo, oltre ad avere un curriculum invidiabile (Daredevil, The Incredible Hulk, Green Arrow ecc.) è stata da sempre vicina e sensibile alle tematiche socio-politiche di corruzione, femminismo, ambientalismo. In The Seeds, edita da Bao Publishing, riversa tutta la sua sensibilità nel raccontare un futuro possibile, distopico, in cui l’inquinamento ha quasi distrutto la vita sulla terra ed il mondo è diviso in zone isolate da muri: da un lato vivono le persone che hanno rifiutato la tecnologia, dall’altro vi è un mondo viziato e succube di questa.
Nonostante l’assenza di un vero e proprio climax che faccia impennare la narrazione, la storia è sempre affascinante ed il ritmo ben misurato. Più complicata è di sicuro l’immedesimazione con quanto stiamo leggendo ma, sul lungo periodo, il senso di straniamento, dato dalla scoperta di questo mondo, prende il sopravvento.
Scelta più sottile, meno diretta, ma forse – sul lungo termine – più efficace.
Il giudizio complessivo è quindi più che positivo. I due autori riescono egregiamente a trasmettere il messaggio prefissato e lo fanno con una forza congiunta, ciascuno al servizio del talento dell’altro.

L’Eternauta
di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López
Certo, è un pretesto, l’opera è del 1957 ma, essendo un capolavoro senza tempo, approfittiamo dell’edizione economica proposta quest’anno da Editoriale Cosmo per citarla.
Nonostante l’opera sia stata “costretta” al formato bonellide, l’iniziativa editoriale merita il plauso per il suo – contenuto – costo. Inoltre, a differenza della prima pubblicazione Eura, in questa viene rispettata l’originale disposizione delle tavole.
Ne avevamo già parlato nella nostra rubrica “Benemerita Eura” qualche mese fa ma, per chi se lo fosse perso (difficile), consigliamo sempre e comunque il recupero di quest’opera immortale che riesce ad essere, allo stesso tempo, opera sci-fi, manifesto politico/rivoluzionario e pietra miliare del fumetto internazionale.
Per approfondire ci sono decine di articoli, Wikipedia ma anche lo stesso editoriale della pubblicazione Cosmo. Noi, nostalgici, vi rimandiamo alla nostra scheda enciclopedica.
Buona lettura e buon anno nuovo.

Pasquale Laricchia

Cominciai a correre. Finché i muscoli non mi bruciarono e le vene non pomparono acido da batteria. Poi continuai a correre.

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