Dylan Dog Collezione Storica A Colori (Repubblica)

Quando, a inizio 2013, fu confermato che la Collezione Storica A Colori di Zagor non si sarebbe interrotta con il volume numero 50 bensì sarebbe stata ulteriormente prolungata (almeno fino a 71 volumi), ben pochi pensavano che il Gruppo Editoriale l’Espresso avrebbe lanciato di lì a poco un’altra collana di collaterali e addirittura dello stesso tipo.
Il debutto della CSAC dedicata a Dylan Dog colse quindi molti lettori di sorpresa, prendendo il via giovedì 21 febbraio con volumi che superavano le 300 pagine: ciò era dovuto al fatto che ciascuno di essi conteneva tre numeri completi del personaggio, ad un prezzo leggermente superiore alle analoghe collane precedenti.

Le copertine dei 50 volumi previsti erano inedite, opera di Bruno Brindisi – uno dei disegnatori dylandoghiani preferiti dai lettori – mentre all’interno, prima di ciascuna storia riproposta, erano incluse le copertine originali (di Claudio Villa fino al numero 41 del mensile e di Angelo Stano a partire dal numero 42).
Per quanto riguarda gli editoriali, l’onnipresente Luca Raffaelli era affiancato da Luca Crovi e soprattutto da Maurizio Colombo, autore dell’interessante rubrica Horroriana. Il primo volume, inoltre, era impreziosito da un’intervista di Gianmaria Contro al creatore di Dylan, Tiziano Sclavi.

Tutto sembrava quindi presagire l’ennesimo successo per Repubblica: Dylan Dog era il personaggio cult che aveva abbinato brillantemente il fumetto popolare e quello d’autore, grazie soprattutto all’innovativo stile di Sclavi.
Il personaggio che aveva risollevato la Sergio Bonelli Editore dopo alcuni anni di vacche magre.
Il personaggio che aveva raggiunto picchi di vendite stratosferiche (secondo soltanto all’eterno Tex), tanto da essere più volte ristampato.
Con tali presupposti, prevedevo che anche questa collana si sarebbe prolungata come le precedenti fino a raggiungere – o quasi – l’inedito in edicola e magari ampliarsi con ulteriori iniziative, come già successo per i Texoni: iniziai perciò ad acquistare i primi volumi con l’idea di fermarmi dopo venti numeri, in modo da limitarmi a rileggere le storie che mi erano piaciute così tanto più di 25 anni prima ed evitare ulteriori spese a oltranza.

E invece…

E invece, la collana si interruppe una volta raggiunto il 50° volume previsto, senza alcuna spiegazione – diciamo così – “ufficiale” per il mancato prolungamento della pubblicazione, dato da tutti per scontato.
Cosa non aveva funzionato? Forse le vendite erano state troppo inferiori rispetto alle previsioni? Forse il colore, che tanto era stato apprezzato per le collane precedenti, aveva scontentato gli appassionati dylandoghiani? Forse l’effetto nostalgia era stato minore, rispetto a Tex e Zagor? Forse il progressivo diradamento della presenza di Sclavi ai testi aveva influito sui gusti dei lettori, com’era successo anni prima per il sottoscritto? O forse la formula della CSAC iniziava a mostrare la corda?

Sinceramente non saprei dare una risposta precisa, anche se escluderei l’ultima ipotesi: poche settimane prima della conclusione di Dylan Dog, la CSAC di Zagor veniva ulteriormente prolungata e sarebbe proseguita per un altro anno e mezzo.
Credo invece che l’ipotesi più probabile sia proprio quella legata all’effetto nostalgia, che aveva spinto migliaia e migliaia di lettori a rileggere Tex e Zagor: il quarantenne / cinquantenne del 2013 era troppo diverso dall’adolescente folgorato da Dylan a metà anni Ottanta, o meglio reagiva in modo troppo diverso alle tematiche che lo avevano folgorato.

Al di là di queste considerazioni, comunque, la collana resta molto curata (con il tempo l’ho completata sul mercato dell’usato), grazie soprattutto agli interessanti editoriali a corredo che arricchiscono la riproposizione a colori e in gran formato dei primi 150 albi mensili di Dylan.

DYLAN DOG COLLEZIONE STORICA A COLORI
Repubblica in collaborazione con Sergio Bonelli Editore
50 uscite settimanali
21 febbraio 2013 – 31 gennaio 2014

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Marco Gremignai

"Gremignai? Quello che si occupa dei fumetti Bonelli all'estero?" "Eh già... Notevole, per uno che viene da Peccioli"

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