Tuareg!

Dopo l’uscita dell’articolo dedicato alla Trasferta Africana di Mister No ci è venuta una gran voglia di recuperare la scheda storica dedicata a “Sulle Piste del Sahara”, la storia migliore di quella bellissima saga, un’avventura realizzata magistralmente dalla coppia Guido Nolitta e Roberto Diso nel 1991.

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Sulle piste del Sahara

E’ sicuramente la storia più riuscita fra quelle del periodo africano di Mister No, quella cui Nolitta dedica le maggiori cure, riuscendo a confezionare un intreccio sorprendente tra realtà storica, notazioni antropologiche sui Tuareg, e svolte drammatiche, con Mister No, a conclusione della storia, costretto a scegliere tra l’amicizia ed i suoi principi.
Nolitta riesce a introdurci alla perfezione nel mondo dei Tuareg, dai vicoli e dal mercato di Agadès agli sconfinati orizzonti del deserto del Tenerè, tutto questo ovviamente con la complicità dello straordinario segno grafico di Roberto Diso, impareggiabile ad esempio nel tratteggiare il Minareto davanti il quale comincia l’avventura. E’ bilanciata alla perfezione la scorrevolezza della narrazione con le dotte informazioni di cui è infarcito l’albo (è il caso per esempio dei richiami storici alla rivolta mussulmana del Sahara francese del 1914-1918), per proseguire poi con svariate svolte drammatiche inframmezzate dall’ironia costante con cui Mister No affronta tutte le situazioni, e da continui richiami agli elementi classici della narrazione avventurosa, come i miraggi nel deserto e l’attacco dei Tuareg.
In questa storia Nolitta fornisce la versione definitiva del “suo” Mister No, anti-eroe ironico e generoso con le sue mille contraddizioni, sfaccendato nel suo vagabondaggio africano ma sempre pronto ad interessarsi a tutto ciò che lo circonda, dai dinosauri del cretaceo ai costumi Tuareg, ingenuo e malizioso allo stesso tempo, coraggioso nel salvare Mokhamed El Khorer all’inizio della storia ma vigliacco e scorretto nei confronti della fidanzata di turno, l’affascinante Jalila.

Mister No con El Khorer nella suggestiva notte stellata del Tenerè
disegni di Roberto Diso (c) 1991 SBE

E’ anche e soprattutto la storia di un’amicizia, tra il “vagabondo” americano e il Tuareg Mokhamed El Khorer, laureato alla Sorbona, che preferisce la vita nel deserto alla carriera accademica, con il sogno di unire il suo popolo nel momento dell’indipendenza futura dal colonialismo francese. Mokhamed El Khorer rappresenta il cosiddetto Terzo Mondo stanco della tutela economica e politica della vecchia Europa, rappresentata dal professor Le Blanc, ed è voglioso di affermare la dignità della propria cultura anche all’americano Mister No, cui comunque affida il proprio futuro ad occhi chiusi alla conclusione dell’avventura, sorprendendo lo stesso pilota.
Mister No si differenzia in questa storia dall’eroe tipico bonelliano, rappresentato da Tex, il perfetto mediatore tra la modernità imposta dall’uomo bianco e la difesa delle tradizioni delle popolazioni indigene. Il pilota nordamericano, non riuscendo ad evitare le esecuzioni finali e fuggendo alla sordina da Agadès, fallisce in in questo ruolo, ribadendo in maniera definitiva il suo peculiare carattere di anti-eroe all’interno del panorama fumettistico italiano.

Scheda tecnica

Mister No 188-191, Sulle Piste del Sahara, Sergio Bonelli editore, gennaio-aprile 1991.

Autori: testi Guido Nolitta – disegni e copertina Roberto Diso

Mister No, Making of Guido Nolitta, Edizioni If

Valutazione di uBC:

Ideazione/soggetto: 7/7
Sceneggiatura/dialoghi: 7/7
Disegni/copertina/lettering: 7/7

Valutazione complessiva: 100%

Note e citazioni

  • Storia densa di riferimenti socio-politici-culturali, a partire dalla presenza dei Tuareg, popolazioni berbere beduine africane, divise tra il Mali, il Niger e la Libia, di fede religiosa mussulmana ma capaci di difendersi tenacemente dall’arabizzazione, rimanendo così fedeli alla loro lingua ed ai loro costumi, divisi in varie tribù, come in questa storia i Kel-Ifeden di Mokahmed El Khorer e i Kel-Ahaggar loro rivali. All’epoca di questo episodio, motivo di divisione è rappresentato anche dalle differenti opinioni sull’opportunità o meno di una possibile indipendenza dai francesi, del quale Mokhamed è convinto assertore, e che sarà in ogni modo raggiunta nell’agosto del 1960.
  • E’ più volte citato nella storia Kaossen, il condottiero dei Tuareg Kel-Gress che guidò la rivolta senoussita in Niger dal 1914 al 1918, anni in cui il capo della setta dei Senoussi di Koufra in Libia, approfittando del primo conflitto mondiale in Europa, organizzò una autentica guerra santa contro i francesi nel Sahara. Kaossen, cui s’ispira Mokahmed El Khorer, riuscì a costituire un esercito di 3mila Tuareg e a conquistare Agadès e, prima di essere sopraffatto dal ritorno delle forze coloniali, a inviare un cospicuo bottino al Gran Senousso di Libia, destinato nell’avventura di Mister No ad essere ritrovato dal “cattivo” Jean Zirah.
  • Una parte della storia avviene nel giacimento fossile di Gadoafoua, nel deserto del Ténéré, tra resti di dinosauri del periodo cretaceo inferiore, come l’ouranosauro e lo styracosauro ritrovati dalla spedizione di Le Blanc.
  • N.188, pag.8, la prima vignetta in cui appare Mister No, sulla terrazza dell’Hotel de l’Air ad Agadès in contemplazione della moschea, è presa pari pari da una fotografia ritraente l’autore della storia, Guido Nolitta, nella medesima posizione e nel medesimo luogo, come si può confrontare a pag.35 del libro-intervista allo stesso Guido Nolitta, “The Making of Mister No“, delle edizioni If.

    Il minareto di Agadès
    disegni di Roberto Diso (c) 1991 SBE
  • N.188, pag.20, Mister No denigra l’imbevibile Pernod, tormentone che sarà proseguito in più di un’occasione da Nolitta nella storia seguente, “I legionari” (n.191-193).
  • N.188, pag.22, Mister No si trova ad Agadès a causa del guasto dell’aereo che dal Cairo lo stava portando a Dakar, da dove doveva imbarcarsi per il Sudamerica. A pag.72 inoltre Mister No è innervosito anche dalla mancanza di notizie dalle sue amiche di Fortaleza, responsabili involontarie del suo esilio africano, nell’albo n.167 “Africa!“.
  • N.188, pag.37, trattandosi di una storia ambientata in una colonia francese questa volta la colonna sonora non può non rimandare a “La Vie en Rose” di Edith Pfiaf, canzone che fa da contraltare musicale ironico al tentato regolamento di conti tra i Tuareg.
  • N.189, pag.52, immancabile ricordo di guerra per Mister No: appiedato nel Ténéré cerca inutilmente di rammentare le istruzioni del “Manuale di sopravvivenza nel deserto”, letto quando era un soldato.
  • N.189, pag.53-55, Mister No, abbandonato nel deserto, inizia ad avere dei miraggi e teme di fare la fine di Stanlio e Ollio o di Gianni e Pinotto nei rispettivi film.
  • Senza intaccare la drammaticità della storia, Guido Nolitta inserisce i consueti stacchi umoristici che vedono impegnato Mister No, nel n.189, pag.73-97, in una fuga ingloriosa nel campo Tuareg dopo un equivoco linguistico degno del miglior Cico, mentre è ancora più spassoso nel n.190, pag.19-30, il rapporto tra il pilota nordamericano e il suo cammello durante la marcia di avvicinamento al campo base della spedizione paelontologica.
  • A conclusione dell’avventura la guida Mahadi accompagna Mister No a Tamanrasset, dove con i soldi datigli da Mokhamed potrebbe pagarsi un aereo prima per Parigi e poi per Rio de Janeiro, ovviamente l’aereo da Tamanrasset non partirà neppure e, tentando di arrivare ad Algeri in camion, Mister No vivrà la storia successiva sull’altopiano del Tassili negli albi 191-193.

Incongruenze

  • N.189, pag.59, Mokhamed El Khorer soccorre uno stremato Mister No, assicurandogli di non averlo mai perso di vista dopo la sua partenza da Agadès. Non si spiega come mai allora lo lasci marciare da solo un’intera notte nel deserto.

La frase

  • “Io non posso certamente dire di conoscere bene quest’uomo… ma ho parlato molto con lui! Ho parlato con lui in un ormai lontano tramonto, di fronte alla moschea di Agadès… e ho parlato con lui per una notte intera, sdraiati sulla sabbia, con gli occhi fissi sulle stelle del nostro cielo! Qualcuno ha detto che le parole possono assumere diversa importanza a seconda del momento e del luogo in cui sono state pronunciate… bene.. le parole pronunciate da quest’uomo mi hanno svelato il suo cuore e io so cosa posso aspettarmi da lui, credimi, Toudet…”
    Mokhamed El Khorer garantisce per Mister No, N.190, pag.90-91

Trama
188. Mister No, alla ricerca di un sistema che gli permetta di tornare in Brasile dall’Africa, si trova ad Agadès, nel Niger, dove fa la conoscenza di Mokhamed El Khorer, giovane capo Tuareg che, dopo la laurea a Parigi, è tornato in Africa con l’intenzione di unire le varie tribù Tuareg in previsione dell’indipendenza dalla Francia.

L’infido Zirah e lo studioso Le Blanc
disegni di Roberto Diso (c) 1991 SBE

Mister No aiuta Mokhamed a sfuggire ad un agguato tesogli dai Tuareg dell’Hoggar, tribù contrarie al suo sogno indipendentista, ma non riesce ad evitare che il suo nuovo amico si opponga alla spedizione paleozoologica organizzata dal suo insegnante parigino (il professor Le Blanc) e dal mecenate Zirah, nel giacimento fossile di Gadouafoua, nel deserto del Tenerè, rea a suo dire di depredare il Niger delle sue ricchezze naturali. Il pilota americano, alla ricerca dei soldi necessari per ritornare in Brasile, accetta l’offerta lavorativa di Le Blanc e s’inoltra con i paleontologi nel deserto a caccia di ouranosauri e styracosauri…
189. … il finanziatore della spedizione, Zirah, sembra però più interessato al ritrovamento di quattro casse che suo padre aveva trafugato nel 1916 dal bottino di guerra di Kaossen, condottiero dei Tuareg ribellatisi ai francesi.

Con lo stupore di Mister No, El Khorer dà inizio all’attacco
disegni di Roberto Diso (c) 1991 SBE

I membri scientifici della spedizione rifiutano ovviamente di prestarsi alle losche trame di Zirah e nella sparatoria che ne consegue Mister No è abbandonato nel deserto. Il pilota nordamericano riesce a sopravvivere all’esperienza solo grazie all’intervento di Mokhamed, che con i suoi Tuareg intende raggiungere e bloccare la spedizione.
190. El Khorer non tenta neppure di parlamentare con Zirah, malgrado la schiacciante superiorità numerica dei Tuareg grazie alla rinnovata unità delle tribù del deserto.

L’attacco dei tuareg alla spedizione riesce, permettendo a Mister No di liberare il professor Le Blanc. La sete di vendetta di Mokhamed però non può essere saziata dallo morte di Zirah e dei suoi sgherri, ed il condottiero Tuareg “giustizia” di fronte a Mister No il suo professore di un tempo. A Mister No la scelta se denunciare o meno il nuovo leader dei Tuareg alle autorità coloniali…

La decisione di Mister No
disegni di Roberto Diso (c) 1991 SBE

191. … di fronte all’evocativo minareto di Agadès, dove ha conosciuto Mokhamed, Mister No decide di lasciare il Niger evitando di denunciare il possibile nuovo condottiero dei Tuareg.

Massimo Cappelli

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